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Che cos’e il Pip? Come funziona il Piano individuale pensionistico

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Cosa sono i piani individuali pensionistici?

Il Pip e uno strumento previdenziale previsto dalla legge italiana in favore di tutti i lavoratori. Questo strumento rientra nell’ambito della pensione complementare di tipo integrativo, ovvero la previdenza volontaria che si va ad aggiungere a quella obbligatoria prevista dalla legge. Ma come funziona il Pip? In pratica il Pip e uno strumento di accumulo del capitale che permette di distribuire i proventi attraverso una rendita vitalizia (o in altre forme) al raggiungimento dell’età pensionabile. Si parte dal versamento di contribuiti regolari che vengono veicolati in un piano di investimento, al raggiungimento dell’età pensionabile (o prima di esso nei casi stabiliti dalla legge).

Il vantaggio fiscale è sicuramente un aspetto da tenere in considerazione, ma va controbilanciato con la perdita di parte del controllo sul proprio capitale. Per questo esistono anche forme di accumulazione per la pensione più flessibili come la gestione patrimoniale, magari attraverso un piano di accumulo. Come sempre, il nostro suggerimento è di telefonare a uno dei nostri consulenti all’800 984 275 per ottenere un parere gratuito e senza impegno.

Come funzionano i piani individuali pensionistici?

Una volta raggiunta la soglia della pensione, quanto accumulato e investito attraverso un Pip viene erogato al contraente attraverso le modalità individuate dal contraente stesso.

Di base si parla di una rendita vitalizia, che va a integrare la pensione per tutta la vita del contraente. Ma si possono predisporre delle garanzie in favore degli eredi, per esempio. La rendita vitalizia reversibile viene erogata al beneficiario e, in caso di decesso di quest’ultimo, può essere goduta da un’altra persona.

Il Pip è reversibile?

Il Pip può diventare uno strumento pensionistico completamente reversibile. In caso di decesso del contraente prima dell’età pensionabile, infatti, quanto versato può essere interamente riscattato dagli eredi. Così, raggiunta l’età pensionabile, si può scegliere una forma di erogazione che offra una garanzia agli eredi.

Pip: come funziona?

Il vantaggio del Pip, ancor più di quello di altri strumenti previdenziali, è quello di offrire una certa flessibilità al contraente. Essendo uno strumento previdenziale, va da sé che si tratti di un tipo di investimento i cui frutti si possono godere a pieno dopo il raggiungimento dell’età pensionabile. Per incentivare questo tipo di investimento di lungo termine, il governo ha dunque predisposto un beneficio fiscale, che è descritto più nel dettaglio nel paragrafo successivo.

Nonostante i vincoli il Pip è uno strumento che nella maggior parte dei casi garantisce una certa flessibilità. Molti strumenti garantiscono la possibilità di modificare o interrompere i versamenti nel tempo senza dover incorrere in penali. Quando si seleziona un fondo pensione o un Pip però è sempre bene sincerarsi che esso garantisca adeguata flessibilità nell’intervenire sul piano dei versamenti, senza gravare l’investitore con penali eccessive.

Come riscattare un Pip?

Come detto, per godere di quanto accumulato attraverso un Pip bisogna raggiungere l’età pensionabile. Esistono alcuni casi, però, in cui è possibile recedere dall’investimento pensionistico in anticipo.

  1. Nel caso di gravi situazioni di salute, proprie o dei propri familiari, è possibile ritirare fino al 75% di quanto maturato.
  2. Dopo 8 anni di investimento si può richiedere l’anticipo del 75% in caso di necessità di acquisto o di ristrutturazione della prima casa.
  3. Sempre dopo 8 anni si può richiedere il 30% dell’ammontare versato senza bisogno di fornire ulteriori giustificazioni.

È possibile invece riscattare completamente il Piano individuale pensionistico nei seguenti casi.

  1. Morte del lavoratore in favore degli eredi.
  2. Invalidità che riduca le capacità lavorative.
  3. Prolungato periodo di disoccupazione.

Nei casi di riscatto e nel caso di anticipo per motivi di salute la tassazione è del 15% con la possibilità di ridurla al 9% dopo 35 anni di investimento, mentre negli altri casi di anticipo la tassazione è del 21%.

Il Pip conviene ancora nel 2019? La fiscalità del Pip

Per favorire l’investimento previdenziale il governo ha previsto dei prodotti con caratteristiche particolari così da incentivare le persone a scegliere delle soluzioni private per integrare la propria pensione. Sicuramente il Pip conviene fiscalmente rispetto ad altre forme di investimento, anche se bisogna vincolare il proprio capitale.

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Il Pip è deducibile?

Per i Pip sono previsti i medesimi vantaggi fiscali tipici dei fondi pensione aperti. Si possono dedurre i contributi versati fino a 5.164,57 euro all’anno: questo vuol dire che quanto investito nel Pip andrà a ridurre la base imponibile Irpef.

Se hai un reddito di 50.000 euro e versi 5.000 euro in un Pip, le imposte sul reddito ti verranno calcolate su una base di 45.000 euro, comportando un risparmio considerevole. All’interno della soglia dei 5.000 vanno considerati l’eventuale contributo del datore di lavoro e i versamenti effettuati per soggetti terzi come per esempio un figlio a carico a favore del quale si decide di aprire una posizione. Non si considera invece la quota del Tfr eventualmente dedicata all’investimento pensionistico.

Il Pip è detraibile?

Molte persone, non avendo ben chiara la distinzione tra detraibilità e deducibilità, si fanno questa domanda. Come spiegato nel precedente paragrafo, il Piano individuale pensionistico è deducibile per versamenti fino a 5.164,57 euro.

Regime fiscale dei rendimenti

Oltre a questo vantaggio il Pip beneficia anche di una tassazione agevolata sul capital gain. I rendimenti generati dall’investimento saranno tassati al 20% e non al 26% come gli altri investimenti.

Tassazione dei versamenti

Quando il Pip viene erogato, le prestazioni o il riscatto anticipato godono di una tassazione distinta rispetto a quella sul reddito. Per quanto riguarda le normali prestazioni, il Pip gode di base di una tassazione del 15%. Questo ammontare si riduce dello 0,3% per ogni quota di partecipazione alla forma pensionistica oltre il 15esimo per un massimo di 20 anni. Questo vuol dire che dopo 25 anni di partecipazione allo strumento pensionistico la tassazione sul reddito sarà del 9%. Questa tassazione vale anche in caso di anticipazione per motivi sanitari o in tutti i casi di riscatto stabiliti dalla legge (disoccupazione prolungata, invalidità, decesso, mobilità o cassa integrazione).

In caso di anticipazione o di riscatto per altri motivi stabiliti per via contrattuale varrà invece una tassazione del 23%.

Questi regimi di tassazione speciale valgono solo per quanto generato attraverso i versamenti dedotti. Le prestazioni generate invece dai rendimenti (già tassate annualmente al 20%) e dai versamenti non dedotti (magari quelli eccedenti la quota di 5.164,57 euro l’anno), saranno invece totalmente esenti da tasse.

Pip per i minori: i piani individuali pensionistici per i figli a carico

Il Piano individuale pensionistico, proprio come altre soluzioni previdenziali previste dalla legge italiana, prevede la sottoscrizione a beneficio di un minore. Quando si sottoscrive un piano individuale pensionistico per un minore bisogna ricordare che egli godrà delle stesse garanzie che lo strumento garantisce a tutti i beneficiari in termini di flessibilità. Questo vuol dire che chi sottoscrive un Pip avrà la possibilità di anticipare oltre il 30% del premio versato in caso di necessità di studio o per avviare un’attività. La persona che effettuerà i versamenti, pur non essendo la beneficiaria dello strumento, avrà la possibilità di godere comunque del vantaggio fiscale legato alla deducibilità.

I Pip sono impignorabili?

Il vantaggio dei Pip rispetto ad altri strumenti della previdenza complementare è la loro impignorabilità. I piani individuali pensionistici sono impignorabili e insequestrabili dall’autorità giudiziaria. Questo vuol dire non solo che non sarà possibile il pignoramento in favore dei creditori dello strumento prima della data di scadenza, ma anche che non potranno essere pignorati i versamenti che il sottoscrittore riceve una volta raggiunta l’età pensionabile.

Pip, Pac o fondo pensione aperto. Qual è il miglior strumento per la pensione?

Il vantaggio fiscale è sicuramente un aspetto da tenere in considerazione, ma va controbilanciato con la perdita di parte del controllo sul proprio capitale. Per questo esistono anche forme di accumulazione per la pensione più flessibili come la gestione patrimoniale, magari attraverso un piano di accumulo. Come sempre, il nostro suggerimento è di telefonare a uno dei nostri consulenti all’800 984 275 per ottenere un parere gratuito e senza impegno.

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