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Investire in borsa: consigli utili, cosa serve e a chi rivolgersi per giocare in borsa

Investire in borsa: cosa serve e a chi rivolgersi per giocare in borsa

Per investire in borsa per prima cosa si deve aprire un conto titoli, ossia uno specifico conto esclusivamente destinato agli investimenti, il quale chiaramente comporterà dei costi.

Occorre poi rivolgersi ad un intermediario autorizzato a operare sui mercati, quindi in possesso di specifica licenza.

Gli intermediari possono essere:

  • la propria banca
  • una SGR (Società di Gestione del Risparmio)
  • una SIM (Società di Intermediazione Mobiliare)

Per quanto riguarda le SIM, offrono servizi diversi: attività di brokeraggio, quindi di negoziazione e collocamento dei titoli per conto di terzi (banche o società emittenti); attività di negoziazione e collocamento per conto proprio se proprietarie di un portafoglio titoli; attività di gestione dei portafogli d’investimento dei clienti.

Banca e Sim rappresentano realtà piuttosto diverse per costi e servizi offerti ma in ogni caso soprattutto se agli inizi, avvantaggiarsi di una consulenza professionale esperta, aiuta ad evitare rischi troppo elevati e dannose conseguenze.

Su cosa investire.

Dopo aver scelto il canale attraverso il quale investire si deve riflettere su quale strumento finanziario puntare: azioni, obbligazioni, fondi comuni a gestione attiva, fondi comuni a gestione passiva (ETF), etc.

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Non esiste una ricetta perfetta ma solo una buona e personale costruzione del portafoglio nel rispetto delle proprie esigenze e caratteristiche. Per questa ragione sono sempre valide le seguenti regole:

  • Diversificare l’investimento (non investire tutto solo in azioni o obbligazioni o puntare esclusivamente su un dato settore, Paese o valuta). È consigliabile scegliere un investimento diversificato in diverse asset class, come accade con la sottoscrizione dei fondi comuni o degli ETF che consentono di investire in un paniere di titoli di vario genere (azionari, obbligazionari, titoli di Stato, materie prime etc)
  • Iniziare con investimenti di piccole somme
  • Conoscere i costi relativi all’investimento (costo di apertura, mantenimento e chiusura del conto titoli, nonché il costo dell’acquisto e della vendita del titolo). A questi costi variabili sono da aggiungere quelli fissi di bollo (lo 0,20% dell’investito) e le tasse sulle rendite (26%  o 12,5% sul rendimento ottenuto).

Infine se ancora poco pratici o privi del tempo necessario per studiare, capire e interpretare il mercato, è consigliabile evitare il fai da te e chiedere l’ausilio di una figura specializzata, sia questa il consulente bancario o quello di una Sim.

Quando comprare e vendere.

Solitamente vale il principio per cui quando un titolo perde valore è il momento di comprarlo in vista di un suo futuro apprezzamento. Per contro quando un titolo del nostro portafoglio ha segno positivo (quindi è cresciuto di valore rispetto al prezzo al quale l’abbiamo acquistato) potrebbe essere il momento di vendere.

Facile? Per nulla. Infatti è importante considerare che il titolo acquistato ad un basso prezzo potrebbe in realtà non recuperare mai suo valore, ma anzi continuare a perderlo nel tempo.

Per questo motivo la conoscenza dei mercati e l’interpretazione del loro andamento, è materia per esperti e rimane un terreno impervio.

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