Fondo Pensione: cos’è e perché è importante costruirne uno

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Parlando di fondo pensione, o fondo di previdenza, bisogna considerare che si tratta di uno strumento estremamente interessante e utile per vivere serenamente gli anni successivi al pensionamento. D’altronde, le preoccupazioni sulle pensioni in Italia rappresentano una problematica attuale e molto diffusa tra i lavoratori, specialmente quelli più giovani che si chiedono se riusciranno mai a raggiungere l’età pensionabile e l’età contributiva per ottenere una pensione adeguata, nel momento in cui lasceranno il proprio lavoro.

Conoscere cos’è e come funziona un fondo pensione è consigliato sia ai dipendenti che ai liberi professionisti, specialmente perché le pensioni pubbliche non sono più sufficienti. A questo proposito, con la Legge di Bilancio 2026 sono state introdotte alcune novità sostanziali per i lavoratori dipendenti.

Il fondo pensione integrativo, definito anche fondo di previdenza complementare, è senza dubbio la migliore soluzione al problema. Ma cosa sono realmente i fondi pensione e come funzionano? In questo articolo vi spiegheremo tutto quello che bisogna sapere prima di aprire un piano pensionistico integrativo, inoltre vedremo come scegliere i migliori fondi pensione e cosa valutare nella scelta della soluzione più adatta alle proprie esigenze.

Cosa sono i fondi pensione? I fondi pensione sono una forma di previdenza complementare che, una volta raggiunta l’età pensionabile, può integrare efficacemente l’assegno previsto dalla pensione obbligatoria.
Quando conviene aprire un fondo pensione? Il prima possibile. Maggiore è l’orizzonte temporale per il quale si accantonano e reinvestono le somme destinate al fondo pensione, maggiore sarà il rendimento delle stesse al momento della riscossione.
Quanti tipi di fondi pensione esistono? In Italia i principali tipi di previdenza integrativa sono tre: fondo pensione aperto, fondo pensione chiuso e piano individuale pensionistico (PIP).
La previdenza complementare offre vantaggi fiscali? Si, la legge dell’1 gennaio 2007 ha previsto una serie di vantaggi fiscali per tutti coloro che accantonano delle somme in un fondo di previdenza complementare.

Cos’è un fondo pensione? Caratteristiche e tipologie

La prima domanda che ci si pone nel momento in cui si parla di pensione integrativa è cosa sia in realtà questo strumento, come funziona un fondo pensione e quale sia la pensione integrativa migliore. Esistono, infatti, diverse tipologie di fondi pensione e prima di scegliere la tipologia di assegno che andrà a integrare la propria pensione statale (o costituisca il proprio sostentamento nel caso dei lavoratori autonomi), bisogna capire le modalità di riscatto dello stesso e quali vantaggi fiscale offre il fondo pensione prescelto.

Iniziamo a comprendere la differenza tra i fondi pensione previsti dalla legge italiana:

PiP (Piani individuali pensionistici): il PIP o piano individuale pensionistico è una tipologia di fondo pensione che si realizza esclusivamente presso una compagnia di assicurazioni attraverso un contratto di assicurazione sulla vita e può essere stipulato soltanto su base singola e individuale. I vecchi PIP stipulati fino al 31 dicembre 2006 non possono più accettare nuove adesioni, mentre è possibile aderire ai nuovi PIP conformi al D.Lgs. 252/2005. In questo caso non è possibile contribuire al PIP con il TFR per i dipendenti pubblici, mentre per i lavoratori privati non è consentito farlo con modalità tacite. Il PIP è una forma pensionistica complementare che ha un patrimonio slegato da quello della compagnia assicurativa che lo istituisce, un aspetto che garantisce la protezione del capitale in quanto non può essere usato per pagare eventuali creditori della società di assicurazione.

Fondi pensione chiusi: raccolgono i contributi di tutti i lavoratori che decidono di aderirvi e investono queste somme per riuscire, in futuro, ad erogare un assegno che vada a integrare efficacemente le somme spettanti dalla pensione obbligatoria. Costituiscono, allo stesso modo, un vero e proprio capitale di sicurezza per i lavoratori autonomi che, terminata la propria carriera lavorativa, vogliono riscattare quanto accantonato nel corso degli anni di attività. I fondi pensione chiusi, si consideri, sono strumenti finanziari soggetti alla contrattazione collettiva aziendale o nazionale. Possono essere differenti a seconda del territorio in cui risiede il lavoratore o avere limitazioni e regolamenti differenti di società in società (o a seconda della categoria di lavoratori cui si appartiene);

Fondi pensione aperti: sono accantonamenti che vengono istituiti presso le banche, le compagnie assicurative o società private che si occupano di gestire i risparmi di chi vi aderisce. Possono accogliere i contributi su base singola o di gruppo (dunque vi si aderisce su decisione individuale o collettiva). A un fondo pensione aperto possono aderire sia i lavoratori che i soggetti che non svolgono attività lavorativa. In particolare, è possibile aderire al fondo pensione aperto autonomamente o in modo collettivo: in quest’ultimo caso la legge prevede anche un contributo da parte del datore di lavoro. Come vedremo tra poco, dal 2026 il TFR viene accantonato automaticamente nel fondo pensione, per cui cambiano alcuni aspetti sia per i lavoratori che per i datori;

CaratteristicheFondi Pensione ChiusiFondi Pensione ApertiPIP (Piani Individuali Pensionistici)
DestinatariCategorie di lavoratori specificheAccessibili a chiunqueIndividui interessati a forme pensionistiche private
Struttura e gestioneIstituiti attraverso contratti collettiviGestiti da banche, assicurazioni o società di gestioneBasati su contratti di assicurazione sulla vita
Modalità di adesioneRiservati ai lavoratori di specifici settori Adesione volontaria, aperta a tuttiAdesione individuale tramite assicurazioni
Vantaggi fiscaliContributi deducibili; tassazione agevolataContributi deducibili; tassazione agevolataContributi deducibili; tassazione agevolata
Rendimenti potenzialiGeneralmente stabili, mamoderatiRendimenti variabili, dipendenti dalle strategie di investimentoRendimenti legati alle polizze vita e strategie assicurative

Come funziona un fondo pensione? Chi può aderire?

Il funzionamento del fondo pensione si basa sul meccanismo della capitalizzazione: ad ogni aderente corrisponde un fondo di previdenza complementare in cui, nel corso del tempo, vengono accumulate le somme versate periodicamente e i rendimenti derivanti dagli investimenti che sono stati fatti nel corso degli anni da parte di chi gestisce i fondi di pensione complementare.

Chi può aderire, dunque, al fondo pensione? La previdenza complementare è aperta a chiunque, dunque sia ai lavoratori dipendenti sia ai lavoratori autonomi e liberi professionisti, ad eccezione dei fondi pensione chiusi che sono riservati a specifiche categorie di lavoratori.

Esistono però diverse tipologie di fondo pensione privato. La prima differenza sta nel periodo di tempo per cui si decide di bloccare le somme versate. Ci sono tipologie di pensione complementare che bloccano i contributi per 25 anni, altre invece che superano i 45 anni: si comprende, quindi, che più tardi si apre un fondo di previdenza complementare e meno anni conviene bloccare le somme.

Il fondo pensione integrativa, inoltre, può avere diversi livelli di rischio a seconda del tipo di investimenti effettuati e della sua composizione. Per questo motivo è importante analizzare a fondo il proprio profilo di contribuente e scegliere il fondo pensione con il livello di rischio più conveniente e adatto alla propria propensione al rischio e ai propri obiettivi finanziari.

Quanto si rischia con i fondi pensione?

Anche destinare denaro all’interno di un fondo pensione può comportare un certo rischio, come per qualsiasi forma di investimento. Abbiamo detto che è possibile creare un fondo di previdenza complementare basandosi su diversi livelli di rischio. Le problematiche che si devono considerare, infatti, sono le seguenti:

  • rischio di mercato, secondo cui il valore delle attività del fondo pensione può aumentare o diminuire in base alle condizioni del mercato finanziario;
  • rischio di liquidità, per il quale fondo potrebbe non essere in grado di liquidare rapidamente le sue attività per soddisfare la domanda dei partecipanti;
  • rischio di credito, a causa del quale il fondo può essere esposto al rischio di credito se investe in obbligazioni emesse da società o governi con rating bassi o non affidabili;
  • rischio di gestione, alla quale è affidata la performance del fondo. Quest’ultima dipende, per l’appunto, dalla qualità delle scelte fatte in fatto di investimenti.
Profilo di RischioDescrizioneAllocazione TipicaOrizzonte Temporale Rendimento Atteso
BassoInvestimenti focalizzati su strumenti a reddito fisso di alta qualità, con bassa volatilità.Prevalenza di obbligazioni governative e corporate di alta qualità.Breve termine (fino a 5 anni).Bassi, ma con elevata stabilità.
MedioCombinazione bilanciata di strumenti a reddito fisso e azioni, offrendo un equilibrio tra rischio e rendimento.Mix di obbligazioni e una quota moderata di azioni.Medio termine (5-10 anni).Moderati, con una certa esposizione alla volatilità del mercato.
AltoMaggiore esposizione a strumenti azionari e mercati emergenti, con l’obiettivo di massimizzare i rendimenti.Percentuale significativa di azioni e investimenti in mercati emergenti.Lungo termine (oltre 10 anni).Elevati, ma con maggiore volatilità e rischio associato.

Come influisce l’inflazione sulla pensione integrativa?

L’inflazione è un elemento cruciale da considerare quando si pianifica il risparmio per la pensione, poiché può erodere il valore reale dei tuoi risparmi nel tempo. L’inflazione rappresenta l’aumento generale del livello dei prezzi e, quando i prezzi salgono, ogni euro che hai risparmiato acquista meno di prima.

Quando si investe in un fondo pensione, il rendimento deve essere sufficientemente alto non solo per generare un guadagno, ma anche per compensare l’effetto dell’inflazione. Se il rendimento del tuo fondo pensione è inferiore al tasso di inflazione, infatti, il potere d’acquisto del tuo capitale accumulato nel tempo diminuirà.

Ad esempio, se il rendimento annuo del tuo fondo pensione è del 3% ma l’inflazione è del 2%, il tuo rendimento reale sarà solo dell’1%. Questo significa che, sebbene il valore nominale dei tuoi risparmi sia aumentato, il loro valore reale, ovvero la quantità di beni e servizi che possono essere acquistati, è aumentato solo dell’1%. Pertanto, al momento di scegliere un fondo pensione è importante considerare non solo il rendimento nominale, ma anche l’impatto dell’inflazione sul rendimento reale.

Fondi pensione e TFR: cosa cambia con la manovra 2026?

Va evidenziato che nel 2026 ci sono alcune grosse novità in merito ai fondi pensione e in generale alla previdenza integrativa. Con l’ultima Legge di Bilancio infatti è stato stabilito che dal 1 luglio 2026 per tutti i nuovi dipendenti del settore privato (ad esclusione dei lavoratori domestici) il TFR verrà destinato in modo automatico ad un Fondo Pensione.

Questo passaggio cambia le carte in tavola per i lavoratori e per i datori di lavoro, perché sposta l’attenzione sulla necessità di accantonare delle somme ad una previdenza integrativa. Il lavoratore può comunque rinunciare all’accantonamento nel fondo, ma deve espressamente segnalarlo entro 60 giorni dall’assunzione. Precedentemente, si poteva scegliere di destinare il TFR in un fondo complementare entro 6 mesi dall’assunzione.

Il TFR quindi verrà destinato al fondo pensione di riferimento in base agli accordi collettivi in essere a al comparto specifico in cui operano il lavoratore e l’azienda. Scatta quindi un meccanismo di “silenzio assenso”, ma non solo: il lavoratore potrà, successivamente, scegliere per un fondo differente (anche aperto), senza perdere il contributo obbligatorio da parte del datore. Come vedremo tra poco, cambia anche la tassazione.

Infine, i lavoratori potranno richiedere di ritirare le somme prima del tempo per il 60% (contro il 50% precedente). Nella tabella, i vantaggi del TFR in un fondo pensione.

Vantaggio

Specifiche

Capitale accumulato

Il risparmiatore ha la certezza di recuperare il capitale versato, al netto di eventuali perdite di mercato.

Anticipazioni

Possibilità di richiedere anticipi in situazioni specifiche, come spese sanitarie, acquisto o ristrutturazione della prima casa. (Fino al 60% dal 2026)

Reversibilità

In caso di decesso, il capitale accumulato può essere trasferito ai beneficiari designati.

Riscatto anticipato

Permesso di riscattare il capitale in caso di gravi eventi come disoccupazione di lunga durata o invalidità.

Protezione fiscale

Tassazione agevolata sui rendimenti e sulla pensione complementare rispetto ad altre forme di risparmio.

Quanto costano i piani di accumulo previdenziale?

Informandosi sui fondi pensione integrativi, una questione cruciale emerge spontaneamente: quanto si paga per questi investimenti? La consapevolezza dei costi associati ai fondi pensione è vitale per effettuare una scelta con saggezza.

Per confrontare efficacemente i costi delle diverse opzioni pensionistiche, è indispensabile utilizzare l’Indicatore Sintetico di Costo (ISC). Questo strumento esprime in termini percentuali l’incidenza annua dei costi a carico dell’iscritto, fornendo una panoramica chiara e immediata delle spese sostenute. Ogni fondo ha il dovere di rendere pubblico l’ISC, permettendo così un confronto trasparente e informato tra le diverse opzioni disponibili sul mercato.

Affrontare i costi dei fondi pensione integrativi richiede quindi un’attenzione meticolosa e informata, ponendo l’ISC sotto la lente d’ingrandimento per garantire un futuro finanziario sereno e protetto (a livello puramente esemplificativo, puoi leggere la nostra analisi del fondo pensione offerto da Intesa Sanpaolo e le sue performance paragonate all’offerta di Moneyfarm).

Qual è la tassazione dei fondi pensione?

Dal primo gennaio 2007 chi istituisce un fondo pensione e si informa approfonditamente su come funziona può accedere a svariati vantaggi fiscali che comportano una tassazione agevolata della rendita vitalizia. In particolare, per diminuire la tassazione dei fondi pensione si può accedere a:

  • Deducibilità del fondo pensione, poiché il fondo pensione è deducibile dalla dichiarazione dei redditi (con qualche novità per il 2026);
  • Prelievi fiscali più vantaggiosi per i rendimenti ottenuti attraverso l’investimento in BOT o da altri impieghi;
  • Aliquota decrescente sulla rendita vitalizia che diminuisce di anno in anno fino ad un minimo del 9%. 

Deducibilità contributi dal reddito

Fino a 5.300 euro l’anno, anche per i familiari a carico

Tassazione rendimenti

Aliquota del 20% anziché del 26%

Tassazione pensione integrativa

Aliquota ridotta al 15% che può ridursi fino al 9% in base agli anni di partecipazione


Dal 2026, va ricordato il limite della deducibilità annua delle imposte sui contributi versati al fondo pensione, che sale a 5.300 euro annui, contro i 5.164,57 precedenti. Nella pratica si abbassano le imposte, perché si va a pagare meno Irpef.

Facciamo un esempio: un lavoratore percepisce 35.000 € annui, versandone 5.300 € nel fondo pensione. Con il vecchio limite, questo si traduce in un risparmio fiscale di 1.807 € circa, mentre con il nuovo limite sarebbe di 1.855 €. Nella pratica, il lavoratore nel 2026 risparmia, in più, la differenza tra queste due cifre, ovvero quasi 50 euro.

La riforma introdotta con la Legge di Bilancio 2026 ha un chiaro obiettivo: incentivare i lavoratori ad accantonare del denaro in un fondo pensione, soprattutto perché con il sistema pubblico si prevedono pensioni più basse nel futuro.

Il fondo ha un altro vantaggio: non dev’essere dichiarato sull’ISEE, poiché le somme che vanno ad essere accantonate vengono già dichiarate sotto altre voci e non costituiscono una forma di reddito o un rapporto finanziario a sé stante.

Qual è la differenza tra fondi pensione e PAC?

Chi intende accantonare delle somme per godere in futuro di tranquillità economica, potrebbe chiedersi quali differenze ci siano tra i fondi pensione integrativa e un piano di accumulo su cui versare anche solo 100 euro al mese, generalmente indicato come PAC. Ebbene, la differenza sostanziale consiste nel fatto che il PAC risulta essere più flessibile del fondo pensione complementare, poiché permette di reinvestire su un paniere di strumenti molto più variegato e diversificato, in grado di controllare e applicare diversi livelli di rischio.

Qualora non si abbiano le competenze per gestire autonomamente questa tipologia di investimento, affidarsi alla gestione patrimoniale è la scelta più adatta. Questa soluzione, infatti, consentirà inoltre di comprendere se per il proprio profilo di contribuente sia più conveniente un fondo pensione o un PAC e, nel primo caso, capire quali rendimenti offra il miglior fondo pensione.

Come scegliere il miglior fondo pensione?

Sul mercato esistono numerosi tipi di fondi pensione diversi, perciò non è semplice individuare quello giusto. Tuttavia, esistono alcuni fattori da considerare per scegliere il miglior fondo pensione in modo consapevole, ossia quello più adatto alle proprie esigenze.

Ecco quali sono gli elementi principali da valutare in queste circostanze:

  • Profilo personale: il primo aspetto da analizzare nella scelta di un fondo pensione è senza dubbio il proprio profilo personale. In base alle proprie necessità personali, all’età anagrafica al momento della sottoscrizione del fondo pensione e ai propri obiettivi, infatti, è possibile orientarsi su alcune tipologie specifiche di fondi pensione. Ad esempio, le persone più giovani possono preferire dei fondi pensione che offrono rendimenti potenziali più elevati a fronte di un rischio maggiore nel breve termine grazie alla possibilità di mitigare i rischi nel lungo periodo, per esempio scegliendo un fondo pensione azionario più volatile ma anche potenzialmente più redditizio.
  • Tipo di fondo pensione: in genere i fondi pensione aperti sono più flessibili, mentre i fondi pensione chiusi o negoziali sono riservati solo a specifiche categorie di lavoratori. Ci sono poi anche i PIP (Piano individuale pensionistico), basati su un contratto di assicurazione sulla vita che offrono maggiori opzioni di personalizzazione.
  • Costi: un fattore essenziale nella scelta del fondo pensione migliore è l’analisi dei costi. Ciò è possibile attraverso il confronto di alcuni parametri come l’ISC (Indicatore sintetico di costo), un indicatore che esprime il costo annuale di un fondo pensione in modo semplice e immediato. Ad esempio, sul sito di COVIP, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, è possibile consultare le tabelle che facilitano la comparazione dei fondi pensione in base all’ISC, effettuando anche confronti specifici in base al tipo di fondo pensione (aperto, negoziale e PIP), al periodo di permanenza (2, 5, 10 o 35 anni) e alla categoria di investimento (obbligazionario, garantito, azionario o bilanciato).
  • Rendimenti e performance: prima di sottoscrivere un fondo pensione è altrettanto importante analizzare le performance storiche. Benché i rendimenti passati non siano una garanzia sui rendimenti futuri, infatti, esaminare le prestazioni ottenute fino a quel momento dal fondo pensione di proprio interesse consente di compiere una scelta più informata e consapevole.

FAQ

Come funzionano i fondi pensione?

I fondi pensione sono un tipo di investimento a lungo termine che consente alle persone di mettere da parte denaro per la pensione. I contributi vengono investiti in una varietà di strumenti finanziari, come azioni, obbligazioni e immobili, con l’obiettivo di generare un rendimento maggiore rispetto ai conti di risparmio tradizionali.

Quanto si guadagna con i fondi pensione?

Il guadagno con i fondi pensione dipende dalle performance degli investimenti scelti e dalla durata dell’investimento. Poiché i fondi pensione sono progettati per essere a lungo termine, c’è la possibilità di generare un rendimento significativo nel corso del tempo. Tuttavia, i fondi pensione comportano anche un certo livello di rischio poiché i rendimenti sono influenzati dalle condizioni del mercato.

Quando conviene fare un fondo pensione?

Conviene certamente aprire un fondo pensione se si ha un orizzonte di lungo termine e si vuole generare un reddito supplementare in futuro per la pensione. Inoltre, i fondi pensione possono essere una buona scelta anche per coloro che desiderano diversificare i propri investimenti e/o non hanno la conoscenza o il tempo per gestire attivamente il proprio portafoglio. I fondi pensione aperti tardivamente, inoltre, possono comunque costituire una certezza economica nel momento in cui si raggiunge l’età pensionabile, anche se in questo caso offriranno rendimenti più bassi per via del ridotto orizzonte temporale.

Qual è la differenza tra fondo pensione chiuso e aperto?

Un fondo pensione chiuso è riservato ai lavoratori di un determinato settore o azienda e spesso è gestito da un ente di categoria o un’azienda specifica. Offre piani pensionistici negoziati collettivamente e non è aperto al pubblico generale. Al contrario, un fondo pensione aperto è accessibile a qualsiasi individuo, indipendentemente dal settore di appartenenza, e viene gestito da società di gestione del risparmio. Entrambi i fondi permettono di accumulare risorse per la pensione con vantaggi fiscali.

In che modo il TFR incide sul fondo pensione?

Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) è una quota di retribuzione che l’azienda accantona per ogni lavoratore e che viene liquidata al momento della cessazione del rapporto di lavoro.Da luglio 2026 sarà attiva la modalità di silenzio-assenso, per cui per tutti i nuovi dipendenti assunti nel settore privato, il TFR verrà automaticamente dirottato su un fondo pensione, in base agli accordi sindacali e al settore.

Come vengono tassate le prestazioni erogate da un fondo pensione integrativo?

Le prestazioni erogate da un fondo pensione integrativo al momento del pensionamento sono soggette a tassazione separata. L’aliquota imposta dipende dall’età del beneficiario al momento del pagamento e dalla durata del piano pensionistico. Generalmente, l’aliquota è ridotta rispetto a quella ordinaria sul reddito e può essere ulteriormente diminuita se le prestazioni sono erogate in forma di rendita anziché capitale.

Qual è il fondo pensione più vantaggioso?

Il fondo pensione più vantaggioso è quello che si adatta meglio alle proprie esigenze personali, una decisione da prendere dopo un’attenta valutazione di costi, rendimenti e tipo di investimenti legati al fondo pensione.

Quanto mi conviene versare nel fondo pensione?

Solitamente è opportuno versare almeno 100-150 euro al mese in un fondo pensione, oppure intorno al 10-15% del proprio stipendio, tuttavia per stabilire un valore più preciso e corretto bisogna tenere in considerazione diversi aspetti come l’età anagrafica, il reddito e i propri obiettivi pensionistici futuri.

Quali sono gli svantaggi di un fondo pensione?

Anche i fondi pensione presentano alcuni svantaggi, come il vincolo temporale del pensionamento i rendimenti solitamente più contenuti rispetto ad altre forme di investimento. Per questo si possono valutare anche altre soluzioni alternative o complementari al fondo pensione, come un PAC, un Piano di Accumulo del Capitale, o una gestione patrimoniale professionale.

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*Investire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d’investimento prima di procedere.

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