Nel consueto appuntamento video mensile, il nostro Senior Portfolio Manager e Head of Research, Roberto Rossignoli, fa il punto della situazione sull’andamento dei mercati, che stanno cercando di superare le tensioni geopolitiche e i rischi energetici in un contesto caratterizzato da previsioni sugli utili solide. Se preferisci, puoi trovare la versione scritta qui sotto.
Dopo un marzo decisamente complicato, aprile ci ha regalato un quadro molto diverso. La de-escalation del conflitto in Medio Oriente ha permesso ai mercati di tirare il fiato, anche se i negoziati continuano a procedere a rilento. Le Borse globali hanno messo a segno un solido rimbalzo e i portafogli ne hanno beneficiato.
In questo contesto, i nostri portafogli hanno saputo cogliere le opportunità, continuando a generare rendimenti solidi e positivi su base annua. Le performance si sono mantenute competitive nel periodo, risultando superiori alla media degli strumenti comparabili in Italia per ciascun profilo di rischio. Per approfondire, leggi qui.
Detto questo, la ‘partita’ in Medio Oriente è tutt’altro che chiusa. Lo Stretto di Hormuz non è ancora operativo e il prezzo del petrolio resta sopra ai 100 dollari al barile, ben al di sopra dei livelli di fine febbraio. Questo continua a pesare su famiglie e imprese, e i primi effetti si stanno già vedendo: i dati sull’inflazione negli Stati Uniti e in Europa sono stati più alti del previsto, sospinti proprio dai costi energetici. Più a lungo questi prezzi rimarranno elevati, più rischiamo di vederli trasferirsi anche sugli altri beni.
Il vero protagonista di aprile, però, sono stati gli utili aziendali. Le stime degli analisti per quest’anno hanno continuato a salire nelle ultime settimane e le prime trimestrali stanno confermando questo ottimismo. Negli Stati Uniti, la percentuale di società che ha battuto le attese è superiore alla media storica. Se i dati continueranno su questa strada, sarà il sesto trimestre consecutivo di crescita degli utili a doppia cifra negli Usa: un risultato davvero notevole, considerando il contesto macro.
In aprile si è quindi creata una tensione fra tre forze: la geopolitica, in fase di distensione; i prezzi dell’energia, ancora alti; e gli utili aziendali, sorprendentemente solidi. A vincere, almeno per ora, sono stati gli utili. È interessante notare come a guidare il rimbalzo siano state le società tecnologiche, anche quelle americane, dopo qualche mese decisamente sottotono. La combinazione di crescita degli utili e di un de-rating delle valutazioni ha riacceso l’interesse degli investitori, mettendo in secondo piano i timori di una bolla legata all’Intelligenza Artificiale.
Infine, il quadro per le banche centrali resta complicato. Con un’inflazione che fatica a scendere per via dell’energia, è difficile immaginare tagli aggressivi nei prossimi mesi. La nostra view è che vedremo meno tagli, più che rialzi veri e propri. I banchieri centrali resteranno comunque con il ‘dito sul grilletto’: se l’inflazione dovesse accelerare in modo più diffuso, il tono potrebbe cambiare rapidamente.
I portafogli hanno recuperato buona parte del terreno perso a marzo. Le mosse tattiche implementate nelle settimane precedenti hanno continuato a contribuire positivamente. Manteniamo un atteggiamento prudente ma costruttivo: finché gli utili restano forti, riteniamo che gli investitori possano guardare oltre il rumore geopolitico.
Domanda del mese
La domanda chiave resta: per quanto tempo i prezzi dell’energia resteranno così alti e quanto inciderà tutto questo sull’economia globale? La nostra risposta è che probabilmente dovremo conviverci ancora per un po’, anche in caso di ulteriore distensione. Le infrastrutture energetiche colpite richiederanno tempo per tornare a pieno regime. L’impatto sui margini delle imprese e sui consumatori sarà uno dei temi che monitoreremo con più attenzione nei prossimi mesi.
Dato del mese
Passiamo ora al nostro Dato del mese, che curiosamente è lo stesso dello scorso aggiornamento: il numero 6. Se vedremo una crescita degli utili a doppia cifra negli Stati Uniti anche in questo trimestre, segnerebbe il sesto trimestre consecutivo di crescita a due cifre.
Aprile ci ricorda quanto velocemente possano cambiare le narrative sui mercati. È proprio per questo che, anche nei momenti più difficili, manteniamo una prospettiva di lungo termine e una diversificazione ampia. Grazie per la fiducia, vi terremo aggiornati.
*Investire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d’investimento prima di procedere.



