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Tre ragioni per passare agli investimenti passivi

investimenti passivi

La gestione attiva si fa sempre più difficile e può risultare eccessivamente costosa. Ecco perché gli investimenti passivi possono essere una buona alternativa.

Dopo esserti informato sulle differenze tra gestione attiva e gestione passiva, e in particolare tra i fondi comuni ed ETF, hai scelto di investire su un prodotto a gestione attiva.

Comprensibilmente, in un momento incerto come questo, speri di ottenere rendimenti più alti, d’altronde l’intermediario al quale ti sei rivolto non dovrà solo monitorare i mercati e selezionare i  fondi migliori ma anche  battere il benchmark di rifermento, operazione piuttosto complicata e per questo ben remunerata.

Ma ti sei mai chiesto quanti gestori riescono a battere il mercato, quindi a farti portare a casa un rendimento più alto di quello del tuo vicino che ha invece scelto di investire in un ETF, quindi in un semplice (si fa per dire) replicante? 

Beh, sono davvero pochi. Secondo quanto riportato sul Telegraph, negli ultimi mesi (da gennaio e a luglio 2016) solo 20 fondi su 254 dell’Investment association UK, sono riusciti a battere il  FTSE All Share (benchmark di riferimento).

Anno bisesto anno funesto? NO, la fortuna non centra quando si parla di investimenti. Si tratta piuttosto di un dato oggettivo e suffragato dagli ultimi dati: battere i mercati è sempre più difficile e il contesto economico finanziario caratterizzato da tassi bassi di certo non aiuta la ricerca di rendimenti…insomma i pasti gratis sono finiti. E si sente. Soprattutto quando il “discreto rendimento” si trasforma in “misero rendimento” per il peso delle commissioni. 

I costi sono l’unica “certezza” in un mondo – quello finanziario – tipicamente incerto. E l’unico fattore sul quale gli investitori possono agire compiendo scelte diverse.

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Ecco perché, senza nulla togliere ai fondi comuni o più in generale alla gestione attiva, riteniamo ci siano almeno 3 ragioni per passare agli investimenti a gestione passiva.

  1. Gli investimenti passivi hanno costi più bassi.

    Gli investimenti passivi, non cercano di ottenere performance migliori di quelle dell’indice benchmark di riferimento, ma si limitano a replicarle. Quindi il tuo intermediario non cercherà di superare il rendimento ottenuto dal FTSE All Share ma farà in modo di farti ottenere le stesse performance di quell’indice. Questo comporterà costi inferiori.

    Per contro, con una gestione attiva, la musica cambia e il conto si fa salato. Secondo l’Investment association, infatti, il costo annuale delle commissioni dei fondi attivi è pari all’1,59%; nel caso di investimenti passivi come ad esempio gli ETF, il costo è pari allo 0,1%. Bella differenza vero?

  2. Gli investimenti passivi sono più semplici.

    Quando compri uno strumento passivo come un ETF, sai sempre cosa stai comprando. Conosci l’indice benchmark che sta replicando e puoi seguirne l’andamento in qualsiasi momento. Inoltre puoi decidere di comprare o vendere un ETF come faresti con una semplice azione, anche se, per il numero degli ETF quotati su Borsa Italiana e le variabili da considerare, è sempre meglio chiedere l’aiuto di un professionista.

    Come riportato da Borsa Italiana, uno dei vantaggi degli ETF è la trasparenza: «Gli ETF, replicando un indice notorio di mercato, consentono agli investitori di essere perfettamente consapevoli del portafoglio titoli a cui sono esposti. Gli ETF hanno inoltre un prezzo che si aggiorna in tempo reale in funzione dell’andamento delle componenti dell’indice di riferimento e quindi l’investitore è costantemente a conoscenza della valorizzazione del proprio investimento in ETF, anche grazie alla pubblicazione giornaliera del valore ufficiale dell’ETF (NAV)». Niente male in un mondo in cui la trasparenza è merce rara…

  3. Ci sono ottimi gestori … ma anche pessimi gestori.

    Esistono gestori di esperienza, davvero bravi nel loro lavoro di gestione attiva. Ma va detto che all’interno di questo gruppo vi sono enormi differenze in termini di performance ottenute mentre con un investimento a gestione passiva le performance sono tendenzialmente le stesse dell’indice che si sta replicando.

    Anche su fronte dei prodotti, ne esistono di buoni e cattivi, sia nell’universo degli investimenti a gestione passiva che in quello a gestione passiva. Per questo prima di investire è meglio chiarire ogni dubbio in merito. Il processo di selezione dei titoli migliori non è affatto semplice, sia che si tratti di fondi che di ETF. 

    Con MoneyFarm intanto, ci si può portare avanti. Puoi scoprire quale è il tuo profilo di investitore e il portafoglio che meglio si addice alle tue caratteristiche, senza spendere un centesimo! …Sorpreso?!

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