Pensione a 57 anni: quando e come è possibile nel 2026?

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Ho 57 anni, quando posso andare in pensione? In alcuni casi, limitati e specifici (spesso legati a misure di anticipo pensionistico o determinate categorie) la risposta è: subito. Potrebbe sembrare un sogno ma in realtà non è così, o almeno non per tutti. In alcuni casi specifici, infatti, è possibile accedere al pensionamento anticipato prima dei 60 anni. Tuttavia, è fondamentale conoscere quali sono i requisiti per sapere quando e come è possibile andare in pensione a 57 anni nel 2026.

Esistono varie opzioni per raggiungere questo traguardo, tutte molto selettive e non sempre soddisfacenti dal punto di vista economico. Va poi considerato che con la Legge di Bilancio di quest’anno molte misure di prepensionamento sono state accantonate. In vista del pensionamento, a ogni modo, è possibile adottare soluzioni mirate per garantirsi una maggiore tranquillità, grazie a una rendita che anticipa e integra la pensione.

Quali sono i presupposti per la pensione di vecchiaia? 20 anni di contributi e requisito anagrafico (67 anni)
Avere la pensione a 57 anni è possibile? Sì, per chi ha iniziato molto giovane a lavorare e per alcune categorie particolari di lavoratori
Quali sono le opzioni Inps per la pensione a 57 anni? Alcune soluzioni sono la pensione anticipata ordinaria o per lavoratori invalidi
È possibile ottenere una rendita anticipata in attesa della pensione? Sì, grazie alla RITA, riservata a chi ricorre alla previdenza complementare

Ho 57 anni: quando posso andare in pensione?

Tempo libero a volontà da dedicare a viaggi, hobby, famiglia e affetti: chi non vorrebbe andare in pensione  prima, per godersi il meritato riposo e assaporare un ritmo di vita più rilassato? La differenza – oltre all’età del pensionamento – la fa l’assegno: una pensione sostanziosa consente di avere un buon tenore di vita e di tenersi al riparo da rinunce e ristrettezze. In casi specifici, il pensionamento anticipato e il benessere economico possono convivere.

Per questo, oltre alle modalità previste dalla legge per andare in pensione prima, è opportuno valutare anche una pensione integrativa, per aumentare le proprie disponibilità finanziarie grazie ai fondi previdenziali complementari e a piani personalizzati per valorizzare i propri risparmi. Vediamo innanzitutto come ottenere la pensione INPS a 57 nel 2026, analizzando tutte le opzioni disponibili di cui è possibile beneficiare.

Ho 57 anni: quando posso andare in pensione?

Tempo libero a volontà da dedicare a viaggi, hobby, famiglia e affetti: chi non vorrebbe andare in pensione prima, per godersi il meritato riposo e assaporare un ritmo di vita più rilassato? La differenza – oltre all’età del pensionamento – la fa l’assegno: una pensione sostanziosa consente di avere un buon tenore di vita e di tenersi al riparo da rinunce e ristrettezze. In casi specifici, il pensionamento anticipato e il benessere economico possono convivere.

Per questo, oltre alle modalità previste dalla legge per andare in pensione prima, è opportuno valutare anche una pensione integrativa, per aumentare le proprie disponibilità finanziarie grazie ai fondi previdenziali complementari e a piani personalizzati per valorizzare i propri risparmi. Vediamo innanzitutto come ottenere la pensione INPS a 57 anni nel 2026, analizzando tutte le opzioni disponibili di cui è possibile beneficiare.

Andare in pensione a 57 anni: ecco come fare

Andare in pensione a 57 anni è possibile nel 2026 seguendo queste soluzioni:

  • pensione di vecchiaia anticipata per lavoratori invalidi;
  • pensione anticipata ordinaria;
  • prepensionamento per lavoratori precoci;
  • rendita integrativa temporanea anticipata (RITA);
  • isopensione;
  • pensione casalinghe a 57 anni.

Prima di analizzare i dettagli delle varie soluzioni disponibili è doverosa una premessa: pur essendo una prospettiva allettante, la pensione anticipata è anche onerosa: indipendentemente dall’opzione prescelta, infatti, comporta un costo economico. Inevitabilmente, l’assegno risulterà inferiore rispetto all’importo che si otterrebbe con la normale pensione di vecchiaia (accessibile a 67 anni d’età con un minimo di 20 anni di contributi, anche cumulabili).

Elaborare un fondo pensione personalizzato, quindi, è un’ottima idea per garantirsi le risorse adeguate per vivere bene. Pur essendo tecnicamente possibile, inoltre, andare in pensione a 57 anni è un’opzione riservata a una piccola minoranza di lavoratori: scopriamo se rientri fra questi.

Pensione di vecchiaia anticipata per lavoratori invalidi

Il primo modo per ottenere la pensione INPS a 57 anni è accedere alla pensione anticipata per lavoratori invalidi, ossia a cui è stata riconosciuta una condizione di ridotta capacità lavorativa e limitata autonomia personale. In particolare, rientra in questa casistica chi ha un’invalidità accertata pari o superiore all’80%. Ne hanno diritto esclusivamente i lavoratori del settore privato, ad eccezione quindi dei lavoratori autonomi o impiegati nel settore pubblico.

Il secondo requisito è avere alle spalle almeno 20 anni di contributi. In realtà, solo le donne hanno la possibilità di andare in pensione a 57 anni grazie a questa misura. L’età minima nel 2026 per usufruire di questa opzione di pensionamento anticipato, infatti, corrisponde rispettivamente a 56 anni per le donne e 61 anni per gli uomini, cui si sommano 12 mesi di decorrenza della pensione.

Requisiti 2026 pensione di vecchiaia anticipata

Chi ne ha diritto?

Lavoratori dipendenti del settore privato iscritti all’AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria) e ai fondi di previdenza sostitutivi dell’AGO

Percentuale di invalidità

Pari o superiore all’80%

Età anagrafica nel 2026

56 anni per le donne e 61 anni per gli uomini

Anni di contribuzione

Almeno 20 successivi all’insorgenza della condizione di invalidità

Pensione anticipata ordinaria 

Andare in pensione a 57 anni è possibile anche senza l’invalidità, grazie alla pensione anticipata ordinaria. Nello specifico, i lavoratori che hanno accumulato molti anni di contribuzione, possono usufruire della misura che consente il pensionamento senza un minimo di età anagrafica ma con 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne oppure con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini.

In questo modo, il traguardo della pensione a 57 anni è accessibile per le donne, a condizione di aver versato i contributi in maniera continuativa

Va considerata, inoltre, la finestra di 3 mesi per l’erogazione della pensione, un vincolo non applicato ai lavoratori AFAM e del comparto scuola. Per i dipendenti pubblici la finestra temporale di attesa arriva a sei mesi nel 2026.

Requisiti 2026 pensione anticipata ordinaria


Chi ne ha diritto?

Tutti i lavoratori

Età anagrafica minima

Nessuna

Anni di contribuzione

41 e 10 mesi per le donne e 42 e 10 mesi per gli uomini

Prepensionamento per lavoratori precoci

La Quota 103 dal 2026 è stata abolita dalla Legge di Bilancio, ma rimangono attive le misure specifiche per i lavoratori precoci, ovvero coloro che hanno iniziato a lavorare molto presto, a determinate condizioni.

I cosiddetti caregiver sono fra le categorie incluse, in una misura che consente di pensionarsi con 41 anni di contributi versati (indipendentemente dall’età anagrafica), ma a condizione di avere almeno un anno di contributi versati prima dei 19 anni d’età.

Inoltre, secondo la normativa possono usufruire di questa opzione di pensionamento anticipato soltanto le persone che appartengono a delle specifiche categorie tutelate: invalidi, disoccupati, persone impegnate in lavori gravosi e usuranti. La legge, dunque, stabilisce un doppio requisito: rientrare in una delle categorie elencate e aver cominciato a lavorare presto.

Requisiti 2026 pensione anticipata quota 41


Chi ne ha diritto?

Soltanto alcuni lavoratori che appartengono a delle categorie tutelate

Requisiti di contribuzione

Almeno 41 anni di contributi e un anno versato prima dei 19 anni d’età

Categorie tutelate

Disoccupati, invalidi, chi svolge lavori gravosi

RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata)

Ottenere la pensione INPS a 57 anni nel 2026, come abbiamo visto, non è per niente facile, oltre a comportare spesso un assegno ridotto insufficiente per garantirsi un buon tenore di vita. Una valida alternativa è rappresentata della cosiddetta RITA, un’opzione riservata ai sottoscrittori di un fondo previdenziale complementare.

Grazie a questo strumento, infatti, è possibile ottenere una rendita prima di aver raggiunto i requisiti per la pensione di vecchiaia. Se vuoi saperne di più leggi il nostro approfondimento dedicato, per scoprire come funziona la pensione integrativa e gli obiettivi di rendita, versamenti e liquidazione.

Requisiti 2026 RITA (Pensione Integrativa Temporanea Anticipata)


Chi ne ha diritto?

Disoccupati con almeno 5 anni di partecipazione a una forma pensionistica complementare

Anzianità contributiva

Almeno 20 anni di contributi INPS versati

Età anagrafica

Meno di 5 anni all’età prevista per la pensione di vecchiaia (meno di 10 anni in caso di inoccupazione da più di 24 mesi)

Isopensione

Una modalità ulteriore per andare in pensione prima del raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia è la cosiddetta isopensione, una formula riservata ai lavoratori di aziende con oltre 15 dipendenti. Grazie a questa opzione, infatti, l’impresa può sottoscrivere un accordo coi sindacati ed esodare i lavoratori più anziani, incaricandosi di versare i contributi che consentirebbero di raggiungere la pensione di vecchiaia (non più di 7 anni dall’età per la pensione INPS prevista per legge).

Questa misura, introdotta dalla Legge 92/2012, è stata confermata fino al 31 dicembre 2026 dal Decreto Milleproroghe 2023. Esistono però dei requisiti da rispettare, ad esempio l’accordo tra l’azienda e le rappresentanze sindacali deve essere autorizzato dall’INPS, il datore di lavoro deve attivare una fidejussione per garantire il suo impegno finanziario e chi usufruisce dell’isopensione non gode della perequazione automatica all’indice ISTAT né dei trattamenti di famiglia.

Requisiti 2026 isopensione


Chi ne ha diritto?

Lavoratori vicini alla pensione di vecchiaia dipendenti di aziende con oltre 15 dipendenti

Età anagrafica

Al massimo 7 anni dal raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia o anticipata

Requisiti

Accordo tra l’azienda e le rappresentanze sindacali autorizzato anche dall’INPS

Pensione casalinghe a 57 anni

Grazie al Fondo Pensione Casalinghe, andare in pensione a 57 anni è possibile per donne – e uomini – impegnati nella cura della casa, in forma non retribuita e anche in assenza di contributi da lavoro. Il requisito per ottenere la pensione è avere un’età inferiore ai 65 anni e aver contribuito al fondo per almeno 5 anni, oltre a non avere rapporti di lavoro dipendente o autonomo soggetti a contribuzione obbligatoria.

A fronte di un importo minimo, è possibile stabilire liberamente la cifra da devolvere al fondo. Se i contributi complessivamente versati corrispondono a una quota prefissata dell’assegno sociale – il cui importo varia di anno in anno – è possibile accedere alla pensione di vecchiaia a 57 anni. Inoltre, chi non può più svolgere attività lavorativa e possiede almeno 5 anni di contributi versati può ottenere la pensione di inabilità.

Requisiti 2026 pensioni per iscritti al Fondo casalinghe


Chi ne ha diritto?

Iscritti e iscritte al Fondo casalinghe

Anzianità contributiva

Almeno 5 anni di contributi versati

Età anagrafica

A partire dal 57° anno d’età per la pensione di vecchiaia

Pensione anticipata: il ruolo del fondo pensione e del piano di accumulo

Con la Legge di Bilancio 2026, il governo ha di fatto ristretto le possibilità di accedere prima alla pensione, e va tenuto presente che dal 2027 la pensione di vecchiaia classica sarà accessibile un mese dopo rispetto all’attuale età anagrafica, ovvero a 67 anni e un mese. Un’età destinata nel tempo a salire. 

Nel 2026 non sono più disponibili Quota 103 e Opzione Donna, misure specifiche usate in precedenza per accedere prima alla pensione. Rimane attiva l’Ape Sociale, rivolta ad alcune categorie di lavoratori, con accesso alla pensione a 63 anni di età. 

Ascoltiamo gli esperti

Non sai ancora quando andrai in pensione e con quanto? Se consideriamo le incertezze legate al futuro previdenziale, la scelta di aderire a un fondo pensione si rivela indubbiamente saggia, anche dal punto di vista della tassazione. Grazie a un fondo pensione Moneyfarm puoi accedere a vari benefici fiscali, incluso un massimo di 5.164,57 euro deducibili dalla dichiarazione dei redditi.

I vantaggi del fondo pensione possono convivere con quelli offerti da un PAC (piano di accumulo del capitale: considerando un orizzonte di investimento lungo (20 o 30 anni), questo strumento è adatto per sfruttare l’interesse composto ed espandere così il capitale in vista del pensionamento.

Pensione a 57 anni: il parere degli esperti

Nel contesto attuale, l’idea di andare in pensione a 57 anni può sembrare una prospettiva lontana per molti lavoratori. Tuttavia, esistono scenari in cui questo obiettivo potrebbe diventare realtà, anche nel 2026. Per comprendere meglio come e quando si può accedere alla pensione anticipata è fondamentale esplorare le normative vigenti, le possibilità offerte dai vari regimi pensionistici e le strategie di pianificazione finanziaria che possono essere messe in atto. Ecco cosa considerare:

  • il sistema pensionistico italiano è in continuo cambiamento, con riforme che cercano di bilanciare l’equità generazionale e la sostenibilità finanziaria. Nei prossimi anni le regole pensionistiche potrebbero essere modificate, influenzate da fattori come l’andamento demografico e la situazione economica del paese. Per coloro che mirano a ritirarsi a 57 anni, dunque, è cruciale rimanere aggiornati sulle ultime normative e valutare come queste possano condizionare i propri piani di pensionamento;
  • l’anzianità contributiva: per accedere alla pensione anticipata, infatti, i lavoratori devono aver accumulato un certo numero di anni di contributi. La soglia specifica varia a seconda del regime pensionistico e può essere influenzata da fattori come il genere, il settore di lavoro e la storia lavorativa individuale. In alcuni casi, è possibile accedere alla pensione prima dei 67 anni standard, a condizione di aver iniziato a lavorare in giovane età e di aver mantenuto un costante apporto contributivo.;
  • l’aspetto finanziario: andare in pensione a 57 anni significa meno anni di lavoro e, di conseguenza, un periodo più lungo durante il quale si dovrà attingere al proprio fondo pensione. Questo richiede una pianificazione finanziaria accurata e, in alcuni casi, l’adozione di strategie di investimento o di risparmio per garantire che i fondi siano sufficienti a coprire un periodo di pensionamento più lungo.

Infine, è importante valutare le opzioni offerte dalla previdenza complementare. I fondi pensione e i piani individuali di risparmio pensionistico possono fornire un supporto finanziario aggiuntivo, permettendo ai lavoratori di accumulare risorse extra da utilizzare durante la pensione. Questi strumenti possono essere particolarmente utili per chi prevede di andare in pensione prima dell’età standard.

Andare in pensione a 57 anni: come fare

Al di là dei requisiti richiesti, conviene andare in pensione a 57 anni? Come abbiamo visto, tutte le opzioni hanno un costo: prevedono, cioè, una decurtazione più o meno ampia dell’assegno rispetto a ciò che si otterrebbe andando in pensione più tardi. 

Questo basandosi sui requisiti attuali: in futuro, il prepensionamento potrebbe risultare ancora più difficile da raggiungere e ancor più penalizzante dal punto di vista economico, calcolando alcuni fattori svantaggiosi dell’attuale sistema pensionistico italiano:

  • l’età anagrafica per accedere è destinata a crescere;
  • l’importo medio della pensione è sempre più basso;
  • il costo della vita è sempre più alto;
  • i contratti di lavoro spesso precari rendono difficoltoso l’accantonamento dei contributi.

In prospettiva, quindi, conviene tutelarsi con scelte di investimento ad hoc e valutare la possibilità di sottoscrivere una pensione integrativa. Scegliere lo strumento di gestione patrimoniale giusto è ancora più importante per i lavoratori autonomi, considerando il gap previdenziale esistente rispetto ai lavoratori dipendenti. 

Cosa scegliere tra fondi pensione o PAC? Segui i consigli Moneyfarm per studiare la migliore strategia finanziaria ed eventualmente combinare i vantaggi di entrambe le soluzioni. A proposito, per farti un’idea delle tempistiche per andare in pensione (e dell’importo dell’assegno) puoi fare una simulazione e calcolare la pensione in pochi click sul sito dell’INPS o utilizzando un software specializzato. 

Domande frequenti

È possibile avere la pensione anticipata a 57 anni?

In alcuni casi specifici sì, grazie a misure come la pensione di vecchiaia per i lavoratori invalidi con almeno l’80% di invalidità o la RITA, oppure la pensione per lavoratori precoci. Questa possibilità riguarda le donne che hanno iniziato a lavorare in giovane età e, inoltre, profili di tutela particolari come caregiver e persone impegnate in lavori gravosi e usuranti.

Cos’ è la RITA?

In alternativa alle misure Inps per andare in pensione a 57 anni è possibile beneficiare della RITA, una rendita riservata ai sottoscrittori di un fondo previdenziale complementare. Per ottenerla a 57 anni è necessario avere 20 anni di contributi obbligatori, 5 anni di contribuzione al fondo ed essere disoccupati da almeno 24 mesi.

Quali sono le altre soluzioni per andare in pensione prima?

Nel 2026 è possibile andare in pensione prima con l’Ape Sociale, la pensione casalinghe e l’isopensione, oppure con la pensione anticipata ordinaria.

Come funziona la pensione casalinghe a 57 anni nel 2026?

Le persone iscritte al Fondo casalinghe possono richiedere la pensione di vecchiaia a partire dal 57° anno d’età, purché con almeno 5 anni di contributi versati.

Chi è nato nel 1967 quando andrà in pensione?

Secondo i criteri attuali, chi è nato nel 1967 andrà in pensione nel 2034 all’età di 67 anni, tuttavia esistono alcune soluzioni che consentono di andare in pensione prima, come l’Ape Sociale, la RITA e la pensione anticipata per alcune categorie di lavoratori.

Cosa fare se si è disoccupato a 57 anni?

In questo caso è possibile chiedere un supporto alla disoccupazione, come la Naspi, oppure cercare di andare in pensione prima, chiedendo di accedere ad una delle misure di prepensionamento previste per il 2026, come la RITA, il prepensionamento per lavoratori precoci o l’isopensione.

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