Meglio il PAC o il fondo pensione? Ecco cosa scegliere nel 2026

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Il sistema pensionistico pubblico italiano non ha tenuto il passo con l’evoluzione demografica del Paese, che è progressivamente invecchiato e che oggi, per ragioni non solo demografiche ma anche economiche e politiche, si trova ad affrontare il problema di pensioni spesso insufficienti o potenzialmente a rischio.

Basato sul criterio della ripartizione, il nostro sistema prevede che i contributi versati dai lavoratori vengano utilizzati per pagare le pensioni di coloro che sono attualmente in pensione, il che implica che il flusso delle entrate (i versamenti contributivi) debba essere compensato con quello delle uscite (le pensioni erogate).

Ma le aspettative di vita si sono allungate, la popolazione è invecchiata e tale equilibrio di “entrate e uscite” si è perso, tra pensioni pagate per un tempo maggiore e la contrazione della crescita economica che ha progressivamente ridotto le entrate contributive. Proprio qui entrano in gioco i PAC.

🤓Significato di PAC Piano di Accumulo Capitale
❓Funzionamento del fondo pensione I fondi pensione danno la possibilità a chi lavora di accantonare ogni mese una quota fissata
💸 I versamenti fatti sul fondo pensione sono deducibili? Sì, fino ad un massimo di 5300 €
🏆Maggior punto di forza dei PAC Senza dubbio la flessibilità

Nell’ultimo ventennio si è dunque cercato di porre rimedio a un sistema arrugginito e destinato al fallimento, attraverso una serie di riforme strutturali quali:

  • l’innalzamento dell’età e del numero degli anni lavorativi per il raggiungimento della pensione
  • il calcolo della pensione su base contributiva per cui l’importo percepito varia in base ai contributi versati e non più rispetto agli ultimi redditi
  • la rivalutazione della pensione unicamente sulla base dell’inflazione.

È chiaro che per effetto di tali riforme le future pensioni saranno via via più basse e per questo accanto alla previdenza pubblica è nata la previdenza integrativa che consente di accantonare regolarmente in una forma pensionistica complementare una parte dei risparmi per ottenere una pensione aggiuntiva rispetto a quella corrisposta da INPS, INPDAP, etc. E dunque i risparmiatori, lavoratori o non, si trovano spesso a scegliere tra l’apertura di un fondo pensione oppure di un piano di accumulo (PAC).

Cos’è un PAC?

Il piano di accumulo di capitale può essere sottoscritto da chiunque lo voglia e consente a tutti (anche i disoccupati) di investire piccole somme di denaro in un’ottica di medio-lungo termine, con l’obiettivo di ottenere un rendimento sul capitale investito. Il PAC è dunque una soluzione che riesce ad adattarsi alle varie esigenze dei risparmiatori che hanno una visione di lungo termine.

Vantaggi e svantaggi 

Una volta compreso in cosa consiste il PAC, andiamo a capire i suoi punti di forza e di debolezza. Tra i vantaggi troviamo la possibilità di poter investire anche piccoli capitali senza vincoli di tempo, il poter modificare i versamenti senza pagare oneri aggiuntivi e l’ottenere un rendimento nel medio lungo periodo su quello che si è versato.

È uno strumento che permette di diversificare il proprio portafoglio, contemplando anche una dose di rischio. L’aspetto negativo principale è che dopo un certo periodo di tempo l’acquisto delle successive quote ha una bassa incidenza nel prezzo.

Vantaggi

Svantaggi

Accessibile a tutti, anche con piccole somme

I rendimenti non sono garantiti

Consente investimenti graduali nel tempo

I costi possono influire sui guadagni

Flessibilità nei versamenti

Sul lungo periodo l’acquisto delle quote ha una bassa influenza sul prezzo

Adatto ad un periodo di tempo medio-lungo

Richiede costanza nel tempo

La diversificazione attenua il rischio

Non è ideale per obiettivi a breve termine

Riduce il rischio di entrare sul mercato nei momenti negativi

Possibili rischi in caso di variazioni del mercato

Favorisce l’abitudine a risparmiare

L’inflazione può erodere le rendite

Cos’è un fondo pensione?

I fondi pensione permettono ai lavoratori di mettere da parte mese dopo mese (o anche una volta l’anno) una quota stabilita con il proprio consulente, con l’obiettivo di avere un trattamento pensionistico integrativo a fine vita lavorativa.

Questo strumento non dà accesso immediato al credito accumulato. Si può toccare generalmente solo dopo otto anni della sottoscrizione e solamente per una causa specifica. Resta fermo il fatto che nel caso di acquisto di una nuova casa, per i figli o se si devono affrontare delle spese mediche, si può chiedere un anticipo fino al 75% del capitale accumulato, anche prima degli 8 anni. Per altre esigenze si potrà toccare solo il 30% di quanto c’è.

Va evidenziata una novità introdotta nel 2026 a proposito dei fondi pensione e del TFR, ovvero il trattamento di fine rapporto versato ai lavoratori dipendenti al termine del contratto di lavoro.

Da luglio 2026 infatti per i neoassunti scatterà l’adesione automatica ad un fondo pensione per il TFR (per cui comunque si può non acconsentire comunicandolo entro 60 giorni). Si parla quindi di un silenzio-assenso introdotto proprio alla luce dei cambiamenti demografici del paese e dei rischi connessi alle pensioni pubbliche.

Vantaggi e svantaggi

Esaminiamo ora i punti di forza e debolezza di un fondo pensione: questo ha il vantaggio che i contributi sono deducibili dal reddito imponibile ai fini del pagamento del IRPEF. C’è una tassazione agevolata sulle plusvalenze (20%) e inoltre il capitale messo nel fondo pensione è totalmente esente dal pagamento dell’imposta di bollo dello 0,20% annuo.

Anche quando si accede al fondo, la tassazione è molto più bassa rispetto all’aliquota IRPEF, variando dal 9% al 15% in base agli anni di partecipazione.  Da non dimenticare poi che l’operato del fondo pensione è soggetto alla vigilanza di Covip e indirettamente Consob e Banca d’Italia.

Per quanto riguarda gli aspetti negativi c’è un vincolo di durata, nel senso che questo strumento impone una visione di lungo periodo. Significa che le somme versate non sono riscuotibili quando si vuole, bisogna seguire delle regole e un tempo ben preciso. Altro neo è la questione dei rendimenti. In questo caso sono molto inferiori rispetto ad altre alternative.

Vantaggi

Svantaggi

Integrazione della pensione pubblica

Il capitale non è liberamente disponibile

Contributi deducibili dal reddito

Accesso limitato ai prelievi, solo in casi specifici

Tassazione agevolata sui rendimenti (20%)

Necessità di mantenere l’investimento per molti anni

Possibile conferimento automatico del TFR

Rendimenti spesso inferiori ad altri investimenti più rischiosi

Possibilità di anticipazioni fino al 75% o al 30% a seconda della motivazione

I prelievi anticipati riducono il capitale finale

Accumulo graduale

Costi di gestione

Protezione del capitale dai creditori in molti casi

Dipendenza dall’andamento dei mercati finanziari

Fondo pensione o PAC? Le differenze

I fondi pensioni e i PAC sono strumenti molto simili, entrambi prevedono l’accantonamento delle somme attraverso il versamento di premi con cadenza mensile, semestrale o annuale, ma presentano delle diversità importanti.

Partiamo dal fatto che i fondi pensione, rispetto ai PAC, sono sottoscritti dai lavoratori per avere una pensione complementare aggiuntiva rispetto a quella erogata dall’Inps. I versamenti fatti sono deducibili fino a 5.300 euro l’anno (limite innalzato dalle riforme del 2026).

Per aderire a questo strumento devono inoltre passare almeno otto anni prima che si possa prelevare il capitale. Il piano di accumulo ha invece la caratteristica di essere molto flessibile e si adatta alle esigenze dei diversi clienti. Abbiamo riassunto in tabella le principali caratteristiche dei due strumenti, per facilitare un confronto.

Caratteristica

PAC

Fondo pensione

Obiettivo

Accumulare capitale per uno scopo specifico attraverso investimenti periodici

Costruire una pensione integrativa

Flessibilità

Alta, si può versare, modificare o ritirare il capitale quando si vuole

Bassa, si può ritirare solamente per cause specifiche

Accesso

Nessun vincolo temporale o di accesso al capitale

Periodo minimo di adesione (8 anni)

Orizzonte temporale

Medio-lungo

Lungo periodo (fino alla pensione)

Tassazione

Tassazione ordinaria sui rendimenti (26%)

– Deduzione IRPEF fino a 5.300 euro annui
-Tassazione agevolata sui rendimenti (20%)

Costi

Contenuti

Possono essere più alti

Rendimento

Più alto ma con più rischio

Stabile, meno rischioso ma rendimento inferiore

Diversificazione

Alta

Dipende dai fondi

Gestione

Professionale o autonoma

Professionale

TFR

Non coinvolto

Versato in automatico per i dipendenti

Liquidità

Alta

Bassa

Strumenti di investimento

Fondi comuni, ETF o altri strumenti finanziari

Fondi dedicati alla previdenza complementare

Quando il PAC è la soluzione adatta a te?

Come abbiamo visto PAC e fondo pensione sono molto simili. Se però si vuole fare una scelta tra questi due strumenti bisogna tenere conto che il PAC consente di investire in base al profilo di rischio del risparmiatore. Chi lo sottoscrive può infatti scegliere tra

  • fondo obbligazionario: è il meno rischioso;
  • fondo bilanciato: con un profilo medio;
  • fondo azionario: il rischio è nettamente più alto.

Questo significa che se si è alla ricerca di uno strumento che possa garantire sul medio – lungo periodo dei rendimenti interessanti, la scelta da fare è il PAC.

PAC e fondo pensione possono coesistere?

Sì, possono coesistere anche perché il fondo pensione è un cassetto dove accumulare risorse mentre il Pac investe con gradualità in modo da poter centrare gli obiettivi di vita che ti sei prefissato.

E dunque, diversificare sapendo cosa si vuole è sicuramente un buon modo per capire la giusta combinazione da mettere in atto. Da ricordare quindi che PAC e fondo pensione possono essere alternativi, quanto complementari. Tutto ruota attorno al capire cosa si vuole.

PAC e fondo pensione sono due validi strumenti per poter soddisfare le proprie esigenze. Non è detto che i due debbano essere per forza alternativi. Si può infatti decidere con il proprio consulente di fiducia di scegliergli entrambi, così come di privilegiare l’uno oppure l’altro. Non c’è una scelta giusta e una sbagliata, c’è solo la scelta più adatta alle reali esigenze e ai progetti di vita.

PAC in ETF: cosa sapere

Il PAC, come abbiamo visto, permette di versare somme di denaro a intervalli regolari, per costruire nel tempo del capitale sfruttando l’andamento dei mercati finanziari. Questa modalità risulta particolarmente efficace se abbinata agli ETF (Exchange Traded Funds), strumenti finanziari quotati che replicano passivamente l’andamento di un indice, come ad esempio azionario o obbligazionario.

L’utilizzo degli ETF all’interno di un PAC consente di ottenere una importante diversificazione del portafoglio anche con importi bassi, riducendo il rischio legato a singoli titoli e con costi di gestione generalmente più bassi rispetto ai fondi attivi.

Inoltre, il PAC permette di attenuare il rischio legato alla volatilità dei mercati. Bisogna però sapere che, anche se un PAC in ETF offre dei vantaggi rispetto ad altri strumenti, richiede una certa disciplina ed espone comunque l’investitore al rischio di mercato, senza garanzie di rendimento.

Se vuoi costruire un PAC in ETF puoi rivolgerti al servizio apposito di Moneyfarm, dove puoi gestire i tuoi investimenti in autonomia o con l’aiuto di un professionista. Attivare il Conto Trading è un’operazione rapida grazie ai servizi digitali e puoi impostare il tuo piano mensile.

Quando scegliere un fondo pensione?

Capita sempre più spesso che ci si trovi costretti a interrompere i versamenti o che si presenti la necessità di riscattare il denaro versato fino a quel momento. La pensione complementare può essere d’aiuto se tutto fila a dovere, ma se dovessero presentarsi degli inconvenienti, e dovessi avere bisogno subito dei tuoi soldi?
In questi casi con i fondi pensione, al pari dei PIP, esistono delle precise regole per le riscossioni anticipate, (a livello puramente esemplificativo, puoi leggere la nostra analisi del fondo pensione offerto dal Fondo Pensione di Byblos e le sue performance paragonate all’offerta di Moneyfarm), mentre su questo fronte le soluzioni più flessibili come i piani di accumulo (PAC) potrebbero risolvere in breve tempo la situazione.

I piani di accumulo, infatti, risultano essere investimenti più sicuri ed efficienti perché consentono di diversificare e contenere i rischi grazie all’acquisto periodico di quote, e disinvestire in qualsiasi momento.

Avere un portafoglio diversificato e in linea con le proprie caratteristiche permette di gestire al meglio la volatilità dei mercati finanziari e di ottenere, nel lungo termine, buoni rendimenti.
Le forme pensionistiche complementari rimangono certo una buona soluzione d’investimento a tutela dei giorni futuri, ma data l’incertezza di questi anni, gli investimenti finanziari più flessibili  possono rappresentare un’ottima a alternativa per rispondere al meglio all’esigenze e gli imprevisti che possono manifestarsi.

Come funzionano i fondi pensione?

I contributi versati vengono investiti in strumenti finanziari come azioni e obbligazioni, con l’obiettivo di far crescere il capitale nel tempo. Il rendimento dipende dall’andamento dei mercati e dalla strategia di investimento scelta. Il capitale accumulato sarà disponibile principalmente al momento della pensione o in casi particolari.

Quanto versare in un fondo pensione?

La quantità di soldi da versare in un fondo pensione dipende strettamente dalle disponibilità di ciascuno. Si consiglia di versare con continuità, anche piccole somme, per sfruttare il lungo periodo.

Che cosa si intende per PAC?

Il PAC (Piano di Accumulo del Capitale) è uno strumento di investimento che prevede versamenti periodici di piccole somme. Consente di entrare gradualmente nei mercati finanziari, riducendo il rischio di volatilità. È adatto a obiettivi di medio-lungo periodo e offre elevata flessibilità.

Conviene investire in un fondo pensione?

Per chi ha un orizzonte temporale lungo e vuole integrare la pensione pubblica, può essere vantaggioso. Garantisce una somma di denaro aggiuntiva una volta che si accede all’età pensionistica e ci sono dei vantaggi fiscali da considerare. Va ricordato che però è poco flessibile e non adatto a chi ha strategie a breve termine.

Quanto vengono tassati i fondi pensione?

I fondi pensione prevedono una tassazione agevolata sui rendimenti del 20%, mentre quando le somme vengono erogate, la tassazione varia dal 9% al 15% in base agli anni di partecipazione.

Quanto rende un fondo pensione in 10 anni?

Il rendimento non è uguale per tutti e non è fissa, dipende dalla strategia seguita e dai versamenti effettuati, ma indicativamente può rendere sul lungo periodo intorno al 3%. Va ricordato che non ci sono garanzie di rendimento.

Meglio il PAC o il fondo pensione?

Non c’è uno strumento in assoluto migliore di un altro, ma dipende dagli obiettivi che si vuole perseguire.
Il PAC è uno strumento più flessibile e adatto a chi vuole investire con più libertà. Il fondo pensione è invece pensato per la previdenza integrativa e offre vantaggi fiscali, ma con vincoli più rigidi.

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*Investire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d’investimento prima di procedere.