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Come i giovani possono investire piccole somme nel 2019

piccoli investimenti

Gli Italiani sono un popolo di risparmiatori ma spesso i giovani, a causa delle condizioni lavorative precarie e dell’alta disoccupazione, non riescono a investire.

Chi oggi ha dai 18 ai 35, come forse saprai se fai parte di questa generazione, tende a lasciare i propri risparmi (di solito piccole somme) parcheggiati nei conti correnti o nei conti deposito. Tuttavia, i bassi rendimenti offerti da queste soluzioni d’investimento e i relativi costi, rendono pressoché nullo il guadagno, esponendo per giunta il deposito alla tassa dell’inflazione.

La buona notizia è che la cultura del risparmio è ancora molto diffusa nel nostro Paese e le nuove generazioni non ne sono esenti. Secondo il prezioso studio che ogni anno la Fondazione Einaudi pubblica sul tema, più del 90% degli intervistati nella fascia di età tra i 18 e i 34 anni riconosce il valore positivo di riempire il salvadanaio.

Purtroppo questa consapevolezza non si trasforma quasi mai in un approccio attivo: se, per esempio, la maggior parte dei giovani sono infatti consci dei rischi associati alla loro pensione -spiega ancora la Fondazione Einaudi – solo pochissimi hanno chiesto aiuto a un professionista per capire quale sarà la loro sorte. Sei tra questi?

Investire per i giovani: il primo passo è risparmiare

Se hai la possibilità durante questo 2019, sarebbe dunque una buona idea cominciare a risparmiare. Anche un piccolo contributo mensile, una piccola somma, (magari 10,000 euro o anche quantità più sostanziose ovviamente) possono nel tempo diventare il primo mattone per un futuro finanziario più stabile e gettare le basi per l’acquisto di una casa, la crescita dei figli o semplicemente per tutelarti in vista della pensione (per maggiori informazioni sul tema si veda la nostra analisi sulle pensioni integrative).

È vero, per molti giovani le spese sono tante e i soldi non sembrano bastare mai. Per qualcuno risparmiare è sicuramente difficile se non impossibile. In molti altri casi, però, una semplice razionalizzazione delle proprie spese potrebbe rivelare delle sorprese inaspettate.

Per natura non siamo inclini a valutare le spese e i guadagni quotidiani nel loro insieme. Una visione razionale dei nostri flussi in entrata e in uscita ci aiuterebbe ad avere una visione più chiara sul nostro budget personale, ovvero su come spendiamo i soldi. Pensa a un azienda: sarebbe impossibile per qualsiasi contabile avere il controllo della situazione senza mettere nero su bianco entrate e uscite in una tabella. Lo stesso vale per te. Se riuscirai ad avere una visione generale, ti accorgerai che nel corso del tempo dèstini con regolarità una parte delle tue entrate a un numero limitato di voci di spesa.

Guadagnare questa cognizione è il primo passo per capire come poter ridurre le tue spese in eccesso andando ad aggredire le voci di costo singolarmente. Per esempio, potrai valutare quanto spendi in benzina ogni mese, oppure quanto del tuo budget si dissolve in caffè o in ristoranti.

Avere contezza di queste cifre non solo ti darà la possibilità di capire dove puoi tagliare qualcosa, ma ti aiuterà anche a ottimizzare le tue uscite. Potresti accorgerti, per fare un altro esempio, che evitando di fare la pausa pranzo al bar una o due volte a settimana (portando magari della frutta da casa) potrai coprire i costi di una cena per due il sabato sera, andando a risparmiare quello che avresti comunque speso per concedertela.

Lo so che sembra un concetto complicato, ma fidatati che, una volta fatto lo sforzo di considerare i costi della tua quotidianità in relazione al tuo budget, fare queste considerazioni ti verrà naturale e, tramite questa semplice disciplina mentale, riuscirai a educare te stesso a una sana cultura del risparmio (che è cosa ben diversa da una cultura della privazione, sia chiaro).

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Fortunatamente, oggi esistono molti strumenti che ti possono aiutare a rendere più semplice questo percorso, dandoti la possibilità di monitorare le tue uscite nel tempo. Dai un’occhiata alla nostra applicazione BudJet anche solo per toglierti lo sfizio di capire come spendi i tuoi soldi. Sono sicuro che troverai delle sorprese.

Fase due: trovare la strategia più giusta per te

Una volta individuata una quota da destinare al risparmio e magari con l’aiuto di un piccolo capitale di partenza, un regalo di laurea o di compleanno, è ora di valutare la soluzione per entrare sul mercato.

Una buona strategia per il 2019 potrebbe essere quella di organizzare un PAC (Piano d’accumulo del capitale) che ti consenta di accrescere il tuo investimento a poco a poco attraverso versamenti ricorrenti. Questa soluzione ti offre grande flessibilità e ti lascia il tempo per entrare in confidenza con i mercati, dandoti anche la possibilità di pianificare nel tempo un investimento più consistente, magari anche 20.000 euro.

Se sei un investitore alle prime armi, è infatti normale che tu sia intimorito dal mondo della finanza e dai rischi che si associano a esso.

Una convinzione diffusa è quella che gli investimenti finanziari siano un’attività ad alto rischio o riservata agli esperti. Oggi, grazie alla tecnologia, i servizi di gestione del patrimonio, un tempo dedicati ai detentori di grandi capitali, sono diventati alla portata di tutti.

Devi poi ricordarti che investire non vuol dire necessariamente giocare in borsa, lasciando i tuoi risparmi in balia della marea dei mercati. Oggi esistono strumenti come gli Etf che permettono di contenere i rischi tramite la diversificazione. Gli Etf sono dei panieri di titoli il cui andamento è legato a quello di un altro indice come una piazza borsistica o una materia prima.

Aprire una Gestione Patrimoniale in Etf ti consentirebbe di:

  • diversificare l’investimento (investire in asset differenti permette di bilanciare le eventuali perdite di una classe di titoli con i guadagni provenienti da un altra)
  • avere costi nettamente inferiori rispetto ad altre soluzioni (la gestione passiva consente di ridurre i costi rispetto alla gestione attiva)
  • ridurre i rischi

Queste caratteristiche sono perfette per chi vuole impostare una strategia di investimento a lungo termine. È infatti provato che sul lungo periodo gli Etf performano meglio delle strategie che si assumono grandi rischi per sfruttare l’andamento giornaliero delle borse.

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Nel caso di Moneyfarm, la nostra consulenza indipendente, al di fuori dalle logiche del conflitto d’interesse, aiuta gli investitori a dare valore ai propri risparmi e a capire dove investire e come investire anche piccole somme. Poiché anche piccole somme, nel lungo temine, possono contribuire  a costruire un futuro solido.

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