ETF sulle materie prime (commodities): la guida completa per il 2026

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Gli ETF sulle materie prime (commodities) hanno ampliato le possibilità di investimento in un mercato storicamente legato alla compravendita di beni fisici. Attraverso questi strumenti, gli investitori possono esporsi all’andamento di panieri diversificati di risorse, dall’energia ai metalli fino ai prodotti agricoli, senza doverle acquistare direttamente. 

Il commercio delle materie prime, del resto, è una delle attività che hanno contribuito fin dall’antichità allo sviluppo dei mercati finanziari.

📈 Il prezzo delle materie prime può cambiare? Sì il prezzo delle materie prime cambia a seconda di diversi fattori
🏆 Fattore più rilevante Domanda e offerta
🤓 Principali indici sulle materie prime Bloomberg Commodity Index (BCOM) , lo S&P GSCI e il Rogers International Commodity Index (RICI)
🤑 Materia prima migliore su cui investire Non esiste una scelta migliore in assoluto: dipende dagli obiettivi, dall’orizzonte temporale e dal rischio che si è disposti ad assumere

Prima dello sviluppo degli strumenti finanziari moderni, investire nelle materie prime comportava spesso l’acquisto dei beni nei mercati in cui costavano meno e la loro successiva rivendita dove la domanda era più elevata. L’evoluzione dei mercati finanziari ha poi reso possibile investire nelle commodities senza partecipare direttamente agli scambi fisici. 

La particolarità delle materie prime rispetto ad altre classi di investimento, come le azioni e le obbligazioni, sta nel fatto che si tratta di beni fisici: se si vuole investire in oro è possibile acquistare dei lingotti, conservarli e rivenderli al momento opportuno. Tuttavia, l’acquisto dei beni fisici potrebbe non essere pratico. Per questo molti investitori ricorrono a strumenti finanziari come i contratti derivati, gli ETF e gli ETC, che consentono di ottenere un’esposizione alle materie prime senza doverle acquistare direttamente.

In questo articolo analizzeremo le caratteristiche dell’investimento in materie prime attraverso ETF. Quando parliamo di investimento in materie prime in questo contesto intendiamo un investimento in un indice, quindi in un paniere di varie materie prime piuttosto che in una singola commodity.

Gli ETF sulle materie prime consentono quindi di accedere a mercati diversi attraverso un unico strumento, sebbene la diversificazione del paniere non elimini i rischi legati alla volatilità dei prezzi. 

Cosa determina il prezzo delle materie prime?

Il prezzo delle materie prime è determinato principalmente da quattro fattori:

  • domanda e offerta per la materia prima: legate a dinamiche economiche, di produzione e geopolitiche;
  • dinamiche tecniche degli strumenti finanziari utilizzati;
  • flussi finanziari;
  • andamento generale del mercato e correlazione con le altre asset class. [7]

La domanda dipende soprattutto dall’utilizzo della materia prima, mentre l’offerta risente della produzione e della disponibilità delle risorse. Più una materia prima è richiesta dalle aziende per i propri processi di produzione, maggiore tende a essere il suo valore di mercato.

Ci sono poi delle particolari dinamiche finanziarie che possono influenzare il prezzo di materie prime specifiche: per esempio l’oro tende ad agire come un bene rifugio, attirando capitali nelle fasi di maggiore incertezza finanziaria, sebbene non registri necessariamente rialzi ogni volta che le altre asset class subiscono perdite. 

A queste dinamiche si aggiungono alcuni aspetti tecnici legati all’investimento. Quando si acquista un fondo, come un ETF, l’esposizione a un paniere di commodities può essere ottenuta attraverso contratti derivati, direttamente o tramite operazioni di swap. La gestione e il rinnovo dei futures possono incidere sul rendimento dell’indice seguito dal fondo, generando differenze rispetto all’andamento dei prezzi a pronti delle materie prime.

Conoscere questi meccanismi è quindi importante per valutare un investimento in commodities.

Come investire su materie prime attraverso gli ETF sulle commodities?

Per investire su un paniere diversificato di materie prime attraverso un ETF bisogna prima selezionare l’indice sul quale si intende puntare. Gli ETF sono infatti fondi passivi che replicano l’andamento di un indice, nel caso delle commodities generalmente basato su contratti futures. Su Borsa Italiana sono quotati ETF che seguono benchmark differenti.

Ogni indice ha delle regole specifiche che ne determinano la composizione: le diverse commodities assumono quindi un peso differente nel paniere, secondo criteri prestabiliti.

Alcuni indici, per esempio, privilegiano la diversificazione tra le diverse categorie di materie prime, limitando la concentrazione su singole commodities o settori. Altri indici hanno delle metodologie di ponderazione che attribuiscono maggiore rilevanza ad alcune categorie rispetto ad altre. È il caso degli indici maggiormente esposti alle materie prime energetiche, come petrolio e gas naturale.

Il Bloomberg Commodity Index (BCOM), lo S&P GSCI e il Rogers International Commodity Index (RICI) sono tra i principali indici di riferimento sulle materie prime. Gli indici di commodities comprendono di solito, oltre a metalli preziosi, una parte non trascurabile di “energy” (petrolio, gas naturale) e “industrial metals” (rame, alluminio, zinco e altri). I settori “energy” e “industrial metals” sono per loro natura esposti al ciclo economico, in quanto dipendono più direttamente dalla dinamica della domanda e dell’offerta, dalla salute delle economie emergenti, dai cicli di import/export.

Le differenze tra gli indici possono però essere rilevanti: il BCOM limita la concentrazione delle singole materie prime e dei gruppi merceologici, mentre lo S&P GSCI attribuisce i pesi principalmente in base alla produzione mondiale, con una maggiore esposizione al comparto energetico. 

Per replicare il valore dell’indice, i gestori degli ETF sulle commodities utilizzano prevalentemente la replica sintetica, attraverso contratti swap che consentono di ottenere il rendimento del benchmark. Quest’ultimo è generalmente costruito su contratti futures, senza richiedere al fondo l’acquisto e la conservazione delle materie prime fisiche. Gli strumenti che investono in singole commodities, come gli ETC sull’oro, possono invece prevedere la detenzione diretta del metallo. 

Conoscere il meccanismo di rotazione dei futures sulle materie prime è un elemento fondamentale per selezionare un ETF coerente con la propria strategia di investimento. Alcuni indici adottano una strategia di rotazione dei contratti automatica, andando a sostituire a intervalli regolari i contratti in scadenza con nuovi strumenti. Altri prevedono metodologie più flessibili, che selezionano le scadenze dei futures nel tentativo di contenere gli effetti negativi del rinnovo dei contratti sul rendimento dell’indice. 

Ecco alcune delle nostre guide relative agli investimenti in materie prime:

Per confrontare gli strumenti disponibili, è inoltre possibile consultare la sezione ETF Moneyfarm, che raccoglie le schede dei singoli prodotti e le principali informazioni utili alla loro valutazione.

Conviene oggi investire sugli ETF sulle materie prime globali?

Investire in commodities nel 2026

Le materie prime globali sono storicamente una classe di investimento volatile, sebbene l’esposizione a un paniere possa attenuare le oscillazioni grazie alla diversificazione. Il rendimento degli ETF sulle materie prime dipende principalmente dagli indici replicati, come il Bloomberg Commodity Index, che comprende prodotti energetici, agricoli e metalli.

Dopo un decennio caratterizzato da rendimenti spesso inferiori a quelli dell’azionario, le commodities hanno attraversato una fase di forte recupero con la ripresa economica successiva alla pandemia. Il rincaro dell’energia e le difficoltà nelle catene di approvvigionamento hanno sostenuto i prezzi nel 2021 e nel 2022, prima di lasciare spazio a un andamento più differenziato tra i vari comparti. 

Nel 2026 le tensioni in Medio Oriente hanno riportato al centro l’equilibrio tra domanda e offerta, soprattutto nei mercati energetici. Secondo il Commodity Markets Outlook pubblicato dalla Banca Mondiale nell’aprile 2026, i prezzi complessivi delle materie prime potrebbero aumentare del 16% nell’anno, con un rialzo del 24% per l’energia. Si tratta di previsioni, soggette all’evoluzione dello scenario geopolitico e delle condizioni economiche globali, non di rendimenti attesi degli ETF.

L’andamento delle commodities continua infatti a dipendere da diversi fattori, tra cui:

  1. la domanda globale, influenzata dalla crescita economica e dai consumi delle principali economie industriali;
  2. la disponibilità delle materie prime, condizionata dalla produzione, dalle scorte e dalle catene di approvvigionamento;
  3. le tensioni geopolitiche, che possono interrompere i flussi commerciali e determinare forti oscillazioni dei prezzi, soprattutto nei comparti energetico e agricolo.

Queste dinamiche non interessano tutte le materie prime allo stesso modo. Petrolio e metalli industriali risentono maggiormente dell’attività produttiva, mentre l’oro può beneficiare delle fasi di incertezza finanziaria. La scelta di investire in un paniere diversificato va quindi valutata considerando la composizione dell’indice, l’orizzonte temporale e la capacità di sostenere eventuali perdite, senza considerare i rialzi recenti come una garanzia di rendimento futuro.

Nei portafogli multi-asset, come quelli proposti da Moneyfarm, le materie prime possono contribuire alla diversificazione, attenuando in alcune condizioni di mercato le perdite registrate da azioni e obbligazioni. Questo effetto, tuttavia, dipende dalle condizioni di mercato e dalle correlazioni tra gli investimenti, che possono modificarsi nel tempo. 

Un esempio arriva dalla crisi energetica seguita all’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, quando il rialzo dei prezzi di diverse materie prime ha contribuito a compensare, in alcuni portafogli, parte delle perdite registrate sui mercati azionari e obbligazionari. 

Nel lungo periodo, un paniere di commodities può offrire un contributo alla gestione del rischio quando i suoi rendimenti seguono dinamiche differenti da quelle di azioni e obbligazioni. Non esiste però una correlazione negativa stabile tra queste asset class, né la presenza di materie prime garantisce una riduzione del rischio o un miglioramento del rendimento. 

Il ruolo dell’oro nelle strategie di investimento Moneyfarm

La composizione degli indici sulle materie prime è un elemento da considerare anche nella costruzione dei portafogli. Petrolio e metalli industriali sono strettamente legati al ciclo economico, mentre l’oro risponde a dinamiche in parte differenti e può contribuire alla diversificazione, soprattutto nelle fasi di maggiore incertezza sui mercati.

L’oro mostra infatti una minore sensibilità al ciclo economico, poiché la sua domanda dipende anche da fattori diversi dall’andamento dell’attività produttiva.

Come approfondito nell’articolo Moneyfarm su come investire in oro nel 2026, tra i fattori che ne influenzano l’attrattività figurano i tassi di interesse reali, le aspettative di inflazione e l’incertezza finanziaria. Le relazioni tra queste variabili e il prezzo del metallo, tuttavia, non sono costanti.

La scelta di includere l’oro o un paniere diversificato di commodities deve quindi inserirsi in una valutazione più ampia del rapporto tra rischio e rendimento. Come sottolineato da Moneyfarm nell’analisi costruire portafogli per mercati in evoluzione, le correlazioni tra le diverse asset class possono cambiare nel tempo e la diversificazione non garantisce risultati. È un principio che trova applicazione anche nell’Asset Allocation Strategica 2026, attraverso cui Moneyfarm definisce la propria visione di lungo periodo e orienta le scelte di posizionamento dei portafogli.

ETF sulle materie prime 2026: quali scegliere su Borsa Italiana?

Due elementi importanti nella selezione degli ETF sulle commodities quotati su Borsa Italiana sono la strategia di rotazione dei futures e l’indice di riferimento. A questi si aggiungono i costi, la liquidità e la capacità di replicare il benchmark.

  • indice di riferimento: i principali indici sulle materie prime presentano composizioni differenti. Il Bloomberg Commodity Index limita la concentrazione sulle singole commodities, mentre lo S&P GSCI attribuisce maggiore rilevanza alla produzione mondiale.
  • strategia di replica e ottimizzazione: gli ETF sulle materie prime diversificate utilizzano prevalentemente swap per replicare indici basati su futures. Le strategie di rinnovo dei contratti possono influenzare il rendimento, soprattutto nelle condizioni di contango e backwardation.

Nella selezione contano inoltre il tracking error, gli spread di negoziazione, il rischio di controparte e l’eventuale copertura valutaria. 

UBS CMCI Composite SF UCITS ETF EUR Hedged Acc

A Moneyfarm utilizziamo un processo di selezione molto rigoroso per valutare gli ETF sulle materie prime. Tra quelli quotati su Borsa Italiana figura l’UBS CMCI Composite SF UCITS ETF EUR Hedged Acc (ISIN IE00B58HMN42), che replica attraverso swap un indice diversificato di commodities.

Il benchmark distribuisce l’esposizione tra diverse scadenze dei futures, con l’obiettivo di contenere gli effetti del rinnovo dei contratti. L’ETF è ad accumulazione, prevede la copertura valutaria in euro e applica commissioni annue dello 0,34%. Questa strategia non garantisce rendimenti superiori né elimina i rischi di mercato.

Scopri i dettagli di UBS CMCI Composite SF UCITS ETF EUR Hedged Acc nella nostra pagina dedicata. 

WisdomTree Broad Commodities UCITS ETF

Il WisdomTree Broad Commodities UCITS ETF (ISIN IE00BKY4W127) replica il Bloomberg Commodity Total Return Index, offrendo esposizione a un paniere diversificato di materie prime energetiche, agricole e metalli. La strategia combina swap ed ETC garantiti da metalli preziosi fisici, distinguendosi dagli ETF esclusivamente sintetici.

Scopri i dettagli di WisdomTree Broad Commodities UCITS ETF nella nostra pagina dedicata. [27]

L&G Longer Dated All Commodities UCITS ETF

Il L&G Longer Dated All Commodities UCITS ETF (ISIN IE00B4WPHX27) replica il Bloomberg Commodity 3 Month Forward Total Return Index, che offre esposizione a un paniere diversificato di materie prime.

La particolarità è l’utilizzo di futures con scadenze più lontane, una strategia che può attenuare gli effetti del rinnovo dei contratti, senza eliminare i rischi legati alle oscillazioni dei prezzi.

Scopri i dettagli di L&G Longer Dated All Commodities UCITS ETF nella nostra pagina dedicata. 

L&G Multi-Strategy Enhanced Commodities UCITS ETF

Il L&G Multi-Strategy Enhanced Commodities UCITS ETF (ISIN IE00BFXR6159) replica il Barclays Backwardation Tilt Multi-Strategy Capped Index, che comprende materie prime energetiche, agricole e metalli.

La sua particolarità è una strategia che seleziona le scadenze dei futures considerando la struttura dei prezzi, con l’obiettivo di migliorare il rendimento del rinnovo dei contratti. Tale approccio non elimina però i rischi di volatilità né garantisce risultati superiori agli indici tradizionali.

Scopri i dettagli di L&G Multi-Strategy Enhanced Commodities UCITS ETF nella nostra pagina dedicata.

WisdomTree Enhanced Commodity UCITS ETF

Il WisdomTree Enhanced Commodity UCITS ETF (ISIN IE00BYMLZY74) replica il WisdomTree Enhanced Commodity Total Return Index, che comprende energia, metalli e prodotti agricoli.

La strategia multifattoriale modifica le ponderazioni delle materie prime e seleziona le scadenze dei futures con l’obiettivo di ottimizzare il rendimento del rinnovo dei contratti, senza garantire risultati superiori agli indici tradizionali.

Scopri i dettagli di WisdomTree Enhanced Commodity UCITS ETF nella nostra pagina dedicata.

L&G New Energy Commodities UCITS ETF

Il L&G New Energy Commodities UCITS ETF (ISIN IE000BLN64M9) replica il Solactive Energy Transition Commodity Total Return Index, offrendo esposizione a materie prime legate alla transizione energetica, tra cui metalli industriali, fonti energetiche a basse emissioni e mercati del carbonio.

La concentrazione su questi segmenti comporta rischi specifici rispetto agli ETF sulle commodities globali.

Scopri i dettagli di L&G New Energy Commodities UCITS ETF nella nostra pagina dedicata. 

Domande Frequenti

Come si investe nelle materie prime?

È possibile investire nelle materie prime attraverso l’acquisto diretto, i derivati oppure strumenti come ETF ed ETC, che consentono un’esposizione finanziaria senza detenere necessariamente i beni fisici.

In quale materia prima investire?

Non esiste una materia prima migliore in assoluto. La scelta dipende dagli obiettivi e dal profilo di rischio: l’oro può contribuire alla diversificazione, mentre energia e metalli industriali sono maggiormente esposti al ciclo economico. 

Quali sono i migliori ETF sulle materie prime nel 2026?

Non esiste un ETF migliore per tutti gli investitori. Tra gli strumenti disponibili figurano UBS CMCI Composite, WisdomTree Broad Commodities e L&G Longer Dated All Commodities, che adottano benchmark e strategie differenti.

Qual è la differenza tra ETF ed ETC sulle materie prime?

Gli ETF UCITS sono fondi che offrono generalmente esposizione a panieri diversificati di commodities. Gli ETC sono invece titoli di debito che possono seguire anche una singola materia prima, come oro o petrolio, e presentano rischi strutturali differenti.

Quali rischi comportano gli ETF sulle commodities?

Oltre alla volatilità delle materie prime, occorre considerare la composizione dell’indice, gli effetti del rinnovo dei futures, il rischio di controparte e le eventuali oscillazioni valutarie. La diversificazione non elimina la possibilità di perdite.

Come scegliere un ETF sulle materie prime?

La valutazione dovrebbe considerare il benchmark, la strategia di replica, i costi, la liquidità e l’eventuale copertura valutaria. È importante verificare anche la coerenza dello strumento con il proprio orizzonte temporale e la tolleranza al rischio.

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*Investire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d’investimento prima di procedere.

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