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Buoni fruttiferi postali: la guida completa per il 2022

buoni fruttiferi postali


Sul mercato finanziario dal 1924, i buoni fruttiferi postali (BFP) sono da sempre considerati uno dei capisaldi del risparmio all’italiana, complici i rendimenti piuttosto interessanti dei quali hanno goduto gli investitori degli anni Ottanta e Novanta e il rischio relativamente basso che comportano.

A quasi cent’anni dalla loro istituzione, però, i buoni fruttiferi postali sono solo una tra le tante possibilità di investimento a disposizione: ecco perché, per investire i tuoi risparmi in modo sicuro è bene conoscere nel dettaglio il funzionamento dei BFP – di cui parliamo in questo articolo – e valutare attentamente pro e contro.

Buoni fruttiferi postali: tabella iniziale

🆘 I buoni fruttiferi postali sono rischiosi?Sono considerati tra le forme di investimento più sicure, ma anche meno redditizie
🇮🇹 Da chi sono emessi?I buoni fruttiferi postali sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti SpA e garantiti dallo Stato italiano
🕒 Quanto durano?I buoni fruttiferi postali hanno una durata media di circa 10 anni e sono pensati per investimenti a medio e lungo termine

Cosa sono i buoni fruttiferi postali?

I buoni fruttiferi postali sono prodotti di investimento finanziario collocati in esclusiva da Poste Italiane ed emessi da Cassa Depositi e Prestiti SpA. Poiché sono garantiti dallo Stato italiano sono considerati piuttosto affidabili, e il loro prezzo non è soggetto alle oscillazioni di mercato, una caratteristica che li rende poco remunerativi ma appetibili per i risparmiatori meno esperti che preferiscono la certezza di rendimenti inferiori e a basso rischio.

Pur essendo lontani dai fasti di qualche decennio fa, tutt’ora esistono diverse tipologie di buoni fruttiferi studiate per rispondere alle necessità di un’utenza molto vasta: oltre ai titoli più classici – come il buono ordinario, il 4×3 e il 4×4, che garantiscono un rendimento sicuro per chi investe nel lungo periodo – il ventaglio di proposte prevede anche formule pensate ad hoc per specifici target di risparmiatori.

Ad esempio, il Buono Obiettivo 65 è studiato per chi vuole integrare il proprio reddito futuro: sottoscrivibile da chi ha un’età compresa tra i 18 e i 54 anni, permette di ottenere una rendita certa dai 65 anni fino al compimento dell’80° anno di età (a proposito, sai già quando andrai in pensione e con quanto ci andrai?).

Se invece sei un neo genitore starai probabilmente facendo una pianificazione finanziaria a lungo termine per prenderti cura del futuro dei tuoi cari: tra le tante possibilità di investimento per bambini che puoi trovare sul mercato figura anche il Buono fruttifero dedicato ai minori, un prodotto che offre un rendimento fisso nel tempo con interessi – in realtà discretamente bassi – che maturano fino al raggiungimento della maggiore età del titolare del fondo: a quel punto gli verrà corrisposto il rimborso comprensivo degli interessi maturati.

Come funzionano i buoni fruttiferi postali?

I buoni fruttiferi postali sono una forma di investimento che possiamo definire “base” e, proprio perché si tratta di una sorta di entry level per risparmiatori poco esperti o poco propensi al rischio, funzionano in modo piuttosto immediato: si versa una somma di denaro – in genere la soglia minima è di 50 euro – che, con il passare del tempo, matura interessi che variano a seconda della tipologia del buono sottoscritto e della sua durata.

Al di là delle specificità dei singoli prodotti, però, tutti i buoni fruttiferi funzionano allo stesso modo e hanno delle caratteristiche comuni:

  • sono garantiti dallo Stato italiano;
  • non presentano costi per la sottoscrizione e per il rimborso (al netto degli oneri fiscali, che vanno sempre corrisposti);
  • prevedono la possibilità di richiedere il rimborso del capitale investito in ogni momento, maggiorato degli interessi maturati nel corso del tempo;
  • sono soggetti ad una fiscalità agevolata, che ammonta al 12.50% sugli interessi (una percentuale nettamente più bassa rispetto a quella che riguarda, ad esempio, i conti correnti o le obbligazioni);
  • sono esenti dall’imposta di successione.

Quanto durano i buoni fruttiferi?

Se stai cercando un investimento che ti renda somme interessanti sul breve periodo, i buoni fruttiferi postali probabilmente non saranno la tua prima scelta: questi titoli, infatti, sono pensati principalmente per investimenti a medio e lungo termine, con durate che in media si aggirano attorno al decennio.

Certo, con i buoni fruttiferi postali è sempre possibile richiedere il rimborso del capitale investito prima del tempo: tuttavia, per quanto l’idea di poter accedere a quelle somme ed utilizzarle per altri scopi in caso di necessità sia allettante, sarebbe preferibile evitare perchè, così facendo, si rinuncerebbe ad una buona parte dei (già esigui) rendimenti proposti dai titoli.

Se hai esigenze più articolate o preferisci mettere a frutto i tuoi risparmi sul breve termine, dunque, vale la pena valutare altre forme di investimento, affidandoti anche agli esperti di Moneyfarm che ti guideranno e gestiranno il tuo capitale con investimenti su misura.

Come si sottoscrivono?

Sul sito di Poste Italiane è possibile effettuare una simulazione per scoprire il valore del buono selezionato, ed eventualmente procedere all’acquisto.

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Per sottoscrivere un buono fruttifero postale si può scegliere tra la tradizionale forma cartacea o quella virtuale – la cosiddetta forma “dematerializzata” – direttamente online o recandosi in ufficio postale.

Per chi non è già titolare di un conto o di un libretto postale è sufficiente presentare un documento di identità, il codice fiscale e il codice IBAN del proprio conto corrente bancario.

Quanto rendono i buoni fruttiferi postali?

Abbiamo visto alcune delle caratteristiche principali dei buoni fruttiferi postali, ma non si può tralasciare l’aspetto più rilevante, vale a dire il rendimento: se ai tempi dei nostri nonni si trattava di soluzioni capaci addirittura di raddoppiare il valore dell’investimento alla scadenza, oggi le percentuali sono decisamente ridimensionate e, a parità di rischio, rendono meno dei BTP (che, comunque, rimangono esposti alle oscillazioni di mercato).

È sufficiente sfogliare le schede di sintesi per rendersi conto che i buoni fruttiferi postali, pur offrendo diversi vantaggi, rendono relativamente poco, che si tratti di prodotti a rendimento variabile, fisso o fisso crescente.

In linea di massima, infatti, si parte da un rendimento annuo lordo standard a scadenza dello 0.25% per i Buoni a 4 anni per poi arrivare al 2,50% massimo per il buono dedicato ai minori: a meno che non si abbia intenzione di investire somme considerevoli, dunque, il guadagno finale rischia di essere irrisorio.

Conclusioni

A conti fatti, dunque, i buoni fruttiferi postali possono essere un buon prodotto per gli investitori con una discreta avversione al rischio e più propensi ad optare per soluzioni che, per via delle loro caratteristiche, sono per certi versi assimilabili a piani di risparmio più evoluti.

Discorso diverso, invece, per chi ha obiettivi più ambiziosi a lungo termine anche a fronte di un investimento iniziale minimo: nel lungo periodo i mercati finanziari sono correlati all’andamento dell’economia globale e, storicamente, offrono prospettive di rendimento molto superiori su orizzonti di investimento lunghi..

In una tale varietà di opzioni, affidarsi ad un servizio di consulenza professionale come Moneyfarm per la gestione del proprio capitale può fare la differenza.

Domande frequenti

Cosa sono i buoni fruttiferi postali?

Sono dei prodotti di investimento collocati in esclusiva da Poste Italiane ed emessi da Cassa Depositi e Prestiti SpA, dunque garantiti dallo Stato italiano.

A chi è consigliato l’investimento in buoni fruttiferi postali?

I buoni fruttiferi postali possono essere un prodotto interessante per chi ha una discreta avversione al rischio, anche se a parità di rischi esistono anche soluzioni con rendimenti più competitivi.

Si può richiedere il rimborso del capitale investito in buoni fruttiferi?

Sì, è possibile richiedere il rimborso del capitale maggiorato degli interessi maturati nel corso del tempo. Tuttavia, si sconsiglia di ritirare l’investimento prima del tempo per non rinunciare ad una quota importante di rendimenti.

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