Tassazione del TFR: tutto quello che c’è da sapere

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Il TFR, o Trattamento di Fine Rapporto, è una somma che il datore di lavoro accantona per i propri dipendenti ogni anno, che viene generalmente corrisposta agli stessi una volta terminato il periodo di lavoro. Molti si chiedono se lasciare il TFR in azienda oppure versarlo in un fondo pensione, considerando anche l’ultimo aggiornamento normativo.

La modalità prescelta per gestire e accantonare il trattamento di fine rapporto condiziona anche il calcolo della tassazione del TFR per il 2026. Rispetto al criterio standard per calcolare le aliquote Irpef, inoltre, questo emolumento si differenzia perché ricade nella tassazione separata, con regole specifiche per il calcolo dell’Irpef netto e lordo.

Cosa cambia fra la tassazione del TFR lasciato al datore di lavoro o devoluto a un fondo di previdenza integrativa? Le differenze sono tante e comprendono anche le modalità di richiesta dell’anticipo del TFR, oltre a un trattamento fiscale e a una rivalutazione più o meno vantaggiosa. Vediamo i punti salienti per orientarci tra le scelte che riguardano il TFR, anche in un’ottica di miglioramento della gestione patrimoniale.

Quanto pesa la tassazione del TFR?Dipende dall’anzianità, dal reddito e dalla modalità di accantonamento (TFR in azienda o fondo pensione)
E la tassazione sull’anticipo?Dipende dal motivo della richiesta (prima casa, spese mediche o motivi personali)
Cosa prevede la tassazione separata del TFR?Il calcolo dell’imposta è basato sull’aliquota media imponibile
Perché conviene valutare il fondo pensione?Deducibilità somme versate, rivalutazione e aliquote vantaggiose

TFR (trattamento di fine rapporto): cosa significa?

Il TFR, anche noto come liquidazione o buonuscita, è una forma di retribuzione differita applicata ai contratti di lavoro dipendente, a tempo determinato o indeterminato, del settore pubblico e privato. Si tratta, in altre parole, di una forma di accantonamento della retribuzione: la quota corrispondente viene maturata mensilmente dal lavoratore e può essere sbloccata al raggiungimento della pensione o anche prima. Il dipendente ha due possibilità per gestire il trattamento di fine rapporto: lasciarlo in azienda o accantonarlo in un fondo pensione.

Per i lavoratori che si trovano alla prima assunzione, la scelta della destinazione del TFR deve essere effettuata entro 60 giorni (invece dei precedenti 6 mesi). Va tenuto conto che è il dipendente a decidere: nel caso scelga la conservazione del TFR in azienda, tale scelta può essere modificata in un secondo momento per destinare i contributi futuri alla previdenza integrativa.

Se il neoassunto non esprime alcuna preferenza entro i 60 giorni, si applica il meccanismo dell’adesione automatica tramite silenzio-assenso, come vedremo tra poco. In questo caso, il TFR viene destinato direttamente al fondo pensione di riferimento previsto dal contratto collettivo applicato.

Ricordiamo che la possibilità di ricevere il TFR direttamente in busta paga insieme allo stipendio è stata accantonata nel 2018: consultando la busta paga, in ogni caso, è sempre possibile verificare la consistenza del TFR maturato.

TFR e silenzio-assenso per il fondo pensione: novità 2026

Con la Legge di Bilancio 2026 sono state introdotte alcune novità operative sulla destinazione del TFR, regole che sono scattate da luglio di quest’anno. Si tratta del meccanismo di silenzio-assenso che coinvolge i nuovi lavoratori dipendenti assunti.

Nella pratica, viene introdotta l’adesione automatica al fondo pensione (relativo al CCNL) con possibilità di scelta diversa da parte del lavoratore entro 60 giorni. Il dipendente può quindi optare per un fondo pensione diverso da quello assegnato secondo CCNL, oppure chiedere di lasciare questa quota in azienda.

Di fatto il Governo ha voluto puntare sull’adesione automatica alla previdenza complementare per i nuovi assunti nel settore privato, per incentivare questo tipo di scelta. Questa direzione è un vero e proprio cuscinetto rispetto al rischio di vedere, una volta finito il periodo lavorativo, una pensione di importo molto basso. Si parla a questo proposito di una soluzione alla crisi del sistema previdenziale pubblico, per cui lo stesso Stato incentiva i cittadini a scegliere un fondo pensione adeguato.

Quando e come viene pagato il TFR?

Il trattamento di fine rapporto viene liquidato, per l’appunto, nel momento in cui si risolve il contratto di lavoro. Ciò può verificarsi per diversi motivi: raggiungimento dell’età pensionabile, dimissioni volontarie o licenziamento. In casi specifici, inoltre, il lavoratore ha facoltà di richiedere un anticipo sul TFR, motivando adeguatamente la richiesta.

Le fattispecie comprendono l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione della prima casa – per sé o per i figli –, le spese mediche, il congedo parentale o le esigenze di formazione. Va tenuto presente, inoltre, che il datore di lavoro potrebbe rifiutare l’anticipo nel caso sia già stato erogato al 4% dei dipendenti. Le regole per svincolare le somme, così come la tassazione sull’anticipo del trattamento di fine rapporto, cambiano a seconda che questo sia lasciato in azienda o convogliato a un fondo pensione.

Ma vediamo i vari casi in cui viene liquidato il TFR, i requisiti e le modalità di liquidazione, anche in base alle ultime novità normative.

CasoRequisitiModalità di liquidazione
Cessazione del rapporto di lavoroRisoluzione del rapporto per pensionamento, dimissioni, licenziamento, scadenza del contratto o altre causeIl TFR maturato viene liquidato al lavoratore secondo le modalità e i tempi stabiliti
Anticipo per spese sanitarieAlmeno 8 anni presso lo stesso datore, spese per terapie o interventi straordinari, documentatiAnticipazione fino al 70% del TFR maturato
Anticipo per prima casaAlmeno 8 anni presso lo stesso datore, acquisto, costruzione o ristrutturazione della prima casa per sé o per i figliAnticipazione fino al 70% del TFR maturato, previa documentazione della spesa
Anticipo per congedo parentaleAlmeno 8 anni presso lo stesso datore e rispetto delle condizioni sui congediAnticipazione del TFR per far fronte alle spese sostenute durante i periodi di congedo parentale
Anticipo per formazioneAlmeno 8 anni presso lo stesso datore e fruizione di un congedo per formazioneAnticipazione del TFR nei limiti e secondo congedo per formazione

Tassazione TFR: come si calcola?

La tassazione del Trattamento di Fine Rapporto segue regole specifiche che differiscono da quelle applicate al reddito soggetto a IRPEF ordinaria. Di seguito una spiegazione dettagliata di come funziona.

Il TFR è soggetto a tassazione separata. Questo significa che l’imposta dovuta sul TFR non viene calcolata con le aliquote IRPEF ordinarie del reddito annuale, ma attraverso un’aliquota media che tiene conto degli anni di servizio. La base imponibile per la tassazione del TFR è costituita dall’importo totale accantonato nel corso degli anni, rivalutato in base a un tasso fisso dell’1,5% e al 75% dell’incremento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, determinato dall’ISTAT.

L’aliquota media si ottiene dividendo il TFR totale maturato per il numero di anni di servizio, determinando così un reddito di riferimento. Su questo reddito viene poi applicata l’aliquota IRPEF media degli ultimi cinque anni. Per esempio, se il TFR totale è di 30.000 euro e il dipendente ha lavorato per 20 anni, il reddito di riferimento sarà 30.000/20 = 1.500 euro. Questa cifra viene moltiplicata per 12 per determinare il reddito annuo e poi si applica l’aliquota IRPEF media​.

La quota finanziaria del TFR, cioè l’incremento annuale dovuto alla rivalutazione, è tassata con un’aliquota del 17%. Questa tassazione si applica alla somma rivalutata secondo i coefficienti ISTAT e il tasso fisso​.

Tassazione TFR: un esempio concreto

Mario decide di lasciare il suo TFR in azienda. In questo caso, viene rivalutato annualmente con un tasso fisso dell’1,5% più il 75% dell’inflazione registrata a dicembre dell’anno precedente. Al momento della liquidazione, il TFR è soggetto a tassazione separata, con un’aliquota che varia dal 23% al 43%, calcolata sulla base del reddito del lavoratore e dell’aliquota media IRPEF degli ultimi cinque anni.

Marco, invece, sceglie di destinare il suo TFR a un fondo pensione. In questo scenario, i rendimenti ottenuti dal fondo sono generalmente superiori rispetto alla rivalutazione del TFR lasciato in azienda, poiché i fondi pensione investono in strumenti finanziari con potenziali guadagni più elevati.

Dal punto di vista fiscale, dal 2026 i contributi versati al fondo pensione sono deducibili dal reddito complessivo fino a un massimo di 5.300 euro all’anno (contro i 5.164,57 precedenti). Al momento dell’erogazione della prestazione pensionistica, il capitale accumulato è tassato con un’aliquota che parte dal 15% e si riduce dello 0,3% per ogni anno di partecipazione al fondo successivo al quindicesimo, fino a un minimo del 9%.

Esempio pratico:

  • Mario ha accumulato un TFR di 100.000 euro lasciandolo in azienda. Supponiamo che la sua aliquota media IRPEF degli ultimi cinque anni sia del 30%. Pertanto, al momento della liquidazione, pagherà il 30% di tasse sul TFR, ovvero 30.000 euro, ricevendo un netto di 70.000 euro.
  • Marco ha accumulato lo stesso importo di 100.000 euro nel fondo pensione, con una permanenza di 20 anni. La sua aliquota fiscale sarà del 15% meno (0,3% x 5 anni) = 13,5%. Quindi, pagherà 13.500 euro di tasse, ricevendo un netto di 86.500 euro.
CaratteristicheMario (TFR in azienda)Marco (Fondo pensione)
Accumulato totale100.000 €100.000 €
Aliquota fiscale applicata30%13,5%
Tasse pagate30.000 €13.500 €

Tassazione TFR in azienda

Per capire come funziona la tassazione del TFR lasciato in azienda, bisogna considerare il reddito di riferimento, il TFR maturato nel corso degli anni e l’aliquota media prevista per la tassazione separata.

Al momento della liquidazione del TFR, il datore di lavoro calcola e trattiene l’imposta applicando le regole previste per la tassazione separata. L’importo dell’imposta non dipende quindi esclusivamente dalla retribuzione percepita nell’anno in cui il TFR viene liquidato, ma tiene conto del periodo durante il quale il trattamento di fine rapporto è stato maturato.

Per i datori di lavoro che hanno almeno 60 dipendenti (il limite è stato aggiornato nel 2026), scatta l’obbligo di versamento al Fondo di Tesoreria INPS. Va considerato anche che il TFR maturato viene inoltre rivalutato ogni anno sulla base di una componente fissa dell’1,5% e del 75% dell’aumento dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Sulla rivalutazione maturata si applica quindi un’imposta sostitutiva del 17%.

Per il lavoratore dipendente è quindi utile sapere che:

  • il TFR viene accantonato ogni anno;
  • viene rivalutato in base ai prezzi al consumo;
  • la rivalutazione viene tassata separatamente;
  • viene normalmente pagato alla fine del rapporto di lavoro;
  • la tassazione avviene al momento della liquidazione;
  • il TFR non coincide con l’ultima retribuzione;
  • il dipendente può scegliere una destinazione diversa;
  • è importante controllare periodicamente il proprio TFR in busta paga.

Tassazione TFR fondo pensione

Ti sarà capitato spesso di sentire questo consiglio: investi il TFR in un piano pensione e risparmia sulle tasse. In cosa consiste, esattamente, il vantaggio dal punto di vista fiscale? Anzitutto, nella possibilità di dedurre fino a 5.300 euro dall’imponibile Irpef e di usufruire del credito di imposta.

Al raggiungimento della pensione, il trattamento di fine rapporto può essere corrisposto in un’unica soluzione o come rendita. Negli anni, la tassazione diventa progressivamente più vantaggiosa: dopo 15 anni, infatti, l’aliquota del 15% si riduce dello 0,3% annuo fino a raggiungere il 9%. Per quanto riguarda i rendimenti, la tassazione del TFR in fondo pensione varia dal 12,5% al 26% a seconda che il guadagno sia prodotto da titoli di stato o da altri strumenti di investimento.

Anche l’anticipo del TFR è soggetto a tassazione separata e oltre al reddito annuale prende a riferimento l’aliquota Irpef media. Le regole per richiederlo possono dipendere dal contratto nazionale. In linea generale, l’anticipo può coprire fino al 70% della somma maturata e riguardare i lavoratori con almeno 8 anni di servizio. (In alcuni casi può arrivare fino al 75%, ad esempio per spese sanitarie specifiche).

Per chi aderisce al TFR in fondo pensione, la tassazione sull’anticipo del TFR prevede un’aliquota variabile dal 23% fino al 9% e al 6% a seconda che sia richiesto per finanziare l’acquisto dell’abitazione, le spese mediche o per motivi personali.

Tassazione TFR: calcolo online

Il conteggio della tassazione TFR per il 2026 non è banale e può essere eseguito con l’aiuto di un calcolatore online. L’importo dipende dalla data di inizio e fine del rapporto lavorativo, dalla retribuzione lorda, dalla base imponibile e dai TFR maturati. Nel caso dei lavoratori pubblici, il conteggio del TFR prende in considerazione un massimale di reddito per il calcolo dell’imposta. La retribuzione è soggetta a una rivalutazione calcolata su base annuale utilizzando indici di riferimento specifici. Il TFR, a ogni modo, è maturato mensilmente se i giorni lavorati nel mese sono almeno 15.

Una volta calcolato il TFR lordo, andrà applicata la rivalutazione e, quindi, andranno sottratte le tasse per ricavare il TFR netto. Il sostituto d’imposta dovrà calcolare la base imponibile, ovvero l’insieme dei TFR accantonati, e l’aliquota media di tassazione da applicare. Le tasse, inoltre, sono soggette a un ulteriore ricalcolo: dipendono, infatti, anche dall’aliquota applicata dall’Agenzia delle Entrate sulla base delle dichiarazioni fiscali e dei redditi degli ultimi 5 anni (se necessario andrà eseguito il saldo delle somme eccedenti).

Perché conviene destinare il TFR al fondo pensione?

In sintesi, meglio lasciare il TFR in azienda o investirlo in un fondo pensione? Come abbiamo visto, dal punto di vista fiscale può risultare più conveniente destinare in TFR a un fondo di previdenza complementare. Oltre a beneficiare di una tassazione agevolata, infatti, la rivalutazione può essere complessivamente migliore rispetto al TFR in azienda come spiega bene questo video. Il trattamento di fine rapporto, inoltre, può essere riscattato più facilmente, richiedendo un anticipo anche senza giustificativo per motivi personali.

Il consiglio è di cominciare a investire oggi nella pensione integrativa, opzione più vantaggiosa dal punto di vista della tassazione. Non devi per forza decidere adesso: optando per il TFR in azienda potrai decidere in un secondo momento di convogliarlo in un fondo. Diversamente, una volta fatta questa scelta non potrai modificarla: in compenso avrai più libertà per il riscatto anticipato e potrai approfittare di una tassazione inferiore.

Vantaggi TRF nel fondo pensioneDescrizione
Tassazione agevolataIl fondo pensione beneficia di una tassazione agevolata sulle prestazioni
Possibilità di crescita nel tempoIl TFR versato nel fondo pensione viene investito e può ottenere rendimenti nel corso degli anni
AnticipazioniÈ possibile richiedere un’anticipazione della posizione maturata nel fondo pensione secondo le condizioni previste
Pensione integrativaIl capitale accumulato nel fondo può contribuire a integrare la futura pensione pubblica
Vantaggi fiscali sui contributiOltre al TFR, eventuali contributi versati al fondo pensione possono beneficiare della deducibilità fiscale
FlessibilitàIl lavoratore può scegliere la forma di previdenza complementare più adatta alle proprie esigenze e, nel tempo, modificare la propria posizione secondo le regole previste dal fondo

Vuoi elaborare una strategia più strutturata ed efficiente in attesa della pensione? Se sì, puoi abbinare al fondo pensione un piano di accumulo del capitale, non una semplice scelta di risparmio ma un vero e proprio investimento per il futuro.

Domande frequenti

Come si calcolano le tasse sul Tfr?

Il trattamento di fine rapporto è sottoposto a tassazione separata. L’imposta viene determinata in base al reddito e all’aliquota media degli anni precedenti, tenendo conto del periodo di maturazione. Il TFR già accantonato, inoltre, viene rivalutato ogni anno sulla base di una componente fissa dell’1,5% e del 75% dell’aumento dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Sulla rivalutazione si applica un’imposta sostitutiva del 17%.

Cosa cambia a livello di tassazione tra TFR in azienda o fondo pensione?

Nel caso del TFR sul fondo pensione l’aliquota cambia a seconda degli anni di contribuzione. Dopo 15 anni si riduce progressivamente dello 0,3% annuo, fino a raggiungere il 9% dal 15% iniziale.

Come funziona la tassazione dell’anticipo sul TFR?

Se il lavoratore ha scelto di gestire il TFR con un fondo di previdenza complementare, la tassazione sull’anticipo del TFR prevede un’aliquota diversa in base al motivo della richiesta e alla durata della contribuzione. A seconda dei casi, il carico fiscale può variare dal 23% al 9%.

Si può cambiare la destinazione del TFR?

Sì, chi sceglie inizialmente di lasciare il TFR in azienda può successivamente decidere di destinare il TFR futuro a un fondo pensione. La scelta riguarda però le quote successive: il TFR già lasciato in azienda non viene trasferito automaticamente al fondo pensione. Per i nuovi assunti dal 1° luglio 2026 è inoltre previsto il meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare.

Quanto TFR si può richiedere in anticipo?

Se il TFR è lasciato in azienda, in presenza dei requisiti previsti dalla legge l’anticipazione può arrivare fino al 70% del TFR maturato. Se invece il TFR è destinato a un fondo pensione, le regole sono diverse: è possibile richiedere fino al 75% della posizione maturata per alcune spese sanitarie e, dopo otto anni di partecipazione, per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa.

Il TFR nel fondo pensione conviene rispetto a quello lasciato in azienda?

Non esiste una risposta valida per tutti: il TFR lasciato in azienda viene rivalutato secondo la formula prevista dalla legge, mentre quello destinato a un fondo pensione viene investito e il risultato dipende dall’andamento dei mercati e dal profilo di rischio. Il fondo pensione può offrire vantaggi fiscali e la possibilità di ottenere rendimenti nel lungo periodo.

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