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TFR in busta paga: cosa significa?

Tfr in busta paga e pensione

Tra le ultime voci che girano al governo uno dei temi più scottanti è quello del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) in busta paga. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha affermato infatti che il Trattamento di Fine Rapporto lavoro sarà nelle buste paga a partire da gennaio 2015 a condizione che Abi, Confindustria e governo riescano a giungere a un protocollo da inserire nella legge di stabilità.

Cosa è il TFR?

Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR), conosciuto anche come liquidazione, è una parte di retribuzione dei lavoratori dipendenti che viene accantonata mensilmente da parte del datore di lavoro e che poi viene liquidata alla cessazione del rapporto di lavoro, qualunque sia il motivo del suo termine, ad esempio la pensione.

Per calcolare l’ammontare annuo del TFR basta dividere la retribuzione annuale, comprensiva di tredicesima e quattordicesima, per 13,5. L’accantonamento viene rivalutato al tasso fisso del 1,5% rapportato ai mesi effettivi lavorati durante l’anno più una parta legata all’indice ISTAT dei prezzi dei beni al consumo.

Più nel dettaglio il calcolo del TFR è effettuato come segue:

  • per ogni anno di lavoro viene calcolato un importo pari alla retribuzione totale annua diviso 13,5;
  • si sommano le quote annuali precedenti;
  • si destina lo 0,5% di questa quota all’INPS come contributo pensionistico;
  • si indicizzano le somme versate il 31 dicembre di ogni anno a un tasso di 1,5% fisso più il 75% dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo definito dall’Istat;

Il TFR e la pensione

I lavoratori dipendenti possono scegliere se mantenere il TFR in azienda e quindi riceverlo come liquidazione oppure se versare le quote mensili in un fondo pensione. Nel primo caso il TFR viene corrisposto in un’unica soluzione o in 2/3 rate in base all’importo ed è possibile chiederne un’anticipazione dopo almeno otto anni di lavoro svolti presso lo stesso datore di lavoro.

Per contro, l’obiettivo di versare il TFR in un fondo pensione è quello di accumulare maggiori interessi nel tempo, rispetto al tasso di rivalutazione standard deciso dallo Stato e di godere di vantaggi fiscali sulle plusvalenze ottenute.

Il TFR in busta paga

Secondo le prime indiscrezioni e quanto dichiarato da Renzi, il governo vorrebbe dare ai lavoratori la possibilità di scegliere tra tre possibili destinazioni del TFR: due sono quelle attuali sopra descritte, la terza invece sarebbe quella di lasciare il TFR in busta paga. Più precisamente il 50% del TFR sarebbe in busta paga e l’altra metà rimarrebbe alle imprese fino al termine del rapporto di lavoro.

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Secondo Il Sole 24 Ore la misura inoltre sarebbe temporanea:

La misura per trasferire il 50% del TFR maturato annualmente in busta paga dovrebbe essere temporanea. Secondo l’ipotesi allo studio, durerebbe da uno fino a un massimo di tre anni. E inizialmente sarebbe adottata solo per i dipendenti privati. I lavoratori del settore pubblico sarebbero esclusi dall’intervento, almeno in prima battuta.

I lavoratori si troverebbero quindi parte del TFR in busta paga, mantenendo i vantaggi fiscali e la tassazione agevolata e avendo perciò la piena decisione sulla destinazione dello stesso. I lavoratori potranno quindi decidere se spendere i soldi ricevuti e quindi utilizzarli come “bonus” ulteriore o se investirli secondo altre modalità.

Per le aziende questa mossa sarebbe deleteria in quanto il TFR è quasi sempre utilizzato come riserva di liquidità, permettendo quindi di fatto alle imprese di “indebitarsi” a lungo termine con i propri dipendenti a tassi molto più bassi di quelli che andrebbero pagati ad una banca.

Restituire il TFR fin da subito in busta paga vorrebbe dire quindi per le imprese perdere una parte importante delle proprie riserve liquide al fine di sostenere i consumi dei propri dipendenti.

Un’ipotesi, per ovvie ragioni, poco gradita alla maggior parte delle aziende.

Quanti saprebbero scegliere?

Ma se davvero il governo dovesse riuscire nel suo intento e dare la possibilità ai lavoratori di scegliere sulla destinazione del TFR quanti saprebbero decidere al meglio? E in particolare quanti conoscono il TFR e le sue specificità?

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