Perché la strategia conta più delle previsioni

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Come parte della nostra attività di gestori di portafoglio, la domanda che ci viene fatta più spesso è: “Dove andrà il mercato nei prossimi mesi?”. È una domanda che comprensibilmente gli investitori a tutti i livelli si fanno, soprattutto nei periodi incerti come quello che stiamo vivendo. Il problema è che nessuno conosce con certezza assoluta la risposta, in quanto i mercati, per propria natura, sono imprevedibili. 

Ma allora come si fa a investire con successo? E ha senso provare a gestire e costruire un portafoglio su queste premesse? Crediamo di sì. Soprattutto nei momenti più incerti, la gestione del rischio e una strategia chiara restano il modo migliore per approcciarsi ai mercati per la maggior parte degli investitori. In questo articolo proveremo a spiegare perché.

Imprevedibilità non vuol dire brancolare nel buio

Partiamo da un presupposto: il fatto che i mercati siano imprevedibili non vuol dire che non esistono modi per valutare i fattori di rischio, analizzare le fasi e prendere decisioni economiche. Nel team di Asset Allocation, gran parte del nostro lavoro consiste nell’analizzare i mercati e il posizionamento tattico del tuo portafoglio e il frutto di queste valutazioni: pensiamo di più all’azionario europeo o a quello americano? Alle materie prime o alle obbligazioni?

Tuttavia siamo consapevoli di non poter prevedere con assoluta certezza cosa accadrà domani, quando il mercato si correggerà, quando arriveranno le notizie in grado di spostare le valutazioni. Per esempio, possiamo soppesare il rischio geopolitico nelle nostre scelte, possiamo valutare scenari e come le crisi internazionali si siano riflesse sulla performance in passato, ma non abbiamo la capacità di sapere esattamente quando la prossima guerra scoppierà, quanto durerà e quali saranno i suoi esiti.

Quando gli antichi naviganti a tutte le latitudini partivano per i propri viaggi, non avevano la capacità di prevedere esattamente il rischio di un mare burrascoso. Ma questo non vuol dire che si affidassero al caso. Nel tempo, studiando il comportamento dei mari nel corso del tempo, avevano strutturato un metodo, creando rotte e consuetudini che permettevano di limitare (non cancellare) i rischi. I Fenici sapevano che il Mediterraneo orientale è relativamente sicuro in estate, mentre in autunno i venti Etesii cambiano carattere e le traversate diventano pericolose. I Romani tradussero questa conoscenza nell’espressione mare clausum, il mare chiuso: dal mese di novembre fino a marzo nessuna nave militare o mercantile salpava per tratte lunghe. Queste consuetudini permettevano di creare una ragionevole aspettativa di successo nelle traversate, rendendo il viaggio in mare un’idea possibile.

Quando si pianificano gli investimenti, la logica è simile. Non possiamo prevedere con certezza l’andamento dei mercati e per questo operiamo secondo una filosofia di investimento consolidata da anni di studio ed esperienza, un metodo che ci aiuti a ottimizzare rendimenti nel lungo termine ma anche a limitare i rischi quando le cose vanno male. Questa è la natura del nostro servizio, e questo crediamo sia uno dei principali vantaggi di affidarsi a una gestione professionale. 

Quando tutto va bene chi pensa al rischio?

Spiegato in questo modo, un approccio del genere sembra logico. Eppure nei periodi di mercato positivo, che per fortuna storicamente sono la maggioranza, il rischio smette di sembrare un problema reale e il vantaggio di investire con una strategia, con un approccio diversificato, viene dato quasi per scontato. È in questi momenti che proliferano i consigli degli esperti o sedicenti tali. “Metti tutto su quell’ETF”, “compra questo indice azionario e osserva i rendimenti accumularsi”. Molto spesso, però, gli strumenti consigliati sono sempre quelli che hanno performato meglio nell’anno precedente. 

Scegliere strategie semplici è sicuramente importante e per qualche investitore fare da sé può essere l’opzione migliore. Ma la realtà dei mercati, per la maggior parte dei casi, è più complessa. Essi non salgono in linea retta, e i momenti negativi, se gestiti in modo sbagliato sia da un punto di vista finanziario, sia da un punto di vista emotivo, possono avere ripercussioni di lunga durata sul patrimonio.

Le montagne russe delle emozioni 

Quando arriva la correzione, l’umore dell’investitore cambia radicalmente. Improvvisamente si ha l’impressione che non ci sia più un posto sicuro, si vogliono limitare le perdite. La tempesta perfetta che si scatena sui mercati sembra causata da fattori del tutto logici e prevedibili. Come è stato possibile non accorgersene in anticipo?

In queste fasi, la tentazione di uscire dal mercato è forte. Si tratta di una reazione umana: comprensibile, ma quasi sempre sbagliata. Uscire dai mercati durante una fase di ribasso può trasformare una perdita temporanea in una perdita permanente. E poi, quando è il momento giusto rientrare? Ci si mette nella condizione di sbagliare due volte. 

Anche limitare i danni in previsione di un evento di volatilità è complesso. Lo scenario di rischio che oggi sembra chiaro ed evidente lo era probabilmente anche un anno fa, e reagire in anticipo avrebbe causato dei mancati guadagni che avrebbero potuto pregiudicare il valore di lungo termine in modo addirittura maggiore delle perdite.

Questi errori, derivati da un approccio non strategico agli investimenti, costano piuttosto caro. Il “behavioural gap” è il divario tra il rendimento effettivamente ottenuto dagli investitori e il rendimento che avrebbero ottenuto se avessero semplicemente tenuto i loro investimenti senza intervenire. I numeri sono impietosi: per gli investitori europei, il mancato rendimento annuo dovuto alle decisioni emotive si è attestato tra il 18% e il 27% del totale nel periodo 2013-2023 secondo la ricerca Mind the Gap 2023 – Investor Returns Around the World.

Come è possibile navigare, dunque, queste montagne russe emotive? Non cercando di anticipare i movimenti del mercato, ma controllando quello che si può controllare attraverso la gestione e l’Asset Allocation: non la performance ma l’esposizione al rischio, non i rendimenti ma il livello di volatilità che siamo in grado di accettare.

La nostra filosofia spiegata semplice

Proprio su questo assunto, in Moneyfarm abbiamo costruito la nostra filosofia di gestione e un metodo che si fonda su due principi cardine:

  • capire il giusto livello di rischio che ogni investitore può assumersi. In altre parole, si tratta del livello di volatilità e perdita massima compatibile con gli obiettivi, l’orizzonte temporale, la sua situazione personale di ciascuno. 
  • costruire portafogli diversificati, includendo asset che puntino a rientrare entro livelli di volatilità attesa coerenti con la necessità dell’investitore.

Entrambi questi principi devono essere confermati nel tempo, attraverso un monitoraggio costante e un aggiornamento continuo. Scegliere di affidarsi a un professionista per i propri investimenti vuol dire essere guidati in tutti questi aspetti, oltre a essere supportati nella parte operativa e tecnica. 

Il portafoglio multi-asset: il cuore del nostro metodo

Ma come gestiamo concretamente il rischio di portafoglio? Questa è la parte del nostro lavoro che spesso non si vede, ma a cui dedichiamo moltissimo del nostro tempo ed energia.

La risposta si chiama diversificazione, che nel concreto vuol dire la costruzione e la gestione di un portafoglio multi-asset che combina in modo intelligente azionario, obbligazionario, materie prime, liquidità e altri strumenti, in proporzioni calibrate per raggiungere un preciso equilibrio tra crescita e controllo del rischio.

Perché funziona? La risposta è nella correlazione tra le asset class. In periodi di stress, non tutte le classi di investimento si muovono nella stessa direzione o con la stessa intensità. Quando l’azionario scende, spesso l’obbligazionario governativo sale o almeno regge. L’oro può comportarsi in modo diverso dall’azionario. Questa non-correlazione è la vera protezione di un portafoglio diversificato: non elimina le perdite, ma le ammortizza, rendendo il percorso molto più navigabile.

Guardando alla storia, dal 1999 a oggi, un portafoglio multi-asset (in blu) ben costruito ha mostrato una caratteristica cruciale: rispetto a un investimento puramente azionario (verde), ha prodotto rendimenti comparabili, con livelli di volatilità generalmente inferiori. Anche la perdita massima, misurata dal drawdown, è stata costantemente inferiore per il portafoglio multi-asset. Negli ultimi anni, è vero, l’azionario ha avuto fasi di forte sovra-performance, il 2023 e il 2024 in particolare sono stati anni eccezionali per le Borse. Ma su archi temporali più lunghi, il portafoglio bilanciato ha mostrato storicamente la capacità di attenuare la volatilità e accompagnare la crescita del patrimonio nel lungo periodo.

Fonte: Moneyfarm Research.

Il grafico qui sotto illustra bene il concetto: mostra la distribuzione dei possibili rendimenti di tre tipologie diverse di investimento. I rendimenti sono simulati estraendo campioni da distribuzioni statistiche calibrate sui dati storici dal 1998. Il range delle performance del portafoglio multi-asset è nella maggior parte dei casi positivo e migliore di quello del portafoglio obbligazionario. Il portafoglio solo azionario può portare a migliori performance, ma anche a maggiori perdite. 

Fonte: Moneyfarm Research.

Come abbiamo spiegato, per la maggior parte degli investitori non è solo il risultato finale a contare, ma anche il percorso. Non sappiamo se la diversificazione performerà meglio di strategie mirate alla massimizzazione della crescita azionaria nei prossimi anni. Quello che sappiamo è che la diversificazione è storicamente associata a un miglior equilibrio tra rischio e rendimento nel lungo periodo. Per questo rimaniamo fedeli al nostro metodo e alla nostra strategia. 

Perché Moneyfarm?

Durante gli ultimi anni di attività, abbiamo attraversato fasi di mercato difficili, periodi di grande incertezza, shock macroeconomici imprevisti, guerre e una pandemia. Il portafoglio multi-asset ha dimostrato, nel tempo, di saper proteggere e far crescere il patrimonio dei nostri investitori.

Crediamo profondamente che il controllo della volatilità sia importante e che sia un elemento sottovalutato da molti investitori, soprattutto quelli che decidono di investire senza un piano. All’interno di una narrazione che tende a concentrarsi quasi esclusivamente sui rendimenti, noi insistiamo sul concetto di rendimento aggiustato al rischio. Non puntiamo solo alla performance di medio termine, ma a creare valore in un contesto di volatilità controllata. Questo è uno degli elementi centrali del nostro approccio di investimento. 

Infine, siamo esperti in questo tipo di soluzioni. Abbiamo costruito e affinato la nostra metodologia nel corso degli anni, investendo in ricerca, tecnologia e talenti. La manifattura dei portafogli multi-asset Moneyfarm è il risultato di un lavoro rigoroso, basato su dati, modelli quantitativi e una visione di lungo periodo che mette sempre al centro gli interessi del cliente.

Il mercato continuerà a essere imprevedibile. Ma con il metodo giusto, la diversificazione intelligente e un partner di fiducia, navigare l’incertezza diventa un’attività non solo possibile, ma decisamente più serena.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono una raccomandazione di investimento né una consulenza finanziaria personalizzata. Gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Le performance passate e le simulazioni basate su dati storici non sono indicative di risultati futuri e sono riportate a scopo puramente illustrativo.

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*Investire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d’investimento prima di procedere.