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Investimenti sostenibili: la guida completa per il 2022

investimenti sostenibili


Investimenti sostenibili: tabella iniziale

🌳 Cosa sono gli investimenti sostenibili?Investimenti attenti all’ambiente.
☝️Quali sono le principali tipologie di investimenti sostenibili?Investimenti tematici, investimenti ESG, Fondi sostenibili.
💸 Scegliere gli investimenti sostenibili penalizza la performance?Non necessariamente, potrebbe essere un vantaggio.
✅ Gli investimenti sostenibili sono in crescita?Si, il 2022 è stato l’anno dei record.

Investimenti sostenibili: cosa sono?

Gli investimenti sostenibili sono la più grande novità per quanto riguarda il panorama degli investimenti negli ultimi anni. Sotto questo cappello viene incluso un grande numero di strategie, accomunate dal fatto di considerare criteri di protezione ambientale nel processo di investimento. Per questo motivo non è semplice offrire una definizione univoca di questo tipo di investimenti.

In questo articolo proveremo a offrire una panoramica su questo tipo di soluzione. Se sei interessato agli investimenti sostenibili e responsabili, i portafogli socialmente responsabili Moneyfarm, costruiti attraverso fondi sostenibili, potrebbero essere la soluzione che stai cercando. Se vuoi sapere di più riguardo questi fondi, ti basterà completare il breve processo online per ottenere una proposta di investimento personalizzata.

Fondi di investimento sostenibili: perché sono sempre più popolari?

In un passato recente, i viaggiatori della maggiore compagnia europea d’Europa, al momento dell’atterraggio avrebbero sentito un messaggio promozionale che sottolineava la puntualità dei voli della compagnia. Oggi invece l’assistente di volo pronuncia una frase diversa “with our flight you contributed to decrease the emission of CO2 by 20% (con questo volo hai contribuito a diminuire le emissioni di CO2 del 20%”.

Sebbene l’intento di un simile annuncio potrebbe celare una semplice strategia di marketing, questa vicenda ci dice molto su come siano cambiate le preoccupazioni e le priorità dei consumatori oggi. Ricordare al cliente che il suo impatto ambientale è stato “inferiore di quello che sarebbe stato volando con una compagnia concorrente” rappresenta un messaggio volto a soddisfare il  consumatore in modo nuovo: non si pensa solo a “risparmiare tempo e denaro”, ma all’interesse altrettanto egoistico (e legittimo) di ridurre il proprio impatto sul pianeta.

La pandemia e le misure che sono state prese dai governi per sostenere la ripresa economica non hanno fatto altro che accelerare questa tendenza. Anche in questa situazione imprevedibile, abbiamo assistito a una continua e inesorabile spinta verso la transizione ecologica (a cui tutti i più importanti paesi hanno dedicato un gran numero di risorse nei prossimi anni), si tratta di un processo a detta di alcuni, ancora non sufficientemente profondo per ridurre i rischi legati al cambiamento climatico, ma ormai chiaramente in moto.

Questa tendenza emerge chiaramente analizzando le attività degli attori coinvolti a vario titolo nella transizione verso un modello economico più sostenibile. Nel 2020 governi e regolatori hanno continuato a prendere azioni decisive per ridurre il riscaldamento globale, spesso nell’ambito dell’accordo di Parigi. Sul fronte investimenti abbiamo visto sviluppi importanti della EU Taxonomy, un protocollo che mira a standardizzare la disclosure e a facilitare la due diligence di investimenti sostenibili. La Cina, il maggior consumatore di risorse energetiche fossili al mondo, ha annunciato a sorpresa di voler diventare Carbon neutral entro il 2060, cominciando a ridurre le proprie emissioni già a partire dal 2030. Il grafico mostra la crescita esponenziale delle revisioni delle politiche su tematiche ambientali dal 1972. Una traiettoria che non che non si è inclinata neppure di fronte alla pandemia

Alla fine dello scorso anno, Airbus ha rivelato che entro il 2035 dovrebbero essere lanciati sul mercato i primi aerei commerciali a zero emissioni. Si tratta di una notizia dal forte valore simbolico, che può dare un senso di quanto sta avvenendo e di quanto continuerà ad avvenire nello sviluppo tecnologico dei prodotti offerti dalle aziende ai consumatori.

Le aziende devono adeguarsi alla volontà di consumatori sempre più esigenti, alle nuove normative imposte dai regolatori (che hanno un effetto molto più rapido e diretto) e anche agli investitori, i cui flussi di capitale sono sempre più orientati a penalizzare le aziende che hanno delle esternalità negative sulla società. Se i governi tracciano la rotta, le aziende sono il tassello necessario a guidare il cambiamento e l’industria finanziaria, che da sempre ha il compito di sostenere e anticipare le tendenze in atto nella società, non può che adeguarsi a questa tendenza.

Per questo motivo la tendenza degli investimenti sostenibili è qui per restare. Non si tratta di una moda passeggera, ma riflette una tendenza in atto nell’economia e nella società, una tendenza che non si fermerà nei prossimi anni.

Quello che ci preme sottolineare è che il cambiamento che sta avvenendo è supportato da un processo di tipo adattivo tra le varie parti coinvolte che tende ad autoalimentarsi attraverso un meccanismo che potrebbe aumentare nel tempo la trazione del fenomeno: ogni attore coinvolto stimola e viene stimolato dall’azione degli altri. Le aziende adottano atteggiamenti più sostenibili per accaparrarsi il favore di consumatori e investitori, i consumatori premiano queste aziende aumentando il loro giro d’affari, questo migliora la performance relativa da un punto di vista finanziario aumentando ancor di più l’appetibilità di questi titoli per gli investitori e così via. Purtroppo tale processo a oggi non è ancora sufficiente a raggiungere i target prefissati per il contenimento degli impatti ambientali, e in tale contesto sono ancora tante le aziende e i paesi in ritardo rispetto agli obiettivi prestabiliti. Per gli investitori, questo crea da un lato l’esigenza di contribuire e stimolare il cambiamento e dall’altro quello di gestire i rischi legati alla transizione.

Investimenti sostenibili nel 2022: un anno da record

Gli investimenti sostenibili attirano sempre più investitori. Il 2021 è stato un anno da record: basti pensare che i fondi passivi sostenibili gestiscono oggi oltre 430 miliardi di dollari, e che un terzo di questa cifra è stato investito nel 2021, più dei tre anni precedenti messi insieme. Questa tendenza è dovuta anche al lancio di nuovi fondi sostenibili, all’ampia disponibilità di dati e alle regolamentazioni che sono entrate in vigore in tutto il mondo per sostenere questo tipo di investimenti.

Si prevede che il 2022 continuerà a essere un anno da record per gli investimenti sostenibili.

Le maggiori tendenze che sosterranno questo fenomeno riguardano l’introduzione di nuove leggi, il lancio di nuovi prodotti (come fondi sostenibili) e la crescita economica.

  • Da un punto di vista delle regole nel 2022 entreranno in vigore nuove leggi come la SFDR, l’EU Taxonomy e l’UK SDR. Questi regolamenti aiuteranno a fare chiarezza su quali investimenti possono essere definiti sostenibili e quali no, dando un grande impulso all’industria.
  • L’offerta di investimenti sostenibili è caratterizzata da tecniche e prodotti sempre più elaborati e ci aspettiamo che questo tipo di innovazione continui.
  • Il terzo tema è quello della ripresa e della sicurezza energetica: la necessità dei governi di sostenere le economie e di velocizzare i processi di affrancamento dagli idrocarburi, anche per avviarsi verso l’indipendenza energetica vista l’attuale situazione geopolitica.

Tutte queste tendenze avranno la conseguenza di velocizzare l’adozione degli investimenti sostenibili nel 2022.

I migliori investimenti sostenibili: varie strategie di investimento sostenibile

Come detto esistono varie strategie di investimento sostenibile, qui di seguito proveremo ad elencare alcune delle più popolari.

Gli investimenti tematici sostenibili

Gli investimenti tematici sostenibili sono degli investimenti che si concentrano su aree economiche o settori specifici legati alla transizione green. Un esempio sono gli investimenti in settori come l’energia pulita (per esempio attraverso l’acquisto di un ETF sulle energie rinnovabili). Questi investimenti provano a cavalcare l’onda della transizione verde, puntando su settori che potrebbero crescere molto quest’anno. Si tratta tuttavia di investimenti molto specializzati, che necessitano di una visione chiara sul settore di riferimento.

Investimenti sostenibili ESG

Gli investimenti ESG sono investimenti che includono parametri di protezione ambientale, sociale e di buona governance all’interno della strategia di investimento. I parametri ESG sono misurabili attraverso ranking specifici, che permettono di introdurre delle regole per quanto riguarda la selezione degli investimenti (per esempio ammettere solo i fondi sostenibili con i ranking più elevati in una certa categoria).

Fondi di investimento sostenibile

I fondi di investimento sostenibile sono dei fondi ESG che prevedono delle ulteriori tutele da un punto di vista della salvaguardia ambientale. Questi fondi possono, per esempio, escludere determinate industrie particolarmente inquinanti (come quella automobilistica), indipendentemente dal fatto che all’interno di essa siano presenti aziende più virtuose.

I portafogli socialmente responsabili Moneyfarm garantiscono un’ampia diversificazione attraverso fondi ESG con tutele rafforzate da un punto di vista ambientale. Se vuoi individuare la soluzione più adatta alle tue esigenze ti basterà completare il breve percorso online.

Gli investimenti sostenibili cambieranno il modo di investire?

Il mondo della finanza e degli investimenti ha un ruolo primario nell’indirizzare l’operato delle aziende e dei governi. Se i capitali vengono canalizzati verso le aziende virtuose da un punto di vista delle esternalità sociali, si vanno a penalizzare quelle che sono percepite come produttrici di esternalità negative nei confronti della società. Ciò aumenterà i costi di finanziamento delle aziende meno sostenibili, invitandole alla revisione delle proprie pratiche.

A queste pressioni sul modello di finanziamento si aggiungono le varie pressioni regolamentari che presumibilmente diventeranno sempre più stringenti nei prossimi anni. Ci sono poi i rischi finanziari connessi al cambiamento climatico. I rischi ambientali per le aziende diventeranno sempre più rilevanti anno dopo anno, non solo a causa degli impatti diretti del riscaldamento globale e dell’inquinamento, ma anche del cambiamento delle preferenze dei consumatori.

Tutti questi fattori di rischio non possono essere ignoranti e ci aspettiamo che diventeranno sempre più rilevanti nei prossimi anni.

Gli investimenti sostenibili sovraperformeranno gli investimenti non sostenibili?

Molti sostengono che investire integrando i fattori ambientali, sociali e di governance nella propria strategia di gestione (ESG) non solo non penalizzi i rendimenti, ma potrebbe risolversi in un vantaggio. Se paragoniamo la performance dell’indice MSCI World Socially Responsible Investment con quella dell’indice azionario globale Msci World, vediamo che gli indici hanno performato in modo simile, ma l’indice SRI negli ultimi anni ha avuto una performance relativamente migliore.

Non è detto che questa tendenza continui nel futuro, ma sicuramente gli investimenti sostenibili rappresentano oggi un importante diversificatore anche per tutelarsi dai rischi tipici della transizione energetica.

Una delle responsabilità fiduciarie del gestore risiede nella protezione e nell’accrescimento del capitale dell’investitore. La domanda che ci dobbiamo porre,  sempre in un’ottica di lungo termine, è se alla luce di questi fattori di rischio, optare per investimenti sostenibili sin da oggi possa condizionare le performance, positivamente o negativamente. Domande come “gli investimenti sostenibili avranno rendimenti maggiori poiché attireranno maggiori flussi?” oppure “riducendo il paniere di aziende investibili e introducendo nella scelta dell’investimento variabili non prettamente finanziarie, limito le mie scelte e dunque il rendimento atteso?” sono sempre più frequenti nei dibattiti degli investitori.

Sarebbe magnifico se sapessimo con base certa che gli investimenti ESG potranno fornire rendimenti maggiori di quelli standard. Purtroppo l’evidenza non è cosí chiara e, anche se lo fosse, non è detto che ciò che è  vero oggi continuerà a essere vero domani.

Ci sono sicuramente dei vantaggi che le compagnie con rischi ESG minori avranno da un punto di vista finanziario. McKinsey & Company ne ha identificati cinque: incremento della quota di mercato, riduzione dei costi di finanziamento e di compliance, minimizzazione degli interventi di regolamentazione e compliance, miglioramento della produttività dei lavoratori, ottimizzazione degli investimenti di lungo termine.

Queste cinque variabili sicuramente influenzeranno la qualità dei bilanci e la rischiosità operativa delle aziende, ma dal punto di vista di un investimento finanziario, determinare se ESG sarà un fattore che porterà un extra rendimento significativo e costante nel lungo periodo significa capire se i rischi ESG sono e saranno correttamente apprezzati nelle valutazioni di mercato.

Da un lato un accesso più semplice al mercato dei capitali ne dovrebbe incrementare le valutazioni, a beneficio degli investitori che ne hanno acquistato le quote; dall’altro le aziende meno sostenibili dovranno offrire un premio al rischio maggiore (e quindi ad esempio cedole maggiori) se vorranno finanziarsi, incrementando a loro volta il rendimento atteso per l’investitore.

Bisogna capire dunque se questo premio al rischio sarà sufficiente a remunerare i rischi ESG ad esso connessi, i quali continuano ad essere estremamente difficili da quantificare in termini finanziari: l’impatto dei rischi sociali e ambientali sul valore degli investimenti non è semplice, sia perché la loro entità è difficile da misurare, sia perché molti dei fattori verranno ad esistere tra 20 o 30 anni, dove i modelli finanziari spesso fermano le proprie valutazioni.

Senza saltare a conclusioni affrettate, ciò che possiamo prevedere è che la differenza tra investimenti ESG e investimenti normali è andata sempre più scemando man mano che le aziende adottano pratiche migliori e le regolamentazioni diventano sempre più stringenti.

In secondo luogo, sarà sempre più evidente che con un’ottica di investimento di lungo termine il rapporto fiduciario tra asset manager e asset owner non risiede unicamente nella stabilità finanziaria, ma nella massimizzazione della funzione di utilità del risparmiatore che considera anche aspetti non finanziari. Questo dovrà per forza di cose emergere nelle abitudini e nelle prassi dei processi di investimento, trasformando quello che ad oggi rappresenta l’eccezione (l’investimento sostenibile) in regola. Nella nostra gestione e nella nostra offerta terremo sempre più in considerazione questi aspetti.

Domande frequenti

Cosa sono gli investimenti ESG?

Gli investimenti ESG sono investimenti che includono valutazione riguardo l’impatto ambientale, sociale e la buona governance delle aziende in cui investono.

Cosa sono SFDR, l’EU Taxonomy e l’UK SDR?

Nuovi regolamenti che fanno chiarezza su cosa possa essere definito un investimento sostenibile, aumentando la trasparenza nel mercato.

Cosa sono gli investimenti tematici?

Sono investimenti che si concentrano su settori specifici legati alla transizione verde o alla green economy.

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