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Qual è lo stipendio medio in Italia nel 2024?

qual è lo stipendio medio in italia?

Che lo stipendio medio in Italia sia più basso rispetto a quello di molti altri Paesi europei è cosa nota, ma proviamo a superare il confronto con i vicini di casa e a fare un focus sulle differenze e le peculiarità che si riscontrano lungo lo stivale. Infatti, non è necessario uscire dai confini per trovare regioni, gruppi sociali e categorie professionali caratterizzati da un evidente divario salariale: in questo approfondimento cercheremo di fare un quadro esaustivo sullo stipendio medio mensile in Italia, rivolgendo una particolare attenzione agli under 30 e alle differenze tra Nord e Sud che – nonostante nelle ultime settimane siano tornate al centro del dibattito politico – sono ancora molto marcate.

Lo stipendio medio in Italia è aumentato? No, è rimasto invariato e in alcuni casi si è ridotto.
Quant’è lo stipendio medio in Germania?Ammonta a circa 44.500 euro lordi all’anno.
Qual è la categoria con lo stipendio più basso in Italia?Il settore agricolo risulta il meno redditizio, con un lordo annuale di circa 24.000 euro.

Lo stipendio medio in Italia nel 2023: come è variato rispetto agli anni precedenti?

È innegabile che la pandemia da Covid-19 e la guerra tra Russia e Ucraina abbiano inciso sulle economie di tutto il mondo, Italia compresa: questi eventi, oltre ad avere ripercussioni sociali molto gravi, hanno anche rallentato la crescita e aggiunto un nuovo livello di complessità per paesi come il nostro che, già negli anni precedenti, facevano fatica a stare al passo con le retribuzioni. Per fare un quadro esaustivo di come è cambiato lo stipendio medio in Italia e provare ad ipotizzare degli scenari futuri, dobbiamo necessariamente guardare a cosa è successo negli ultimi anni: dai dati OCSE emerge chiaramente che negli ultimi 30 anni, mentre gli stipendi europei crescevano – soprattutto in paesi come il Lussemburgo, il Belgio e la Danimarca – quelli italiani sono rimasti sostanzialmente invariati. Peccato che questa apparente stabilità si traduca in una vera e propria riduzione dello stipendio nella vita reale, fatta di bollette e affitti da pagare: in un recente approfondimento sugli effetti dell’inflazione abbiamo già sottolineato come la diminuzione del potere d’acquisto incida in modo significativo sul valore dei nostri stipendi, portando una famiglia media ad affrontare una spesa aggiuntiva tra i 175 e i 335 euro al mese.

Dal canto suo l’Europa ha recentemente dato il via libera definitivo alla direttiva che prevede un minimo salariale adeguato nei paesi dell’Unione, i quali avranno la libertà di scegliere autonomamente gli importi minimi a patto di tenere conto dei recenti aumenti del costo della vita e saranno anche tenuti ad implementare un sistema di monitoraggio per contrastare eventuali abusi e irregolarità. Tuttavia, l’Italia non è tenuta ad aderire alla norma perché la contrattazione collettiva coinvolge già più del’80% dei lavoratori.

Stipendio medio in Italia: netto e lordo, mensile e annuale

Prima di entrare nel merito delle cifre e calcolare la media di uno stipendio italiano è opportuno fare una breve premessa sulle terminologie che utilizzeremo – ad alcuni potranno risultare ovvie ma è importante ribadire e fare chiarezza:

  • RGA, retribuzione globale annua: corrisponde al totale dei compensi e include anche eventuali bonus di produttività, buoni pasto e incentivi di vario genere.
  • RAL, retribuzione annuale lorda: è il valore complessivo della retribuzione che il lavoratore percepirà nell’arco di un anno, e sul quale verranno calcolate le imposte
  • Stipendio netto: corrisponde allo stipendio effettivamente percepito dal dipendente, e si calcola dividendo il totale dei compensi per il numero di mensilità previste dal contratto (in genere tra le 12 e le 14).

Lo stipendio medio lordo in Italia nel 2021 è stato di circa 29.500 euro, che si traducono in circa 1700 euro netti di stipendio mensile. Una cifra più che dignitosa, ma basta entrare nel dettaglio della distribuzione del reddito per rendersi conto che c’è un enorme divario tra chi guadagna cifre come queste o superiori (pochi) e chi invece percepisce cifre di gran lunga inferiori (molti): su un totale di poco più di 40 milioni di contribuenti, circa 1,6 milioni di italiani percepiscono uno stipendio lordo medio superiore a 60.000 euro – quindi il doppio della media nazionale – mentre quasi 23 milioni non superano la soglia dei 20.000 euro. Sono invece poco più di 40.000 gli italiani che si portano a casa uno stipendio di circa 12.000 euro netti al mese, che corrisponde ad una RAL superiore a 300.000 euro.

Stipendi medi a confronto: Italia vs Europa

Come abbiamo visto, lo stipendio medio lordo in Italia nel 2021 era di 29.500 euro, ma quali sono le cifre che percepiscono gli altri lavoratori europei? Nello stesso anno lo stipendio lordo medio fuori dallo stivale superava in media i 37.000 euro, un sorpasso iniziato una decina di anni fa e che di anno in anno si fa sentire con forza sempre maggiore, soprattutto se entriamo nel dettaglio degli stipendi medi paese per paese:

STIPENDIO LORDO MEDIO IN EUROPA

Lussemburgo72.200 euro
Danimarca 63.261 euro
Francia 40.100 euro
Germania44.500 euro
Spagna27.400 euro
Grecia15.800 euro

Sono molti i ragionamenti che si possono fare partendo da queste cifre, a cominciare dal costo medio della vita – evidentemente più alto in certi Paesi – fino ad arrivare alla questione relativa al livello di istruzione, che vede l’Italia come fanalino di coda per la percentuale di giovani laureati. Ciò che invece si tende a dimenticare è che, anche a parità di lordo, lo stipendio netto mensile in Italia risulta più basso rispetto a paesi come il Belgio o l’Austria: ciò che contribuisce ad assottigliare le nostre buste paga è il cuneo fiscale, che di fatto è la differenza tra ciò che viene pagato da noi e dal nostro datore di lavoro e ciò che ci rimane in tasca. Secondo gli ultimi dati dell’OCSE riferiti al 2021, l’Italia è al quinto posto nella graduatoria dei Paesi con un cuneo fiscale più alto, calcolato in percentuale sul costo del lavoro. Ecco alcuni dati elaborati basandosi sullo stipendio di un lavoratore single e senza familiari a carico:

PAESECUNEO FISCALE SUL COSTO DEL LAVORO
Belgio52,6%
Austria47,8%
Italia46,5%
Spagna39,3%
Media OCSE34,6%

Interessante notare come in Italia questo 46,5% sia composto per il 15,3% di imposte personali sul reddito, e per il 31,2% di contributi previdenziali versati in parte dal datore di lavoro e in parte dal lavoratore.

Stipendio medio in Italia per categoria professionale

Se fino ad ora abbiamo parlato dello stipendio medio nel nostro paese in senso ampio, è il momento di entrare nel merito delle singole categorie professionali per scoprire quali sono i lavori più pagati in Italia e quali, invece, offrono stipendi molto bassi. Ecco una tabella che riassume lo stipendio netto medio italiano, redatta rielaborando i dati riportati sui principali portali dedicati alla selezione del personale e alla formazione professionale:

STIPENDIO NETTO MENSILE MEDIO IN ITALIA

Stipendio medio hotel manager4000 euro
Stipendio medio architetto1700 euro
Stipendio medio specializzando di medicina1700 euro
Stipendio medio primario ospedaliero6000 euro
Stipendio medio infermiere1500 euro
Stipendio medio professore universitario ordinario3500 euro
Stipendio medio insegnante scuola primaria1400 euro
Stipendio medio insegnante scuola secondaria 1600 euro
Stipendio medio operaio generico1400 euro

Il settore agricolo risulta invece il meno redditizio, offrendo un lordo annuale che sfiora appena i 24.000 euro. Naturalmente si tratta di cifre medie ma, anche considerate le dovute eccezioni, è evidente che non si tratta di stipendi da capogiro. Inoltre, scorrendo rapidamente questa tabella non si può non notare come alcune delle figure più centrali in una società moderna (infermieri e insegnanti in primis) percepiscano redditi piuttosto bassi, nonostante la loro attività richieda una formazione significativa e una buona dose di responsabilità.

Stipendio medio nelle varie regioni d’Italia

Al di là della specificità di ogni professione, la retribuzione può variare anche a seconda di dove si sceglie di svolgere il proprio lavoro: se per decenni si è parlato della cosiddetta “fuga dei cervelli” che vedeva i giovani laureati italiani fare la valigia e andare all’estero in cerca di fortuna, negli ultimi anni si è accentuato anche quello che poremmo definire un movimento migratorio interno, con i lavoratori del Sud che si spostano al Nord per cogliere nuove opportunità professionali e percepire stipendi più adeguati. Secondo gli ultimi dati disponibili, lo stipendio medio nel Sud Italia è di 26.300 euro lordi annuali, una cifra considerevolmente più bassa rispetto alla RAL media del Nord che ammonta a 30.800 euro. Si tratta, naturalmente, di cifre che vanno interpretate con le dovute precauzioni: se, da una parte, il costo della vita nelle regioni del Nord è certamente più alto – e dunque uno stipendio più alto non significa per forza un guadagno reale più alto – dall’altra non si può dimenticare che in queste zone si concentrano le sedi centrali di molte grandi aziende che spaziano dal settore della finanza a quello dell’automotive, passando per le case farmaceutiche. Ecco una tabella riassuntiva che prende in considerazione le retribuzioni globali annue (RGA) relative al 2020 di alcune regioni:

RETRIBUZIONI GLOBALI ANNUE (RGA)

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Trentino Alto Adige 32.954 euro
Lombardia32.539 euro
Lazio31.391 euro
Molise26.617 euro
Sardegna26.480 euro
Calabria25.549 euro
Basilicata25.168 euro

Stipendio medio per genere

Il divario retributivo si accentua ulteriormente se si guardano i dati relativi al cosiddetto gender gap, vale a dire la differenza di stipendio medio percepito da donne e uomini a parità di mansione svolta. Si stima che nel 2020 le donne abbiano registrato uno stipendio lordo annuale inferiore dell’11,5% rispetto a quella dei parigrado di sesso maschile, una percentuale che nel 2021 sembra essere addirittura peggiorata: il reddito medio percepito dagli uomini è stato di quasi 26.000 euro, mentre quello percepito dalle donne supera di poco i 19.000 euro, a fronte di sole 2 settimane lavorate in meno. Una differenza difficile da spiegare, soprattutto considerando che le donne costituiscono quasi il 60% dei laureati in Italia e possono contare su performance scolastiche più brillanti, con voti di laurea mediamente superiori di due punti rispetto agli uomini.

Stipendio medio per fasce d’età

Anche i giovani sembrano trovarsi in una situazione più difficile rispetto ai propri genitori: se lo stipendio medio in Italia per gli under 30 è molto simile alla media europea, basta confrontare il dato italiano con quello della Germania – che ha un costo della vita simile al nostro – per rendersi conto che si tratta di cifre molto basse: 15.800 euro contro 23.800 euro. È migliore invece la situazione dei quarantenni, che ora in Italia percepiscono uno stipendio medio di quasi 29.000 euro lordi all’anno, e quella degli over 50, che possono contare su uno stipendio lordo di 31.250 euro l’anno.

Stipendio medio per livello d’istruzione

Nonostante si senta ripetere spesso (troppo) che studiare non serva a nulla, soprattutto per quanto riguarda le materie umanistiche, i dati statistici più recenti confermano che gli sforzi e le nottate passate sui libri non sono stati vani: lo stipendio medio di un laureato è di 39.700 euro lordi all’anno, mentre i non laureati percepiscono fino al 44% in meno. Del resto, nelle grandi aziende i ruoli più importanti sono spesso ricoperti da persone che, oltre all’esperienza, hanno anche acquisito titoli formativi adeguati: un dirigente può arrivare a guadagnare quasi 4.500 euro al mese, mentre lo stipendio di un quadro si aggira attorno ai 2.600 euro mensili.

Stipendio medio nel lavoro dipendente e autonomo

Secondo un’analisi pubblicata dal MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) ed effettuata sulle dichiarazioni dei redditi relative al 2020, i lavoratori autonomi – che in Italia sono più di 5 milioni – hanno un reddito medio di quasi 53.000 euro l’anno, mentre i dipendenti guadagnano 20.700 euro l’anno e i pensionati 18.600, i quali rappresentano più del 31% del reddito, in crescita rispetto agli anni scorsi.

Stipendio medio nel settore privato e pubblico

Storicamente il settore pubblico è sempre stato considerato quello del “lavoro sicuro” non solo per la solidità dei contratti proposti ma anche per le retribuzioni, i dati oggi raccontano una storia un po’ diversa. Se la retribuzione media di un dipendente pubblico è di circa 34.500 euro lordi all’anno, non bisogna dimenticare che chi lavora nell’ambito scolastico fatica a raggiungere i 30.000 euro, che scendono sotto la soglia dei 26.000 per chi svolge la propria attività nel servizio sanitario nazionale. Per quanto riguarda il settore privato la forbice è molto ampia e dipende dal settore del quale si fa parte: le retribuzioni globali annue (RGA) possono oscillare dai 45.200 euro all’anno del settore bancario e finanziario ai 24.600 euro del settore agricolo, passando per i 30.500 euro dell’industria manifatturiera.

Come e dove investire parte del proprio stipendio?

Indipendentemente dalle differenze di stipendio medio, in Italia molti lavoratori condividono la stessa (brutta) abitudine: tenere i soldi sul conto corrente, una scelta che non solo contribuisce ad erodere il valore dei nostri risparmi ma ci impedisce di pianificare il futuro con serenità. Se investire in ETF rimane, dal nostro punto di vista, una soluzione alla portata di tutti che può offrire vantaggi interessanti (non ultima la possibilità ottenere un portafoglio diversificato senza dover investire somme astronomiche), esistono altre modalità per investire una parte del proprio stipendio e metterlo a frutto. Vediamo le principali.

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Investimenti fai da te

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ETF (Exchange-Traded Funds)

Gli ETF (Exchange-Traded Funds) sono strumenti di investimento che replicano la performance di un indice di mercato, quali il S&P 500 o il FTSE MIB. Questi fondi si distinguono per la loro quotazione in borsa, consentendo acquisto e vendita in tempo reale a prezzi correnti di mercato. 

La struttura degli ETF combina le caratteristiche dei fondi comuni di investimento, come la diversificazione, con la liquidità e la flessibilità tipiche delle azioni. Un vantaggio significativo degli ETF è rappresentato dai bassi costi di gestione, rendendoli opzioni economicamente vantaggiose per gli investitori.  È importante, tuttavia, riconoscere che gli ETF, analogamente ad altri strumenti di investimento, sono soggetti a rischi di mercato, inclusa la potenziale variazione del valore dell’investimento in risposta alle dinamiche di mercato.

Domande frequenti (FAQ)

Qual è lo stipendio medio lordo in Italia?
Secondo gli ultimi dati diffusi, un lavoratore in Italia percepisce uno stipendio medio di 29.500 euro lordi all’anno, che corrispondono circa a 1700 euro netti al mese.

Qual è la differenza tra RAL e RGA?

Con RAL (Retribuzione Annuale Lorda) si intende il valore comprensivo della retribuzione, sulla quale si calcolano le imposte. Con RGA (Retribuzione Globale Annuale) si intende invece il totale dei compensi, compresi anche eventuali bonus una tantum o incentivi che il lavoratore potrebbe percepire.

Qual è lo stipendio medio di un operaio in Italia?

In Italia in media un operaio generico percepisce uno stipendio netto di 1400 euro mensili.

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