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Cosa è la stagflazione?

Stagflazione: significato

La stagflazione è una fase del ciclo economico caratterizzata sia da stagnazione che da inflazione. Questo fenomeno si è presentato per la prima volta alla fine degli anni Sessanta nei paesi occidentali. Prima l’inflazione e la stagnazione si erano sempre presentati disgiuntamente. La presenza di inflazione e stagnazione hanno messo in crisi le teorie keynesiane che per oltre 30 anni sono state usate dalla politica economica da vari paesi. Ma non solo perché anche la curva di Philips è stata messa in discussione dalla stagflazione.

Cause della stagflazione

Le cause della stagflazione sono generalmente riconducibili a due problemi:

1) vincoli o shock all’offerta che fanno salire l’inflazione e rendono meno profittevoli numerose produzioni. Per esempio, un improvviso aumento del costo del petrolio porta ad una riduzione della capacità produttiva di un’economia. Dato che i costi del trasporto aumentano, la produzione di prodotti e la consegna sugli scaffali dei negozi diventano più costosi e si verifica così un aumento dei prezzi anche quando le persone vengono licenziate dal proprio lavoro.

2) politiche monetarie e fiscali troppo espansive che aumentano la domanda e facilitano la crescita dei prezzi. Secondo alcuni tutte quelle politiche che permettono all’inflazione di salire liberamente per poi tirare improvvisamente le redini possono contribuire alla stagflazione. Per altri questo fenomeno può essere legato ad una regolamentazione severa dei mercati, dei prodotti e del lavoro, accompagnata dalla stampa eccessiva da parte delle banche centrali, di moneta.

I tassi di interesse possono combattere l’inflazione

Per tenere sotto controllo l’inflazione si devono manipolare i tassi di interesse delle valute.
Questo significa che nel caso in cui ci sia un’economia forte e un’inflazione alta la Banca centrale dovrà agire alzando i tassi d’interesse, aumentando il costo del denaro, scoraggiando l’accesso al credito e dunque facendo scendere l’inflazione.
Nel caso opposto: bassa inflazione e crisi economica, per stimolare la ripresa, la Banca centrale dovrà abbassare i tassi di interesse, incoraggiando investimenti e prestiti facendo circolare più moneta e quindi causando un aumento dell’inflazione. Si può dunque concludere che è il tasso d’interesse della valuta che definisce, lo stato di salute dell’economia di un Paese.

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La diversificazione è il fattore chiave delle performance

Diversificare il proprio portafoglio è importante per cercare di ridurre l’impatto degli imprevisti negativi. Costruire un portafoglio ben diversificato significa ripartirlo tra i diversi strumenti finanziari e le diverse asset class. E dunque l’investitore dovrebbe decidere di optare per distribuire risorse e incertezze su diverse attività finanziarie, per cercare di tutelare il proprio patrimonio. Per capire meglio la forza della diversificazione, pensiamo di investire tutto in un’unica azienda. Se le cose iniziano ad andare male si rischia di perdere tutto il capitale, senza possibilità di recupero. Diversificando si protegge invece il proprio capitale.

Stagflazione e deflazione

La deflazione è una diminuzione del livello generale dei prezzi. Ma attenzione a non confondere la deflazione con la disinflazione, che rappresenta un rallentamento del tasso di inflazione.

La deflazione deriva da un freno nella spesa di consumatori e aziende, i quali a loro volta attendono dei cali dei prezzi. Le imprese, non riuscendo a vendere i loro prodotti, cercano di collocarli a prezzi più bassi. Questa situazione si ripercuote sui ricavi delle aziende che puntano ad una riduzione dei costi per l’acquisto del materiale utile alla produzione, così come del costo del lavoro.
La stagflazione è invece caratterizzata da una fase economica debole con aumenti di prezzi.
Contrastare questo fenomeno è difficile, dato che per diminuire la spinta inflazionistica le diverse banche centrali devono ridurre la massa di moneta che circola e, indirettamente, contenere la domanda di beni e servizi. La diminuzione della domanda, causata da poca moneta circolante, non favorisce però la crescita economica e quindi il rientro della disoccupazione.

Conclusioni

La stagflazione si è dunque verificata nella maggior parte dei paesi avanzati all’inizio degli anni’70, a seguito del primo aumento, deciso dall’Opec, dei prezzi del petrolio. La conseguenza è una caduta della domanda aggregata, che a sua volta ha avuto effetti negativi sulla crescita economica. Il rialzo dei prezzi del petrolio, a cui si sono associate quelle di altre materie prime, ha poi innescato un innalzamento generale del livello dei prezzi, e dunque l’inflazione. Proprio per evitare il ripetersi di episodi del passato che le varie istituzioni internazionali monitorano il mercato, decidendo di agire sui tassi di interesse o altre variabili.

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