La diversificazione dei portafogli è uno dei principi fondamentali del processo di investimento di Moneyfarm. Oggi potrebbe non sembrare un’idea particolarmente originale, ma questo non significa che abbia perso la sua validità. Il concetto alla base è semplice: detenere un insieme di asset distinti, che si comportano in modo diverso tra loro, aiuta a bilanciare alcuni dei rialzi e dei ribassi che possono verificarsi sui mercati finanziari.
Tuttavia, il risultato non è garantito e uno dei motivi è che le relazioni tra diversi strumenti finanziari possono cambiare. Asset che in passato tendevano a muoversi in modo diverso possono iniziare a seguire la stessa direzione.
Recentemente abbiamo analizzato il tema delle correlazioni (ovvero il grado in cui diverse asset class si muovono insieme) nel contesto del tema dell’Intelligenza Artificiale (IA). Quando consideriamo l’esposizione azionaria dei nostri portafogli, il modo più semplice per implementarla sarebbe acquistare un ETF basato su un indice ampio, come il FTSE All World o l’MSCI World. Esistono però anche numerosi ETF che permettono di assumere esposizioni più mirate.
Molti dei nostri portafogli B2C includono esposizione all’azionario dei Mercati Emergenti, al Nasdaq – un indice statunitense fortemente orientato al settore tecnologico – e a un ETF Global Value. Abbiamo scelto queste esposizioni invece di limitarci ad acquistare un indice globale, quindi quando le monitoriamo ci chiediamo spesso se abbiano generato una performance superiore rispetto all’indice più ampio. Oggi, considerando l’attenzione rivolta ai titoli tecnologici, analizziamo anche quanto questi strumenti siano allineati al settore tecnologico globale. Vogliamo capire quanto siano correlate queste diverse esposizioni.
Se osserviamo semplicemente come si muovono questi strumenti, non ricaviamo molte informazioni. Si tratta infatti di azioni globali e quindi il principale fattore che ne determina l’andamento è il rischio azionario. Quando le azioni salgono, questi strumenti tendono generalmente a salire, e viceversa.
Ma osservando i dati più in profondità emergono elementi più interessanti. Nel grafico sottostante analizziamo la performance di ciascuna esposizione rispetto alle azioni dei Mercati Sviluppati nel loro complesso. Possiamo vedere che, storicamente, si sono comportate in modo piuttosto diverso tra loro. Ad esempio, nei periodi in cui il Nasdaq ha registrato buone performance, i Mercati Emergenti hanno talvolta sottoperformato. La linea nera mostra il risultato combinato delle tre esposizioni (con uguale peso) e negli ultimi vent’anni è rimasto abbastanza vicino a quello di un semplice universo azionario globale.

Più recentemente, tuttavia, sembra che qualcosa sia cambiato. La parte destra del grafico mostra che, dall’inizio del 2025, la combinazione di Nasdaq, Mercati Emergenti e Global Value ha ottenuto risultati migliori rispetto a un indice azionario globale tradizionale. Tutte e tre le esposizioni hanno sovraperformato contemporaneamente: un fenomeno piuttosto insolito. Negli ultimi vent’anni abbiamo osservato una fase simile durante la ripresa successiva alla crisi finanziaria globale, ma anche in quel caso la sovraperformance era stata principalmente trainata dalle azioni dei Mercati Emergenti.
A questo punto abbiamo voluto capire quanto questo fenomeno fosse legato al “tema IA”. Il grafico seguente prova a rappresentarlo. Si tratta di una misura della sensibilità della performance dei tre indici rispetto al settore tecnologico globale. Come prevedibile, storicamente il Nasdaq è stato fortemente esposto all’andamento del settore tecnologico globale, mentre questa sensibilità è stata molto più contenuta, e spesso negativa, per Mercati Emergenti e Global Value.
Più recentemente abbiamo osservato un cambiamento significativo: Mercati Emergenti e Global Value sono diventati molto più allineati al settore tecnologico globale. Questo riflette in parte il ruolo crescente delle grandi società tecnologiche taiwanesi e sudcoreane all’interno dei Mercati Emergenti, oltre alla forte performance di alcuni produttori statunitensi di semiconduttori e memorie che in passato erano stati meno considerati dagli investitori.

Quindi, cosa significa tutto questo? Deteniamo queste esposizioni da tempo (Nasdaq, Global Value e Mercati Emergenti) e nell’ultimo anno hanno registrato performance positive. È una buona notizia. Tuttavia, la loro sovraperformance rispetto all’azionario globale appare oggi più legata al settore tecnologico rispetto al passato, soprattutto nel caso dei Mercati Emergenti e del Global Value. Questo potrebbe significare che la componente azionaria dei nostri portafogli multi-asset sia oggi meno diversificata rispetto a un anno fa, almeno considerando questi dati. Si tratta di uno scenario favorevole se il settore tecnologico continuerà a trainare i mercati, ma potrebbe diventare più complesso se il sentiment degli investitori nei confronti della tecnologia dovesse indebolirsi.
Come abbiamo affrontato questo tema? La risposta, secondo noi, è cercare esposizioni in grado di offrire maggiore diversificazione. Nell’ambito azionario, le azioni europee e britanniche rappresentano in particolare due opportunità interessanti, e abbiamo già un’esposizione a questi mercati. Intuitivamente, la scelta ha senso: sono meno direttamente esposte al settore tecnologico e all’IA, pur non essendone completamente immuni. Al di fuori dell’azionario, l’aumento dei rendimenti obbligazionari ha fatto sì che anche l’obbligazionario globale possa continuare a offrire opportunità di diversificazione.
*Investire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d’investimento prima di procedere.





