Il mercato degli Exchange Traded Fund (ETF) in Italia è cresciuto rapidamente negli ultimi anni. Oggi sono circa 2,4 milioni gli investitori italiani che utilizzano ETF, mentre il patrimonio investito ha superato i 39 miliardi di euro, quasi raddoppiando nell’arco di cinque anni.
A crescere non è stato però soltanto il numero degli investitori. Anche l’offerta di strumenti si è ampliata in modo significativo: sul mercato di Borsa Italiana sono oggi disponibili oltre 2.000 ETF, il doppio rispetto a dieci anni fa. Nel 2025 sono stati quotati 287 nuovi strumenti, mentre altri 228 sono arrivati sul mercato nei primi otto mesi del 2026.
Una maggiore scelta dovrebbe rendere più semplice trovare lo strumento più adatto alle proprie esigenze. Ma può anche avere l’effetto opposto.
Secondo una nostra recente ricerca, infatti, il 51% degli investitori italiani dichiara di sentirsi confuso dalla scelta disponibile, mentre il 45% indica nella proliferazione di prodotti molto simili tra loro la principale difficoltà.
È il paradosso di un mercato che continua a crescere: più ETF significano più possibilità, ma anche più complessità nella scelta.
Un mercato in rapida evoluzione
La nostra ricerca ha analizzato comportamenti e percezioni di migliaia di clienti attivi sul Conto Trading, lo strumento digitale che permette di investire in autonomia sui mercati finanziari acquistando direttamente azioni, ETF e obbligazioni.
In meno di due anni, la base clienti è cresciuta del 42,4%, mentre gli ordini sono aumentati del 520%. I clienti attivi sono cresciuti del 221% e il controvalore degli scambi del 338%.
Si tratta inoltre di investitori che, almeno nelle intenzioni, guardano soprattutto al lungo periodo: l’80,8% indica l’accumulo di patrimonio nel tempo come principale obiettivo di investimento.
L’azionario rappresenta la quota maggiore delle loro allocazioni, con il 63,4%, seguito dall’obbligazionario al 25,3%. Oro e mercato monetario rappresentano complessivamente l’11,3%.
Anche l’investimento ricorrente è una componente rilevante: il 22,1% degli investitori ha attivato un piano di accumulo, con una rata media di 350 euro al mese.
Come scelgono gli investitori?
Di fronte a un universo di oltre 2.000 ETF, la prima domanda diventa inevitabilmente: come scegliere?
Il principale criterio indicato dagli investitori italiani è il costo, o TER, citato dal 32% degli intervistati. Seguono il tema o settore di investimento, al 30%, e la performance storica, al 21%.
Ma la scelta concreta si rivela più complessa.
Il 45% degli investitori lamenta infatti la presenza di troppi prodotti simili tra loro. Il 19% dichiara di avere difficoltà a trovare informazioni affidabili, mentre un altro 19% teme di scegliere lo strumento sbagliato e perdere un’opportunità migliore.
La concentrazione degli scambi offre un’ulteriore indicazione. Nonostante siano disponibili migliaia di ETF, solo il 14% degli strumenti genera l’80% degli ordini effettivi.
In altre parole, l’ampliamento dell’offerta non significa necessariamente che gli investitori utilizzino una gamma sempre più ampia di strumenti. Al contrario, una parte consistente dell’operatività continua a concentrarsi su un numero relativamente ristretto di ETF.
Cosa può aiutare nella scelta?
La ricerca ha analizzato anche quali strumenti potrebbero rendere più semplice il processo di selezione.
Il 60% delle risposte si concentra su tre esigenze principali: il 21% vorrebbe uno scoring oggettivo basato su parametri misurabili, un altro 21% una spiegazione più completa di ciò che sta acquistando e il 17% una guida più chiara in base all’obiettivo di investimento.
Il problema, quindi, non sembra essere soltanto avere accesso a più strumenti, ma avere informazioni che permettano di confrontarli in modo più semplice e strutturato.
Questo diventa particolarmente rilevante quando un investitore ha già deciso su quale mercato, area geografica o asset class investire, ma si trova davanti a numerosi ETF che offrono un’esposizione simile.
Dalla gestione alla scelta
La crescita del mercato degli ETF ha quindi ampliato enormemente le possibilità a disposizione degli investitori italiani. Ma i dati della ricerca mostrano anche l’altra faccia di questa evoluzione: più scelta può significare anche più difficoltà nel confrontare e selezionare gli strumenti.
Per chi sceglie di investire attraverso la nostra Gestione Patrimoniale, questo processo non ricade sul singolo investitore: la selezione degli strumenti e la costruzione del portafoglio fanno parte del lavoro dei nostri team di investimento, sulla base degli obiettivi e del profilo di rischio di ciascun cliente.
Moneyfarm mette a disposizione i suoi 15 anni di esperienza nella gestione professionale anche per chi preferisce investire in autonomia, attraverso ETF Selector. Lo strumento, integrato nel Conto Trading, parte da un universo di oltre 1.500 ETF e permette di confrontare i prodotti all’interno di categorie omogenee attraverso il Moneyfarm Index, uno scoring proprietario sviluppato dal nostro team di Asset Allocation.
Il Moneyfarm Index assegna a ciascun ETF un punteggio da 0 a 10 sulla base di otto parametri: Lending, Volume, Discount, Size, Costs, Tenure, Replication e Spread.
L’obiettivo non è indicare all’investitore quale ETF acquistare, né prevederne la performance futura. Una volta individuata l’area di mercato su cui investire, lo strumento permette di confrontare gli ETF disponibili sulla base di criteri strutturati e verificabili, fornendo una shortlist che può aiutare a orientarsi nella scelta.
Il punteggio viene calcolato confrontando ciascun ETF con prodotti comparabili all’interno della stessa categoria e viene aggiornato periodicamente. I dati utilizzati per lo scoring possono inoltre essere verificati autonomamente dagli investitori attraverso il KID e le principali piattaforme informative.
ETF Selector nasce per rendere più semplice orientarsi tra le alternative disponibili, offrendo un confronto strutturato basato su criteri oggettivi. Non sceglie al posto dell’investitore, ma gli fornisce gli strumenti per fare una scelta più consapevole.
*Investire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d’investimento prima di procedere.





