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Fondi comuni d’investimento: cosa sono e come funzionano

fondi comuni d'investimento

Investire con i fondi comuni d’investimento, tra vantaggi e svantaggi.

I fondi comuni d’investimento sono strumenti finanziari che permettono di investire diversificando e che, soprattutto per questa ragione, riscuotono parecchio successo tra gli investitori.

Sia i fondi comuni d’investimento che gli Exchange Traded Funds o ETF (i loro omologhi passivi) possono essere paragonati a dei panieri costituiti da diversi titoli (obbligazionari, azionari, valutari etc..); questo permette anche al piccolo investitore di diversificare senza andare incontro a costi eccessivi e/o ai rischi tipici dell’investimento in un singolo titolo.

Facciamo un esempio.

Hai scelto di investire 10.000 euro in un fondo comune d’investimento azionario. Il rendimento del fondo nel quale hai scelto di investire sarà quindi il risultato dell’andamento delle varie quote azionarie del fondo. Un titolo potrebbe aver avuto una perfomance negativa, un altro potrebbe aver controbilanciato con una perfomance positiva: il tuo rendimento complessivo sarà quindi il frutto dell’andamento dei vari titoli.

Supponiamo ora uno scenario diverso.

Hai deciso di investire 100.000 euro comprando un dato titolo azionario direttamente dalla piattaforma del tuo servizio di home banking. Nessun fondo, solo un’azione. Nel tempo questo titolo, sarà soggetto ad alti e bassi, in alcuni momenti avrà performance positiva, in altri negativa. Il tuo investimento sarà esposto all’andamento di quel singolo titolo e ciò significa accollarsi un rischio elevato … non potrai controbilanciare con un altro titolo.

Ecco perché la diversificazione dell’investimento implica una maggiore efficienza dell’investimento; permette di contenere i rischi e di cogliere un vasto numero di opportunità differenti.

Come funzionano i fondi comuni d’investimento.

Le società emittenti creano il fondo, gli intermediari come banche o SIM (Società di investimenti mobiliari) ne vendono le rispettive quote all’investitore. Questa sorta di filiera lunga, che coinvolge quindi nell’ordine emittenti, intermediari e investitore retail,  comporta dei costi che fanno dei fondi un investimento ottimo strumenti per diversificare ma ma poco conveniente sotto il profilo dei costi. I fondi comuni infatti sono strumenti finanziari a gestione attiva. Ciò significa che il compito del gestore del fondo è quello di battere la performance del benchmark, quindi dell’indice di mercato di riferimento. Se un fondo comune d’investimento azionario ha per esempio l’S&p500 come indice di riferimento, l’obiettivo del gestore sarà quello di performare meglio di quel dato indice.  L’S&P 500 chiude l’anno a +6%? Il fondo comune di investimento deve – almeno in linea teorica – superare quel 6%.

Ciò comporta ovviamente frequenti operazioni di compravendita, quindi spese. E non sarebbe un problema se realmente il fondo riuscisse ad abbattere il mercato … Ma sembra essere sempre più difficile e gli investitori pagano per un obiettivo che pochissimi gestori riescono a centrare.

Fondi di investimento: quali sono le commissioni da pagare.

In un recente articolo abbiamo fatto luce sull’impatto delle commissioni di performance dei fondi a gestione attiva. Abbiamo mostrato come in alcuni casi, nonostante il fondo di investimento abbia avuto un rendimento cumulato negativo, l’investitore si sia trovato a dover pagare le commissioni di incentivo alla SGR (dovute trimestralmente).

Aspetto questo per nulla trascurabile.

Ecco perché è bene non sottovalutare i seguenti aspetti caratteristici dei fondi comuni di investimento :

  1. Negoziazione. Le quote di un fondo comune possono essere acquistate o vendute solo una volta al giorno e per questa ragione l’investitore non conosce il prezzo d’acquisto della quota al momento dell’ordine.
  2. Gestione attiva. Le operazioni necessarie per tentare di battere il mercato comportamento costi elevati; da non dimenticare poi i costi di entrata, di uscita e di performance.
  3. Difficoltà nel battere il mercato. Secondo un recente  rapporto semestrale di S&P Indices Versus Active Funds, nei primi sei mesi del 2016,il 74% dei fondi azionari italiani a gestione attiva ha sottoperformato il benchmark su base decennale.

I vari tipi di fondi comuni di investimento a confronto.

Esistono diversi tipi di fondi comuni di investimento, che si contraddistinguono per gli strumenti finanziari presenti al loro interno e la distribuzione dei ricavi. I ricavi infatti possono essere reinvestiti in automatico generando interessi composti o distribuiti sotto forma di cedola periodica (annuale, semestrale).

Fondi comuni azionari. I fondi comuni azionari sono costituiti da un paniere di titoli azionari che replicano l’andamento di un determinato indice, quindi di un determinato settore e/o area geografica. I fondi azionari italiani avranno al loro interno titoli italiani, quelli americani avranno ovviamente titoli americani e quelli mondiali, avranno titoli di diversa provenienza come accade ad esempio con il fondo MSCII world.

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Fondi comuni obbligazionari. I fondi comuni obbligazionari si contraddistinguono per  area geografica e tipologia delle obbligazioni al suo interno, che possono essere governative, corporate, liquidità e a medio/ lungo termine).

Fondi comuni in materie primi. I fondi comuni in materie prime (fondi corporates)  sono costituiti da contratti sulle materie prime che si distinguono di solito in energetici come petrolio o gas, metalli preziosi come l’oro, l’argento, industriali come il ferro, lo zinco… e alimentari.

Fondi comuni misti. I fondi comuni misti o anche detti bilanciati, hanno una componente azionaria e obbligazionaria, che varia in base al profilo di rischio dell’investitore.

Fondi comuni immobiliari. I fondi immobiliari sono legati alla proprietà immobili. L’andamento di questa tipologia di fondi è dato dalla somma del valore dei vari immobili che costituiscono il fondo.

Moneyfarm e i portafogli in ETF: l’alternativa intelligente ai fondi comuni d’investimento.

Impossibile dire quale sia l’investimento migliore: ETF e fondi comuni  sono entrambi strumenti finanziari utili a diversificare e ciascuno presenta degli aspetti interessanti. Ma di sicuro ridurre i costi dell’investimento è un ottimo punto di partenza, che conferisce agli ETF una marcia in più.

I fondi comuni d’investimento si differenziano dagli ETF per diversi fattori e in particolare per i costi.

Mentre i fondi hanno gestione attiva e cercano quindi di battere l’indice di riferimento, gli ETF hanno gestione passiva, e si limitano quindi a replicarlo. Di conseguenza  i fondi comuni richiedono un’operatività maggiore rispetto agli ETF che fa lievitare i costi.

Inoltre i fondi comuni, che prevedono anche la figura del distributore (assente per gli ETF), hanno costi di entrata, uscita e performance assenti negli ETF.

Altro aspetto determinante è legato alla negoziazione. I fondi comuni di investimento prevedono una sola operazione di acquisto e vendita al giorno mentre gli ETF possono essere negoziati in qualsiasi momento.

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Un portafoglio diversificato in ETF, ben bilanciato e cucito su misura consente di investire in modo efficiente, eliminando costi inutili e ottenendo, soprattutto nel medio.

Per i fondi comuni è sempre più difficile battere i mercati, che senso ha oggi pagare commissioni salate per non avere nulla di più in cambio?

A te la risposta ;).

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