Pubblicato in:

Investire negli ETF sul petrolio

ETF ed ETC petrolio su Borsa Italiana, una guida completa

Con il prezzo del petrolio in caduta libera molti investitori si stanno domandando se veramente convenga investire in questa materia prima. In realtà l’investimento sul petrolio nasconde più insidie di quanto gli molti investitori si immaginano. In questo articolo presenteremo delle linee guida generali per l’investimento sul petrolio tramite ETF, o ETF, come sono più propriamente denominati i fondi passivi sulle materie prime. Capiremo come funzionano questi tipi di fondi e spiegheremo quali sono i migliori prodotti disponibili su Borsa Italiana.

Moneyfarm offre strategie diversificate in ETF. In questo momento non riteniamo l’investimento sul petrolio conveniente rispetto ad altre altre alternative a disposizione degli investitori.

Tuttavia inserire una quota di materie prime all’interno di una strategia diversificata resta una soluzione vantaggiosa, specialmente per i vantaggi di lungo termine che questa strategia può portare.

Se vuoi scoprire la proposta Moneyfarm personalizzata intorno alle tue esigenze ti basterà completare un rapido percorso online.

Investire sul petrolio

Il prezzo del petrolio, come quello di molte materie prime, è guidato dalla dinamica della domanda e dell’offerta. Quando l’offerta eccede la domanda il prezzo del petrolio sale, quando la domanda eccede l’offerta il prezzo del petrolio scende.

Quando si valuta l’investimento sul petrolio tramite ETF bisogna dunque valutare l’equilibrio di questi due fattori.

  • La domanda è guidata principalmente dall’andamento dell’economia. Quando l’economia cresce aumenta la domanda, perché viene consumata più energia e ciò porta in alto il valore del petrolio.
  • L’offerta è invece determinata dalle quote che i Paesi produttori di mercato decidono di estrarre. I Paesi produttori hanno interesse a sostenere il prezzo e cercano di accordarsi per mantenere la produzione limitata. Questi accordi, tuttavia, corrono sul filo di complicati equilibri di politica internazionale (spesso raggiunti in seno all’Opec, la principale associazione dei produttori) che sono spesso imprevedibili, determinando scostamenti significativi del prezzo.

A queste dinamiche di breve termine si aggiunge la tendenza di lungo termine che vede in atto una sostituzione energetica in favore delle energie rinnovabili. Negli ultimi anni questa dinamica è stata compensata dalla crescita della domanda generale di energia, ma è sicuramente un fattore di cui bisogna tenere conto quando si valuta un investimento in petrolio di lungo termine.

Un’altra caratteristica dell’investimento in petrolio sono i costi elevati, che sono legati agli oneri necessari al trasporto e allo stoccaggio di questa materia prima.

Oltre a queste dinamiche fondamentali esistono delle dinamiche tecniche, ovvero legati ai flussi di investimenti che si riversano su questa asset class influenzando il prezzo. Alcune di queste dinamiche sono tipiche dell’investimento in ETF, per questo è importantissimo capire come funzionano gli ETF sul petrolio.

ETF sul petrolio, come funzionano?

Gli ETF sono degli strumenti semplici e pratici per investire sul petrolio. Investire sul petrolio implicherebbe l’acquisto diretto dei barili, una soluzione ovviamente non pratica per gli investitori. Gli ETF costruiscono invece la propria posizione acquistando contratti derivati (come i futures) che sono in qualche modo riferiti al prezzo del barile. Si tratta sicuramente di una soluzione pratica, ma che non elimina del tutto i rischi ed espone la fluttuazione del prezzo degli ETF a dinamiche tecniche.

Per semplificare, i gestori dei fondi acquistano una serie di contatti su base continuativa. Questo implica vendere progressivamente i contratti che stanno andando a scadenza per acquistarne di nuovi. In momenti di particolare stress, questa strategia può portare a delle oscillazioni anomale del prezzo, proprio come è successo a inizio 2020 quando il prezzo del petrolio è andato addirittura in negativo.

Tuttavia, avere una gestione professionale dei contratti derivati può essere un’alternativa vantaggiosa rispetto a costruirsi una posizione autonomamente attraverso derivati o acquisto di titoli legati alla filiera del petrolio, che di fatto restano le uniche alternative per l’investitore che vuole investire su questa materia prima.

Gli ETC adottano varie strategie di gestione dei contratti derivati, alcune totalmente passive, che gestiscono i derivati in modo automatico, andando a replicare il valore di determinate tipologie di contratto (come i futures a due mesi, per fare un esempio); altre che lasciano maggiore libertà al gestore; altre che cercano addirittura di ottimizzare la gestione dei derivati.

Se una gestione dei derivati è in generale un vantaggio per l’investitore comune, che non si deve accollare l’onere della gestione dei contratti, è estremamente importante capire come funziona la strategia del fondo in cui si investe, perché specialmente nel breve termine si possono creare delle differenze rilevanti tra prezzo del barile valore dell’ETC. Una ragione in più per rivolgersi a dei professionisti nella selezione dei fondi.

Scopri la proposta d'investimento costruita per te

1. Crea il tuo profilo
2. Scopri il tuo portafoglio
3. Comincia a investire
Simula un portafoglio

Vantaggi di investire in ETF sul petrolio

Al netto di queste dovute precisazioni, investire in petrolio tramite ETC comporta alcuni importanti vantaggi:

  • Costi relativamente contenuti
  • Gestione professionale dei contratti derivati
  • Strumenti in generale più liquidi con un minore costo denaro/lettera

ETF petrolio Brent vs Wti

Quando si seleziona un ETF sul petrolio e importante decidere sul quale qualità di petrolio investire. Esistono molte qualità di petrolio con prezzi leggermente diversi ma gli investimenti sul petrolio si basano sui prezzi di due qualità il cui prezzo viene utilizzato come benchmark per il prezzo del barile a livello globale, Brent e Wti.

Il Brent si basa sul prezzo del petrolio estratto nel mare del nord. Questo tipo di petrolio e più diffuso e circa due/terzi del petrolio mondiale usano il Brent come benchmark per prezzare il petrolio.

Il Wti si riferisce al petrolio estratto nel Sud degli Stati Uniti. In generale il Brent per la sua diffusione offre una maggiore correlazione con la dinamica della domanda e dell’offerta e con l’andamento dell’economia globale, mentre il WTI è più influenzato da fattori di tipo regionale ed è il principale riferimento per il prezzo del petrolio negli Stati Uniti.

Un’altra importante differenza è che il Brent viene estratto in prossimità del mare e per questo motivo offre costi di trasporto e stoccaggio inferi, mentre il Wti viene estratto nell’entroterra. Questa differenza può diventare critica in momenti di particolare volatilità come abbiamo apprezzato nella crisi di inizio 2020.

ETC sul petrolio: quali comprare?

Per selezionare i migliori ETC per investire sul petrolio bisogna definire una strategia di selezione. Su Borsa Italiana, escludendo gli ETF sul petrolio Short e gli ETF sul petrolio a leva, esistono oltre 11 ETF specializzati sul prezzo del greggio.

La chiave è individuare un processo rigoroso che tenga conto e valuti tutti i fattori che possono avere un peso nella scelta.

A Moneyfarm per selezionare gli ETF affidiamo a ogni fondo un punteggio tenendo in considerazione un ampio ventaglio di fattori tra cui:

  • Costo: privilegiando i costi bassi
  • Tracking error: nella selezione di un fondo passivo molti investitori cercando di individuare il miglior ETF in base al rendimento, in realtà – essendo l’obiettivo dei fondi passivi quello di replicare l’indice – crediamo che si debbano privilegiare gli strumenti che replicano meglio l’indice.

La decisione su quale fondo selezionare viene poi completata da valutazioni di tipo qualitativo da parte dei consulenti Moneyfarm. Quando si investe sul petrolio bisogna poi capire se si vuole puntare su Etf Wti o gli Etf crude Oil. Poi bisogna decidere se scegliere ETF a che garantiscono una protezione dal punto di vista della valuta.

Andando a schermare gli ETC più piccoli, non indicati agli investitori comuni per minore liquidità, tra i fondi presenti su borsa italiana si citano soprattutto il WT WTi CRUDE OIL e WT BRENT CRUDE OIL di WisdomTree che sono tra i fondi di settore più grandi al mondo e si quotano con un costo di gestione dello 0,49%.

Degno di nota anche l’XTRACKER OIL ETC EUR che a fronte di un costo di gestione ancora inferiore (0,45%) offre una strategia di gestione dei derivati che punta all’ottimizzazione (il che, per inciso non necessariamente si traduce in migliori performance).

Tutti questi fondi sono anche disponibili in una versione che garantisce protezione dal tasso di cambio.

Affidarsi a dei professionisti

Insomma come orientarsi? Investire in petrolio e’ una strategia piuttosto rischiosa. Il suggerimento resta quello di affidarsi a dei professionisti che sappiano supportare nella selezione dei fondi e nell’elaborazione di una strategia.

Prova Moneyfarm

Moneyfarm è il Consulente Finanziario Indipendente che ti guida e gestisce il tuo capitale con un investimento su misura e un consulente dedicato sempre al tuo fianco.

Simula un portafoglio personalizzato

- Votati migliore servizio di consulenza finanziaria in Italia per il quarto anno consecutivo
- Scelti da più di 160.000 investitori in tutta Europa
- Consigliati da più del 90% dei nostri clienti