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Quanto costa l’università nel 2022? Ecco tutte le spese e come pianificarle

quanto costa l'università


Laurea e master sono premesse quasi scontate per fare carriera: lo sono molto meno dal punto di vista economico, specie per chi ambisce a frequentare una facoltà prestigiosa, in Italia o all’estero. Molto prima che i figli raggiungano il traguardo della maturità, le famiglie cominciano a porsi il problema di come investire sull’università: i costi da sostenere sono elevati e, almeno in parte, imprevedibili, dato che non tutti gli studenti riescono a rispettare la tabella di marcia e possono finire fuori corso. A meno che lo studente non scelga di vivere coi genitori, o di contribuire alle spese con un lavoro part-time, tutte le spese ricadono sulle spalle della famiglia. Gli studenti che riescono a mantenersi durante l’università, del resto, in Italia sono una minoranza.

Quanto costa l’Università? – Tabella iniziale

💰 Quanto costa l’università privata?Fra i 5.000 e i 15.000 € all’anno per la triennale o la specialistica
🤑 Quanto costa mantenere un figlio fuorisede?In media tra i 700 e i 1.000 euro al mese
🫰 Qual è il budget da considerare per un triennio all’università pubblica?Indicativamente 35 – 45.000 €
🌍 Quanto costa l’università all’estero?Fino a 50.000 € l’anno
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Quanto costa andare all’Università?

Tra le voci che incidono maggiormente sul costo dell’università c’è l’alloggio, come emerge dall’approfondimento “quanto costa mantenere un figlio fuori sede“. Il peso dell’affitto risente del tipo di sistemazione – stanza singola o posto letto in doppia condivisa – e della zona geografica, tenendo conto che le città più care d’Italia sono Milano e, a seguire, Roma, Bologna, Venezia, Padova e Torino. Indicativamente, andrà considerata una cifra compresa fra 250 e 500 euro da moltiplicare per 10 mesi l’anno (o 12 mesi, nel caso si voglia mantenere la stanza per dare gli esami o per frequentare laboratori e tirocini). Il discorso cambia per chi ottiene un posto alloggio a tariffa agevolata presso le residenze universitarie.

Più difficili da stimare le spese di vitto che si sommano al costo delle bollette, dell’abbonamento ai mezzi di trasporto, dei materiali didattici e degli extra come l’intrattenimento. Oltre allo stile di vita, a incidere è l’inflazione che può pesare sulle spalle delle famiglie e ridurre il valore dei risparmi. Per uno studente fuori sede dobbiamo considerare un costo minimo mensile compreso fra i 700 e i 1000 euro al mese. Mediamente, l’investimento necessario per sostenere il costo di un triennio all’università pubblica si può stimare in 35-45.000 euro.

Quanto costa l’Università in Italia?

Oltre che dall’ateneo prescelto, l’importo delle tasse universitarie dipende direttamente dalla condizione economica e dalle fasce ISEE. Sotto una certa soglia di reddito, come abbiamo visto, è possibile accedere a borse di studio, agevolazioni e contributi che possono ridurre in maniera significativa l’esborso da sostenere. Al netto di questo, andrà considerato il tipo di facoltà, tenendo presente che quelle scientifiche – come Matematica, Fisica e Ingegneria, ma anche Medicina e Architettura – prevedono generalmente costi più alti rispetto alle facoltà umanistiche come Lettere o Sociologia. Vediamo indicativamente quanto costa l’università statale rispetto all’università privata.

Quanto costa l’università pubblica?

Quanto costa fare l’università in Italia? Per rispondere a questa domanda, il primo aspetto da considerare è il reddito e l’eventuale possibilità di accedere alla no tax area (ovvero, all’esenzione completa) o ad esoneri parziali delle  tasse universitarie. Le tasse si compongono di copertura assicurativa, spese amministrative e contributi universitari. Per chi frequenta l’Università La Sapienza di Roma, ad esempio, l’importo oscilla intorno ai 3.000 euro l’anno, al netto della tassa regionale di 140 euro. Le tasse sono normalmente suddivise in 3 rate per dare modo alle famiglie di dilazionare il pagamento. In altri casi – come il Politecnico di Milano – l’importo si compone di una prima rata fissa e di una seconda rata variabile in base al numero dei crediti formativi.

Quanto costa fare l’università in Italia per chi si iscrive a un istituto privato?

Il costo dell’università privata può essere molto più alto e, nel caso degli atenei più rinomati, raggiungere i 15.000 euro l’anno. L’investimento annuo richiesto per frequentare la triennale alla Bocconi, nello specifico, ammonta a 13.000 euro che diventano 14.000 euro nel caso della laurea magistrale. Anche il costo della formazione post-universitaria dipende dal ranking dell’università, oltre che dalla materia e dal livello di formazione. Quanto costa un master?  La forbice è molto ampia: per chi ambisce al top, ovvero a un master in Business Administration, la cifra può lievitare fino a 50.000 euro.

Agevolazioni fiscali e borse di studio

Quanto costa l’iscrizione all’università per gli studenti meritevoli e per chi ha un reddito basso? Le regole di assegnazione delle borse di studio e delle agevolazioni cambiano in base ai criteri previsti dal singolo istituto. L’esenzione completa è generalmente prevista per chi ha un ISEE fino a 20.000 euro e si iscrive al primo anno della triennale o della magistrale. L’esenzione può essere confermata anche per gli anni successivi, ammesso che lo studente consegua un minimo di crediti l’anno. Oltre alla condizione economica, ci sono altre casistiche che prevedono una riduzione delle tasse universitarie. In aggiunta, è possibile accedere ad altri benefici come contributi per le spese di affitto sostenute dagli studenti fuori sede o per il servizio ristorazione. I benefici per il diritto allo studio, inoltre, possono estendersi al premio di laurea – riservato a chi consegue il titolo nei tempi previsti – e ai programmi di mobilità internazionale. Un altro modo per contenere il costo della retta è orientarsi sulle università telematiche, avendo cura di puntare sulla qualità per non vanificare l’investimento.

Costi medi per cicli universitari lunghi: medicina e giurisprudenza

Tra le professioni più ambite ci sono i percorsi di carriera dischiusi dalla facoltà di Giurisprudenza come la qualifica di notaio, magistrato o avvocato. La laurea magistrale a ciclo unico può risultare molto impegnativa: non solo dal punto di vista formativo, ma anche economico. Quanto costa l’università di Giurisprudenza? L’esborso richiesto è molto variabile. Per una famiglia con reddito non elevato, le tasse annuali possono ammontare a poche migliaia di euro l’anno per studiare legge all’università di Bologna. Al netto di eventuali agevolazioni, conquistare una laurea in Giurisprudenza alla Bocconi, invece, comporta un investimento annuo di 13.000 euro, da moltiplicare per cinque anni.

Tra le università più prestigiose c’è poi la facoltà di Medicina e Chirurgia che, come il corso di Odontoiatria, ha una durata di 6 anni (senza considerare le eventuali annualità fuori corso che generano ulteriori rate). Quanto costa l’università di medicina? L’investimento dipende molto dall’istituto prescelto. Formarsi presso la Cattolica di Roma, ad esempio, ha un costo annuo compreso fra i 5.000 e i 9.000 euro l’anno. Se prendiamo in considerazione l’Università San Raffaele, invece, la retta annuale varia dai 12.000 ai 15.000 euro: il costo complessivo per il ciclo di studi di 6 anni è di circa 85.000 euro.

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Quanto costa l’Università all’estero?

Quanto costa l’università in America e oltre confine? Rispetto al costo delle università italiane, studiare all’estero può comportare un esborso molto più alto. Se consideriamo, ad esempio, l’Università di Harvard a Boston, tra le più quotate a livello internazionale, notiamo come la retta possa superare i 50.000 euro l’anno. Anche volendo rinunciare al meglio, per completare un ciclo di studi quadriennale (o più) in America è necessario mettere in conto un investimento annuo che si aggira mediamente intorno ai 30.000 euro. Quanto costa, invece, l’università in Inghilterra? Chi sogna di studiare in UK deve fronteggiare i cambiamenti post Brexit che hanno privato gli studenti europei della possibilità di accedere ai finanziamenti pubblici. Il costo dell’università in Inghilterra, di conseguenza, è diventato meno accessibile e può raggiungere un costo simile a quello delle università americane, ovvero l’equivalente di 30.000 euro l’anno.

Per gli studenti comunitari, i costi delle università europee possono essere molto più vantaggiosi. Una meta da non sottovalutare, ad esempio, è la Germania dove i contributi semestrali richiesti agli studenti sono generalmente contenuti. Un’opportunità interessante, per chi vuole fare un’esperienza di studio all’estero, è accedere ai programmi di mobilità internazionale organizzati dai migliori atenei italiani. I titolari delle borse di studio possono accedere ad apposite integrazioni per pagare le spese, tenendo presente che la permanenza all’estero può durare un paio di mesi o molto di più.

Quando e come investire per l’Università?

A parità di reddito, una famiglia può definire obiettivi più o meno ambiziosi per il futuro dei propri figli. A fare la differenza è la capacità di progettare l’investimento e di far fruttare i risparmi, mettendoli al riparo per quanto possibile dall’incertezza. La ricerca di Moneyfarm mostra che in Italia la maggior parte delle famiglie possono permettersi la spesa dell’università, mettendo in atto la dovuta pianificazione sin dalla tenera età dei figli. Se l’obiettivo è molto lontano nel tempo, però, per organizzarci bisogna considerare l’effetto dell’inflazione, che determinerà un aumento del costo per l’università da qui a 10 anni. Per questo, per non rischiare che i propri risparmi perdano di valore, è consigliabile farli fruttare attraverso un investimento. Se i tempi sono certi e l’obiettivo è chiaro, l’investitore ha già a disposizione quasi tutte le informazioni che servono per pianificare il giusto investimento. Ad esempio, con un orizzonte temporale tra i 15 e i 20 anni e un rendimento medio stimato del 5% l’anno, accantonando e incrementando il proprio investimento si può ottenere un rendimento nominale intorno al 120%. Questo permetterebbe di più che dimezzare lo sforzo economico e rendere possibile, a fronte di un investimento iniziale di poche migliaia di euro unito a un contributo continuativo mensile minimo, l’accumulo di un capitale sufficiente ad affrontare la spesa universitaria senza sacrifici eccessivi, anche laddove si scegliessero le soluzioni più costose.

Si pensi che solo iniziando cinque anni dopo, a parità di rendimento teorico, il profitto derivato dall’investimento risulterebbe dimezzato, un margine del 60% rispetto alla quota investita mensilmente. Insomma, il consiglio è di iniziare un investimento del genere il prima possibile, per via della composizione degli interessi, ovvero il valore garantito nel tempo dai rendimenti reinvestiti. Immaginando di ridurre l’orizzonte temporale di 10 anni, per accumulare la stessa cifra bisognerebbe aumentare il contributo iniziale di oltre il 50% (per esempio portando un contributo di 200 euro ad almeno 350 euro). In alternativa, bisognerebbe aumentare l’investimento iniziale per un fattore di quattro. Qualora la scadenza fosse vicina, resta comunque importante investire in ottica di difesa del capitale, magari affidandosi a un consulente indipendente che sappia indicare una strategia dinamica in grado di ridurre il rischio gradualmente man mano ci si avvicina all’obiettivo di investimento. In assenza di una buona pianificazione finanziaria, l’inflazione (a cui il costo di sostenere un corso universitario non è immune) finirebbe per erodere il valore reale dei risparmi, rendendo la spesa sicuramente più problematica.

In generale, le caratteristiche che un investimento di questo tipo deve avere sono commissioni contenute e flessibilità. Ciò è vero per tutti gli investimenti, ma ancora di più quando l’orizzonte temporale è molto lungo: commissioni contenute perché optare per una soluzione molto costosa può vanificare l’effetto di composizione degli interessi, e flessibilità perché l’emergere di futuri bisogni oggi imprevedibili potrebbe rendere necessaria la disponibilità immediata del capitale. In generale è consigliabile rivolgersi a un consulente, meglio se indipendente, che sia in grado di supportare l’investitore nel tempo.

Domande frequenti

Quanto costa un ciclo di studi universitario?

Un triennio all’università può costare mediamente 35.000 – 45.000 euro per uno studente fuorisede, considerando la retta universitaria, il vitto, l’alloggio e le altre spese.

Quanto costa frequentare la laurea magistrale?

La retta annuale dipende dalla facoltà e dall’istituto. La laurea specialistica in università privata può costare fino a 15.000 euro l’anno. Il budget aumenta per chi frequenta un corso di laurea a sfondo tecnico – scientifico o un ciclo di studi lungo come la laurea in Medicina.

Quanto costa all’anno uno studente fuorisede?

Il budget per studiare fuorisede dipende soprattutto dalla zona e dal costo degli affitti (fra i 250 e i 500 euro al mese). In alcuni casi è possibile accedere ad alloggi a tariffa agevolata in convenzione con l’università. Considerando anche il vitto e le altre spese, il budget mensile raggiunge i 700 – 1.000 euro.

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