Utili o valutazioni: cosa guida davvero i mercati

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All’inizio della settimana, abbiamo letto un titolo che ha attirato la nostra attenzione: le valutazioni del mercato azionario coreano sarebbero scese ai livelli più bassi dalla crisi finanziaria globale del 2008.

Può sembrare sorprendente, soprattutto considerando che negli ultimi mesi le azioni coreane hanno registrato ottime performance. Per questo abbiamo voluto approfondire il tema delle valutazioni azionarie e degli utili societari.

La nostra conclusione è che oggi il punto centrale non siano tanto le valutazioni in sé, quanto la crescita degli utili. Negli ultimi anni, gli utili delle imprese sono aumentati con decisione e le aspettative degli analisti sono state progressivamente riviste al rialzo. La domanda chiave per gli investitori è capire quanto a lungo questa dinamica potrà proseguire, mentre ci avviciniamo alla seconda metà del 2026 e al 2027.

L’azionario globale ha chiuso il primo semestre del 2026 con un guadagno di circa il 12%, dopo due anni già molto positivi nel 2024 e nel 2025.

Il grafico seguente mostra l’andamento dei mercati azionari globali negli ultimi tre anni.

Dopo un periodo così favorevole, è naturale chiedersi se gli investitori non stiano diventando troppo ottimisti.

Per rispondere a questa domanda possiamo osservare uno degli indicatori più utilizzati per valutare il mercato: il rapporto prezzo/utili prospettico (Forward Price/Earnings).

Il grafico seguente mostra come questo indicatore si sia mosso nell’ultimo decennio.

Le valutazioni attuali risultano superiori alla media storica, ma restano comunque inferiori ai picchi raggiunti nel 2020 e nel 2025. In altre parole, il mercato non appare particolarmente economico, ma nemmeno ai livelli di valutazione più elevati osservati negli ultimi anni.

Se ci spostiamo dalle valutazioni agli utili, il quadro appare ancora più interessante.

Il grafico seguente mostra l’andamento degli utili realizzati dalle società dell’indice azionario globale negli ultimi dodici mesi.

Il messaggio è piuttosto chiaro: gli utili aziendali sono cresciuti con continuità negli ultimi tre anni, accelerando ulteriormente negli ultimi mesi. Gran parte di questa crescita è stata trainata dal settore tecnologico.

Anche le aspettative per il futuro confermano questa tendenza. Il grafico seguente riporta le stime degli analisti sulla crescita degli utili delle società globali nel 2026.

A inizio anno il consenso prevedeva una crescita compresa tra il 14% e il 15%. Oggi le stime aggregate indicano una crescita vicina al 28% sull’intero anno, un ritmo decisamente sostenuto.

Il mercato coreano rappresenta un esempio ancora più estremo di questa dinamica.

Il grafico seguente mostra il rapporto Price/Earnings delle azioni coreane, oggi ai livelli più bassi degli ultimi 15 anni. Questo non dipende da un crollo dei prezzi, ma da una forte revisione al rialzo delle aspettative sugli utili.

Gli analisti prevedono infatti che nel 2026 gli utili delle società coreane possano triplicare rispetto al 2025, sostenuti soprattutto dalla forte domanda di semiconduttori e chip di memoria.

Quando gli utili attesi crescono molto rapidamente, il rapporto prezzo/utili può diminuire anche in presenza di mercati in rialzo.

Cosa significa per gli investitori?

La lezione principale è che oggi sono gli utili, più che le valutazioni, a guidare i mercati azionari.

Le aspettative sugli utili hanno continuato a migliorare, trainate soprattutto dalle grandi aziende tecnologiche. Si tratta di una dinamica che osserviamo ormai da diversi anni.

Per questo motivo riteniamo che indicatori come il Forward Price/Earnings offrano oggi indicazioni limitate sull’andamento dei mercati nel breve periodo.

Le valutazioni restano superiori alle medie storiche, ma negli ultimi mesi sono addirittura diminuite grazie alla crescita degli utili.

La vera domanda è un’altra: per quanto tempo questa crescita potrà continuare?

Nel lungo periodo è difficile immaginare che le società quotate possano aumentare gli utili a ritmi vicini al 20% annuo in modo permanente.

Esistono però diversi scenari possibili. Gli utili potrebbero raggiungere un picco già nel 2026 o nel 2027, oppure continuare a crescere anche partendo da livelli già molto elevati.

L’esempio della Corea offre uno spunto interessante. La combinazione tra valutazioni contenute e forte crescita degli utili è tipica dei settori più ciclici.

Le valutazioni attuali suggeriscono che gli investitori non si aspettino che questo ritmo di crescita possa essere mantenuto a lungo.

Nei prossimi anni, infatti, l’aumento della capacità produttiva di semiconduttori e memorie potrebbe intensificare la concorrenza e ridurre la redditività del settore.

Con l’avvio della stagione delle trimestrali del secondo trimestre negli Stati Uniti, seguiremo con particolare attenzione non solo i risultati delle grandi società tecnologiche, ma anche le indicazioni sulle prospettive future degli utili.

Osserveremo inoltre se gli ingenti investimenti nell’Intelligenza Artificiale stiano iniziando a produrre benefici anche per le aziende non tecnologiche che utilizzano queste soluzioni.

In definitiva, la sostenibilità della crescita degli utili continuerà a rappresentare uno dei principali fattori da monitorare per i mercati nella seconda parte del 2026 e nel corso del 2027.

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