Mercati tra tassi e aspettative sull’IA

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Nel consueto appuntamento video mensile, il nostro Senior Portfolio Manager e Head of Research, Roberto Rossignoli, fa il punto della situazione sull’andamento dei mercati nell’ambito delle ultime decisioni di politica monetaria e dei recenti sviluppi sugli investimenti nel settore Tech. Se preferisci, puoi trovare la versione scritta qui sotto.

Giugno è stato un mese complesso per i mercati finanziari: azionario, obbligazionario e materie prime globali hanno tutti fatto fatica, ognuno per motivi diversi. Nonostante i positivi risvolti sul fronte geopolitico, un mix di incertezza sulla politica monetaria e una certa stanchezza degli investitori sul tema dell’Intelligenza Artificiale (IA) ha in qualche modo compromesso l’appetito per il rischio. Ma andiamo con ordine.

Sul fronte geopolitico, come dicevamo, abbiamo visto alcuni segnali di distensione in Medio Oriente, con un Memorandum d’Intesa tra Stati Uniti e Iran. La tregua è stata messa alla prova negli ultimi giorni, ma per ora è bastata a far scendere il petrolio dai quasi 95 dollari al barile di inizio mese ai circa 73 di fine mese. Gli investitori scommettono su un aumento delle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz, anche se la normalizzazione richiederà tempo.

Sul fronte della politica monetaria, gli sviluppi sono stati numerosi e interessanti. Negli Stati Uniti abbiamo ascoltato per la prima volta Kevin Warsh, nuovo presidente della Federal Reserve. Il messaggio è stato piuttosto conservativo: Warsh ha sottolineato che l’inflazione americana resta sopra il target e ha ribadito la priorità di tenerla sotto controllo. La Fed ha mantenuto i tassi invariati, ma ha lasciato intendere di aspettarsi un rialzo prima della fine dell’anno. Questo ha messo pressione sui rendimenti obbligazionari, neutralizzando il beneficio del calo delle aspettative di inflazione legato al ritracciamento del petrolio. 

In Eurozona, invece, la Banca Centrale Europea ha alzato i tassi per la prima volta da settembre 2023. Sulla scia dei rincari dell’energia, Francoforte ha quindi deciso di agire: una scelta che, come avevamo accennato il mese scorso, i mercati avevano già cominciato a scontare. Detto questo, con il petrolio in calo e una crescita ancora fragile in Europa, non ci aspettiamo ulteriori rialzi nel breve e la mossa di giugno potrebbe restare l’unica del 2026.

Sul fronte azionario, infine, giugno è stato un mese da record per la raccolta di capitali da parte delle aziende tecnologiche. La quotazione di SpaceX è stata l’evento principale: con 75 miliardi di dollari, si tratta della più grande IPO della storia, a una valutazione che ci è sembrata piuttosto ottimistica. Pochi giorni dopo, SpaceX ha raccolto altri 25 miliardi sul mercato del debito. E sempre a giugno, Alphabet (proprietaria di Google) ha realizzato un aumento di capitale da 85 miliardi. Nel complesso, si stima che il settore tech/AI abbia raccolto nei primi sei mesi dell’anno tra i 450 e i 500 miliardi di dollari, tra aumenti di capitale ed emissioni di debito. Le aziende continuano a investire in modo aggressivo sull’Intelligenza Artificiale, un tema che riteniamo possa avere un impatto profondo sull’economia e sulla società nei prossimi anni, anche se le aspettative sono ormai molto alte.

Per ora abbiamo mantenuto invariato il nostro posizionamento, con una leggera sovraesposizione al settore tecnologico in diversi portafogli, ma è un tema che continueremo a monitorare con attenzione.

Il numero del mese

Il numero del mese è 10%: tanto hanno sotto-performato a giugno le cosiddette “Magnifiche 7” rispetto all’indice generale S&P 500. Un ritardo che si aggiunge a quanto già visto da inizio anno, al punto che alcuni investitori hanno iniziato a storpiare il nome “Mag-7” in “Lag-7”, proprio per sottolineare il distacco accumulato rispetto al resto delle azioni americane. Come dicevamo, gli investimenti necessari iniziano a essere davvero ingenti, e gli investitori alzano l’asticella mese dopo mese. Per ora tutta la catena del valore legata all’IA ci sembra solida, con fondamentali altrettanto solidi. Sul lato della domanda di servizi IA, la situazione è meno chiara, ma per il momento un certo appetito si vede ancora, e ci sembra presto per battere in ritirata. Grazie per averci seguito, ci risentiamo il mese prossimo.

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*Investire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d’investimento prima di procedere.