È stata una settimana particolarmente intensa sui mercati. Sono arrivati i risultati trimestrali delle società tecnologiche, le decisioni delle banche centrali sui tassi d’interesse e gli ultimi dati sul PIL di Stati Uniti ed Europa. Nel weekend avremo un po’ di tempo per assimilare tutte queste novità, prima delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, in programma la prossima settimana, e della possibilità che il conflitto in Medio Oriente torni a intensificarsi. Prima di allora, vogliamo fare il punto sulla situazione attuale.
Partiamo dai risultati delle società tecnologiche, tra cui Alphabet (Google) e Amazon. Nel complesso, i risultati sono stati solidi, ma non hanno soddisfatto pienamente le aspettative degli investitori. A nostro avviso, il punto debole non è stato il cloud o l’Intelligenza Artificiale (IA), che hanno registrato una crescita molto forte, bensì le attività principali di queste aziende: la pubblicità per Alphabet e il commercio al dettaglio per Amazon.
Riteniamo che questi risultati possano dirci più sullo stato di salute dei consumatori e sull’impatto dell’IA sul settore pubblicitario che sulla diffusione dell’Intelligenza Artificiale. I grandi fornitori di servizi cloud, tuttavia, utilizzano i flussi di cassa generati dalle loro attività principali per finanziare lo sviluppo delle infrastrutture per l’IA. Se i flussi di cassa dovessero continuare a indebolirsi, queste società potrebbero dover ricorrere maggiormente all’indebitamento o all’emissione di nuove azioni per sostenere gli investimenti, che restano elevati.
Sul fronte della politica monetaria, questa settimana sia la Federal Reserve sia la Banca centrale europea hanno lasciato i tassi invariati, nonostante l’inflazione rimanga al di sopra dei rispettivi obiettivi. È ragionevole chiedersi perché le banche centrali non abbiano deciso di alzare i tassi nuovamente. Una possibile spiegazione è che le condizioni finanziarie si siano già inasprite, anche per effetto dell’aumento dei rendimenti obbligazionari, consentendo loro di attendere prima di intervenire. Anche l’incertezza geopolitica e la possibilità di nuovi shock energetici potrebbero giustificare un approccio prudente.
Infine, in vista delle elezioni di metà mandato statunitensi della prossima settimana, i governatori della Federal Reserve potrebbero aver voluto evitare qualsiasi apparenza di coinvolgimento politico. Al di là delle tempistiche precise, riteniamo che nei prossimi mesi la direzione sia quella di tassi ufficiali più elevati, con la possibilità di un ulteriore rialzo già a dicembre.
Gli ultimi dati sul PIL indicano una crescita discreta, nonostante l’impatto dell’aumento dei prezzi del petrolio. Si tratta di stime preliminari, che potrebbero essere riviste. Nel terzo trimestre, l’Eurozona ha registrato una crescita dell’1,3% su base annua, sebbene la Francia abbia segnato una lieve contrazione. Nello stesso periodo, l’economia statunitense è cresciuta di circa il 2,1%1. L’impatto degli investimenti nell’IA emerge chiaramente dai dati: negli Stati Uniti, gli investimenti non residenziali sono cresciuti in modo particolarmente sostenuto, con un aumento superiore all’8% su base annua.
Quali indicazioni possiamo trarne?
Sul fronte della crescita, l’economia globale ha mostrato una tenuta migliore di quanto avremmo potuto temere. Negli ultimi mesi, la crescita ha persino accelerato. Se i prezzi del petrolio dovessero rimanere elevati ancora a lungo, tuttavia, ci aspettiamo possibili ripercussioni negative sull’attività economica, soprattutto sui consumi.
Per quanto riguarda i mercati azionari, alcuni titoli tecnologici hanno mostrato debolezza rispetto alle aspettative elevate degli investitori, ma la crescita degli utili rimane robusta. Inoltre, abbiamo osservato che negli ultimi mesi le correlazioni tra i titoli delle cosiddette Magnificent Seven si sono ridotte: i grandi gruppi tecnologici non si muovono tutti nella stessa direzione. In particolare, Apple ha registrato recentemente un andamento piuttosto diverso da quello di società come Amazon e Alphabet.
Al momento, manteniamo una visione positiva su queste società, alla luce della forte crescita che stanno registrando. Riteniamo che ci si trovi ancora nelle prime fasi dell’adozione dell’Intelligenza Artificiale, sia per le aziende che per i consumatori. Continuiamo comunque a concentrarci su un’adeguata diversificazione dei portafogli. Negli ultimi tempi abbiamo mantenuto pressoché invariate le nostre allocazioni, ma continuiamo a monitorare il mercato alla ricerca di opportunità che la recente volatilità potrebbe offrire.
- Per gli esperti di statistica, l’Ufficio di analisi economica degli Stati Uniti (Bureau of Economic Analysis) riporta solitamente i dati sulla crescita sotto forma di valori annualizzati e destagionalizzati su base trimestrale. Nel terzo trimestre tale dato si è attestato al 3,4%, ma ai fini del confronto abbiamo utilizzato il dato su base annua. ↩︎
*Investire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d’investimento prima di procedere.





