Anthropic, l’IPO che può ridefinire il mercato dell’IA

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All’inizio del 2023, Anthropic non aveva ancora lanciato sul mercato Claude, il suo prodotto di punta. Quasi nessuno avrebbe immaginato che, nel giro di pochi anni, sarebbe diventata protagonista di una delle IPO (offerta pubblica iniziale, cioè la quotazione in Borsa) più rilevanti del settore tech. Eppure è quanto potrebbe accadere: secondo le indiscrezioni dei media riportate, tra gli altri, dalla Cnn, l’azienda punta a raccogliere tra 60 e 100 miliardi di dollari, con una valutazione superiore ai 2.000 miliardi. 

Per dare la misura, Apple ha impiegato 44 anni per superare i 2.000 miliardi di capitalizzazione (fonte: Business Today), mentre Alphabet, la casa madre di Google, circa 26 anni (fonte: Advisor Perspectives). Anthropic, fondata nel 2021, ci arriverebbe in cinque anni. A maggio, l’ultimo round di finanziamento privato la valutava a 965 miliardi; a giugno SpaceX ha debuttato a 1.770 miliardi, raccogliendo circa 86 miliardi (fonte: S&P Global), stabilendo il record attuale.

Se qualcuno non se ne fosse accorto, viviamo in un tempo dal ritmo accelerato, e anche i cicli di mercato riflettono questa velocità. Anthropic, un’azienda che ha fatto dell’accelerazione del futuro dell’umanità la propria missione, rappresenta un caso emblematico di quest’epoca di innovazione tumultuosa. 

La data dell’IPO non è ancora ufficiale, ma le indiscrezioni più recenti indicano una quotazione dopo le elezioni americane di metà mandato del 3 novembre. L’eventuale quotazione rappresenterebbe comunque un momento di interesse per i mercati, perché, per la prima volta, l’Intelligenza Artificiale (IA) generativa, finora finanziata da venture capital e da colossi tecnologici, si sottopone in modo diretto e su larga scala al giudizio del risparmio diffuso. In questo articolo cerchiamo di spiegare quali implicazioni potrebbe avere questa IPO sui portafogli degli investitori.

Nata dalla costola di OpenAI

La storia di Anthropic comincia con uno strappo. Alla fine del 2020, Dario Amodei, vicepresidente per la ricerca di OpenAI e tra gli artefici di GPT-2 e GPT-3, lascia l’azienda insieme alla sorella Daniela e a un gruppo di colleghi di primo piano. Il dissenso riguarda la direzione intrapresa da OpenAI dopo l’investimento di Microsoft del 2019: la spinta alla commercializzazione, che avrebbe accelerato la ricerca di modelli sempre più potenti. Su queste premesse nasce Anthropic.

Nei primi anni l’azienda opera più come un centro di ricerca che come una società commerciale. Nel 2021 arrivano i primi finanziamenti importanti, con un round da 124 milioni di dollari guidato da Jaan Tallinn, co-fondatore di Skype, al quale partecipa anche l’ex amministratore delegato di Google, Eric Schmidt. Come riportato da TechCrunch, tra i primi finanziatori di Anthropic c’è Sam Bankman-Fried, il fondatore di FTX, l’azienda di criptovalute finita in liquidazione dopo una delle maggiori bancarotte della storia moderna, con circa 500 milioni di dollari investiti poco prima del fallimento della sua società: quella quota, venduta nel 2024 dai liquidatori per poco più di un miliardo di dollari, oggi varrebbe probabilmente decine di miliardi di dollari. Nell’estate dello stesso anno, Anthropic ha già un prototipo di chatbot, ma sceglie di non pubblicarlo; a novembre, ChatGPT diventa un fenomeno globale.

Claude arriva nel marzo 2023. Seguono gli investimenti di Amazon, fino a 8 miliardi nel 2024, e di Google, che diventano anche i principali fornitori dell’azienda per quanto riguarda la potenza di calcolo. Un’ulteriore evoluzione riguarda il codice: con Claude Code, lanciato nel 2025, gli sviluppatori iniziano a delegare all’IA interi blocchi di lavoro e Claude diventa uno strumento di riferimento per le imprese. Ad agosto 2025, il 43,8% delle oltre 70.000 aziende americane clienti della fintech multinazionale Ramp pagava per i servizi di Anthropic. Il dato proviene dal Ramp AI Index, l’indice che Ramp ricava dalle transazioni dei propri clienti. 

Cosa riportano le indiscrezioni di stampa

Il prospetto, di circa 300 pagine, il cui contenuto è trapelato tramite Reuters, è, secondo chi lo ha visto, un documento inconsueto. Accanto alle promesse di crescita, circa 80 pagine sarebbero dedicate a mettere in guardia dai rischi della tecnologia. Il documento citato da Reuters avverte che l’IA potrebbe avere conseguenze catastrofiche, o addirittura esistenziali, per l’umanità. Raramente un’offerta pubblica ha descritto così apertamente i pericoli del proprio prodotto.

Il filo conduttore riflette il paradosso insito nella missione stessa di Anthropic. Per rendere l’IA più sicura, sostiene l’azienda, bisogna renderla più potente, perché solo un’IA avanzata può contrastare le minacce generate dall’IA stessa; ma un’IA più potente è anche meno prevedibile. Il prospetto descrive test controllati in cui i modelli più autonomi hanno sabotato il codice, assistito frodi e manipolato informazioni, e cita perfino comportamenti di “autoconservazione”, come tentativi di resistere allo spegnimento o atteggiamenti simili al ricatto. Nonostante questo, l’azienda continua a sostenere che il suo obiettivo principale sia creare un’IA sicura.  

Il secondo aspetto interessante che sarebbe contenuto nel documento riguarda la scala delle operazioni e dei costi. Anthropic dichiara obblighi che ammonterebbero a 518 miliardi di dollari in cloud, chip e infrastrutture nei prossimi anni, a fronte di ricavi 2025 di circa 4,6 miliardi; secondo Reuters, l’azienda avrebbe stretto accordi con i fornitori che l’obbligherebbero a pagare anche se non dovesse utilizzare tale capacità. Il 2025 si è chiuso con una perdita netta di 42 miliardi, anche se circa 34 miliardi rappresentano un onere contabile legato a strumenti convertibili e non costituiscono un’uscita di cassa. In sostanza, l’IA di frontiera è un’industria ad altissima intensità di capitale, più simile alle ferrovie o all’energia che al software tradizionale. La sostenibilità del modello di business dipende dalla continuità della crescita dei ricavi, e il denaro raccolto dalla quotazione servirà anche ad alleggerire questa pressione.

Il terzo punto riguarda la governance. Secondo le indiscrezioni, dopo la quotazione, quattro dei sette consiglieri d’amministrazione sarebbero nominati dal Long-Term Benefit Trust, un organismo indipendente i cui membri non detengono azioni della società, mentre i sette cofondatori, con un’unica azione di classe F, controlleranno il 50,1% dei voti sulle principali decisioni. Chi acquisterà azioni di Anthropic, dunque,  parteciperà ai risultati economici, ma non al processo decisionale. Non è un caso isolato, perché per esempio anche Meta e Alphabet sono controllate dai fondatori, ma qui il controllo è ancora più blindato e resta comunque un fattore da tenere in considerazione.

Il modello di business, più B2B che B2C

Nonostante la notorietà del chatbot, Anthropic è soprattutto un fornitore per le imprese. Sul giro d’affari, però, le informazioni pubbliche sono ancora parziali e i numeri che seguono sono elaborazioni basate sulle indiscrezioni e sui dati di mercato pubblicate da fonti terze (Reuters). Nel 2025 i ricavi sarebbero passati da 386 milioni a circa 4,6 miliardi di dollari, una crescita di 12 volte, e nel secondo trimestre del 2026 avrebbero raggiunto circa 11,5 miliardi di dollari in soli tre mesi.

Fonte di ricavoRicavi 2025 (stimati)Come funziona
API (uso dei modelli)3,2 mld $Le aziende integrano Claude nei loro prodotti e pagano in base all’uso
Abbonamenti consumer924 mln $In media 3,5 milioni di abbonati paganti a 22 $ al mese
Abbonamenti business403 mln $In media 1,2 milioni di licenze aziendali a 28 $ al mese
Fonte: elaborazione su dati e indiscrezioni riportate da Reuters.

Il cuore del modello di business è quindi l’API, cioè il canale attraverso cui altre aziende integrano Claude nei propri software e servizi, che nel 2025 avrebbe rappresentato oltre due terzi del fatturato. Gli abbonamenti, nel loro insieme, secondo le stime avrebbero valso circa 1,3 miliardi. 

Un punto di attenzione è la concentrazione: quasi un quarto dei ricavi del 2025 proverrebbe da soli due clienti. Secondo le analisi di mercato si tratterebbe principalmente di servizi cloud di grandi Big tech che rivendono l’accesso ai modelli trattenendo una commissione. Secondo Reuters, le vendite tramite i partner Big tech (Amazon, Google, Broadcom e Microsoft) avrebbero rappresentato il 47% dei ricavi del 2025. È un canale efficiente, ma lega Anthropic a partner che potrebbero, al tempo stesso, essere azionisti, fornitori e, in parte, concorrenti.

Che effetto aspettarsi sugli indici: la meccanica della quotazione

Quando un’azienda di queste dimensioni entra sul mercato, gli investitori che operano attraverso indici diversificati devono prestare attenzione anche agli aspetti tecnici, oltre ai fondamentali aziendali. Nelle prime settimane il titolo potrebbe essere guidato più dai flussi che dai fondamentali.

Se Anthropic si quotasse sul Nasdaq, potrebbe entrare rapidamente nel Nasdaq-100. Secondo le regole dell’indice, un’IPO che, per capitalizzazione, si colloca tra le prime 40 aziende può essere inclusa nell’indice dopo appena 15 sedute (la cosiddetta fast entry rule): Anthropic supererebbe la soglia con ampio margine. Questo significa che strumenti come gli ETF e i fondi dovranno acquistare i titoli necessari per replicare l’indice.

Il peso iniziale di Anthropic nell’indice non sarà calcolato sulla capitalizzazione totale, bensì sulle azioni effettivamente collocate, moltiplicate per tre. Con una raccolta di 100 miliardi, il valore rilevante sarebbe di 300 miliardi, pari a circa l’1% di un indice che vale 31.000 miliardi.

Intorno al Nasdaq-100 ruota un ampio ecosistema di ETF e altri strumenti finanziari. L’eventuale inclusione di Anthropic nell’indice potrebbe quindi generare acquisti da parte dei fondi che lo replicano, creando una domanda aggiuntiva per il titolo in prossimità dell’ingresso. L’entità di questi flussi dipenderebbe dal peso assegnato alla società e dal patrimonio che replica direttamente l’indice. Questa domanda potrebbe sostenere temporaneamente il prezzo, ma non garantirebbe un vantaggio duraturo.

Il mercato tende ad anticipare flussi così prevedibili e, una volta esauriti, il prezzo torna a dipendere dagli utili e dalle aspettative. Questa spinta potrebbe inoltre essere parzialmente compensata dalle vendite di altri titoli delle Big Tech, necessarie per fare spazio al nuovo componente dell’indice. Per gli investitori, il punto centrale è che l’impatto di questi fattori tecnici sui prezzi nel breve periodo è difficile da prevedere e potrebbe rivelarsi temporaneo. Un portafoglio diversificato può contribuire a ridurre la dipendenza dall’andamento di un singolo titolo o da un evento di mercato, mantenendo l’attenzione sugli obiettivi di investimento di lungo periodo.

Effetti di lungo termine sugli investimenti

Riguardo agli effetti di lungo termine, molto dipenderà dalla capacità dell’azienda di generare ricavi. La domanda di fondo è se si stia assistendo ad una nuova generazione di mega aziende in grado di offrire una maggiore diversificazione, seppur all’interno di un mercato concentrato, e di influire sulle dinamiche di mercato, come abbiamo visto negli ultimi vent’anni.

Se guardiamo alla rivoluzione di Internet, il processo non è stato lineare. Il Nasdaq Composite toccò il picco a marzo 2000 per poi ritracciare pesantemente; molti protagonisti della bolla scomparvero, mentre pochi vincitori generarono gran parte del valore. Ma chi è rimasto investito nel lungo periodo ha potuto beneficiare di alcuni tra i periodi di crescita azionaria più remunerativi di sempre.

In una prospettiva storica, mantenere un portafoglio diversificato nel lungo termine rappresenta una strategia per gestire una volatilità legata ai grandi trend tecnologici. La direzione dell’economia globale sembra chiara, anche se il percorso potrebbe ancora riservare sorprese. L’evoluzione del mercato e della tecnologia continuerà a richiedere un attento monitoraggio dei rischi.

Per gli investitori interessati a questa IPO, le azioni di Anthropic saranno disponibili sul Conto Trading Moneyfarm dal primo giorno di quotazione*.

Il presente articolo ha scopo esclusivamente informativo ed educativo e non costituisce una ricerca in materia di investimenti, una raccomandazione d’acquisto, consulenza finanziaria né una sollecitazione all’investimento. Le valutazioni e le tempistiche riportate si basano su indiscrezioni di mercato non verificate. Le prestazioni passate non sono indicative dei rendimenti futuri e gli investimenti in strumenti finanziari comportano il rischio di perdita del capitale. Le operazioni relative a società in fase di quotazione (IPO) presentano un elevato livello di rischio, volatilità e potenziale illiquidità. Gli investitori devono valutare attentamente la propria idoneità prima di effettuare qualsiasi operazione su strumenti finanziari di nuova emissione.

*La disponibilità del titolo al momento dell’avvio delle negoziazioni in Borsa è soggetta alle condizioni operative e di mercato.

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