Le dinamiche dei mercati finanziari continuano a evolvere. Per alcuni aspetti, i temi di fondo restano gli stessi: incertezza geopolitica, aumento dei prezzi del petrolio e crescita solida degli utili societari. La reazione dei mercati, tuttavia, è stata diversa da quella osservata all’inizio dell’anno, come già accaduto la scorsa settimana. I rendimenti dei titoli di Stato negli Stati Uniti e nel Regno Unito sono scesi, mentre i titoli tecnologici hanno registrato un andamento più debole. Continuiamo a interrogarci su cosa possano significare questi movimenti, se davvero abbiano implicazioni per i rendimenti dei portafogli nel lungo periodo. Siamo di fronte all’inizio di una nuova tendenza o a una battuta d’arresto per i titoli legati all’Intelligenza Artificiale (IA)?
Partiamo dal contesto macroeconomico. Nel complesso, le prospettive restano discrete, un dato forse sorprendente alla luce dei prezzi del petrolio. Gli indici delle sorprese economiche continuano a essere positivi, segnalando che i dati macroeconomici si stanno rivelando leggermente migliori delle attese degli analisti. Nelle ultime settimane, tuttavia, abbiamo assistito a un lieve peggioramento in Europa, dovuto soprattutto alla Francia, dove l’incertezza politica e sociale sta avendo ripercussioni sull’economia.
Sul fronte geopolitico, il quadro è più complesso. I prezzi del petrolio hanno continuato a salire, forse riflettendo i timori di una nuova escalation del conflitto in Medio Oriente. Non è una novità, ma la reazione dei mercati obbligazionari è stata più sorprendente: questa settimana i rendimenti dei titoli di Stato sono scesi sia negli Stati Uniti sia nel Regno Unito. Ci si sarebbe potuti aspettare che il rincaro del petrolio alimentasse le aspettative d’inflazione e spingesse i rendimenti obbligazionari verso l’alto. Al contrario, nelle ultime due settimane i titoli del Tesoro statunitense hanno rappresentato una sorta di bene rifugio. Il calo potrebbe rappresentare una normalizzazione dopo il forte aumento dei rendimenti degli ultimi mesi, ma potrebbe anche riflettere uno spostamento degli investimenti dall’azionario all’obbligazionario, grazie ai rendimenti interessanti offerti dal reddito fisso.
Stiamo valutando se la discesa dei rendimenti obbligazionari a più lunga scadenza possa essere un segnale di un rallentamento della crescita nei prossimi trimestri. I dati macroeconomici non indicano che una frenata sia imminente, ma è un aspetto che continueremo a monitorare. Un cessate il fuoco significativo in Medio Oriente potrebbe avere un impatto rilevante sui mercati finanziari. Un calo dei prezzi del petrolio potrebbe tradursi in rendimenti obbligazionari più bassi, riducendo il costo del capitale per molte imprese e per gli Stati. È uno scenario che gli investitori auspicano da tempo, ma le prospettive restano incerte.
Sul fronte azionario, diverse società, soprattutto negli Stati Uniti, hanno pubblicato i risultati finanziari. Nel complesso, il quadro resta molto positivo: la crescita degli utili nel terzo trimestre supera il 20% su base annua, anche se molte aziende devono ancora comunicare i propri risultati. Eppure, risultati solidi non sono bastati a sostenere i titoli tecnologici: diverse società hanno registrato cali in Borsa dopo aver pubblicato conti positivi. La spiegazione più immediata è che le aspettative del mercato fossero ancora più elevate. Allo stesso tempo, però, le valutazioni azionarie, misurate per esempio attraverso il rapporto prezzo/utili prospettico, stanno diminuendo.
Come abbiamo già osservato, questo fenomeno è particolarmente evidente per le azioni dei mercati emergenti, che oggi sono valutate a sconto rispetto a quelle europee: il divario tra le loro valutazioni non è mai stato così ampio negli ultimi vent’anni. I timori sulla sostenibilità degli investimenti legati all’IA restano presenti e si riflettono in particolare sul mercato del credito, dove il costo del debito per alcune aziende attive nell’IA è aumentato sensibilmente. Nel complesso, manteniamo una visione costruttiva sui mercati azionari: riteniamo che la domanda sottostante resti solida e che gli investimenti nelle infrastrutture necessarie allo sviluppo dell’IA proseguano.
Guardando alle prossime settimane, ci sono alcuni appuntamenti rilevanti. Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti potrebbero generare volatilità nel breve periodo, considerato il clima politico particolarmente teso. Seguiremo attentamente gli sviluppi, ma in genere non modifichiamo i portafogli in risposta agli appuntamenti elettorali e ci aspettiamo di adottare lo stesso approccio anche questa volta.
Infine, dovrebbe prendere il via l’IPO di Anthropic, a lungo attesa, con la pubblicazione ufficiale del prospetto informativo. Il documento dovrebbe fornire maggiori dettagli sull’azienda e sui rischi associati. In una fase di incertezza sull’IA, la quotazione di Anthropic potrebbe rappresentare un indicatore importante del sentiment degli investitori, almeno nel breve periodo, anche se probabilmente ci vorrà del tempo prima che la società assuma un peso significativo negli indici azionari globali.
*Investire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d’investimento prima di procedere.





