Bond europei: cosa sta cambiando

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I titoli di Stato europei sono stati al centro dell’attenzione nelle ultime due settimane, con la Francia in particolare sotto i riflettori. Il grafico seguente mostra l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato nell’ultimo anno, caratterizzato da un’accelerazione negli ultimi tre mesi.

La storia è ormai familiare: disavanzi pubblici, aumento del rapporto debito/PIL e invecchiamento della popolazione rappresentano una combinazione difficile da gestire per i governi occidentali. Se esistessero soluzioni semplici, sarebbero già state adottate. In gran parte dell’Europa, la politica è polarizzata e finora è mancata la volontà di ricorrere alle misure tradizionalmente proposte: ridurre la spesa pubblica ed eventualmente aumentare le tasse.

L’aumento del costo del debito rappresenta una sfida per molti governi che registrano disavanzi pubblici, ma nelle ultime settimane gli investitori si sono concentrati soprattutto sulla Francia. Il grafico seguente mostra quanto sia aumentato il costo del debito francese rispetto a quello tedesco. Il differenziale è ormai vicino ai livelli raggiunti durante la crisi dell’euro del 2012.

È significativo anche il fatto che oggi gli investitori chiedano un rendimento più elevato per prestare denaro alla Francia rispetto alla Grecia.

Questo dato è interessante perché ci ricorda che la situazione può essere risolta. Sotto alcuni aspetti, i conti pubblici della Grecia stanno migliorando, sebbene partissero da livelli elevati. Il grafico seguente mostra il debito pubblico in rapporto al PIL, includendo anche le previsioni del Fondo monetario internazionale. Emerge un netto miglioramento del rapporto debito/PIL greco, in controtendenza rispetto agli altri Paesi, dove il debito continua a crescere rispetto alla dimensione dell’economia. Le conseguenze di questo cambiamento per l’economia greca sono ancora oggetto di dibattito, ma dal punto di vista degli investitori i progressi sono stati significativi.

L’incertezza sui conti pubblici si è riflessa anche sul mercato azionario. Il grafico seguente mostra la sotto-performance delle azioni francesi rispetto al resto d’Europa a partire dalle elezioni legislative francesi del 2024.

Guardando al prossimo futuro, ci sono alcuni fattori da monitorare. La prossima settimana riprenderanno i negoziati sul bilancio francese, che si preannunciano difficili, anche se si tratta di uno scenario ampiamente atteso. Anche i prezzi del petrolio hanno contribuito all’aumento dei rendimenti: un miglioramento dell’offerta potrebbe quindi favorire una riduzione dei tassi europei. Sul fronte delle politiche monetarie, la Banca centrale europea dispone di diversi strumenti per stabilizzare i mercati obbligazionari, se fosse necessario, ma al momento riteniamo che non si sia ancora arrivati a quel punto.

Per quanto riguarda i portafogli, riteniamo che la loro buona diversificazione abbia offerto una certa protezione in questa fase di volatilità dei tassi d’interesse. In generale, abbiamo mantenuto contenuta la duration della componente obbligazionaria, privilegiando i titoli con scadenze brevi. Siamo consapevoli che i rendimenti sono aumentati e stiamo valutando se si stiano creando opportunità per acquistare obbligazioni con scadenze più lunghe. Pensiamo che la volatilità sul mercato obbligazionario possa accompagnarci ancora per qualche tempo, ma i rendimenti più elevati stanno diventando sempre più interessanti.

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*Investire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d’investimento prima di procedere.