Un’economia più solida e il ruolo dell’IA

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Questa settimana vogliamo soffermarci su alcune modifiche che abbiamo recentemente apportato ad alcuni dei nostri portafogli multi-asset. Abbiamo aumentato leggermente l’esposizione azionaria e, in generale, ridotto le posizioni nell’obbligazionario a breve scadenza.

A prima vista, questa potrebbe sembrare una scelta in controtendenza. Al momento, infatti, l’incertezza sui mercati è elevata. I prezzi del petrolio sono alti e questo ha avuto un impatto sui prezzi di benzina e diesel in tutto il mondo. Gli investitori si aspettano che le banche centrali aumentino i tassi nei prossimi trimestri. Anche il rischio geopolitico sembra elevato, con il conflitto in Medio Oriente ancora irrisolto. I rendimenti dei titoli di Stato hanno continuato a salire, mettendo sotto pressione i tassi sui mutui e le finanze pubbliche.

La nostra visione è più ottimistica e riteniamo che l’Intelligenza Artificiale (IA) abbia un ruolo importante in questo contesto. Abbiamo osservato una forte domanda legata agli investimenti nell’IA in diversi settori e il dibattito sulla loro effettiva necessità e sostenibilità è ancora aperto.

La nostra view attuale è che ci troviamo ancora relativamente all’inizio di una fase di espansione e adozione dell’IA e che la forte domanda che abbiamo osservato per componenti come semiconduttori, turbine a gas e macchinari per le costruzioni possa continuare. In diversi settori della filiera dell’IA, la domanda sta superando l’offerta, e gli ordini delle aziende in comparti come quello dell’approvvigionamento energetico sono già completamente coperti per i prossimi due anni. Un esempio è rappresentato dal costo del noleggio dei chip più datati, che è aumentato nettamente negli ultimi mesi a causa della disponibilità limitata.

Abbiamo inoltre assistito a una rapida adozione degli strumenti di IA da parte di famiglie e imprese. Con la continua riduzione del costo per token, osserviamo un’accelerazione della domanda, in particolare con la crescente diffusione degli agenti di IA. Nonostante la forte crescita che abbiamo già osservato, questa avrebbe potuto essere ancora maggiore in assenza di questi vincoli.

In questo contesto, riteniamo che le aspettative non siano eccessivamente ottimistiche e siano in aumento. Il grafico seguente mostra quanti analisti stanno rivedendo al rialzo o al ribasso le proprie previsioni sugli utili. Negli ultimi due mesi circa, abbiamo osservato più revisioni al rialzo che al ribasso negli Stati Uniti, in Europa e persino nel Regno Unito.

Guardando alle valutazioni azionarie, riteniamo che in questo momento l’attenzione debba concentrarsi meno sulla valutazione in sé e più sulle previsioni sugli utili. Il grafico seguente, ad esempio, mostra l’andamento storico del rapporto Price/Earnings forward (che confronta il prezzo di un’azione con gli utili attesi per azione nei prossimi 12 mesi) dell’azionario dei Mercati Emergenti. Le valutazioni attuali sono ai livelli più bassi dell’ultimo decennio. A nostro avviso, questo evidenzia due aspetti. Primo, la crescita degli utili è stata forte nei Mercati Emergenti, in particolare nel settore tecnologico. Secondo, gli investitori generalmente non stanno proiettando questa forte crescita molto avanti nel futuro. Considerano questi utili di natura ciclica e si aspettano una normalizzazione nel tempo.

Riteniamo che questa sia una prospettiva rassicurante. Suggerisce che gli investitori non abbiano dimenticato la natura ciclica di queste attività e tengano presenti i periodi passati di eccessivo entusiasmo. Tuttavia, se il ciclo dovesse durare più a lungo di quanto molti si aspettano, riteniamo che gli utili nei prossimi due anni potrebbero rivelarsi più solidi di quanto attualmente incorporato nelle stime.

Per quanto riguarda le prospettive macroeconomiche, l’economia globale ha generalmente mostrato una tenuta migliore del previsto, nonostante i fattori geopolitici avversi. Riteniamo che gli investimenti nell’IA abbiano avuto un ruolo importante. Il grafico seguente mostra un indice delle sorprese economiche, che misura quanto i dati economici effettivi si siano discostati dalle previsioni di un gruppo di economisti. Attualmente, i dati macroeconomici negli Stati Uniti, in Europa e nei mercati emergenti stanno generalmente risultando migliori del previsto.

Scendendo più nel dettaglio, anche i sondaggi presso i responsabili degli acquisti, i cosiddetti PMI (Purchasing Manager Index), hanno mostrato una buona tenuta. Il grafico seguente mostra i PMI dell’Eurozona: un valore superiore a 50 indica generalmente un’economia in crescita. I dati più recenti appaiono piuttosto positivi anche in Europa, generalmente considerata un’area caratterizzata da una crescita più debole. I PMI degli Stati Uniti mostrano un quadro simile.

Un paio di considerazioni finali. Innanzitutto, gestiamo portafogli diversificati e continuiamo a ricercare un’ampia gamma di esposizioni tra diverse asset class.

In secondo luogo, restiamo consapevoli dei rischi e degli scenari alternativi. Le prospettive per l’economia globale restano incerte e prezzi dell’energia o tassi di interesse più elevati potrebbero pesare sulla domanda. L’IA potrebbe inoltre rivelarsi meno trasformativa di quanto gli investitori più ottimisti si aspettino, con benefici inferiori e costi più elevati. Per questo monitoriamo attentamente una serie di variabili (dai prezzi dell’energia e dai tassi di interesse all’andamento degli utili e degli investimenti nell’IA) che potrebbero portarci a rivedere la nostra view.

Per ora, tuttavia, manteniamo una visione costruttiva sui mercati e sulle prospettive di crescita degli utili nel breve-medio periodo, ed è questo che ci ha spinto ad aumentare la nostra esposizione azionaria.

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