SpaceX arriva in Borsa: cosa significa per i portafogli?

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Con l’IPO di SpaceX prevista per il 12 giugno, e con Anthropic e OpenAI che potrebbero seguirne le orme nei prossimi mesi, abbiamo voluto analizzare le possibili implicazioni per i nostri portafogli.

Per prima cosa, vale la pena ricordare che investiamo prevalentemente tramite ETF. Gli ETF replicano indici la cui composizione si modifica nel tempo, man mano che le società entrano o escono dai mercati finanziari. Per questo motivo, negli ultimi mesi si è prestata particolare attenzione al modo in cui i provider degli indici gestiscono l’inclusione delle società di nuova quotazione.

I diversi gestori hanno storicamente adottato approcci differenti. Ad esempio, l’S&P 500 (l’indice che monitora l’andamento delle 500 principali società statunitensi) ha tradizionalmente seguito criteri più rigorosi rispetto al Nasdaq. Per essere inclusa nell’S&P 500, una società doveva infatti essere quotata da almeno 12 mesi e aver registrato quattro trimestri consecutivi di utili. Il Nasdaq, invece, ha generalmente consentito l’ingresso delle nuove società in tempi molto più rapidi.

Anche S&P, tuttavia, sembra intenzionata ad ammorbidire il proprio approccio. L’8 giugno potrebbe infatti approvare una modifica che consentirebbe l’inclusione di una società nell’S&P 500 già sei mesi dopo la quotazione, indipendentemente dalla sua redditività contabile.

Vale la pena ricordare che SpaceX punta a quotarsi a una valutazione pari a circa 100 volte i ricavi attesi. Si tratta di un multiplo molto elevato per una società che oggi registra ancora perdite, indipendentemente da quale sia la propria opinione sulle sue prospettive future. Un aspetto che avevamo già evidenziato alcune settimane fa, insieme a molti altri osservatori di mercato.

I nostri portafogli

Tornando ai nostri portafogli, la maggior parte dell’esposizione azionaria statunitense replica l’S&P 500, mentre una quota più contenuta è investita sul Nasdaq. Se l’S&P dovesse modificare le proprie regole l’8 giugno, potremmo vedere SpaceX entrare nell’indice verso la fine del 2026. L’inclusione nel Nasdaq-100, invece, potrebbe avvenire già entro la fine di giugno o all’inizio di luglio.

Per quanto riguarda il peso nell’indice, entrano in gioco diversi fattori, tra cui il cosiddetto free float, ossia la quota di azioni effettivamente disponibile per la negoziazione sul mercato. La nostra stima è che SpaceX possa rappresentare circa l’1,5% del Nasdaq-100.

L’esposizione massima al Nasdaq nei nostri portafogli è pari a circa il 5,5% (in un portafoglio interamente azionario). Questo significa che il peso di SpaceX sul portafoglio complessivo sarebbe intorno a 8 punti base, ovvero lo 0,08%.

A nostro avviso, almeno per il momento, si tratta di un impatto diretto limitato. Naturalmente sarà opportuno rivalutare la situazione nel caso in cui SpaceX dovesse essere inclusa anche nell’S&P 500.

Esistono però anche possibili effetti indiretti. Come abbiamo già osservato, gli investitori potrebbero aver bisogno di liberare liquidità per partecipare a queste nuove quotazioni, vendendo eventualmente altro azionario presente nei loro portafogli. Inoltre, SpaceX non è l’unica società in cerca di capitali. Anche Anthropic e OpenAI sembrano avviate verso un percorso simile, mentre Alphabet (Google) ha recentemente annunciato un aumento di capitale da 80 miliardi di dollari per finanziare i propri investimenti nell’Intelligenza Artificiale (IA).

Si tratta di un promemoria di quanto capitale stia confluendo nello sviluppo delle infrastrutture e delle tecnologie legate all’IA.

Esiste poi un’altra questione che merita attenzione. Se dirigenti e fondatori, che conoscono meglio di chiunque altro le prospettive future delle proprie aziende, decidono di vendere azioni, è legittimo chiedersi cosa questo possa suggerire sulle valutazioni attuali. Più in generale, quali implicazioni può avere tutto questo per il mercato azionario?

È una domanda ricorrente e certamente ragionevole, soprattutto considerando l’entusiasmo che circonda l’Intelligenza Artificiale e l’entità delle risorse che queste aziende intendono raccogliere e investire. Allo stesso tempo, è importante ricordare che tutte le grandi società quotate sono passate attraverso una fase di IPO. Le aziende raccolgono capitale per continuare a innovare, investire e crescere.

Per gli investitori quotati, queste operazioni rappresentano anche un’opportunità per partecipare alla fase successiva dello sviluppo di imprese che hanno già raggiunto dimensioni significative.

Come per ogni IPO, la domanda cruciale è se la valutazione richiesta oggi sia giustificata dalle prospettive di crescita di lungo periodo. È il dibattito che circonda oggi SpaceX, proprio come accadde a Facebook quando si quotò a una valutazione di 100 miliardi di dollari: una cifra che molti investitori ritenevano eccessiva all’epoca, ma che oggi appare molto diversa alla luce dei risultati successivi.

Cosa significa tutto questo?

Nei prossimi mesi assisteremo probabilmente a diverse operazioni di raccolta di capitale da parte di grandi aziende tecnologiche. Questo solleva interrogativi sul modo in cui il mercato azionario assorbirà questa nuova offerta di azioni e rappresenta un utile promemoria del fatto che le aspettative degli investitori possono diventare molto elevate, anche quando le prospettive di lungo termine rimangono solide.

Nel breve periodo, non riteniamo che la quotazione di SpaceX avrà un impatto diretto significativo sui nostri portafogli, soprattutto perché il peso del titolo dovrebbe rimanere contenuto almeno nei prossimi mesi.

Tuttavia, la combinazione tra l’aumento delle emissioni azionarie e aspettative particolarmente elevate ci porta a monitorare attentamente questi sviluppi. Se dovessimo ritenere necessario apportare modifiche ai portafogli, non esiteremo a intervenire.

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*Investire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d’investimento prima di procedere.