Nel consueto appuntamento video mensile, il nostro Senior Portfolio Manager e Head of Research, Roberto Rossignoli, fa il punto della situazione sull’andamento dei mercati, che stanno affrontando un duplice scenario, tra tensioni geopolitiche e ottimismo riguardo agli utili societari e all’Intelligenza Artificiale. Se preferisci, puoi trovare la versione scritta qui sotto.
Nelle ultime settimane abbiamo continuato ad assistere a un braccio di ferro: da una parte l’ottimismo legato agli utili aziendali e all’Intelligenza Artificiale, dall’altra l’incertezza geopolitica, con lo Stretto di Hormuz ancora in gran parte chiuso e il petrolio che continua a oscillare intorno ai 100 dollari al barile.
Per ora, a maggio, ha prevalso l’ottimismo. I mercati azionari hanno continuato a salire, trainati dal settore tecnologico: il Nasdaq ha sovraperformato gli indici globali, e la filiera tech ha spinto al rialzo anche i listini al di fuori degli Stati Uniti, in particolare nei Mercati Emergenti. Vale però la pena notare un episodio di volatilità in Corea nelle ultime due settimane: i lavoratori del settore tecnologico avevano minacciato scioperi per ottenere salari più alti, mentre il governo aveva ipotizzato una tassa sugli extraprofitti per le big tech che hanno beneficiato del boom recente. Gli investitori hanno digerito la notizia senza grandi scossoni (gli scioperi sono stati revocati) ma resta un promemoria utile delle tensioni che possono emergere tra azionisti, dipendenti e governi.
Sul reddito fisso il clima è stato più cauto, soprattutto per le preoccupazioni legate all’inflazione, che ha ripreso a salire. I Le banche centrali, tra cui anche la Banca centrale europea (Bce), continuano a trovarsi davanti a un dilemma importante: l’aumento dei prezzi dell’energia si traduce inevitabilmente in inflazione più alta, bisognerebbe quindi alzare i tassi? Il manuale dice di no, i tassi più alti non risolvono uno shock dell’offerta; Ma le banche centrali non possono permettersi che le aspettative di inflazione si muovano troppo al rialzo. Molto dipenderà dalla rapidità con cui si normalizzerà l’offerta di petrolio.
Allo stato attuale, non ci aspettiamo tagli dei tassi in Eurozona nel 2026. Quanto a possibili rialzi, le ultime parole della presidente Christine Lagarde a Nicosia ci sembrano un segnale di prudenza: Lagarde ha ribadito che le aspettative di inflazione di lungo termine restano ancorate al 2%. E la Bce conosce bene i rischi di una stretta nel momento sbagliato; basti pensare ai rialzi del 2008 e del 2011, oggi considerati tra gli errori più costosi della sua storia, e crediamo che Francoforte farà di tutto per non ripeterli, anche se i mercati scontano la possibilità di qualche rialzo nei prossimi mesi.
Passando alla geopolitica, è ancora difficile trarre conclusioni nette sul conflitto in Medio Oriente. Annunci ne sono arrivati diversi, ma i cambiamenti concreti sono pochi. Se guardiamo ai prezzi delle materie prime, e in particolare del petrolio, gli investitori sembrano scontare un accordo per riaprire lo Stretto di Hormuz a condizioni che non avrebbero un impatto eccessivo sull’economia globale. Anche in quello scenario, però, ci vorrà tempo prima che l’offerta torni alla normalità. È probabile quindi che le famiglie debbano convivere ancora per qualche mese con bollette energetiche più care, mentre i mercati azionari potrebbero attraversare questa fase senza grandi contraccolpi.
Il numero e la domanda chiave del mese
28,5 trilioni di dollari: è il mercato potenziale totale a cui ritiene di rivolgersi SpaceX, l’azienda di razzi e satelliti fondata da Elon Musk. SpaceX ha recentemente avviato il processo per la quotazione in Borsa, e gli investitori stanno cercando di assegnarle un valore. Valutare un business che ha come orizzonte i viaggi interstellari è ovviamente complicato, e molto dipenderà da quanto si ritenga credibile quella cifra su un orizzonte di investimento realistico.
In Moneyfarm non investiamo direttamente in IPO, ma nei prossimi sei mesi ci aspettiamo diverse quotazioni rilevanti, che ci diranno molto sul sentiment degli investitori. Per ora, la solida crescita degli utili sui mercati azionari ha mantenuto il clima piuttosto positivo.
*Investire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d’investimento prima di procedere.



