Pensioni, il divario di genere che pesa sul futuro delle donne

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In Italia le donne percepiscono redditi pensionistici medi annui circa il 25% inferiori rispetto agli uomini.

Secondo i dati Inps relativi al 2025, il reddito pensionistico medio annuo degli uomini è pari a 26.031 euro, contro i 19.553 euro delle donne. Una differenza che riflette anche le disuguaglianze accumulate durante la vita lavorativa: retribuzioni mediamente più basse, carriere discontinue e un carico di lavoro domestico e di cura che continua a ricadere soprattutto sulle donne.

Il divario retributivo è uno dei fattori che contribuiscono a questa disparità. Secondo Istat, nel 2022 la retribuzione lorda annua media delle lavoratrici dipendenti, calcolata su base annua e a tempo pieno, era di 33.807 euro, contro i 39.982 euro degli uomini: una differenza di circa il 15%. A questo si aggiungono spesso periodi di lavoro ridotto e interruzioni della carriera, che possono limitare i contributi previdenziali accumulati e ridurre l’importo della pensione futura.

Il lavoro di cura non retribuito, soprattutto nelle fasi della vita in cui si concentrano le responsabilità legate ai figli e alla gestione della famiglia, contribuisce a rafforzare queste disuguaglianze. Secondo un rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) pubblicato nel 2018, in Italia le donne svolgevano in media 5 ore e 5 minuti al giorno di assistenza e cura non retribuite, contro un’ora e 48 minuti per gli uomini. Il 74% del tempo complessivamente dedicato a queste attività era quindi a carico delle donne. Si tratta di dati da leggere tenendo conto dell’anno di riferimento, ma che evidenziano quanto la distribuzione del lavoro di cura possa incidere sulle opportunità professionali e sulla sicurezza economica futura.

Questa disparità ha infatti conseguenze che vanno oltre il tempo libero e l’organizzazione familiare. Meno ore lavorate, periodi di inattività e retribuzioni inferiori possono tradursi in minori contributi previdenziali e, nel lungo periodo, in una pensione più bassa. Il divario pensionistico di genere è quindi anche il risultato di disuguaglianze che si accumulano nel corso della vita.

A queste disuguaglianze si affianca anche un divario nell’alfabetizzazione finanziaria. L’Edufin Index 2025, l’osservatorio sulla consapevolezza e sui comportamenti finanziari e assicurativi degli italiani, rileva un punteggio medio di 59 su 100 per gli uomini e 54 per le donne. Questo dato sottolinea l’importanza di rendere accessibili a tutti gli strumenti e le conoscenze necessarie per pianificare il proprio futuro finanziario.

Cosa posso fare per colmare il divario?

La soluzione non può essere demandata esclusivamente ai governi, anche se politiche di welfare più avanzate e un maggiore investimento nei servizi di cura potrebbero certamente ridurre il peso del lavoro domestico sulle donne. Tuttavia, affidarsi esclusivamente a riforme sistemiche significherebbe rimanere in balia di un cambiamento che, storicamente, avanza troppo lentamente.

Per le donne, diventa quindi essenziale assumere un ruolo attivo nella pianificazione del proprio futuro finanziario. Accanto alla consapevolezza del problema, esistono strumenti concreti per affrontarlo. La previdenza complementare può contribuire a integrare la pensione pubblica, aiutando a costruire nel tempo una riserva dedicata alla fase successiva al lavoro. Un Piano Individuale Pensionistico (PIP) consente di investire regolarmente somme proporzionate alle proprie capacità economiche, beneficiando al contempo di vantaggi fiscali e di una gestione mirata al lungo termine.

Investire in un piano pensionistico non significa soltanto mettere da parte denaro per il futuro, ma anche costruire una strategia finanziaria che tenga conto delle proprie esigenze e dei propri obiettivi. Strumenti come questi sono progettati per essere personalizzati, adattandosi alle diverse situazioni di vita e offrendo una maggiore autonomia finanziaria alle donne, troppo spesso penalizzate dalle dinamiche del sistema tradizionale.

In definitiva, il gender pension gap non è solo un problema di numeri: è una questione di riconoscimento del valore e del contributo delle donne alla società. È una responsabilità condivisa, che richiede interventi strutturali da parte dei decisori politici, ma anche una presa di coscienza individuale.

Pianificare il futuro significa, in ultima analisi, non solo proteggere se stessi, ma anche affermare il diritto a una vecchiaia dignitosa e indipendente. E in un mondo ancora segnato da disuguaglianze radicate, questo gesto potrebbe essere decisivo.

Come ti può aiutare Moneyfarm

Le donne, più degli uomini, affrontano dunque percorsi finanziari complessi, segnati da carriere frammentate, periodi dedicati alla maternità o al caregiving familiare e le persistenti disuguaglianze salariali. Questi ostacoli non solo rendono più difficile costruire un patrimonio solido, ma rischiano di compromettere anche l’indipendenza e la sicurezza economica nella fase più avanzata della vita. Per questo è fondamentale adottare un approccio consapevole e personalizzato alla pianificazione pensionistica.

Un Piano Individuale Pensionistico (PIP) rappresenta uno strumento versatile ed efficace per rispondere a queste sfide. Il Fondo Pensione Moneyfarm offre la possibilità di investire in modo graduale, adattandosi alle circostanze di ciascuno. È una soluzione che consente di costruire un capitale nel medio-lungo termine, con una gestione flessibile e trasparente, sempre orientata a rispettare le specifiche esigenze e priorità di chi investe.

Inoltre, oggi il Fondo Pensione Moneyfarm (fondo istituito da Allianz Global Life ma gestito e distribuito da MFM Future) si rinnova per valorizzare ancora di più i tuoi risparmi per il futuro.

Ecco cosa cambia:

  • Costi annui ridotti: non paghi più i 10 €/anno di spese amministrative e la commissione di gestione è ridotta all’1%, con un Indicatore Sintetico dei Costi (ISC) a 10 anni che scende all’1,02%, posizionando il Fondo Pensione Moneyfarm tra le soluzioni più competitive nei comparti bilanciati e azionari, come rilevabile dalle comparazioni COVIP.
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Con il PIP Moneyfarm puoi anche mettere a frutto il tuo Trattamento di fine rapporto (TFR) grazie a diverse linee di investimento, di cui due 100% azionarie, con l’obiettivo di far crescere il capitale nel tempo e approfittando dei benefici fiscali previsti dalla legge.

Il nostro Fondo Pensione è totalmente digitale (tutto gestibile online) e, a seconda del tuo livello Wealth, puoi usufruire del supporto o della consulenza previdenziale del nostro team.

Comunicazione di marketing. Ricorda che la previdenza complementare è soggetta a rischi di mercato e il capitale non è garantito. Il valore del tuo piano pensionistico con Moneyfarm può diminuire così come aumentare e potresti ricevere meno di quanto versato. Il trattamento fiscale dipende dalle circostanze individuali di ciascun aderente e potrebbe essere soggetto a modifiche in futuro. Le simulazioni e le proiezioni di rendimento o di costo non costituiscono una garanzia né un indicatore affidabile delle performance future. Prima dell’adesione leggere la Nota informativa (Parte I “Le informazioni chiave per l’aderente” e l’Appendice “Informativa sulla sostenibilità”), le Condizioni generali di contratto, le informazioni sui costi, che trovi sulsito, e il comparatore dei costi sul sito della COVIP.  Le opinioni espresse qui non costituiscono una raccomandazione o consulenza personalizzata. Se non sei sicuro che la previdenza integrativa sia la scelta giusta per te, ti consigliamo di rivolgerti ad un consulente finanziario.

Il Fondo Pensione Moneyfarm è un Piano Individuale Pensionistico (PIP) – forma pensionistica complementare di natura assicurativa istituito da Allianz Global Life e distribuito da MFM Future S.r.l., broker assicurativo del Gruppo Moneyfarm, iscritto alla Sezione B del Registro Unico degli Intermediari Assicurativi tenuto dall’IVASS al n. B000637784.

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*Investire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d’investimento prima di procedere.