Pubblicato in:

Alessandra Perrazzelli (Barclays): banche non abbiate paura del cambiamento

Abbiamo intervistato la prima donna banchiere in Italia, protagonista del cambiamento in atto nei servizi finanziari.

Quasi 25 anni all’estero, avvocato a New York, poi Country Manager di Barclays per l’Italia. Qual è stata la sfida più grande alla quale ha dovuto far fronte durante questi anni?

Il trasferimento da Genova a New York, ha di sicuro rappresentato una grande sfida. Ero molto giovane e ai tempi non era così semplice lasciare il proprio Paese per una nuova cultura, una nuova lingua … 

Cosa l’ha spinta a partire per gli Stati Uniti?

Sono molto curiosa delle situazioni, delle persone, delle idee, quindi direi che la curiosità è stata uno degli elementi determinanti alla base della mia scelta.

Poi di sicuro c’è anche un aspetto legato alle mie origini. Vengo da una famiglia in cui gli uomini lavoravano e le donne erano solite fare lavori più ancillari, e in qualche modo volevo “rompere” questi schemi. Ero pronta a mettermi in gioco rinunciando ad una serie di agi per andare alla scoperta di situazioni del tutto nuove. La volontà di rendermi indipendente ha sempre alimentato il mio percorso di vita e lavoro.

Ha avuto modo di conoscere a fondo due culture e realtà diverse come gli Stati Uniti e l’Europa. Cosa ama degli USA e cosa dell’Italia?

Degli Stati Uniti amo di sicuro la capacità di riconoscere e investire sui talenti. Ricordo che quando arrivai nel grande studio di Wall Street (dove poi avrei lavorato), mi fecero dei test per valutare le mie capacità per poi decidere, dopo solo pochi mesi, di investire sulla mia carriera. Mi accolsero come mai mi sarei aspettata, avevo solo 24 anni e un profilo lavorativo molto junior, ma decisero di fidarsi e questo mi colpì molto. Fu una spinta importante per meSono nata a Genova ma sono rinata una seconda volta a New York.

Per quanto riguarda l’Italia, ritengo ci siano delle eccellenze che tuttavia non riescono ad emergere come dovrebbero. Purtroppo al momento non c’è un sistema in grado di farle diventare un successo per tutti.

A capo di BARCLAYS in Italia, è stata la prima donna a ricoprire tale ruolo. Pensa che in alcuni settori, come quello bancario e finanziario ci sia ancora un problema di genere?

Si il problema esiste. Devo ammettere con grande rammarico che, ancora oggi, le donne che ricoprono ruoli apicali sono poche, c’è un pay gap molto marcato e in generale un sistema che non aiuta il talento femminile a svilupparsi appieno. Si tratta in fondo di un problema culturale, il nostro Paese è avverso al cambiamento in generale e ci vorrà del tempo prima che si possano vedere i primi risultati.

Tecnologia e innovazione stanno cambiando l’approccio dei risparmiatori al mondo degli investimenti e più in generale alla gestione del risparmio. Il Fintech è il futuro?

Scopri la proposta d'investimento costruita per te

1. Crea il tuo profilo
2. Scopri il tuo portafoglio
3. Comincia a investire
Simula un portafoglio

Direi di si e credo che chi non starà al passo col cambiamento verrà tagliato fuori. La tecnologia sta cambiando le abitudini dei risparmiatori, agevolando operazioni, processi e favorendo per molti aspetti anche la trasparenza.

Per quanto riguarda il rapporto umano tra banche e risparmiatori credo non scomparirà ma che sarà utile perlopiù alle imprese e più in generale a quelle realtà che abbisognano di piani di finanziamento più strutturati… Per il pubblico retail invece si andrà sempre più verso un approccio tecnologico e le banche dovranno adeguarsi.

Risparmio e investimenti sono argomenti delicati, soprattutto in Italia dove pesa una marcata diffidenza nei confronti delle banche e degli intermediari finanziari. Cosa si dovrebbe fare per riguadagnare la fiducia persa?

Il sistema bancario dovrà ristrutturarsi e chi vigila dovrà farlo rispondendo in maniera forte alle violazioni. I risparmiatori hanno dovuto pagare il prezzo della scarsa trasparenza e di un dialogo difficile … a fronte poi di un’ignoranza finanziaria estrema. In Italia non si insegna finanza a scuola, non si parla neppure delle tematiche basilari. Per rispondere alla domanda, credo quindi sia indispensabile da un lato vigilare e intervenire, dall’altro fare in modo di poter avere un’educazione finanziaria fin dalla giovane età, nelle scuole ma anche all’interno della famiglia.

Donna in carriera e mammaQual è il segreto per riuscire a non rinunciare a nulla?

Bisogna essere forti nello spirito ma anche in termini fisici. Mi verrebbe da dire che “ci vuole un fisico bestiale” per riuscire a gestire tutto. Servizi e lavoro di squadra fanno poi la differenza. Se in Italia i primi scarseggiano si deve almeno poter contare su una forte presenza della figura paterna e sul reciproco sostegno. Credo che in famiglia sia importante dividersi i compiti non solo perché diversamente è difficile gestire le giornate ma soprattutto perché i figli crescono meglio, più sicuri e certi di poter contare indistintamente su entrambe le figure.

Una sua virtù e un suo difetto.

Posso dire di essere coraggiosa. Ho sempre valutato i rischi ma non mi sono mai fatta mancare quel pizzico di coraggio utile in varie occasioni. Il mio difetto è invece quello dell’irruenza ma ci sto lavorando. Nel tempo ho imparato a contare fino a dieci prima di esternare il mio pensiero e ho scoperto che a volte aiuta a crescere.

Infine, di che colore vede il suo futuro.

Azzurro, come il cielo terso … con qualche nuvola ma tanti soli che sorgono giorno dopo giorno.

Prova Moneyfarm

Moneyfarm è il Consulente Finanziario Indipendente che ti guida e gestisce il tuo capitale con un investimento su misura e un consulente dedicato sempre al tuo fianco.

Simula un portafoglio personalizzato

- Votati migliore servizio di consulenza finanziaria in Italia per il quarto anno consecutivo
- Scelti da più di 160.000 investitori in tutta Europa
- Consigliati da più del 90% dei nostri clienti