L’inflazione dell’Eurozona è scesa al 2,4% a marzo, risultando al di sotto del 2,6% previsto. I dati odierni si allineano alle aspettative di un’economia in rallentamento e spostano l’ago della bilancia a favore di uno stimolo monetario.
L’indicazione precedente di Christine Lagarde, secondo cui la Banca Centrale Europea potrebbe non impegnarsi apertamente a un percorso predefinito di tagli dei tassi, suggerisce un approccio cauto. Secondo gli economisti, però, un potenziale taglio potrebbe avvenire già a partire da giugno, se ulteriori dati sulla crescita salariale dovessero confermare il trend.
Tuttavia, la posizione del membro del comitato esecutivo della BCE, Piero Cipollone, presenta un elemento di divergenza nell’istituzione. La prudenza di Cipollone nel non concentrarsi esclusivamente sul rallentamento della crescita salariale suggerisce un possibile input ai tagli dei tassi ancora prima, forse già dalla riunione dell’11 aprile.
Per la BCE, raggiungere il tasso di inflazione target del 2% potrebbe rivelarsi più arduo del previsto, che potrebbe invece diminuire in maniera incrementale.
Richard Flax
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