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Fino a oggi hai lavorato solo per pagare le tasse

Il 2 giugno non è solo la festa della Repubblica. Per tutti i contribuenti è anche la data in cui si festeggia il Tax Freedom Day (Festa della liberazione dalle tasse). Di cosa si tratta? Il Tax Freedom Day è il giorno dell’anno in cui smetteresti di pagare le tasse se anticipassi allo Stato tutte le imposte. Questo vuol dire che, se consideriamo tutte le tasse che si pagano in un anno, in media tutto quello che un contribuente ha guadagnato fino al 2 giugno sarebbe stato destinato solamente a esse.

Il Tax freedom Day, una “festa” amara

Purtroppo in Italia il Tax Freedom Day cade molto più in là rispetto ad altri Paesi. La pressione fiscale si attesta quest’anno al 42,1% del Pil. Questo vuol dire che il 42,1% di ciò che viene prodotto da cittadini e aziende viene di fatto trasferito allo Stato. Da qui la data del 2 giugno: 152a giorni dal 1 gennaio, il 42,1% dell’anno.
In Europa siamo tra i più sfortunati in questo senso. A Cipro, il Paese con le tasse più basse in Europa, si è liberi dalle tasse il 13 marzo, con un pressione media del 19%. Seguono Malta (9 Aprile, 27%), l’Irlanda (27 Aprile, 32%) e il Regno Unito (13 Maggio, 36%). Meglio di noi fa anche la Spagna (13 maggio, 36%), mentre i francesi (26 luglio) e i tedeschi (19 luglio) pagano più tasse. Negli Stati Uniti la data cade il 26 aprile.

L’importanza di comprendere i numeri

L’idea di calcolare il Tax Freedom Day è venuta nel 1949 a Dallas Hostetler, un imprenditore della Florida che intendeva così aiutare i suoi dipendenti a comprendere quanto effettivamente fossero tassati. Da allora la data è diventata, soprattutto negli Usa, simbolo dell’ideologia libertaria e liberista, che fa appunto dell’opposizione al fisco la propria bandiera. Il businessman, appena avuta l’idea e intuendone il futuro successo, andò a registrare il marchio così da poter lucrare sul suo futuro utilizzo.

Perché individuare una data è importante? Quando si parla di visualizzare le proporzioni numeriche, come è il caso della quantità di tasse che si paga rispetto al proprio stipendio, il nostro cervello fa fatica ad avere una buona cognizione delle dimensioni.

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Un utile trucco può essere quello di fare un paragone con una dimensione di cui tutti hanno una perfetta cognizione: come appunto la durata di un anno. In questo caso stiamo paragonando una quantità misurata in denaro, con una quantità misura di tempo.

In questo modo, capire quanto abbiamo pagato diventa semplice. Una cosa è infatti pensare di aver pagato il 40% di tasse, una cosa è ricordare agli ultimi sei mesi di lavoro e capire che tutto ciò che si è guadagnato è stato destinato al pagamento delle imposte.

E quindi?

Oggi, che finalmente ritorni figurativamente in possesso del frutto del tuo lavoro, è il momento giusto per fare una scelta lungimirante, che un domani sarà in grado di fare veramente la differenza: iniziare a investire in un portafoglio globalmente diversificato con un orizzonte di medio-lungo termine.

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