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Quanto rendono i titoli di Stato?

rendimenti titoli di stato

In questo articolo cercheremo di offrire una guida alle varie determinanti del rendimento in titoli di Stato. A Moneyfarm offriamo ai nostri investitori strategie diversificate, nel quale i titoli di stato vengono inseriti in portafoglio con altre asset class per aumentarne le potenzialità di rendimento. Se vuoi scoprire la nostra proposta d’investimento personalizzata intorno alle tue esigenze, ti basterà completare il breve percorso online.

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Come si calcola il rendimento dei titoli di stato?

Il rendimento dei titoli di Stato è determinato dal tasso risk free (ovvero il rendimento del denaro senza rischio) a cui si aggiunge lo spread che misura il differenziale di rendimento dello specifico titolo. Lo spread è l’extra rendimento che remunera l’investitore oltre al tasso risk-free, ovvero il tasso base che si ottiene prestando del denaro senza esporsi a rischi.

Per misurare il tasso risk-free solitamente si prende come benchmark il rendimento dei titoli di stato a maggiore garanzia creditizia come quelli della Germania e degli Stati Uniti. Il livello di rendimento del tasso risk free può essere più basso o più alto a seconda del livello generale dei tassi a breve e a lungo.

Il valore differenziale, o spread, misura il merito creditizio di ogni singolo governo, andando a determinare tassi diversi a seconda del livello di rischio assunto. Alla base dello spread c’è la valutazione implicita dei mercati sulle garanzie creditizie di un governo, ovvero la probabilità di vedere il proprio prestito ripagato. Livello di debito, la situazione economica finanziaria, la stabilità politica.

Quali fattori determinano il rendimento di un titolo di stato

Come per altre asset class, il rendimento di un titolo di stato è determinato da numerosi fattori. Qui di seguito proveremo a elencare i più importanti:

  • Scadenza: come per tutte le obbligazioni, la scadenza dell’emissione è ovviamente una delle determinanti fondamentali per determinare il rendimento. A parità di altri fattori emissioni più lunghe garantiscono rendimenti più elevati.
  • Politica monetaria e fiscale: la politica monetaria incide sul tasso risk free, andando a influenzare il tasso primario che a sua volta determina il valore delle obbligazioni senza rischio. Se per esempio il tasso primario fissato alla banca centrale è al 4%, anche i titoli di Stato emessi dai governi con il miglior merito creditizio tenderanno a non scendere sotto questa soglia. Inoltre, la politica monetaria può determinare  i rendimenti dei titoli di stato alterando la dinamica della domanda nelle aste in cui i titoli vengono emessi; programmi di acquisto come il Quantitative Easing, nel quale le banche centrali si pongono come acquirenti netti dei titoli sul mercato primario o secondario, hanno l’effetto di abbassare i rendimenti incrementando la domanda di titoli. La politica fiscale, al contrario, agisce sull’offerta di titoli. Se uno stato decide di aumentare la propria spesa in deficit, immetterà sul mercato più titoli e in alcuni casi potrebbe incrinare la percezione riguardo il proprio metodo creditizio: entrambi questi effetti farebbero aumentare il rendimento delle emissioni.
  • Le aspettative di inflazione: ovviamente le aspettative di inflazione influenzano il rendimento dei titoli di stato. Un obbligazioni è un prestito di lungo termine e l’aumento dei prezzi deve essere incluso nel rendimento di medio periodo dei titoli obbligazionari.
  • Premio liquidità: la liquidità dei titoli ovviamente fa diminuire i rendimenti di un titolo di stato. Più sarà semplice acquistare e vendere un titolo minore sarà il suo prezzo. Questo premio di realizza sia in fase di compravendita (bid ask spread), sia attraverso una miglior bilanciamento tra domanda e offerta.
  • Rischio valutario, per gli investitori stranieri: la maggior parte dei titoli emessi dai governi sono denominati in valuta locale (o comunque una valuta forte come il dollaro. Ciò comporta un ulteriore rischio per quanto riguarda l’oscillazione del prezzo in caso di svalutazione della valuta.
  • Ci sono poi fattori tecnici come la correlazione con altre asset class e i flussi

Tutti i fattori sopra citati hanno un effetto diretto sia sulla domanda, sia sull’offerta delle obbligazioni sul mercato primario e sul mercato secondario. La domanda influenza a sua volta lo spread, ovvero il differenziale di rendimento tra i titoli di stato. Un’asta andata male viene percepita solitamente dagli investitori come un cambio di sentiment rispetto ai fondamentali e può influenzare a sua volta il prezzo.

Insomma, come avete capito investire in obbligazioni può essere piuttosto complesso perché i fattori che determinano il rendimento dei titoli di stato sono molti e tutti legati tra loro.

Investire in titoli di stato rischi e opportunità

In generale i titoli di stato possono offrire rendimenti potenziali non molto diversi da quelli delle obbligazioni societarie, ma le scadenze per ottenere un rendimento pari sono solitamente più lunghe. Anche se l’investimento in titoli di stato è generalmente percepito come un investimento piuttosto sicuro, non è esente da rischi. Qui di seguito elenchiamo i principali rischi dell’investimento in titoli di stato:

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  • Tema centrale per chi volesse investire in titoli di stato è il rischio valutario. Le emissioni sono solitamente emesse dai governi in valuta locale, quindi ogni svalutazione della valuta porta con sé una svalutazione del valore delle obbligazioni per l’investitore straniero.
  • Rischio tasso: se si alzano i rendimenti dei titoli di nuova emissioni i titoli in circolazione perdono valore.
  • Azzardo morale: i bond sono emessi dai governi che potrebbero avere un interesse a emettere sempre più debito per finanziare le proprie attività. Soprattutto in casi di scarsa indipendenza delle banche centrali ciò può risultare in un’attività di emissioni eccessiva con relativa svalutazione dei titoli di debito emessi. Il problema può diventare cronico e portare a una spirale di crisi di liquidità o finanziarie. Nei casi più estremi si possono creare poi vere e proprie dinamiche di azzardo morale, situazione in cui i governi continuano a emettere debito eccessivo perché hanno la garanzia implicita che saranno salvati dalla banca centrale.
  • Il rischio inflazione: l’inflazione da una parte ha l’effetto di fare aumentare i tassi di interesse, dall’altra erode il valore del capitale nel tempi. Un aumento delle prospettive di inflazione ha un effetto sui tassi, incidendo negativamente sul valore delle obbligazioni, soprattutto quelle a lunga scadenza.
  • Rischio di credito: in casi estremi, i governo possono anche decidere di non ripagare i propri debiti andando in default come successo in Argentina.

I rendimenti dei titoli di stato globali nel 2021

L’attuale fase storica non è il momento più propizio per investire in titoli di Stato: la crisi legata al Covid ha portato le banche centrali ad inaugurare una fase di tassi bassi e politica monetaria super espansiva. Allo stesso tempo le aspettative di inflazione sono in crescita a livello globale.

Con il rapporto Debito/Pil che sta crescendo un po’ ovunque, diventa sempre più difficile da parte dei governi mettere in atto politiche di contenimento del debito pubblico. Per questo a oggi altre asset class, come l’azionario, hanno profili di rendimento migliori dell’obbligazionario. Non per questo i titoli di stato non possono continuare a trovare posto all’interno di un portafoglio ben diversificato.

Il rendimento Btp: quando rendono i titoli di stato italiani

Evidentemente il rendimento dei titoli di stato italiani dipende dalla scadenza dell’emissione e dalla domanda. Lo stato italiano emette Btp a varie scadenze. Qui di sotto citiamo alcuni delle più frequenti.

  • Rendimento Btp Italia
  • Rendimento Btp a 3 anni
  • Rendimento Btp a 10 anni
  • Rendimento Btp a 20 anni

Al giorno d’oggi (Settembre 2021) a causa dei massivi acquisti messi in atto dalla Banca Centrale Europea, anche i BTP a 10 anni hanno rendimenti inferiori all’1%. Detto questo i Btp italiani offrono in questo momento rendimenti superiori a quelli di altre emissioni di paesi sviluppati, senza di fatto avere un rischio default e un rischio inflazionistico superiore. Ciò detto bisogna ricordare che, almeno nel passato recente, l’emissione del debito italiano è stata suscettibile a innalzamenti molto repentini dello spread, vista la posizione finanziaria considerata meno solida di quella di altri stati. Per questa ragione, nel lungo periodo l’acquisto di BTP potrebbe essere più suscettibile al rischio di tasso rispetto a quello di altre emissioni.

Bisogna poi mettere in guardia gli investitori che volessero investire su queste emissioni per ragioni di tradizione, affettive o politiche. In passato l’investimento in BTP era particolarmente redditizio e molti investitori hanno per anni ottenuto rendimenti importanti. Il panorama dei mercati globali offre oggi molte opportunità più redditizzie e il consiglio è sempre quello di adottare una strategia diversificata andando a sfruttare le opportunità sui mercati globali.

Titoli di stato ad alto rendimento

Sul mercato dei titoli di stato si trovano spesso emissioni ad alto rendimento. Qui di seguito elenchiamo alcuni dei rendimenti più alti a settembre 2020:

  • Libano 47%
  • Turchia 17%
  • Nigeria 13%
  • Pakistan 9%

Ovviamente, come spiegato nel precedente paragrafo, questi paragrafi si spiegano in molti casi con una situazione finanziaria precaria, che rende il valore della moneta molto instabile, Oppure si tratta di nazioni (come la Nigeria) con tassi di crescita molto alti, che si accompagnano dunque a elevata inflazione e svalutazione della moneta.

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