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Conto deposito vincolato: tutto quello che c’è da sapere

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Gli italiani sono da sempre un popolo di grandi risparmiatori, quindi sono spesso alla ricerca di strumenti per proteggere il proprio capitale, come il conto deposito vincolato. Sebbene il conto deposito rientri nel grande calderone degli strumenti d’investimento, il suo rendimento è piuttosto basso e spesso fatica a stare al passo con i tassi d’inflazione.

Quando il conto deposito è vincolato, il rendimento è un po’ più alto, ma bisogna fare attenzione a selezionare quello che offre al correntista le condizioni più vantaggiose. Scopriamo allora quali sono le particolarità del conto deposito vincolato e come sceglierlo.

Conto deposito vincolato: tabella iniziale

⌚ Quanto dura il vincolo?Da un minimo di 3 mesi ad u massimo di 5 anni
💸 Tasse e imposte del conto deposito vincolatoLa tassazione sulle rendite è del 26%, mentre l’imposta di bollo è pari allo 0,2% della giacenza
⚠ Quali sono i rischi?La crescita dell’inflazione potrebbe rendere il conto deposito poco conveniente
🛡 Il capitale è protetto?È prevista la garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi fino ad un massimo di 100.000 euro

Conto deposito vincolato: cos’è?

Il conto deposito vincolato è un conto bancario che remunera il correntista con un rendimento sicuro e garantito, a patto che il capitale vincolato rimanga sul conto per un periodo stabilito, che può andare da un minimo di 3 mesi ad un massimo di 5 anni.

Il correntista che vuole garantirsi il rendimento pattuito, si impegna a lasciare fermo il suo capitale nel conto per tutta la durata del contratto. Svincolare le somme di denaro prima della scadenza, comporta infatti la perdita dell’interesse previsto.

Nonostante il suo nome possa trarre in inganno, il conto deposito vincolato è ben diverso da un conto corrente tradizionale. Infatti, la sua operatività è limitata e il denaro può essere versato o prelevato solo attraverso un conto corrente d’appoggio.

Come funziona?

Il funzionamento del conto deposito vincolato è spiegato nel dettaglio dal contratto stipulato tra il correntista e la banca emittente. Qui viene indicato il vincolo temporale del conto, che può essere di 3, 6, 12, 18, 24, 36 o 60 mesi. Durante questo periodo la somma di denaro versata è come congelata, quindi il titolare del conto non può prelevarla, altrimenti incorrerebbe in una penale. La penale consiste nella perdita degli interessi maturati fino a quel momento.

La presenza del vincolo in genere garantisce un rendimento più elevato rispetto ai conti deposito non vincolati. Chi è alla ricerca del miglior conto deposito vincolato, deve tener conto anche della logica applicata per la capitalizzazione degli interessi. Quando gli interessi vengono corrisposti in anticipo, anziché alla scadenza, possono essere reinvestiti, così da far crescere il rendimento.

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Tassi dei conti deposito vincolati

Uno degli aspetti da valutare con più attenzione sono i tassi dei conti deposito vincolati, ossia i tassi d’interesse che vengono corrisposti a fronte del vincolo sul capitale versato. Nella maggior parte dei casi nell’offerta viene indicato il tasso d’interesse lordo, a cui bisogna poi sottrarre la tassazione del 26%.

Non sarà il correntista a versare le tasse all’erario, perché è la banca ad occuparsi di questa incombenza. Infatti, prima di corrispondere gli interessi al correntista, la banca detrae il 26%. In genere l’apertura e la chiusura del conto deposito vincolato non prevedono dei costi, ma è bene informarsi sulle eventuali spese di mantenimento del conto.

Oggi i tassi dei conti deposito vincolati sono molto più bassi rispetto a qualche anno fa, al punto che bisogna domandarsi se i conti deposito siano ancora convenienti. L’abbassamento dei tassi d’interesse e la crescita dell’inflazione, sono due aspetti che i risparmiatori devono tenere in grande considerazione. I rendimenti potrebbero essere così bassi da non coprire la crescita dell’inflazione.

Imposta di bollo su conto deposito vincolato

Nella maggior parte dei casi l’apertura e la chiusura del conto non prevedono dei costi, ma il correntista dovrà pagare l’imposta di bollo sul conto deposito vincolato. Questa imposta è pari allo 0,2% della giacenza, quindi è proporzionale al deposito e si applica solo in riferimento ai mesi in cui il conto deposito vincolato è attivo.

A volte le banche si fanno carico dell’imposta di bollo per invogliare i clienti all’investimento. Si tratta senza dubbio di un beneficio di cui tenere conto quando si sceglie un conto deposito vincolato.

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Certezza dei rendimenti e rischi

I conti deposito vincolati hanno rendimenti fissi e garantiti, che sono indicati nel contratto. Questo non significa che si tratti di strumenti d’investimento privi di rischi. Ogni conto deposito è garantito dal fondo Interbancario di Tutela dei Depositi fino a 100.000€, ma questa garanzia copre tutti i conti che il risparmiatore ha aperto presso lo stesso istituto bancario.

Un altro rischio di cui tenere conto è quello della crescita dell’inflazione, che potrebbe anche superare il rendimento offerto. Se il conto deposito vincolato è utilizzato come strumento per parcheggiare la liquidità, sarebbe bene valutare l’orizzonte temporale dell’investimento (e del vincolo). Un investimento di medio o lungo termine e ben diversificato potrebbe rivelarsi uno strumento più efficace per proteggere i risparmi e generare dei rendimenti.

Differenze con il conto deposito libero

La caratteristica principale del conto deposito vincolato è il vincolo, che permette di distinguere questi conti dai conti deposito liberi, che invece permettono al risparmiatore di prelevare il denaro in piena libertà. Quando il vincolo manca, il correntista può disporre delle somme depositate in ogni momento e gli verrà corrisposto l’interesse solo per il periodo effettivo del deposito.

La libertà del conto deposito senza vincolo ha però una contropartita importante. Infatti, il conto deposito libero prevede dei tassi d’interesse più bassi e meno convenienti rispetto al conto deposito vincolato. Anche i conti deposito liberi sono soggetti alla tassazione del 26% e all’applicazione dell’imposta di bollo, che erodono ulteriormente i piccoli rendimenti.

Conclusioni

In questa panoramica sul conto deposito vincolato abbiamo visto quali sono le caratteristiche più importanti per capire questo strumento d’investimento e valutare il migliore sul mercato. Nonostante la presenza del vincolo, i rendimenti molto spesso restano bassi ed è doveroso porsi delle domande sull’effettiva convenienza dell’investimento.

Il vincolo previsto dal conto deposito toglie al risparmiatore il controllo sul suo denaro per un periodo determinato. Per orizzonti temporali brevi, si tratta di un sacrificio tutto sommato accettabile, ma si dovrebbe valutare molto bene la convenienza del vincolo per periodi più lunghi.

Nel lungo periodo sarebbe bene considerare un investimento più flessibile e diversificato, come un portafoglio d’investimento monitorato nel tempo dai consulenti esperti di Moneyfarm. Le variazioni del mercato, infatti, potrebbero rendere necessari degli aggiustamenti in itinere che permettono di mantenere il livello di rischio e massimizzare il rendimento.

Domande frequenti

Cos’è il conto deposito vincolato?

Si tratta di un conto corrente a operatività limitata, che permette al correntista di essere remunerato con un rendimento garantito, a patto di vincolare il suo capitale per un periodo di tempo stabilito.

Il conto deposito vincolato è sicuro?

Ogni conto deposito vincolato è protetto dalla garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi fino a 100.000 euro. È bene tenere conto del rischio inflazione, che potrebbe rendere l’investimento meno conveniente.

Cosa cambia rispetto al conto deposito libero?

Nel conto deposito libero i rendimenti sono più bassi, ma il correntista ha la possibilità di svincolare il proprio capitale in ogni momento, senza incorrere in penali.

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