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BTP 2036: tutto quello che c’è da sapere


Il BTP 2036 è un titolo di Stato che è stato emesso nel pieno della pandemia, in una situazione di incertezza per i mercati, ma lo scenario è stato comunque giudicato positivo per i bassi tassi d’interesse, la ripresa del Pil e uno spread inferiore ai 200 punti.

La risposta degli investitori è stata molto buona, come dimostra il record di acquisti per il bond con scadenza 2036. Si tratta di un BTP a 15 anni e grazie al progressivo aumento dei tassi d’interesse, finora si sta rivelando un buon investimento per i risparmiatori.

Cosa distingue BTP 2036 dagli altri titoli di Stato?La durata di 15 anni
Periodicità delle cedoleSemestrale
💳 Come acquistare BTP 2036?Nel mercato secondario tramite un intermediario
Conviene davvero?Conviene a chi cerca un rendimento certo o vuole diversificare i propri investimenti

Cosa sono i BTP 2036?

I BTP 2036 sono Buoni del Tesoro Pluriennali che nello specifico hanno una durata di 15 anni, con scadenza il 1° marzo 2036. Attraverso questi bond gli investitori offrono un prestito allo Stato e in cambio ricevono due cedole semestrali e un rendimento che al momento è pari al 4,01%.

Il bond con scadenza 2036 è stato emesso in più tranche a partire dal febbraio 2020 e ha fatto registrare un record di acquisti. La domanda complessiva ha superato i 50 milioni di euro e ad accaparrarsi oltre la metà del collocamento sono stati i fondi d’investimento (il 53%), seguiti dalle banche (il 23%).

Tradizionalmente i titoli obbligazionari sono considerati poco convenienti, se messi a confronto con quelli azionari, ma l’aumento dei tassi d’interesse sta rendendo questi strumenti d’investimento sempre più appetibili per i risparmiatori.

La crescita dei tassi d’interesse ha dato nuova linfa vitale al mercato obbligazionario e ha destato l’interesse di molti investitori. Il rischio di sovrainvestire sui bond e perdere le opportunità delle altre asset class (come ad esempio l’azionario), è dietro l’angolo e va scongiurato con una solida strategia multi-asset.

In cosa differiscono dagli altri titoli di Stato?

Ogni titolo di Stato ha le sue peculiarità e i BTP 2036 si caratterizzano per la durata quinquennale e per lo stacco delle cedole con cadenza semestrale. Tutti i titoli obbligazionari hanno beneficiato dell’incremento dei tassi d’interesse, che hanno favorito soprattutto chi li ha acquistati alla prima emissione.

Rispetto ai BTP Futura, che offrono agli investitori delle cedole crescenti e un “premio fedeltà” per chi detiene il titolo fino alla scadenza, i BTP 2036 non prevedono meccanismi premiali di alcun tipo.

BTP 2036: quotazione e rendimento

Le quotazioni degli strumenti finanziari sono in costante evoluzione, infatti i potenziali investitori hanno interesse a monitorare con costanza l’andamento dei titoli, per cogliere il momento migliore in cui entrare a mercato.

Al momento i BTP 2036 hanno un rendimento del 4,01% e la sua quotazione è di poco superiore gli 80 euro. Il crescere dei tassi d’interesse ha comportato una riduzione del prezzo, che potrebbe mettere in difficoltà gli investitori che hanno acquistato il titolo all’emissione per venderlo prima della scadenza.

Acquistare BTP 2036: come fare?

Chi non ha acquistato i titoli di Stato al momento dell’emissione, può farlo in un secondo momento nel mercato secondario per mezzo di un intermediario. Il mercato su cui sono scambiati i titoli obbligazionari è il MOT, Mercato Telematico delle Obbligazioni e dei titoli di Stato, a cui possono accedere solo gli intermediari accreditati.

L’investitore acquisterà i BTP 2036 al prezzo di mercato, con un importo minimo di 1.000 euro. Per procedere è quindi necessario rivolgersi ad un consulente finanziario, un’impresa di investimento oppure un istituto di credito.

A chi è consigliato questo tipo di investimento?

Quando i tassi di interessi si avvicinavano allo zero o erano negativi, i BTP non erano considerati un investimento conveniente ed erano utilizzati solo allo scopo di diversificare il portafoglio d’investimento o allo scopo di proteggere il capitale.

I titoli di Stato sono ancora un valido strumento per inserire un ulteriore elemento di diversificazione all’interno del portafoglio d’investimento, ma oggi anche il rendimento rende più appetibile l’acquisto dei BTP, a patto di adattarsi bene all’orizzonte temporale scelto dal risparmiatore.

Non bisogna dimenticare che i mercati sono in continuo mutamento e per adattare la strategia d’investimento ai cambiamenti in atto, è bene monitorare in modo costante i singoli asset e lo scenario politico-economico globale. Di certo non sono valutazioni semplici per l’investitore inesperto, infatti è preferibile affidarsi alla competenza di consulenti indipendenti, in grado di cogliere le opportunità di mercato e perseguire con efficienza gli obiettivi finanziari del risparmiatore.

Quali sono i potenziali rischi?

Sebbene i titoli obbligazionari abbiano la fama di asset a basso rischio, non sono totalmente esenti da criticità. Gli investitori sono attratti verso i BTP dalla possibilità di ottenere una plusvalenza alla scadenza, ma bisogna tener conto che si potrebbe arrivare ad una minusvalenza.

Un altro pericolo da non sottovalutare è il rischio emittente, che si verifica nel caso in cui lo Stato non sia nelle condizioni di restituire il capitale investito dal risparmiatore. Infine c’è anche il rischio inflazione, che potrebbe ridurre la convenienza del rendimento anche in modo importante.

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BTP 2036: previsioni

La crescita dell’inflazione sta spingendo le banche centrali ad alzare i tassi d’interesse e queste decisioni potrebbero portare ad un’ulteriore crescita del rendimento dei BTP 2036. Sembra essere questo lo scenario più probabile, ma la scadenza naturale del BTP 2036 è ancora lontana, quindi resta difficoltoso delineare la situazione che si profilerà nei prossimi anni.

I fattori da tenere in considerazione sono anche altri, come la capacità di tenere lo spread sotto il livello di guardia. Se le tensioni politiche dovessero destare la preoccupazione delle autorità economiche europee, non sono esclusi degli interventi da parte dell’Europa, che potrebbero avere qualche effetto anche sui BTP.

Investire in BTP in periodo di crisi

La crescita dei rendimenti del BTP non è stata per niente intaccata dalla complessa situazione geopolitica tra Russia e Ucraina e neanche dalla pandemia ancora in corso. Anche durante i periodi di crisi i mercati finanziari possono ancora essere convenienti, a patto di scegliere con oculatezza su quali asset puntare e come.

Sapere come muoversi sui mercati finanziari durante le crisi economiche è fondamentale, infatti è preferibile affidarsi a consulenti finanziari esperti piuttosto che investire in autonomia, col rischio di commettere gravi errori. I consulenti finanziari di Moneyfarm sono a disposizione degli investitori, per guidarli sui mercati e costruire con loro dei portafogli d’investimento efficienti e ottimizzati.

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Il nostro servizio “Liquidità+” si afferma come una soluzione di investimento mirata a potenziare la liquidità degli investitori, proponendo, al momento, un rendimento lordo annualizzato superiore al 3,9%. Questa offerta si distingue per il suo rischio controllato, grazie all’investimento in fondi monetari che investono in asset a basso rischio come obbligazioni, certificati di deposito e strumenti commerciali.

La strategia “Liquidità+” è stata ideata per essere particolarmente adatta a chi ha obiettivi di risparmio a breve termine e desidera godere di rendimenti potenzialmente più elevati, derivanti dalle variazioni dei tassi di interesse.

Il portafoglio “Liquidità+” non impone vincoli temporali, essendo strutturato per un orizzonte temporale inferiore ai 2 anni, ma offrendo la libertà di decidere in ogni momento di ritirare o reindirizzare l’investimento verso un altro portafoglio. I fondi monetari inclusi in “Liquidità+” sono gestiti dal nostro team di Asset Allocation, che ne monitora costantemente le performance e il livello di rischio, apportando modifiche se necessario.

 

*Anche se è un investimento a basso rischio, non è un portafoglio di liquidità pura e il valore dei tuoi investimenti potrebbe calare, rendendoti meno di quanto hai investito.

Conclusioni

I titoli di Stato sono tra gli strumenti finanziari più tradizionali e non è raro trovarli nei portafogli d’investimento. Anche i BTP 2036 hanno riscosso un certo successo tra gli investitori al momento dell’emissione e sono ancora disponibili per l’acquisto nel mercato secondario.

Non è facile valutare la convenienza dei BTP 2036 senza valutare il portafoglio d’investimento nel suo complesso, ma di certo la politica sui tagli d’interesse delle banche centrali e la conseguente crescita dei rendimenti, rende i titoli obbligazionari più convenienti rispetto a pochi anni fa.

I bond restano uno strumento di grande importanza all’interno dei portafogli d’investimento diversificati, ma vale la pena ricordare ancora una volta che non è il singolo titolo a fare la differenza, ma la composizione del portafoglio d’investimento nel suo complesso. Sovrainvestire nel settore obbligazionario allo scopo di inseguire i migliori rendimenti, potrebbe portare l’investitore a perdere le opportunità che solo una strategia ben diversificata può offrire.

Domande frequenti

Cosa sono i BTP 2036?

Sono titoli di Stato di durata pluriennale con scadenza il 1° marzo 2036. Sono strumenti utilizzati dallo Stato per raccogliere capitale tra gli investitori, che sono remunerati con una cedola semestrale e un rendimento che al momento è pari al 4,01%.

Conviene investire nei BTP 2036 in un periodo di crisi?

Anche se la guerra in Ucraina e la pandemia stanno mettendo a dura prova l’economia mondiale, il rendimento dei BTP è cresciuto e non è escluso che potrebbe crescere ancora. Questo dimostra che anche nei periodi di crisi ci sono sempre delle buone opportunità nei mercati finanziari.

Quali sono i rischi legati ai BTP 2036?

Un pericolo da valutare è il rischio emittente, che si verifica quando lo Stato diventa insolvente e non è più in grado di restituire il capitale agli investitori. Un altro rischio rilevante è quello della crescita dell’inflazione che potrebbe rendere l’investimento meno conveniente.

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*Gli investimenti in strumenti finanziari sono soggetti alla variabilità del mercato e possono determinare la perdita, in tutto o in parte, del capitale inizialmente investito.