La conversazione che tutte le coppie evitano

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Che vi siate conosciuti durante un corso di arrampicata, a una cena tra amici o su una dating app in una sera qualunque, le prime fasi di una relazione seguono uno schema riconoscibile. Si parla di lavoro, di ambizioni, di viaggi, di famiglia. Si cerca affinità e compatibilità.

Il tema del denaro, invece, tende a rimanere sullo sfondo anche se, con il tempo, le scelte finanziarie iniziano a incidere in modo molto concreto sulla relazione. Il modo in cui una persona gestisce il denaro, infatti, è collegato al suo atteggiamento verso il rischio, la stabilità, l’indipendenza e la responsabilità condivisa.

In Italia il conto cointestato non è più una scelta automatica: molte coppie preferiscono mantenere conti separati e definire modalità di contribuzione personalizzate per le spese comuni. L’autonomia finanziaria è spesso considerata un elemento di equilibrio. 

Che si faccia un conto cointestato o meno, però, alla fine quello che conta davvero è la qualità della comunicazione che l’accompagna.

Prima fase: conoscersi

Nei primi mesi non è necessario entrare nel dettaglio di stipendi o patrimoni. Può però essere utile comprendere quale ruolo abbia il denaro nella vita dell’altra persona.

Un approccio positivo in questa fase: invece di chiedere quanto guadagna qualcuno, è più utile chiedere che rapporto ha con i soldi.

Sicurezza, libertà, progettualità, preoccupazione: le risposte aiutano a comprendere l’impostazione di fondo. Questo tipo di confronto permette di evitare presupposti impliciti che, nel tempo, potrebbero generare incomprensioni.

L’obiettivo è acquisire consapevolezza reciproca e rendere il tema discutibile in modo sereno.

Quando la relazione diventa stabile

Quando si inizia a pianificare vacanze importanti, una convivenza o altri progetti comuni, le questioni economiche assumono maggiore rilevanza. Differenze di reddito, eventuali debiti e abitudini di spesa incidono sulle decisioni pratiche.

In questa fase l’attenzione si concentra spesso sugli aspetti operativi, come la scelta tra conto cointestato o separato e le modalità di divisione delle spese.

Un approccio positivo qui consiste nel parlare prima degli obiettivi e poi degli strumenti.

Stabilire se si sta risparmiando per una casa, per un fondo di emergenza o per altri progetti aiuta a contestualizzare le decisioni tecniche. Quando la direzione è condivisa, le scelte organizzative risultano più semplici.

È utile anche chiarire quali ambiti restano individuali e quali diventano condivisi. Accordi espliciti riducono il rischio di malintesi.

La convivenza

Con la convivenza, il denaro entra nella gestione quotidiana: affitto o mutuo, bollette, spesa, imprevisti. Le differenze di reddito e di comportamento nei consumi diventano più evidenti.

Le discussioni legate al denaro sono spesso collegate alla percezione di equità nella distribuzione delle responsabilità. In assenza di accordi chiari, le divergenze possono ripetersi nel tempo.

Un approccio positivo è definire insieme un sistema preciso di gestione delle spese.

Le opzioni possono includere un conto comune per le spese fisse, contributi proporzionali al reddito o una combinazione di conto condiviso e conti personali. È importante che il modello scelto sia compreso e accettato da entrambi.

Un sistema condiviso consente di fare riferimento a criteri concordati, facilitando la gestione delle eventuali divergenze.

Il lungo periodo

Con il consolidarsi della relazione entrano in gioco investimenti, pianificazione previdenziale e tutela del patrimonio. In questa fase la trasparenza assume un ruolo centrale.

Informazioni incomplete su reddito, risparmi o debiti possono incidere sulla fiducia e complicare la pianificazione. L’autonomia finanziaria può convivere con una condivisione chiara delle informazioni rilevanti per la stabilità comune.

Un approccio positivo consiste nel prevedere momenti periodici di confronto sulle finanze.

Verificare obiettivi, aggiornare i piani e discutere eventuali cambiamenti consente di mantenere allineamento nel tempo. La pianificazione finanziaria è più efficace quando viene monitorata con regolarità.

Considerazioni finali

Le principali fonti di tensione economica nelle coppie riguardano differenze nelle abitudini di spesa, acquisti o debiti non dichiarati, disparità di reddito e gestione poco chiara delle spese comuni. Questi fattori possono essere amplificati dall’incertezza lavorativa e dall’assenza di obiettivi condivisi.

Conti separati o cointestati possono entrambi funzionare, a condizione che siano accompagnati da accordi espliciti e comunicazione regolare.

Affrontare il tema del denaro quando la relazione diventa stabile e continuare a discuterne nel tempo contribuisce a rafforzare la fiducia e a rendere più efficace la pianificazione comune.

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*Investire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d’investimento prima di procedere.