Conta fino a 10: l’ansia delle spese impreviste

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Qualcuno ha detto che l’ansia è la malattia del XXI secolo. Non è difficile crederci: viviamo in un mondo attraversato da guerre, cambiamenti epocali e una precarietà che non è più un’eccezione, ma la condizione ordinaria di molti. In questo scenario, la pianificazione finanziaria dovrebbe essere d’aiuto, ma spesso crea ulteriore stress. Lo confermano i dati: il 61,9% degli italiani soffre di stress finanziario almeno una volta alla settimana (fonte: Unobravo). 

Non deve essere così. L’ansia prospera nell’inazione. La pianificazione, per molti, è l’antidoto. In questa serie dal titolo “Conta fino a 10”, passeremo in rassegna le principali preoccupazioni finanziarie degli italiani attraverso il punto di vista di chi lavora ogni giorno con i numeri. Perché la finanza dovrebbe dare serenità, non toglierla. E arrivarci è spesso più semplice di quanto si pensi: basta fermarsi 10 secondi, guardare il problema in faccia, e iniziare a pianificare.

Nel corso di una vita lavorativa di quarant’anni, può capitare di attraversare periodi di inattività e di dover fare affidamento sui propri risparmi. Non si tratta di pessimismo, ma di una possibilità concreta che riguarda molte persone. 

La perdita del lavoro, però, è solo uno dei tanti eventi che possono mettere sotto pressione il bilancio personale o familiare. Un’auto che si guasta o viene rubata, una spesa sanitaria inattesa, un incidente domestico, una controversia legale o una riparazione urgente in casa possono generare costi significativi e spesso difficili da programmare.

La realtà è che gli imprevisti fanno parte della vita. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi si tratta di inconvenienti gestibili. Ma diventano molto più difficili da affrontare quando mancano le risorse finanziarie necessarie.

E qui emerge un dato importante: secondo un’indagine Acri-Ipsos sulla cultura del risparmio, un italiano su quattro non dispone di risorse sufficienti per affrontare una spesa imprevista. Inoltre, circa il 40% delle famiglie non sarebbe in grado di sostenere un esborso di 10.000 euro senza ricorrere al debito o liquidare parte del patrimonio investito.

L’obiettivo di questo articolo non è giudicare chi non dispone di un fondo di emergenza. Le difficoltà economiche sono una realtà per molte persone e famiglie. Tuttavia, avere una rete di protezione finanziaria può fare una differenza significativa, non solo dal punto di vista economico ma anche da quello psicologico.

Perché costruire un fondo di emergenza

Secondo diverse ricerche, quasi due italiani su tre sperimentano stress finanziario almeno una volta alla settimana e circa il 30% dichiara di provarlo quotidianamente. Tra le principali cause emergono proprio le spese impreviste e l’insufficienza dei risparmi disponibili. Quasi la metà degli italiani, inoltre, vive con la preoccupazione di dover affrontare una spesa medica inattesa.

Può sembrare un consiglio semplice, ma costruire gradualmente un cuscinetto di risparmio è uno degli strumenti più efficaci per migliorare la propria serenità finanziaria.

Questo vale per tutti, ma in particolare per i più giovani, che stanno iniziando a costruire il proprio patrimonio e a raggiungere l’indipendenza economica. Da questo punto di vista, il fondo di emergenza rappresenta uno dei primi pilastri della pianificazione finanziaria personale.

Con il passare degli anni aumentano responsabilità, progetti e spese. E insieme alle opportunità aumentano anche le probabilità che si verifichi qualche imprevisto. Disporre di una riserva dedicata significa poter affrontare questi eventi senza compromettere altri obiettivi finanziari.

Se immaginiamo la pianificazione finanziaria come una piramide, il fondo di emergenza occupa la base: non garantisce da solo il raggiungimento dei propri obiettivi, ma crea le condizioni per costruire il resto. Dall’acquisto di una casa alla pensione, molti progetti diventano più sostenibili quando esiste una solida rete di sicurezza.

Quanto bisogna mettere da parte?

Questa è probabilmente la domanda più frequente. La risposta, però, è meno precisa di quanto molti si aspettino.

Online abbondano regole universali e formule apparentemente infallibili. Nella pratica, però, ogni situazione è diversa. Reddito, spese, stabilità lavorativa, patrimonio e obiettivi personali influenzano il livello di risparmio necessario.

Per questo motivo, è spesso più utile concentrarsi sull’abitudine al risparmio piuttosto che sul raggiungimento immediato di una cifra ideale. Attendere di poter accantonare somme elevate rischia di trasformarsi in un alibi per non iniziare mai.

La regola più semplice è anche una delle più efficaci: meglio qualcosa che niente.

Tre suggerimenti pratici

1. Inizia da una cifra sostenibile

Anche importi modesti possono fare la differenza nel tempo. Mettere da parte 50 euro al mese significa accumulare 600 euro in un anno. Non sarà un fondo di emergenza completo, ma può essere sufficiente per affrontare molti degli imprevisti più comuni.

2. Tieni separati risparmio e investimenti

Il fondo di emergenza e gli investimenti di lungo periodo rispondono a esigenze diverse. Il primo serve a garantire liquidità e flessibilità; i secondi a perseguire obiettivi futuri e crescita del capitale.

Avere una riserva dedicata può aiutare a investire con maggiore serenità, riducendo il rischio di dover disinvestire nei momenti meno opportuni per far fronte a una spesa urgente.

3. Conserva il fondo in uno strumento dedicato

Tenere il fondo di emergenza separato dalle spese quotidiane aiuta a preservarlo nel tempo. Quando il denaro destinato alle emergenze viene confuso con la liquidità ordinaria, il rischio di utilizzarlo per consumi correnti aumenta sensibilmente.

Uno strumento di deposito dedicato può offrire sia una separazione pratica e psicologica, sia un piccolo rendimento aggiuntivo.

La vera funzione del fondo di emergenza

L’obiettivo di un fondo di emergenza non è eliminare gli imprevisti. Quelli continueranno a verificarsi. Il suo scopo è ridurre l’impatto che possono avere sulla nostra vita finanziaria e sulle nostre decisioni.

In altre parole, non serve a evitare i problemi, ma a impedire che un problema temporaneo comprometta progetti costruiti nel corso degli anni. Ed è proprio questa sicurezza a rappresentare il primo passo verso una pianificazione finanziaria più solida e consapevole.

Spese impreviste? Scopri Liquidità Dinamica

Ogni decisione finanziaria dovrebbe partire dagli obiettivi di vita e dal relativo orizzonte temporale (breve, medio e lungo termine). Senza una prospettiva temporale chiara, il rischio è quello di farsi condizionare dalla volatilità e di trasformare ogni oscillazione in una fonte di stress.

Iniziare con un piano il prima possibile è il miglior modo per ridurre lo stress e l’ansia e avvicinarsi concretamente ai propri obiettivi. Per i nostri clienti, siamo sempre contenti di fermarci a pensare e pianificare insieme. 

Hai anche tu delle spese impreviste? Scopri la nostra soluzione Liquidità Dinamica con i suoi due portafogli adatti a diversi profili, dal rendimento competitivo, un’esposizione al rischio contenuta e la massima flessibilità. Con Liquidità Dinamica puoi creare un piano d’investimento per affrontare queste spese importanti con maggiore serenità.

Prima di investire, ti invitiamo a leggere il KID e la documentazione d’offerta disponibili sul sito.

Ricorda che, quando investi, il tuo capitale è a rischio. Il valore del tuo portafoglio con Moneyfarm può diminuire così come aumentare e potresti ricevere meno di quanto investito. Il trattamento fiscale dipende dalle tue circostanze individuali e potrebbe essere soggetto a modifiche in futuro. Le proiezioni di rendimento non sono un indicatore affidabile delle performance future. Le opinioni espresse qui non devono essere interpretate come raccomandazioni, consigli o previsioni. Se non sei sicuro che investire sia la scelta giusta per te, ti consigliamo di consultare un consulente finanziario.

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