Diversificare il portafoglio: strategie e metodi per procedere in autonomia

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Quando si decide di investire in autonomia sui mercati finanziari, partire da una buona diversificazione del portafoglio è sempre consigliato. Per diversificazione si intende distribuire il capitale, a disposizione per l’investimento, su asset o strumenti differenti, anziché concentrare tutta la somma su un unico strumento o settore.

Per fare un esempio, si può optare per una prima diversificazione puntando al settore immobiliare con una parte di capitale (ad esempio acquistando una casa), agli investimenti in Borsa per un’altra parte e alle criptovalute per un’altra ancora.

Ma si può anche decidere di diversificare scegliendo asset diversi sui mercati finanziari. Questo sistema riduce il rischio complessivo dell’investimento. Vediamo come si può fare in autonomia a diversificare un portafoglio di investimenti.

Cosa vuol dire diversificare il portafoglio

Vediamo più nel dettaglio cosa vuol dire diversificare: significa suddividere il capitale tra diversi strumenti finanziari, che hanno caratteristiche differenti. Questo significa impiegare il proprio denaro su alcuni livelli di differenziazione:

  • per tipologia di asset: ad esempio azioni, obbligazioni, materie prime, immobili;
  • per zona geografica: si può scegliere di diversificare investendo in diversi Paesi o regioni del mondo;
  • per settore economico: una diversificazione importante è quella che prende in considerazione azioni collegate ad aziende che si trovano in ambiti diversi, come tecnologia, sanità, energia, Difesa, finanza e così via;
  • in base alla valuta: si può anche decidere di differenziare gli investimenti in relazione alla moneta di scambio, oppure avvalersi della moneta virtuale per diversi tipi di investimenti (ad esempio facendo trading online).

Diversificare vuol dire scegliere consapevolmente di non dirottare tutto il capitale in un unico strumento, in un unico luogo o settore economico, ma di aprirsi più possibilità. In questo modo l’investimento, e di conseguenza la rendita attesa, non dipenderà solamente da un singolo fattore o variabile nel mercato. 

Un portafoglio diversificato combina insieme asset differenti che sono soggetti a variabili economiche e di mercato molto diverse (pensiamo ad esempio ai tassi di interesse, all’inflazione o ai cambiamenti geopolitici, che impattano sugli investimenti). 

Come diversificare il portafoglio

Se si decide di diversificare, bisogna in ogni caso avere in mente una strategia con cui investire nella pratica il denaro: non basta scegliere asset diversi, ma bisogna selezionare quelli ritenuti migliori per una possibile rendita, anche considerando il tempo a disposizione, le proprie risorse e gli obiettivi. 

Azioni, obbligazioni, criptovalute, ETF, sono alcuni esempi di asset differenti tra cui scegliere, con l’idea di combinare tra loro strumenti che reagiscono in modo diverso alle variazioni economiche. Generalmente si parte da una strategia che prevede due tipi di asset:

  • asset considerati più stabili nel tempo: questi sono più sicuri, ma solitamente generano una rendita ridotta. Sono una buona base da cui partire ad investire. Vi rientrano qui le obbligazioni come i Titoli di Stato, legati ad un particolare Paese, che danno maggiore stabilità grazie anche alle cedole periodiche, che consistono in una rendita certa;
  • asset considerati più variabili nel tempo: qui vi rientrano strumenti finanziari meno “sicuri” e più soggetti a variazioni, ma che possono portare a rendite superiori. Le variazioni dei prezzi qui possono essere molto elevate nel tempo, per cui in un’attività di compravendita finanziaria bisogna valutare bene tutte le variabili che influiscono sulle oscillazioni, per limitare il più possibile le perdite.

Affiancare strumenti più stabili e sicuri con asset più variabili garantisce una prima diversificazione che permette da un lato di avere una rendita costante nel tempo, seppur limitata, e dall’altro lato di rischiare di più puntando su aziende, aree geografiche o strumenti più remunerativi. 

Scegliere investimenti con caratteristiche complementari è quindi indicato quando si sceglie di diversificare il proprio portafoglio, osservando anche le eventuali correlazioni.

Cos’è una correlazione

Entrando nel dettaglio, può essere utile valutare quali sono gli asset correlati tra loro, ovvero che si muovono nella stessa direzione con il trascorrere del tempo.

Una correlazione positiva si ha quando, al crescere di un asset, cresce anche l’altro. Pensiamo ad esempio alle azioni di due aziende che si muovono nello stesso settore, ad esempio Apple e Microsoft per la tecnologia. Molto spesso questi due asset si muovono insieme perché spinti dalla crescita del comparto in cui si trovano. 

Se si preferisce optare per la diversificazione, è importante però inserire nel portafoglio strumenti con correlazioni basse o diverse, soprattutto per evitare una doppia perdita. Va infatti valutato, nel momento in cui si acquistano o si vendono asset, anche quali sono quelli che hanno una correlazione negativa, ovvero quando uno strumento scende di prezzo e anche l’altro tende a fare lo stesso. 

Se due o più asset si muovono in modo indipendente, si può dire che non c’è correlazione, per cui è consigliato valutarli per una strategia molto diversificata.

Perché diversificare: la riduzione del rischio

Il primo vantaggio della diversificazione è un minore rischio di investimento: questo è il motivo per cui viene sempre consigliato a chi inizia da zero di diversificare le proprie scelte in termini di asset. Puntando su strumenti diversi infatti si possono contenere le conseguenze di eventi avversi. 

A questo proposito, gli ETF sono particolarmente utili per chi intende diversificare, perché di per sé puntano a diverse aziende, in base ad una strategia decisa a monte. Vediamo quali sono tutti i vantaggi di un portafoglio diversificato.

VantaggioSpecifiche
Riduzione del rischio complessivoViene attenuato l’impatto negativo di alcuni asset in relazione al portafoglio complessivo
Riduzione del rischio specificoEventi negativi che coinvolgono un’azienda o un territorio vengono assorbiti dalla sostenibilità generale del portafoglio
Stabilità maggiore dei rendimentiLe oscillazioni sono meno marcate rispetto alla scelta di pochi asset
Maggiori opportunitàSi può scegliere di investire in nuovi ambiti, aree geografiche, settori o aziende, cogliendo situazioni vantaggiose
Gestione migliore della volatilitàIl portafoglio regge la volatilità dei mercati soprattutto grazie alla presenza di asset più stabili (come le obbligazioni)
Protezione da cambiamenti economiciUn portafoglio diversificato assorbe meglio i cambiamenti economici come inflazione, variazioni dei tassi di interesse ed eventi geopolitici

Step pratici per diversificare il portafoglio

Abbiamo visto a cosa serve diversificare, ma come farlo? Quali sono gli step pratici per chi vuole procedere in autonomia? Ecco alcuni passaggi importanti da seguire:

  • scegliere l’obiettivo dell’investimento: in primis bisogna chiarire perché si investe, ovvero se si intende unicamente accumulare capitale sul lungo periodo, oppure andare ad integrare il proprio reddito, o ancora proteggere un patrimonio dall’inflazione o acquistare una casa. Stabilire un obiettivo prima di iniziare è importante per mantenere un ordine negli investimenti;
  • stabilire un orizzonte temporale in cui investire: il tempo è un fattore importante negli investimenti. Se si ha a disposizione un orizzonte temporale lungo si possono scegliere asset più rischiosi, come le azioni, mentre se il tempo a disposizione è poco, è meglio procedere con una strategia più prudente;
  • decidere qual è la propria propensione al rischio (profilo di rischio), ovvero la propria capacità di sostenere delle perdite economiche per puntare a guadagnare una rendita, e di assorbire potenziali momenti negativi;
  • scegliere gli asset sulla base dell’obiettivo e dell’orizzonte temporale, selezionandoli per tipologia, area geografica, settore economico, ma anche in base alla valuta e al livello di rischio che si intende affrontare;
  • seguire una strategia: per chi investe in autonomia è importante seguire una strategia per non rischiare di perdere del capitale. Oltre a diversificare, bisogna evitare decisioni impulsive o legate all’emotività, dettate da opinioni o da momenti di volatilità dei mercati;
  • ribilanciare il portafoglio: spesso è un passaggio che viene considerato solo successivamente a momenti di perdita, ma è molto importante. Ribilanciare un portafoglio permette di continuare a seguire la propria strategia nel tempo nonostante i cambiamenti dei mercati, e si può fare ad esempio vendendo una parte degli asset che hanno acquisito più valore e acquistando quelli che hanno perso peso nel portafoglio, mantenendo l’allocazione stabilita in origine ed evitando così una concentrazione che aumenterebbe il rischio. 

Gli ETF favoriscono la diversificazione: come sceglierli

Gli ETF (ovvero Exchange Traded Fund) sono oggi tra gli strumenti più utilizzati dagli investitori per costruire portafogli diversificati. Si tratta di fondi quotati in borsa che replicano l’andamento di un indice di mercato, come ad esempio indici azionari globali, obbligazionari o per settore.

A differenza dell’acquisto di singole azioni o obbligazioni, un ETF consente di investire in un paniere molto ampio di titoli con un solo strumento. In questo modo è possibile ottenere una buona diversificazione anche con capitali iniziali contenuti.

Non tutti gli ETf però sono uguali, se si vuole gestire una strategia basata sulla diversificazione è importante considerare alcuni fattori nella scelta, di cui abbiamo riportato qui i principali. 

Fattore da considerareSpecifichePerché è importante per la diversificazioneCosa valutare
Indice replicatoL’indice di mercato che segue l’ETFStabilisce il tipo di settore o zona geografica a cui ci si riferisceDiversificare tra indici regionali, globali o settoriali
Dimensione del fondoQual è il patrimonio complessivo gestito dal fondoFondi più grandi sono generalmente più stabiliInserire ETF di fondi grandi è utile in un portafoglio diversificato per diminuire il rischio
CostiCosto complessivo per la gestione dell’ETFInfluisce sul rendimento complessivoFare un confronto è utile per capire come investire
LiquiditàFacilità di negoziazione sul mercatoIncide sul rischio, sulla trasparenza e sulle possibilità di rivenditaUtile per conoscere il volume degli scambi e la dimensione del mercato

Come investire in portafogli diversificati in autonomia

Costruire un portafoglio diversificato è oggi possibile anche in autonomia, grazie alle piattaforme digitali e ai broker online, anche se è consigliato conoscere piuttosto bene le dinamiche dei mercati finanziari e soprattutto delle aree in cui si desidera investire.

Per procedere è quindi necessario prima di tutto scegliere una piattaforma o broker online per la gestione degli investimenti. Moneyfarm propone strumenti digitali adatti a conservare il proprio capitale e investirlo in portafogli diversificati in base alla propria strategia.

Si può quindi proseguire in totale autonomia (accedendo comunque, se lo si desidera, ad una consulenza finanziaria dedicata) scegliendo ETF o strumenti diversi. Consigliamo, se vuoi procedere in totale indipendenza, di considerare queste linee guida:

  • prediligere ETF globali che vanno a coprire diversi mercati;
  • inserire nel portafoglio sia azioni che obbligazioni (assets difensivi);
  • distribuire gli investimenti in diverse aree geografiche;
  • monitorare periodicamente il portafoglio tramite strumenti di analisi;
  • applicare un metodo di ribilanciamento periodico;
  • considerare anche una parte di liquidità.

Con una strategia chiara e un approccio ordinato, un investitore può costruire un portafoglio diversificato e coerente con i propri obiettivi finanziari, anche in autonomia.

Esempio di portafoglio diversificato

Indichiamo qui di seguito come creare nella pratica un portafoglio diversificato, tenendo conto che gli asset indicati sono il frutto di una combinazione eterogenea che ha l’obiettivo di ottenere un equilibrio tra rendimento e rischio. Le percentuali indicate e gli strumenti sono solamente di esempio. 

Tipologia assetPercentuale sul capitale totaleObiettivo
ETF su un indice globale50%Aumentare il capitale sul lungo periodo, diversificando
ETF su mercati emergenti10%Accedere ad un maggiore potenziale di crescita
Obbligazioni governative italiane25%Protezione nelle fasi di instabilità, riduzione volatilità complessiva
Oro5%Protezione dall’inflazione
Asset basati su materie prime ed energia10%Diversificazione e protezione da momenti negativi

In questo caso ci sono diverse forme di diversificazione: in parte gli strumenti finanziari puntano ad una territorialità globale, in parte nazionale o sui mercati emergenti. Inoltre sono inclusi asset diversi con livelli di rischio molto differenti, con una copertura in caso di eventi avversi dei mercati o inflazione.

Domande frequenti

Come diversificare un portafoglio di investimenti?

Per diversificare è necessario puntare su asset differenti sia a livello territoriale che settoriale, ad esempio acquistando ETF sul mercato globale e obbligazioni governative in riferimento ad un paese specifico. Si può differenziare anche il livello di rischio e di rendite attese, optando per strumenti eterogenei nello stesso portafoglio.

Come gestire la diversificazione nel 2026?

Nel 2026 conviene tenere d’occhio le aziende attualmente in crescita, ma anche tutti quei comparti che si trovano in una fase di espansione come l’informatica, la tecnologia e la robotica, la Difesa e il settore farmaceutico. Per una buona diversificazione si consiglia di affiancare asset più stabili, come le obbligazioni, con strumenti più soggetti ad oscillazioni, come le singole azioni.

Come costruire un portafoglio azionario diversificato?

Per avere un investimento diversificato puntando sulle azioni, si può optare per gli ETF, fondi che raggruppano insieme le azioni di diverse aziende, oppure selezionare azioni riferite a società quotate che si trovano in una fase di espansione e crescita. Inoltre conviene puntare su una diversificazione geografica scegliendo di affiancare azioni di imprese territorialmente distanti, includendo ad esempio una piccola parte di azioni relative ai mercati emergenti.

Cosa si intende per diversificazione in economia?

Si tratta di una strategia che ha l’obiettivo di ridurre il rischio di investimento, andando a distribuire il capitale su strumenti differenti per limitare l’impatto negativo di un singolo asset.

Cos’è la diversificazione settoriale di un portafoglio?

La diversificazione è settoriale quando un investitore compone il proprio portafoglio di strumenti finanziari riferiti alle aziende che si muovono in diversi settori. Ad esempio si possono associare insieme il settore tech e quello industriale, con quello farmaceutico e quello dell’energia. In questo modo si evita di concentrare tutto il capitale in un unico ambito, limitando il rischio di perdite economiche.

Come funziona un portafoglio diversificato?

Un portafoglio diversificato permette di tenere sotto controllo il rischio e le rendite di diversi asset finanziari, senza concentrare il denaro investito in un unico strumento. Può quindi contenere azioni, obbligazioni, ma anche ETF, commodities e altri tipi di strumenti. Per diversificare ancora di più, si può scegliere di investire una parte di capitale anche nell’immobiliare.

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*Investire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d’investimento prima di procedere.

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