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Cosa studia la finanza comportamentale [Video]

La finanza comportamentale, nata intorno agli anni Cinquanta ma sviluppatasi prevalentemente dagli anni Settanta, gioca oggi un ruolo fondamentale ponendo l’accento sull’irrazionalità dell’individuo e sui condizionamenti cui è soggetto.

Gli investitori, più o meno esperti, posso essere influenzati da una serie di variabili tra cui:

  • esperienze passate
  • stereotipi e luoghi comuni
  • contesto sociale
  • eccessiva fiducia nelle proprie conoscenze e capacità
  • tendenza alla semplificazione di concetti complessità

Il merito di aver studiato il comportamento dell’homo economicus è di Amos Tversky e Daniel Kahneman, professori di psicologia che nel 1979, dopo aver  presentato alla rivista Econometrica un articolo riguardante gli esperimenti condotti, riuscirono a far cambiare opinione circa la validità del modello interpretativo neoclassico basato sui concetti di razionalità e massimizzazione. È soprattutto grazie a Kahneman, nobel per l’economia nel 2002, che si devono gli studi di maggiore rilievo sulla finanza comportamentale e le relative implicazioni, a supporto degli investitori e degli intermediari finanziari.

Introduciamo quindi le basi della finanza comportamentale, descrivendo gli errori più comuni compiuti dagli investitori. Spieghiamo coso sono i Bias e le Euristiche e come si concretizzano in comportamenti e scelte lesive per le proprie finanze.

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