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Avversione alla perdita

avversione alla perdita

Avversione alla perdita: guadagno e perdita della stessa entità sono percepiti in maniera diversa.

L’avversione alla perdita si manifesta nelle persone che si tengono lontane da situazioni percepite come “rischiose” . Queste persone, sebbene di fronte alle stesse possibilità di guadagno o perdita, evitano di compiere delle scelte talvolta importanti in tema di risparmio, poiché il disagio derivante dalla possibile perdita di denaro, pesa molto di più dell’eventuale guadagno.

In una situazione di gioco rischioso del tipo 50 e 50 (come ad esempio nel lancio di una moneta con testa o croce) ci sono le stesse probabilità di guadagno e di perdita ma molti individui attribuiscono maggiore importanza a una perdita di X euro piuttosto che a un guadagno della stessa entità. È stato dimostrato come gli individui avversi alle perdite abbiano infatti una percezione due volte e mezzo più acuta della perdita rispetto al guadagno.

Dal punto di vista umano è comprensibile che la perdita abbia un peso emotivo diverso rispetto al guadagno ma da un punto di vista razionale e finanziario non si può dire altrettanto.

Avversione alla perdita certa: rischiare ancora per recuperare quanto già perso.

Il fenomeno dell’avversione alla perdita certa è un comportamento riscontrabile in un elevato numero di persone le quali, piuttosto che arrendersi ad una perdita subita, tentano di recuperarla pur andando incontro ad un ulteriore rischio, quindi ad una più ingente perdita di denaro.

Supponiamo che un individuo abbia perso in un gioco rischioso 79 euro e sia costretto di fronte a due alternative:

Aaccettare la perdita e pagare i 79 euro

Baffrontare una nuova scommessa più rischiosa per provare a recuperare quanto perso

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Scegliendo l’alternativa B l’individuo ha l’80% di probabilità di dover sopportare una perdita di 100 euro (dunque maggiore rispetto a quella già nota) e solo il 20% di probabilità di non dover soffrire alcuna perdita.

Quale alternativa verra scelta?

Secondo diverse ricerche comportamentali, una buona parte delle persone propende per l’alternativa rischiosa sebbene la perdita attesa di 100 euro (con una probabilità di verificarsi molto alta) sia maggiore di quella certa, pari a 79 euro. Il rischio insito nell’avversione alla perdita certa è palese e ricorda, sebbene non vi siano correlazioni, il comportamento dei giocatori accaniti che pur avendo perso continuano a giocare certi che prima o poi recupereranno.

L’avversione alla perdita certa da parte di un investitore  o un broker finanziario è ovviamente una condizione “pericolosa”, ma spesso tali meccanismi sfuggono al controllo razionale soprattutto quando, nel caso di investitori “fai da te”, si è scelto di agire in autonomia, senza il supporto di un intermediario.

Come evitare di sbagliare?

La correzione degli errori comportamentali (il debiasing) è estremamente difficoltosa non solo perché tali modi di ragionare sono fortemente radicati, ma anche perché nel settore finanziario è difficile attribuire responsabilità specifiche e univoche. Se un investimento va bene in genere l’investitore attribuisce a sé tale successo, mentre al contrario, sa va male è colpa di una serie di fattori esogeni che sfuggono al suo controllo.

In questi casi il punto di vista di una persona esterna, come un consulente, può aiutare ad avere una visione più ampia e imparziale, utile non solo ad evitare tali errori ma anche a trovare la soluzione migliore proprio in vista di una serie di fattori non solo patrimoniali ma anche psicologici e personali.

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