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Differenza tra ETF e fondi indicizzati

I fondi indicizzati e ETF, sono strumenti di investimento a gestione passiva sempre più poplare tra gli investitori italiani. I fondi indicizzati presentano sostanzialmente una strategia di investimento simile a quella degli ETF.

I fondi indicizzati replicano fedelmente un indice acquistando tutti i titoli che compongono il sottostante e rappresentano, insieme agli ETF, uno strumento ideale per investire in modo efficiente e poco costoso sugli indici. Ma quali sono le caratteristiche di un fondo indicizzato? E quali sono differenze e similitudini tra i fondi indicizzati e gli ETF?

Nel seguente articolo ti offiremo una breve guida per spiegarti cosa si intende per fondi indicizzati. Moneyfarm è un’azienda leader nella creazione di strategie personalizzate eseguite attraverso fondi indicizzati quotati (ETF). Se vuoi scoprire senza impegno quale tra le nostre strategie è la più adatta alle tue esigenze, ti basterà completare il tuo profilo attraverso il veloce processo di sottoscrzione online.

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Come investire in indici con i fondi?

Nel mondo di oggi esistono sempre più opportunità a disposizione degli investitori. Ma la possibilità di investire sui mercati globali si accompagna spesso a molte criticità. Come selezionare i titoli e le aziende da inserire in portafoglio?

E come tenere sotto controllo i costi di gestione? A questi problemi ha offerto una parziale soluzione l’investimento negli indici. Un indice è un paniere di titoli che sono raggruppati secondo determinate caratteristiche: quali possono essere la collocazione geografica del titolo, la dimensione o la tipologia di asset.

Un esempio di indice è l’S&P 500, un indice che raccoglie le 500 società più grandi quotate sulla Borsa di New York, il FTSE Mib che raggruppa le più grandi aziende quotate su Piazza Affari, oppure il Nasdaq che include i principali indici tecnologici quotati sulla Borsa Americana. Esistono poi anche indici che racchiudono il prezzo di obbligazioni e materie prime.

Investire puntando su un indicie è un modo per esporre il proprio investimento ad alcuni fattori che caratterizzano l’indicie mantenendo allo stesso tempo un ampio livello di diversificazione. I fondi indicizzati e gli ETF hanno reso molto semplice e trasparente questo tipo di strategia che è ormai una delle più popolari tra gli investitori.

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Indicizzazione: come funziona un fondo indicizzato

L’indicizzazione è una forma di gestione passiva dei fondi. Invece di avere un gestore che effettua attivamente la selezione dei titoli e il market timing, selezionando su quali titoli investire e le tempistiche di compravendita, il fondo indicizzato costruisce un portafoglio le cui partecipazioni rispecchiano i titoli contenuti in un particolare indice. L’idea è che imitando il profilo dell’indice il fondo eguaglierà anche la sua performance. Un fondo indicizzato che replica l’SP500, per esempio, investirà nelle stesse 500 società che compongono quell’indice.

I portafogli di fondi indicizzati cambiano sostanzialmente solo per riflettere modifiche nella composizione dell’indice sottostante. Se il fondo segue un indice ponderato, i suoi gestori devono inoltre periodicamente bilanciare la percentuale di diversi titoli per mantenerla allineata al peso di benchmark.

Fondi indicizzati vs fondi attivi: vantaggi e svantaggi

Investire in un fondo indicizzato è una forma di investimento passivo. Questa strategia è solitamente posta in opposizione all’investimento attivo, quello che prevede la selezione dei titoli e di market timing descritto sopra. Un vantaggio principale che i fondi indicizzati hanno rispetto alle loro controparti gestite attivamente sono i costi, in molti casi decisamente inferiori. Poiché i gestori di fondi indicizzati stanno semplicemente replicando la performance di un indice di riferimento, hanno solitamente spess inferiori. Non solo: siccome è più complesso per le case prodotto differenziarsi tra loro, il costo diventa un elemento di competizione per accaparrarsi la fiducia degli investitori.

Anche i costi relativi alle operazioni di compravendita sono solitamente inferiori nei fondi indicizzati: i fondi passivi negoziano le partecipazioni meno spesso. Al contrario, i fondi gestiti attivamente solitamente conducono più transazioni, aumentando i costi di gestione. Infine, solitamente i fondi attivi hanno delle commissioni legate alla performance: quando il gestore riesce a battere il mercato richiede solitamente una compensazione che non solo aggrava i costi generali, ma che potrebbe anche risultare in un conflitto di interessi.

I fondi indicizzati hanno rendimenti migliori?

Molti studi dimostrano che la maggior parte dei fondi passivi tendono sovraperformare i fondi comuni di investimento attivi. Bisogna capire che i fondi gestiti passivamente non tentano di battere il mercato. La loro strategia cerca invece di replicare il rischio e il rendimento complessivi di un indice. I fondi attivi invece mirano a ottenere un risultato migliore dell’indice di riferimento. L’evidenza empirica mostra che più si allunga l’orizzonte temporale, più diventa complesso per i fondi attivi sovraperformare in modo sistematico l’andamento generale del mercato. Inoltre aumentando la durata dell’investimento il fattore di costo diventa una variabile sempre più importante nel definire la performance di un fondo: spostando ulteriormente la bilancia verso i fondi passivi.

ETF o fondi indicizzati: differenze

Una distinzione fondamentale tra i vari tipi i fondi passivi è quella tra i fondi quotati, ovvero gli ETF, e i fondi indicizzati non quotati:

    1. I fondi indicizzati non sono necessariamente quotati in Borsa: qualora non lo fossero il  controvalore dell’operazione sarà determinato solo alla chiusura dei mercati dalla società di gestione, che funge da intermediario. Gli ETF, invece, sono strumenti di investimento quotati in Borsa in tempo reale come una semplice azione. Per questo motivo possono essere negoziati in modo semplice e veloce. 
      Investi in ETF
    2. I fondi indicizzati prevedono costi di gestione simili a quelli degli  ETF, ma non richiedono costi per le operazioni di acquisto e vendita. Gli ETF hanno commissioni di gestione molto basse, alle quali in genere bisogna aggiungere le spese per la compravendita, come sia fa quando si compra o si vende un’azione.

Gli strumenti passivi hanno permesso anche ai risparmiatori in possesso di  piccoli capitali di investire sui mercati grazie alle commissioni piuttosto basse. Oggi gli investitori che voglio diversificare il proprio investimento, possono farlo senza andare incontro a costi eccessivi come accade coi fondi comuni a gestione attiva. In particolare gli ETF, essendo quotati, si rivelano un prodotto particolarmente semplice, liquido e trasparente. Qualità sempre più importanti in un contesto economico finanziario sfidante come quello attuale.

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