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Fondi indicizzati: cosa sono e quali sono le differenze con gli ETF


I fondi indicizzati e ETF, sono strumenti di investimento a gestione passiva sempre più popolare tra gli investitori italiani. I fondi indicizzati presentano sostanzialmente una strategia di investimento simile a quella degli ETF.

I fondi indicizzati replicano fedelmente un indice acquistando tutti i titoli che compongono il sottostante e rappresentano, insieme agli ETF, uno strumento ideale per investire in modo efficiente e poco costoso sugli indici. Ma quali sono le caratteristiche di un fondo indicizzato? E quali sono differenze e similitudini tra i fondi indicizzati e gli ETF?

 

Fondi indicizzati: cosa sono – Tabella Iniziale

❓Cosa sono i fondi indicizzati?I fondi indicizzati sono una particolare tipologia di fondi di investimento la cui gestione si basa sulla replica di un indice di riferimento
🔒 Esistono fondi indicizzati a basso rischio?Sì, sono fondi di tipo obbligazionario
🤓 Principali differenze tra ETF e fondi indicizzati?• I fondi indicizzati non sono necessariamente quotati in Borsa; Gli ETF, invece, sono strumenti di investimento quotati in Borsa in tempo reale.

• I fondi indicizzati prevedono costi di gestione simili a quelli degli ETF, ma non richiedono costi per le operazioni di acquisto e vendita

⚖️ Meglio ETF o fondi indicizzati?Dipende dal caso, ma è sempre meglio farsi consigliere da un esperto indipendente.

Nel seguente articolo ti offriremo una breve guida per spiegarti cosa si intende per fondi indicizzati. Moneyfarm è un’azienda leader nella creazione di strategie personalizzate eseguite attraverso fondi indicizzati quotati (ETF). Se vuoi scoprire senza impegno quale tra le nostre strategie è la più adatta alle tue esigenze, ti basterà completare il tuo profilo attraverso il veloce processo di sottoscrizione online.

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Fondo indicizzato: significato

I fondi indicizzati sono una particolare tipologia di fondi di investimento, la cui gestione si basa sulla replica di un indice di riferimento. Il denaro raccolto presso gli investitori viene quindi investito nei titoli che compongono specifici indici, che nella maggior parte dei casi sono azionari.
È possibile distinguere i vari fondi indicizzati sulla base delle modalità con cui l’indice di riferimento viene replicato. Infatti si può trattare di replica fisica o di replica sintetica. Nel caso della replica fisica, il gestore del fondo acquista le azioni che compongono l’indice, mentre nel caso della replica sintetica, non vengono acquistate le azioni, ma i contratti derivati che si stipulano con la controparte.
La composizione del fondo indicizzato può cambiare nel tempo a seconda delle modificazioni che riguardano il paniere dell’indice di riferimento. Anche nel caso del fondo indicizzato a replica sintetica, si cerca comunque di mantenere una stretta correlazione con il benchmark, in modo da avvicinarsi il più possibile alle sue performance.

Come investire in indici con i fondi?

Nel mondo di oggi esistono sempre più opportunità a disposizione degli investitori. Ma la possibilità di investire sui mercati globali si accompagna spesso a molte criticità. Come selezionare i titoli e le aziende da inserire in portafoglio?

E come tenere sotto controllo i costi di gestione? A questi problemi ha offerto una parziale soluzione l’investimento negli indici. Un indice è un paniere di titoli che sono raggruppati secondo determinate caratteristiche: quali possono essere la collocazione geografica del titolo, la dimensione o la tipologia di asset.

Un esempio di indice è l’S&P 500, un indice che raccoglie le 500 società più grandi quotate sulla Borsa di New York, il FTSE Mib che raggruppa le più grandi aziende quotate su Piazza Affari, oppure il Nasdaq che include i principali indici tecnologici quotati sulla Borsa Americana. Esistono poi anche indici che racchiudono il prezzo di obbligazioni e materie prime.

Investire puntando su un indice è un modo per esporre il proprio investimento ad alcuni fattori che caratterizzano l’indice mantenendo allo stesso tempo un ampio livello di diversificazione. I fondi indicizzati e gli ETF hanno reso molto semplice e trasparente questo tipo di strategia che è ormai una delle più popolari tra gli investitori.

Indicizzazione: come funziona un fondo indicizzato?

L’indicizzazione è una forma di gestione passiva dei fondi. Invece di avere un gestore che effettua attivamente la selezione dei titoli e il market timing, selezionando su quali titoli investire e le tempistiche di compravendita, il fondo indicizzato costruisce un portafoglio le cui partecipazioni rispecchiano i titoli contenuti in un particolare indice. L’idea è che imitando il profilo dell’indice il fondo eguaglierà anche la sua performance. Un fondo indicizzato che replica l’SP500, per esempio, investirà nelle stesse 500 società che compongono quell’indice.

I portafogli di fondi indicizzati cambiano sostanzialmente solo per riflettere modifiche nella composizione dell’indice sottostante. Se il fondo segue un indice ponderato, i suoi gestori devono inoltre periodicamente bilanciare la percentuale di diversi titoli per mantenerla allineata al peso di benchmark.

Fondi indicizzati vs fondi attivi: vantaggi e svantaggi

Investire in un fondo indicizzato è una forma di investimento passivo. Questa strategia è solitamente posta in opposizione all’investimento attivo, quello che prevede la selezione dei titoli e di market timing descritto sopra. Un vantaggio principale che i fondi indicizzati hanno rispetto alle loro controparti gestite attivamente sono i costi, in molti casi decisamente inferiori. Poiché i gestori di fondi indicizzati stanno semplicemente replicando la performance di un indice di riferimento, hanno solitamente spesso inferiori. Non solo: siccome è più complesso per le case prodotto differenziarsi tra loro, il costo diventa un elemento di competizione per accaparrarsi la fiducia degli investitori.

Anche i costi relativi alle operazioni di compravendita sono solitamente inferiori nei fondi indicizzati: i fondi passivi negoziano le partecipazioni meno spesso. Al contrario, i fondi gestiti attivamente solitamente conducono più transazioni, aumentando i costi di gestione. Infine, solitamente i fondi attivi hanno delle commissioni legate alla performance: quando il gestore riesce a battere il mercato richiede solitamente una compensazione che non solo aggrava i costi generali, ma che potrebbe anche risultare in un conflitto di interessi.

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Fondi indicizzati a basso costo

Gli investitori interessati ai fondi d’investimento a basso costo, saranno felici di sapere che tutti i fondi indicizzati hanno dei costi contenuti, perché sono caratterizzati dalla gestione passiva. Sebbene il gestore del fondo lo monitori costantemente, si tratta di un lavoro che non comporta frequenti decisioni su quali titoli comprare e vendere, perché la gestione si basa sui titoli che compongono l’indice di riferimento.
Al contrario, i fondi a gestione attiva hanno dei costi più elevati, perché in quel caso il team che si occupa del fondo apporta dei costanti aggiustamenti, facendo così lievitare i costi di gestione. Per questa ragione i fondi a gestione passiva comportano spese più basse rispetto ai fondi a gestione attiva.
Un altro aspetto da considerare è che i fondi indicizzati sono abbastanza simili tra loro, perché si limitano a replicare l’indice di riferimento. Questa particolarità porta i gestori del fondo a lanciare periodicamente delle offerte competitive, che rendono l’investimento economicamente più vantaggioso.

Fondi indicizzati all’inflazione

Se l’obiettivo dell’investimento è mettersi al riparo dall’incremento dei prezzi, è possibile valutare i fondi indicizzati all’inflazione. Sono dei fondi che replicano l’andamento dell’inflazione in una determinata area valutaria, che potrebbe essere, ad esempio, l’area euro oppure l’area degli Stati Uniti.
Nella maggior parte dei casi questi fondi sono di tipo obbligazionario, quindi prevedono l’acquisto di obbligazioni che offrono all’investitore un tasso d’interesse pari all’inflazione. Si tratta di investimenti di media o lunga durata, che prevedono il rimborso del valore nominale delle obbligazioni alla scadenza.
Nell’ottica di differenziare il portafoglio d’investimento e proteggere il capitale dall’inflazione, i fondi indicizzati all’inflazione si potrebbero abbinare a dei fondi di tipo azionario che seguono delle logiche di mercato differenti.

Fondi indicizzati a basso rischio

Gli investitori con una limitata propensione al rischio potrebbero essere interessati ai fondi indicizzati a basso rischio, che nella maggior parte dei casi sono dei fondi di tipo obbligazionario.
Sebbene abbiano un rischio più contenuto, è bene sapere che non è possibile avere un rischio pari a zero, anche nel caso in cui si tratti di titoli obbligazionari statali e non privati. Non tutti i fondi obbligazionari possono considerarsi a basso rischio, ma bisogna valutare caso per caso.
La gestione del rischio è un aspetto che dovrebbe essere valutato con una prospettiva ampia, tendendo conto non del singolo fondo, ma dell’intero portafoglio d’investimento. Ogni portafoglio va infatti costruito su parametri molto precisi e uno di questi è il profilo di rischio dell’investitore.

I fondi indicizzati hanno rendimenti migliori?

Molti studi dimostrano che la maggior parte dei fondi passivi tendono sovraperformare i fondi comuni di investimento attivi. Bisogna capire che i fondi gestiti passivamente non tentano di battere il mercato. La loro strategia cerca invece di replicare il rischio e il rendimento complessivi di un indice. I fondi attivi invece mirano a ottenere un risultato migliore dell’indice di riferimento. L’evidenza empirica mostra che più si allunga l’orizzonte temporale, più diventa complesso per i fondi attivi sovraperformare in modo sistematico l’andamento generale del mercato. Inoltre aumentando la durata dell’investimento il fattore di costo diventa una variabile sempre più importante nel definire la performance di un fondo: spostando ulteriormente la bilancia verso i fondi passivi.

I migliori fondi indicizzati

L’offerta di fondi indicizzati è molto ampia e non è facile orientarsi se non si conosce bene questo mercato. Vediamo quali sono i migliori fondi indicizzati che è possibile valutare per un possibile investimento:

Amundi Index Solutions – Amundi S&P 500 ESG IE-D

Si tratta di un fondo d’investimento relativamente giovane, infatti è stato lanciato nel 2016. L’indice di riferimento è l’S&P 500, la valuta utilizzata è l’euro e la società che lo gestisce è Amundi Luxembourg SA. Attualmente ha una capitalizzazione di 2.172 milioni di dollari.

Vanguard Global Stock Index Fund

La società di gestione Vanguard Global Advisers ha emesso questo fondo di origini irlandesi nel 2000. L’indice usato come benchmark è MSCI e la valuta di riferimento del fondo è l’euro. È un fondo di tipo azionario, che comprende titoli di società di medie e grandi dimensioni.

iShares US Index Fund (IE) D Acc EUR

Tra quelli proposti è il fondo più longevo, lanciato nel 1998. Lo gestisce la società BlackRock Asset Management Ireland Limited, con sede in Irlanda e un patrimonio da oltre 2.200 miliardi di dollari. L’indice di riferimento è l’S&P 500, infatti è un indice di tipo azionario.

iShares Developed Real Estate Index Fund (IE) D Acc EUR

Si tratta di un fondo gestito dalla società BlackRock Asset Management Ireland Limited dal 2012, che utilizza il dollaro americano come valuta di riferimento. Come abbiamo visto sopra, è una società molto solida, domiciliata in Irlanda.

Credit Suisse Index Fund (Lux) – CSIF (Lux) Equity Canada DB CAD

È un fondo lanciato nel 2016 che utilizza la sterlina come valuta di riferimento. La società di gestione è Equity Canada, con sede a Lussemburgo.

ETF o fondi indicizzati: differenze

Una distinzione fondamentale tra i vari tipi i fondi passivi è quella tra i fondi quotati, ovvero gli ETF, e i fondi indicizzati non quotati:

    1. I fondi indicizzati non sono necessariamente quotati in Borsa: qualora non lo fossero il  controvalore dell’operazione sarà determinato solo alla chiusura dei mercati dalla società di gestione, che funge da intermediario. Gli ETF, invece, sono strumenti di investimento quotati in Borsa in tempo reale come una semplice azione. Per questo motivo possono essere negoziati in modo semplice e veloce. 
      Investi in ETF
    2. I fondi indicizzati prevedono costi di gestione simili a quelli degli  ETF, ma non richiedono costi per le operazioni di acquisto e vendita. Gli ETF hanno commissioni di gestione molto basse, alle quali in genere bisogna aggiungere le spese per la compravendita, come sia fa quando si compra o si vende un’azione.

Gli strumenti passivi hanno permesso anche ai risparmiatori in possesso di  piccoli capitali di investire sui mercati grazie alle commissioni piuttosto basse. Oggi gli investitori che voglio diversificare il proprio investimento, possono farlo senza andare incontro a costi eccessivi come accade coi fondi comuni a gestione attiva. In particolare gli ETF, essendo quotati, si rivelano un prodotto particolarmente semplice, liquido e trasparente. Qualità sempre più importanti in un contesto economico finanziario sfidante come quello attuale.

Conclusioni

I fondi indicizzati sono uno strumento d’investimento che offre dei costi contenuti e grazie alla loro versatilità, possono essere usati per costruire un portafoglio d’investimento diversificato e che si adatta bene alle specifiche esigenze dell’investitore.
Per valutare un investimento che sfrutta tutte le potenzialità del fondi indicizzati in ETF, puoi affidarti alla consulenza indipendente di Moneyfarm. Sarai guidato passo passo nel tuo percorso d’investimento, in modo da individuare la soluzione più adatta alla tua propensione al rischio e ai tuoi obiettivi economici.

 

Domande frequenti

Cosa sono ETF indicizzati?
Gli ETF indicizzati sono panieri di titoli che replicano il valore degli asset sottostanti. Vengono negoziati in borsa da colui che effettua l’investimento.
Quali sono i fondi indicizzati?
Con fondi indicizzati si intendono gli investimenti a gestione passiva composti da panieri di titoli e replicano il valore degli asset fisici o sintetici in essi compresi. Le negoziazioni vengono condotte dal gestore del fondo.
Quanto costa comprare un ETF?
Il costo degli ETF dipende dal valore dei titoli che li compongono. Bisogna considerare inoltre il costo delle spese di mantenimento, che tuttavia sono particolarmente basse.

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