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Sognando la pensione: un piano per un futuro più sereno

come crearsi una pensione

Facciamo il punto sul variare della pensione e sull’eventuale riscorso ad una pensione integrativa o all’investimento di una piccola somma.

Gli economisti e i sociologi che se ne sono occupati lo chiamano effetto “busta arancione”. Un mix di ansie e aspettative che hanno caratterizzato gli ultimi mesi dei contribuenti e che il più delle volte si sono tradotte in prospettive deludenti fatte di pensioni lontane e piuttosto contenute.

Ricordiamo tuttavia che i calcoli effettuati per stimare l’ammontare delle pensioni future, sono basati su due previsioni: una crescita media del Pil dell’1% e un aumento della retribuzione dell’1,5% sopra l’inflazione. Fondamentale poi il tasso di sostituzione ossia il rapporto fra la prima pensione e l’ultima retribuzione percepita. Un tasso di sostituzione del 77%, si tradurrebbe per esempio in una pensione pari al 77% dell’ultima retribuzione.

Ma il tutto lo si rapporta al difficili  condizioni occupazionali attuali. Cosa succede infatti se il trentenne o il quarantenne di turno dovesse trovarsi disoccupato per qualche tempo?

Lo spettro della disoccupazione e l’urgenza di un piano B per crearsi una vera pensione.

Secondo uno studio, è stato calcolato che cinque anni di mancata contribuzione abbassano il tasso di sostituzione al 69,81%. Otto punti in meno. Non è un caso, quindi, che i simulatori pensionistici, in cui si calcola l’assegno inserendo professione, reddito netto annuo attuale e una previsione soggettiva della crescita media annua della propria retribuzione, raccontino una storia diversa. Nella maggior parte dei casi, il tasso di sostituzione, oscilla su percentuali attorno al 50-60%, ma non è raro nemmeno che non superi il 40%.

Ecco allora che le cose cambiano un po’. E l’esigenza di pensare per tempo a un piano b per integrare l’assegno pensionistico, diventa stringente.

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Di strumenti ce ne sono parecchi. Una giungla fatta di fondi pensione, assicurazioni sulla vita, piani di accumulo, piani individuali pensionistici, fondi aperti e chiusi. Oltre ovviamente agli investimenti finanziari di lungo periodo che per molti possono rappresentare oggi della valide alternative.

Come in ogni giungla che si rispetti, per scegliere la strada giusta dobbiamo scostare i rami uno alla volta ed evitare di farsi abbagliare da rendimenti elevati e facili guadagni nel breve periodo.

Investire una piccola somma oggi per dare valore a un domani più sereno.

In soccorso dei contribuenti arrivano una serie di prodotti preconfezionati, più o meno flessibili e gestiti da professionisti.

Ma come scegliere la soluzione migliore? Meglio optare per una pensione integrativa alimentando nel tempo un fondo pensione o un piano individuale pensionistico? E se invece la soluzione più indicata fosse un Piano d’accumulo? La risposta è dipende. Dipende dalle caratteristiche del contribuente e dagli aspetti legati al prodotto (in particolare costi, flessibilità, deducibilità fiscale).

Ogni soluzione ha evidentemente pro e contro e per questo, anche data l’importanza e l’urgenza di agire per un futuro finanziario più stabile, è meglio evitare scelte avventate e consultare una figura esperta. Per maggiori informazioni, siamo a tua disposizione.

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