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Quanto costa ristrutturare casa? Facciamo il punto della situazione

quanto costa ristrutturare casa?


Quanti di noi, soprattutto durante i primi mesi di pandemia, si sono ritrovati a fare smartworking, condividendo la scrivania con fidanzati, coinquilini, coniugi o figli?
Per questo non sembra essere un caso che, una volta finita la fase di emergenza, molti abbiano deciso di ristrutturare casa per riorganizzare gli ambienti e ritagliarsi nuovi spazi di lavoro, mentre i più fortunati hanno colto l’occasione per trasferirsi in un appartamento più grande.
Con la proroga del bonus ristrutturazione, confermato fino al 31 dicembre 2024, chi ha deciso di ristrutturare casa può portare in detrazione fino al 50% delle spese sostenute: un’opportunità allettante, ma il rischio di fare il passo più lungo della gamba è sempre dietro l’angolo.

In questo articolo cerchiamo di fare il punto su quanto costa ristrutturare casa, prendendo in esame i casi più comuni ed evidenziando le voci di spesa alle quali fare attenzione per evitare di incorrere in spiacevoli costi extra. L’acquisto o la ristrutturazione di una casa non sono decisioni che si prendono dalla sera alla mattina, è necessaria una progettazione dettagliata che tenga conto di tutti i costi (sai, ad esempio, qual è il costo del notaio per l’acquisto della prima casa?).

Quanto costa ristrutturare una casa?: tabella iniziale

💰 Quanto costa in media ristrutturare?Tra i 300 e i 700 euro al mq
💡 E rifare l’impianto elettrico?Tra i 1.500 e i 3.000 euro
📏 Cos’è il computo metrico?È il preventivo con la lista dettagliata di tutte le opere da eseguire

Quanto costa ristrutturare casa al metro quadro?

Prima ancora di contattare un’impresa per farsi fare un preventivo è sempre buona prassi farsi un’idea, anche di massima, di quanto possa costare la ristrutturazione che si ha in mente, così da poter fare già delle valutazioni preliminari sulla spesa complessiva.

Va da sé che il prezzo di una ristrutturazione non è standard, ma varia in base a diversi fattori come ad esempio:

  • l’entità della ristrutturazione: ristrutturare un singolo ambiente è, in proporzione, più costoso che ristrutturare l’intero immobile;
  • l’età della casa: un appartamento degli anni Sessanta allo stato originale richiederà più interventi di un appartamento, della stessa metratura, risalente agli anni Duemila;
  • le tempistiche: chi ha fretta di ristrutturare perché ha bisogno di entrare in casa a stretto giro andrà incontro ad una spesa maggiore rispetto a chi ha più tempo a disposizione.

Fatta questa dovuta premessa, è comunque possibile fare una valutazione più dettagliata e calcolare il costo della ristrutturazione di una casa partendo da un dato: il costo medio e è generalmente compreso fra i 300 e i 700 euro al mq, quindi, ad esempio, per un appartamento di 60 mq si potranno spendere dai 18.000 ai 42.000 euro. Si tratta certamente di una forbice piuttosto ampia, ma molto dipenderà dalla tipologia di ristrutturazione che abbiamo in mente: spostare una parete divisoria e sostituire la pavimentazione ha un costo ben diverso rispetto alla demolizione di interi ambienti e al rifacimento completo di tutti gli impianti.

Ristrutturazione casa completa: in cosa consiste? Quanto costa?

Per approfondire meglio la forbice di spesa partiamo dall’ipotesi più costosa, vale a dire un rifacimento completo. Per capire quanto costa ristrutturare completamente una casa da zero non basta prendere in considerazione i metri quadri complessivi, ma è opportuno fare una valutazione più attenta sull’entità dei lavori: la suddivisione degli ambienti rimarrà la medesima o il progetto prevede anche di abbattere alcune pareti? Gli impianti sono a norma? La pavimentazione andrà completamente rimossa o il nuovo pavimento verrà posato sopra al precedente? Ecco qualche cifra di massima per orientarvi:

  • abbattere una parete può costare tra i 15 e i 30 euro al mq, costruirne una ex novo è leggermente più costoso, specialmente se si sceglie di farla in cartongesso;
  • rifare l’impianto elettrico può costare tra i 1500 e i 3000 euro;
  • un nuovo impianto idraulico può arrivare fino a 5000 euro nel caso in cui fosse necessario sostituire gran parte dei tubi;
  • le cifre per i pavimenti possono variare molto sulla base della finitura scelta: si va dai 10 euro al mq delle piastrelle in gres porcellanato ai 40 euro al mq dei parquet in legno massello. Nella maggior parte dei casi è comunque possibile sovrapporre il nuovo pavimento a quello vecchio, evitando di cambiare il massetto, e risparmiare tra il 10 e il 15%.

Una ristrutturazione completa più costosa delle altre: la casa vecchia

Se le voci di costo per una ristrutturazione completa sono molte, nel caso in cui si tratti di una casa vecchia la lista si allungherà ulteriormente.
Con le loro metrature ampie, i soffitti alti e le finiture particolari, gli appartamenti d’epoca hanno certamente un fascino indiscutibile, ma possono nascondere diverse insidie che, in fase di ristrutturazione, fanno lievitare i costi fino a 800 \ 900 euro al mq:

  • lo stato di conservazione: è bene coinvolgere un professionista per valutare l’effettiva stabilità delle strutture, perché quella che a noi può sembrare una semplice crepa nell’intonaco può rivelarsi un problema più grande;
  • gli impianti: una casa molto vecchia difficilmente avrà degli impianti certificati, e non si parla solo dell’impianto elettrico ma anche di quello idraulico, che avrà delle tubazioni presumibilmente datate, e di quello del gas. Per rimetterli a norma gli interventi da fare saranno numerosi;
  • il dispendio energetico: la scarsa attenzione di una volta all’efficienza energetica fa sì che le case vecchie necessitino importanti opere di ammodernamento, come l’installazione di infissi per l’isolamento termico e di nuovi impianti di riscaldamento e condizionamento. Negli ultimi molti condomini anni hanno scelto di realizzare il cappotto termico o di installare impianti fotovoltaici, approfittando del Superbonus del 110%;
  • finiture: se avete scelto una casa vecchia perché vi siete innamorati dello splendido parquet anni Cinquanta o delle travi a vista in legno massello, dovete tenere in considerazione anche i costi di ripristino, manutenzione ed eventuale restauro.

Come si calcola il costo della ristrutturazione di casa? Ecco i costi che incidono maggiormente

Una volta effettuato il sopralluogo l’impresa ci fornirà un preventivo sotto forma di computo metrico, vale a dire una lista dettagliatissima di tutte le opere e il relativo costo, espresso sia come prezzo unitario sia come importo totale. Sfogliandolo potremo renderci conto subito di quali sono le voci che incidono maggiormente sul prezzo finale, e che in genere si riferiscono a:

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  • impianti: come abbiamo visto, il rifacimento completo di un impianto può incidere in modo sostanzioso sul preventivo, ma si tratta di interventi sui quali è bene non sorvolare perché potremmo pentircene in futuro;
  • materiali e finiture: se al mq la differenza sembra di pochi euro, moltiplicata per i metri quadri della casa o per il numero degli elementi può far lievitare il preventivo. Un esempio? Le piastrelle in gres porcellanato possono costare tra i 10 e i 18 euro al mq, una differenza che diventa importante se conteggiata su appartamento di 100 mq;
  • accessibilità: si tratta di un aspetto spesso sottovalutato, ma la necessità di installare ponteggi o di richiedere permessi per l’accesso in una via privata può influire in modo significativo sul prezzo della ristrutturazione.

Le spese extra per ristrutturare casa: l’architetto e non solo

Fino ad ora abbiamo elencato le spese per gli interventi materiali, ma quando decidiamo di ristrutturare dobbiamo tenere in considerazione anche diverse spese accessorie inevitabili, che si sommeranno:

  • Architetto: se abbiamo intenzione di abbattere solo una parete o poco più, l’architetto si occuperà delle pratiche per i permessi comunali e l’adeguamento al catasto per una cifra che si aggira attorno ai 1500 euro. Se invece abbiamo bisogno che l’architetto elabori un progetto e si occupi anche della direzione dei lavori, la cifra raddoppia. Anche in questo caso, però, si tratta di una spesa quasi inevitabile, perché avere un occhio esperto che supervisioni il cantiere ci darà la sicurezza che il risultato finale sarà esattamente come lo abbiamo immaginato.
  • Rimozione e smaltimento degli arredi: se la casa non è vuota ma ammobiliata, l’impresa inserirà nel computo metrico anche i costi per lo smontaggio degli arredi e lo smaltimento in pubblica discarica. Per una cucina di medie dimensioni il prezzo si aggira attorno ai 1000 euro che, volendo, possiamo risparmiare occupandocene noi stessi vendendo o regalando i mobili prima dell’inizio dei lavori.
  • Variazioni: durante i lavori può capitare che sopraggiungano degli inconvenienti, come travi che non si possono abbattere o la necessità di modificare il progetto, ma può anche succedere che siamo noi a cambiare idea su un materiale o una finitura che avevamo scelto e che vogliamo sostituire in corsa. In questi casi la maggior parte dei contratti stipulati con le imprese prevede che la richiesta di lavori extra venga concordata tempestivamente tra l’appaltatore e il committente, e formalizzata tramite un documento aggiuntivo da allegare. Per questo è bene considerare la possibilità di spendere un 10-15% in più rispetto al preventivo originale.
  • Iva: tutte le cifre, naturalmente, sono da intendersi più iva, che è al 10% per le opere e al 22% per le spese tecniche.

Conclusioni

Come abbiamo visto, che si tratti di un rifacimento completo o di un semplice ammodernamento, i costi per la ristrutturazione di una casa possono variare notevolmente, ecco perché è importante arrivare preparati e con una pianificazione che permetta di affrontare la spesa senza difficoltà.

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Domande frequenti

Le spese di ristrutturazione sono detraibili?

Con il bonus ristrutturazione, prorogato fino a 2024, e si può portare in detrazione fino al 505 delle spese sostenute.

A quanto ammonta l’iva per le ristrutturazioni?

L’iva ammonta al 10% per le opere (interventi di restauro, risanamento etc) e al 22% per le spese tecniche e gli arredi.

Come si può risparmiare quando si fa una ristrutturazione?

Scegliendo finiture meno pregiate come, ad esempio, il gres porcellanato al posto del parquet, o approfittando delle agevolazioni fiscali come il bonus ristrutturazione.

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