Pubblicato in:

Posso permettermi il divorzio?

Secondo i rilevamenti dell’Istat, contenuti in una serie di pubblicazioni periodiche e pagine dedicate, separazioni e divorzi seguono un trend decennale di crescita. Porre fine a una relazione non implica solamente possibili conseguenze da un punto di vista emotivo, ma anche conseguenze economiche che possono arrivare a essere molto rilevanti. Un recente sondaggio ha mostrato che negli Stati Uniti solo il 30% delle persone può affrontare una spesa imprevista di 1000$. Risparmiare e investire è l’unico modo per mettere da parte quelle risorse che permettono di prendere con più facilità scelte importanti, come quella di separarsi dalla persona sposata. Come vedremo in questo articolo, esistono tutta una serie di costi associati al divorzio che sono difficilmente prevedibili – e lo stesso discorso potrebbe valere anche per molti altri aspetti della vita. Per questo è importante pianificare.

A Moneyfarm offriamo la Gestione Patrimoniale più apprezzata dai risparmiatori italiani: si tratta di un servizio alla portata di tutti e completamente online Per scoprire quale è il piano d’investimento più adatto alle tue esigenze ti basterà completare il rapido processo online.

SCOPRI IL TUO PROFILO INVESTITORE SENZA IMPEGNO

Sempre più divorzi

Gli ultimi dati disponibili, quelli del 2017 ripresi poi nell’ultimo Rapporto annuale del 2019, sono però in controtendenza rispetto all’anno precedente. Le separazioni sono infatti diminuite da 99.611 nel 2016 a 98.461 nel 2017, i divorzi sono scesi da 99.071 a 91.629. In ogni caso, si tratta di livelli ancora ben al di sotto delle medie europee

Sul lungo periodo, l’incremento è però netto: le separazioni sono state infatti 81.359 nel 2007 (il primo anno della serie), i divorzi nello stesso anno praticamente la metà e cioè 50.669. Come si spiega questo quasi raddoppio in 10 anni? La risposta è semplice: un duplice cambio di normativa con l’introduzione del cosiddetto “divorzio breve” e degli accordi extragiudiziali semplificati nel 2014, che hanno influito in modo sensibile nel passaggio dai 55.429 divorzi del 2014 agli 82.469 del 2015.

L’Istituto nazionale di statistica commenta così le conseguenze di questa nuova ma già consolidata tendenza alla frammentazione – e poi ricomposizione – delle famiglie italiane: “Mutano le situazioni residenziali e le strategie lavorative, specialmente per quanto riguarda le donne. In alcuni casi, le condizioni finanziarie possono peggiorare tanto da far aumentare i rischi di povertà e vulnerabilità economica dei soggetti interessati.”

Quanto costa divorziare?

Ma quanto costa divorziare oggi? Le nuove leggi del 2014 hanno comportato solo una riduzione dei tempi di attesa e una semplificazione delle procedure burocratiche, o hanno anche reso il divorzio più economico?

Esistono tre tipi di costi che in cui incorre che:

  • costi sostanzialmente fissi, legati alle pratiche in tribunale o in comune;
  • costi parzialmente variabili ma basati su parametri indicativi, cioè le spese legali eventualmente dovute agli avvocati;
  • costi completamente variabili, che dipendono cioè integralmente dalla situazione patrimoniale di chi divorzia (assegni di mantenimento e poi divorzili, eventuale scioglimento della comunione dei beni con possibile assegnazione o vendita dell’abitazione coniugale).

Ovviamente, più sono consensuali e semplificate le procedure – niente giudizio del tribunale, addirittura niente avvocati – minori sono i costi. Fino al caso limite della registrazione di un divorzio consensuale in comune, senza l’intervento dei legali, che comporta solo spese di cancelleria  che variano dai 16 ai 30 euro.

Scopri la proposta d'investimento costruita per te

1. Crea il tuo profilo
2. Scopri il tuo portafoglio
3. Comincia a investire
Simula un portafoglio

Visto che questo iter iper-veloce non sempre è possibile (dipende dalla presenza o meno di figli, di accordi pre-matrimoniali), il tribunale diventa indispensabile anche in alcuni casi di divorzio consensuale: ma senza il coinvolgimento degli avvocati il costo è comunque molto basso, 43 euro di contributo unificato più la riproduzione dei documenti necessari.

Sempre in tribunale e sempre senza giudizio, cioè con la negoziazione assistita affidata agli avvocati (o a un solo avvocato per tutti e due i coniugi), i costi salgono: perché per l’appunto entrano in gioco le loro parcelle, che a seconda delle aree geografiche e della reputazione dei professionisti, oltre che degli incontri e dai documenti da redigere richiesti per arrivare a un accordo, possono variare grossomodo da 400 a 3.000 euro.

In caso di divorzio con intervento del giudice, nel quale il ruolo degli avvocati è invece indispensabile e particolarmente importante, le spese subiscono un ulteriore incremento: sia quelle di cancelleria che passano da 43 a 98 euro, sia quelle per i legali che sono stimate – in media, indicativamente – tra i 1.000 e i 5.000 euro per ognuno dei due coniugi (chi non può permettersele, secondo il nostro ordinamento, può però far ricorso al patrocinio gratuito). In più il soccombente può essere obbligato a farsi carico delle spese processuali, che solitamente variano tra i 1.000/1.500 e i 3/4.000 euro.

Alcuni servizi offerti direttamente sul web danno la misura delle facilitazioni – risparmio di tempo, risparmio soprattutto di denaro – introdotte dalla nuova normativa. Ci sono “offerte” per separazioni e divorzi a partire da 349 euro a coniuge ma spesso manca però qualsivoglia indicazione su indirizzo e numero di telefono, quali sono i legali coinvolti.

Ci sono anche iniziative legate a professionisti e a studi legali ben riconoscibili con tariffario che indica minuziosamente i costi legati a tutti i tipi di assistenza richiesta. Questi costi variano: per la separazione, dai 300 euro più  IVA e contributi di quella consensuale (ovviamente con negoziazione assistita), fino ai 4.300 euro complessivi di quella giudiziale; per il divorzio, il minimo è di 350 euro sempre più IVA e contributi per quello congiunto (con negoziazione assistita) mentre il massimo che può essere richiesto in caso di divorzio del giudice è di 4.900 euro. Sconti per chi si affida allo stesso studio sia per la separazione, sia poi per il divorzio.

A queste spese vanno poi aggiunte gli eventuali contributi che uno dei coniugi dovrà devolvere in favore dell’altro in caso di decisione del giudice.

L’importanza della pianificazione

In conclusione, divorziare in modo non consensuale può implicare una spesa di qualche migliaia di Euro subito più un contributo ricorrente da parte di uno dei due coniugi a vantaggio dell’altro. Anche se oggi ti trovi in un matrimonio felice, nessuno può prevedere cosa riservera il futuro. Per questo è importante investire, per tutelarsi e vivere una vita più sicura e più libera. Inizia già da oggi.

Prova Moneyfarm

Moneyfarm è il Consulente Finanziario Indipendente che ti guida e gestisce il tuo capitale con un investimento su misura e un consulente dedicato sempre al tuo fianco.

Simula un portafoglio personalizzato

- Votati migliore servizio di consulenza finanziaria in Italia per il quarto anno consecutivo
- Scelti da più di 160.000 investitori in tutta Europa
- Consigliati da più del 90% dei nostri clienti