Pubblicato in:

Patrimoniale no grazie

Il rapporto annuale della Banca d'Italia dice no alla patrimoniale

Il rapporto annuale di Banca d’Italia uscito in questi giorni parla chiaro: Patrimoniale no grazie.

Il rapporto, come al solito interessante e fonte di numerosi commenti, fotografa un paese più povero, per reddito e per valore dei patrimoni, rispetto al periodo precedente alla crisi. Secondo aspetto importante, il rapporto fotografa una ricchezza più concentrata sul decile delle famiglie più ricche e sulle generazioni più senior.

In media però il rapporto rappresenta un’Italia che comunque si mantiene su livelli elevati di ricchezza familiare, con  il 67% delle famiglie proprietarie della prima casa e ancora un buon livello di ricchezza pro-capite, soprattutto se paragonato ad altri paesi dell’area Euro.

Scopri la proposta d'investimento costruita per te

1. Crea il tuo profilo
2. Scopri il tuo portafoglio
3. Comincia a investire
Simula un portafoglio

Il rapporto di Banca d’Italia è la principale fonte di spunti per sostenitori di imposte patrimoniali di ogni sorta: l’alta ricchezza media, distribuita sui decili più ricchi, in un’epoca di tagli alla spesa pubblica e rialzi delle tasse, è un ottimo argomento a favore di tasse patrimoniali. Non a caso proprio in questi giorni dalla Germania sono arrivate richieste di una patrimoniale sui risparmiatori italiani.

Va detto però che in Italia le famiglie svolgono un ruolo di ammortizzatore sociale che è unico nel suo genere e che l’elevata ricchezza delle famiglie potrebbe proprio essere il frutto di decenni di risparmi prudenziali di nuclei consapevoli degli eccessi nella spesa pubblica. Una patrimoniale sostanziosa, maggiore di quelle già presenti come IMU e bollo sul conto titoli, potrebbe quindi avere un effetto negativo sulla fiducia delle famiglie, la cui consistenza patrimoniale è proprio il frutto di una strategia di difesa da un settore pubblico poco prudente. Potrebbe essere interpretata come una ennesima soluzione temporanea a un problema invece strutturale di cattiva gestione della spesa pubblica.

Tra gli altri dati interessanti del report di Banca d’Italia si ha la composizione degli investimenti delle famiglie italiane: il 69% delle famiglie italiane si limita a depositi bancari, un dato molto alto che riflette una bassa propensione al rischio e/o una bassa competenza finanziaria, poichè nel lungo periodo difficilmente un investimento esclusivamente in depositi bancari può battere l’inflazione ed accrescere il capitale in termini reali.

Prova Moneyfarm

Moneyfarm è il Consulente Finanziario Indipendente che ti guida e gestisce il tuo capitale con un investimento su misura e un consulente dedicato sempre al tuo fianco.

Simula un portafoglio personalizzato

- Votati migliore servizio di consulenza finanziaria in Italia per il quarto anno consecutivo
- Scelti da più di 160.000 investitori in tutta Europa
- Consigliati da più del 90% dei nostri clienti