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Quando il fai da te è una pessima scelta

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Perché l’investitore medio realizza sempre ritorni inferiori delle performance del mercato?

Lo studio delle performance negli ultimi 20 anni mostra come l’investitore medio abbia realizzato un rendimento medio del 2,3%, ben al di sotto di quanto realizzato dalle principali Asset Class.

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La volatilità è spesso il catalizzatore di decisioni sbagliate in momenti inopportuni. In tempi difficili dal punto di vista finanziario, gli istinti emotivi  guidano gli investitori a intraprendere azioni che non hanno senso razionale. Fattori psicologici come la paura  sono alla base di scelte di acquisto o vendita errate. Se da un lato i gestori di portafoglio spendono enormi sforzi per prendere le decisioni di investimento, dall’altra gli investitori spesso rinunciano a performance positive a causa di decisioni prese al momento sbagliato. Come diretta conseguenza, l’investitore medio ha sottoperformato rispetto alla maggior parte delle asset class nel corso degli ultimi 20 anni.

È dimostrato che quando il mercato azionario sale, gli investitori abbiano la tendenza a mettere più soldi sul mercato stesso così come disinvestano quando va giù. Questo atteggiamento è assimilabile a correre al centro commerciale ogni volta che il prezzo di qualcosa sale per poi restituire la merce quando ci sono i saldi consapevoli del fatto che il negoziante restituirà solo il prezzo scontato.

Che cosa potrebbe spingere gli investitori a mettere in atto una tale scarsa capacità di giudizio? Dopo tutto, con un rendimento medio del 9%, il capitale raddoppierebbe ogni otto anni. Piuttosto che inseguire le performance, basterebbe semplicemente acquistare l’ETF relativo a un indice per realizzare rendimenti significativamente più elevati.

Il problema è la reazione che una persona ha in conseguenza di una buona o cattiva notizia, quello cioè di reagire in modo eccessivo. Questa reazione emotiva provoca decisioni di investimento illogiche. La tendenza a reagire in modo eccessivo può diventare ancora più grande nei momenti di incertezza personale; all’avvicinarsi del pensionamento, per esempio, o quando l’economia va male.

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Che cosa si può fare per evitare l’inevitabile destino dell’investitore medio? Se si ha intenzione di gestire i propri investimenti, è necessario mantenere le emozioni fuori dal processo decisionale. Le regole base sono quattro:

1 – Non fare nulla

La decisione consapevole e riflessiva di non fare nulla è una forma di azione. Gli obiettivi finanziari sono cambiati? Se il proprio portafoglio è stato costruito intorno a obiettivi di lungo termine (come dovrebbe essere), un cambiamento a breve termine dei mercati non dovrebbe condizionare le proprie scelte.

2 – I propri risparmi sono come il sapone

Parafrasando l’economista Gene Fama Jr. “I tuoi risparmi sono come il sapone: più li manipoli e meno ne avrai”.

3 – Mai vendere quando il mercato scende

Se il portafoglio è costruito correttamente, non si dovrebbe mai avere la necessità di vendere le asset class durante un ciclo negativo del mercato. Questo vale anche se si sta realizzando un profitto. Così come a nessuno verrebbe in mente di mettere in vendita la propria casa quando il mercato immobiliare è in crisi, non bisogna essere avventati nel vendere le asset class quando il mercato azionario passa attraverso un ciclo di mercato orso ma semplicemente aspettare che il trend inverta la rotta.

4 – La scienza ha sempre ragione

È ampiamente dimostrato che un approccio disciplinato agli investimenti offra rendimenti più elevati. Sì, è noioso, ma funziona! Se non si dispone di una adeguata formazione in materia, probabilmente non si dovrebbero gestire i propri investimenti da soli.

In definitiva, una delle cose migliori che un investitore può fare per proteggersi da se stesso è quello di cercare un aiuto professionale e di assumere un consulente finanziario che faccia da intermediario tra l’investitore e le proprie emozioni irrazionali.

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