TFR nel Fondo Pensione 2026: come investire e risparmiare sulle tasse

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Il TFR, o liquidazione, è un asset fondamentale per la propria pianificazione finanziaria e una grande opportunità dal punto di vista previdenziale.

Si tratta quindi di un piccolo capitale che si accumula negli anni di lavoro e che il lavoratore stesso può decidere come impiegare. Il dipendente può decidere se lasciare il TFR in azienda o versarlo in un fondo pensione

Con la Legge di Bilancio 2026 arrivano anche alcune novità in merito al meccanismo di silenzio-assenso. Vediamo nell’articolo come funziona e come investire in un fondo pensione.

❓ Che cosa significa la sigla TFR? Trattamento di Fine Rapporto
🤓 TRF e liquidazione sono la stessa cosa? Sì, sono la stessa cosa
✅ Opzioni Disponibili con il TFR Lasciare il TFR in azienda
Versarlo in un fondo pensione
⚖️ Cosa conviene? Investirlo in una pensione complementare

Molti lavoratori non prestano la necessaria attenzione allo sfruttamento efficiente di questa risorsa, che spesso rischia di disperdersi in piccoli bonus tra un cambio di lavoro e l’altro oppure – per i lavoratori che restano per lungo tempo con la stessa azienda – di restare parcheggiata senza poter fruttare quanto potrebbe. 

Con una buona gestione il TFR potrebbe diventare invece una risorsa fondamentale per raggiungere gli obiettivi finanziari primari: ad es. la casa, la protezione della salute e la pensione.

Adesione automatica al fondo pensione: cosa cambia con la Manovra 2026

Con la Legge di Bilancio 2026 arrivano diverse novità che riguardano da vicino il TFR e i fondi pensione. La nuova Manovra punta infatti a prediligere l’accantonamento di questa somma di denaro all’interno dei fondi pensione. 

Nella pratica, a partire dal 1 luglio 2026 si attiva il meccanismo di silenzio-assenso: per tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, il TFR viene automaticamente accantonato in un fondo pensione, quello stabilito dal CCNL apposito (il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro specifico in base al settore). 

Il dipendente può comunque effettuare una scelta, revocando l’automatismo entro 60 giorni dall’assunzione, ovvero optare per il fondo oppure per l’accantonamento tradizionale del TFR e l’assorbimento dello stesso al termine del contratto di lavoro. Se questa scelta non viene fatta, scatta il versamento automatico nel fondo pensione attinente. Un cambiamento normativo che va a modificare i paradigmi fino ad ora seguiti.

Da luglio 2026 non solo chi è appena assunto, ma anche chi già sta lavorando deve confermare la propria scelta, salvo ulteriori modifiche alle regole. L’obiettivo della riforma è chiaramente quello di incentivare i lavoratori a optare per un fondo pensione.

TFR dentro o fuori l’azienda?

TFR in aziendaTFR in un fondo pensione
Gestito dall’azienda  Gestito dal fondo pensione  
Non è un investimentoInvestimento vantaggioso 
Si può recuperare al termine del rapporto lavorativoSi può recuperare alla pensione oppure prima in casi specifici (acquisto di una casa, esigenze di salute e così via)
Opzione da dichiarare dal 1 luglio 2026 per i dipendentiOpzione automatica dal 1 luglio 2026 per i dipendenti
Tassazione separata almeno al 23%Tassazione agevolata dal 9% al 15%
Rischioso in caso di fallimento dell’aziendaMeno rischioso perché il TFR viene separato e tutelato dal fondo

Alla luce dei recenti cambiamenti legislativi, la domanda rimane la stessa: conviene scegliere di lasciare il TFR in azienda per poi riceverlo alla fine del rapporto di lavoro, oppure optare per il versamento nel fondo pensione? 

Nel medio-lungo termine la scelta migliore per il TFR è l’investimento in uno strumento di previdenza complementare, una soluzione che offre anche ottimi benefici fiscali.

I rendimenti del TFR in azienda sono fissati all’1,5% + il 75% dell’inflazione. Scegliendo uno strumento di previdenza che investe sui principali mercati di tutto il mondo, si può legare la redditività della pensione alla crescita dei mercati globali nel lungo termine (che negli ultimi decenni hanno fatto registrare performance di molto superiori con un orizzonte temporale anche breve). Non vincolare eccessivamente il nostro risparmio al destino economico dell’Italia a cui siamo già legati con il lavoro e le proprietà immobiliari è inoltre una scelta previdente.

I vantaggi fiscali sono inoltre molto chiari: una tassazione finale che può scendere fino al 9% (contro il 23% minimo del TFR in azienda).

Tassazione e rendimento del TFR nel fondo pensione

Decidere di versare il TFR in un fondo pensione permette di accedere a diversi vantaggi fiscali della previdenza complementare, sia sul capitale versato che sui rendimenti. Segnaliamo alcuni importanti vantaggi: i rendimenti maturati sono soggetti a un prelievo fiscale del 12,5% sui rendimenti dei titoli di Stato e del 20% su altri investimenti. 

Le prestazioni finali sotto forma di rendite o capitale sono tassate con un’aliquota del 15% che si riduce nel tempo fino al 9% se rimangono nella cassa pensione per più di quindici anni. I fondi pensione quindi offrono ai lavoratori la possibilità di guadagnare di più in futuro.

Inoltre va considerata un’altra novità introdotta con la Manovra 2026: l’innalzamento da 5.164,57 euro a 5.300 euro del limite di deducibilità annua dal reddito dei contributi che il lavoratore e il datore versano alla previdenza complementare.

Come funziona la tassazione del TFR e importi

Per comprendere l’impatto fiscale delle due opzioni, consideriamo un dipendente che abbia maturato un TFR di 100.000€.

  • Tassazione nel Fondo Pensione: supponiamo che il dipendente abbia aderito al fondo pensione per 40 anni. In questo caso, grazie alla riduzione progressiva dell’aliquota fiscale (dallo 0,30% annuo dopo il 15° anno, fino a un minimo del 9%), la tassazione sul TFR sarà del 9%. Il calcolo sarà:
    100.000€ × 9% = 9.000€
    Quindi, l’importo netto per il dipendente sarà:
    100.000€ – 9.000€ = 91.000€
  • Tassazione per il TFR lasciato in azienda: il TFR lasciato in azienda è tassato con un’aliquota separata, basata sulla media dei redditi degli ultimi 5 anni. Supponendo che l’aliquota IRPEF del lavoratore sia quella più bassa del 23% (valore realistico per molti dipendenti italiani), il calcolo sarà:
    100.000€ × 23% = 23.000€
    L’importo netto sarà quindi:
    100.000€ – 23.000€ = 77.000€

Quindi come risultato, al netto, avremo questi importi:

  • netto Fondo Pensione: 91.000€;
  • netto Azienda: 77.000€.

In questo scenario, destinare il TFR a un fondo pensione offre un risparmio fiscale di 18.000€ rispetto a lasciarlo in azienda. Questo vantaggio cresce ulteriormente con aliquote IRPEF più elevate.

Il TFR nel Fondo Pensione è chiuso a chiave? Falso

Alcuni potrebbero contestare: “lasciare il TFR in azienda mi offre più flessibilità nell’utilizzare le mie risorse”.

Niente di più sbagliato, per due motivi:

  • se risparmiarmi e investi con obiettivi di lungo termine, risolvere l’obiettivo previdenziale con il TFR ti permette di liberare più risorse accantonate per strumenti più flessibili con obiettivi di medio-breve periodo;
  • inoltre i soldi nel TFR non sono bloccati. Dopo 8 anni di contributi possono essere utilizzati per spese importanti come l’acquisto e la ristrutturazione della casa. Al contrario, l’utilizzo del TFR in azienda è legato alla tua permanenza sul posto di lavoro, un aspetto su cui è più difficile pianificare.

Il team di consulenza di Moneyfarm è a disposizione di tutti coloro che volessero individuare una collocazione più efficiente del proprio TFR nell’ambito della propria strategia finanziaria generale.

TFR nel fondo pensione: conviene?

VantaggioSpecifiche
Rendimenti interessantiI fondi pensione investono sui mercati finanziari, per cui è possibile ottenere rendimenti importanti sul lungo periodo
Fiscalità agevolataTassazione ridotta sui rendimenti rispetto ad altri tipi di investimenti finanziari. Tassazione finale bassa (dal 9%). Deducibilità fiscale fino a 5.300 euro annui
Rischio limitatoIl TFR versato nel fondo non è vincolato all’eventuale fallimento dell’azienda
Costruzione di una pensione integrativaQuesta quota va a vantaggio della pensione 
PortabilitàIl fondo è trasferibile se si cambia lavoro
Possibilità di richiedere anticipi Si può accedere alla quota versata in anticipo per esigenze particolari come l’acquisto di una casa
Trasparenza e controlloRendicontazioni e monitoraggio

In sostanza, è conveniente dirottare il TFR in un fondo pensione. La conferma di questo sta anche nelle ultime modifiche legislative, per cui, salvo decisioni differenti da parte del lavoratore, il TFR viene automaticamente versato al fondo pensione.

PIANIFICA LA TUA PENSIONE

Domande frequenti

Dove è meglio investire il TFR?

Le opzioni migliori a disposizione del lavoratore che intende investire il proprio TFR consistono nel fondo pensione aperto o nel fondo pensione chiuso.

Come spostare il TFR dall’azienda ad un fondo?

Trascorsi 8 anni di versamento dei contributi il TFR può essere liberamente trasferito dal fondo aziendale all’esterno. Da luglio 2026 in mancanza di una scelta di dove destinarlo, il TFR andrà automaticamente nel fono pensione collegato al CCNL.

Come investire i soldi della liquidazione?

I soldi ricevuti con la liquidazione possono essere investiti e messi a frutto attivando uno strumento di previdenza complementare.

TFR nel fondo pensione: come funziona il riscatto?

La quota di TFR accantonata negli anni di lavoro in un fondo pensione si può prelevare solamente in determinate circostanze, in base alle regole specifiche stabilite dal fondo. Questo è possibile ad esempio per motivazioni come l’acquisto o la ristrutturazione di una casa, in caso di disoccupazione o invalidità.

Quando il TFR non viene tassato?

Il TFR è soggetto ad una specifica tassazione, molto vantaggiosa se si decide di versarlo in un fondo pensione, con aliquota che varia dal 9% al 15%.

Cosa cambia dal 2026 per il TFR e i fondi pensione?

Da luglio 2026 in caso di assunzione, il TFR viene versato automaticamente all’interno di un fondo pensione in base al CCNL di riferimento. In alternativa è possibile scegliere di lasciarlo in azienda procedendo con questa opzione entro 6 mesi dall’assunzione.

Quali sono i vantaggi di versare il TFR in un fondo pensione?

Questa opzione è più vantaggiosa perché il TFR non rimane in azienda, ma viene accantonato in un fondo che garantisce una rendita migliore in base all’andamento del mercato. Inoltre ci sono diversi vantaggi a livello fiscale, con una tassazione ridotta per queste somme. Le quote si possono poi ritirare prima della pensione per casi particolari.

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*Investire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d’investimento prima di procedere.

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