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Investimenti: la sfortuna non c’entra

Investire

Tutta colpa del colpo di stato fallito.

Quando si parla di investimenti, sono diversi i risparmiatori che pensano ci voglia un pizzico di fortuna per beccare il momento ideale o quelli che accusano la sfortuna per il pessimo epilogo del loro investimento.

Sul primo caso abbiamo spesso ricordato rischi e inefficacia del market timing, sul secondo rimediamo subito, dimostrandovi quanto la sfortuna non abbia nulla a che fare con gli investimenti, almeno con quelli ragionati e gestiti bene.

Al riguardo il caso delle obbligazioni in lira turca emesse da Banca IMI, pochi giorni prima del fallito colpo di stato in Turchia, è esemplare.

L’emissione aveva riscontrato un discreto successo tra i piccoli risparmiatori italiani attirati dall’idea di un bond a 2 anni con rendimento a scadenza del 9,72% e cedola fissa annuale del 9,15%. Ma poi nella notte del 15 luglio è arrivato il tentativo di colpo di stato militare, il crollo della la lira turca e la prospettiva di importanti ripercussioni politiche e e economiche. Un grosso problema per chi aveva appena sottoscritto quelle obbligazioni e che ora si prepara a mesi difficili. Solo una stabilizzazione del cambio potrebbe aiutare ma chi è in grado di dire come andrà a finire? Nessuno. Ed è proprio per questo che non si può parlare di sfortune, né approcciarsi ad investimenti che possono esporci troppo.

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La sfortuna non esiste. Il buon senso sì.

Investire in singoli titoli, aree geografiche o valute, a prescindere dal potenziale livello di rischiosità, significa esporsi all’andamento di tale investimento senza poter esercitare alcun margine di controllo su di esso.

Solo una diversificazione ampia e frutto di una strategia adeguata può proteggere gli investimenti da eventi inaspettati o svolte storiche come la Brexit per esempio.

E va detto, se in passato diversificare voleva dire spendere, oggi i servizi finanziari si sono evoluti parecchio, dando a tutti l’opportunità di investire in portafogli ben diversificati e gestiti da professionisti, come accade in MoneyFarm dove bastano 100 euro al mese per investire in maniera efficiente e redditizia. Nessuna scusa insomma. Il giorno della Brexit, mentre il crollo del Ftse Mib (-12,48%) seminava il panico e mieteva vittime… i nostri clienti hanno potuto contare su portafogli ben diversificati e gestiti, dalle perdite quasi nulle, recuperate peraltro nell’arco di un paio di giorni.

Nessun colpo di fortuna, quanto invece una strategia di investimento solida e accessibile. La sfortuna non esiste, l’importante è non crearsela da soli.

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